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Kiev attacca nel Mediterraneo, metaniera russa in fiamme vicino Malta
AFP Kiav attacca nel Mediterraneo, metaniera russa in fiamme vicino a Malta
La nave metaniera russa Arctic Metagaz è in fiamme nel Mediterraneo, vicino all'isola di Malta: lo hanno riferito alla Reuters fonti della sicurezza marittima, mentre le forze armate maltesi dicono che l'equipaggio della nave è sano e salvo su una scialuppa di salvataggio all'interno della zona di ricerca e soccorso della Libia.
L'imbarcazione, soggetta a sanzioni da parte di Stati Uniti e Regno Unito, ha segnalato la sua posizione al largo delle coste di Malta lunedì, secondo i dati di tracciamento delle navi sulla piattaforma MarineTraffic. La nave potrebbe essere stata attaccata da un drone navale e l'Ucraina è sospettata di aver condotto l'operazione, ha affermato una delle fonti.
Le forze armate maltesi hanno affermato di aver ricevuto un messaggio di soccorso relativo alla nave e di averla localizzata, senza fornire dettagli sulle sue condizioni. Il gestore della nave, LLC SMP Techmanagement, con sede in Russia, il produttore russo di GNL Novatek e il ministero dei Trasporti russo non hanno risposto immediatamente alle richieste di commento. Secondo il Times of Malta, fonti informate hanno affermato che è improbabile che l'incidente possa causare danni ambientali a Malta, poiché si ritiene che la nave trasporti solo GNL.
Merz: Trump consapevole di posizione Ue e della posta in gioco per Kiev
In Ucraina "il numero di morti e feriti è salito a un milione. Questa guerra deve finire, una volta per tutte. Mi sono espresso in favore del fatto che venga aumentata la pressione sulla Russia". Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, parlando con la stampa tedesca dopo l'incontro con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a Washington. Con il presidente Trump "abbiamo parlato in modo approfondito della guerra in Ucraina. È chiaro che l’Ucraina non può fare ulteriori concessioni territoriali. Non deve esserci alcuna legittimazione definitiva delle aree occupate militarmente dalla Russia. Ho spiegato al presidente americano, anche con l’ausilio di una mappa del fronte e indicando l’accesso ucraino al Mar Nero, che cosa è in gioco. La mia impressione è che ora comprenda meglio la posizione europea e la posta in gioco per Kiev".
Trump: “A volte me la prendo con Putin, altre con Zelensky, tra loro c'è odio tremendo”
Il conflitto tra Ucraina e Russia ha "alta priorità". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando ai giornalisti nello Studio Ovale al fianco del cancelliere tedesco Friedrich Merz. Parlando dell'"odio tremendo" tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, ha detto: "ho visto molto odio nella mia vita, ma questo è a livelli top. Penso ci sarà un accordo. A volte me la prendo con uno, altre volte con l'altro".
Merz: l'Ucraina deve preservare il suo territorio
Kiev deve "preservare" il suo territorio. Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, pur sottolineando di sperare che la guerra in Ucraina finisca al più presto. "L'Ucraina deve però preservare il suo territorio e i suoi interessi sulla sicurezza", ha detto.
Zelensky propone ai Paesi arabi di scambiare i propri droni intercettori con missili di difesa
L'Ucraina è pronta a fornire i propri droni intercettori di produzione nazionale ai Paesi del Medioriente in cambio dei missili di difesa aerea di fabbricazione Usa di cui Kiev ha disperatamente bisogno. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. L'Ucraina ha bisogno dei missili PAC-3 statunitensi per contrastare gli attacchi con missili da crociera e balistici delle forze russe. Kiev ha sviluppato intercettori economici ed efficienti per combattere i droni Shahed di fabbricazione iraniana utilizzati dalla Russia. I Paesi del Medioriente stanno utilizzando gli stessi missili terra-aria Usa per difendersi dagli attacchi iraniani. "Se ci daranno (i missili di difesa aerea), noi daremo loro i nostri intercettori. Si tratta di uno scambio equo", ha dichiarato Zelensky in conferenza stampa.
Volodymyr Zelensky: l'Ucraina può fornire ai paesi del Medio Oriente intercettori per i droni iraniani in cambio di missili Patriot
Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che per neutralizzare i droni iraniani shahed i paesi del Medio Oriente hanno bisogno di intercettori e l'Ucraina è pronta a fornirglieli in cambio di missili per i sistemi Patriot. "Stiamo costruendo relazioni con i paesi del Medio Oriente. Possiamo fare lo stesso. Ad esempio, oggi hanno sistemi di difesa aerea Patriot, missili PAC-3 (appunto le munizioni per i missili Patriot, ndr), hanno tutto questo. È importante? È molto importante per loro, prima di tutto. Ma questo li protegge da centinaia di "shahed"? Sappiamo bene che no, è un modello che non funziona", ha detto Zelensky, citato dal sito della radiotelevisione pubblica Suspilne. Al contempo, in Ucraina "abbiamo una carenza di PAC-3. Ad esempio, se parliamo di armi durante la guerra di cui abbiamo carenza, si tratta dei missili PAC-3, e se ce li daranno, noi daremo loro degli intercettori. È uno scambio equo. Lo faremmo sicuramente. E, beh, se ora le squadre lavoreranno, vedremo il risultato", ha detto.
Kiev: colpiti 13 impianti petroliferi russi a gennaio e febbraio
Gli attacchi militari ucraini hanno colpito 13 raffinerie di petrolio russe, depositi di petrolio e altre strutture del settore petrolifero e del gas nei mesi di gennaio e febbraio, ha dichiarato martedì il ministero della Difesa ucraino. Il ministero ha aggiunto in una dichiarazione su Telegram che l'esercito ha effettuato più di 40 attacchi in Russia contro il settore petrolifero e del gas, impianti industriali militari e centri di comando, tra gli altri obiettivi.
Vladimir Putin discute al telefono con Viktor Orbán dei cittadini ungheresi catturati in guerra
Il presidente russo Vladimir Putin ha parlato al telefono martedì con il primo ministro ungherese Viktor Orban e ha discusso del conflitto in Medio Oriente e della cooperazione bilaterale tra i loro paesi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale RIA. Interfax ha riferito che hanno anche discusso della questione dei cittadini ungheresi catturati dalla Russia mentre combattevano per l'Ucraina.
Cremlino: non sappiano ancora tempi e luoghi per un nuovo colloquio trilaterale
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, nel suo consueto briefing con la stampa, ha afferma to che "a causa della situazione in Medio Oriente non si può parlare di un nuovo ciclo di negoziati sull’Ucraina ad Abu Dhabi… per ragioni comprensibili", chiarendo che l’agenda diplomatica è condizionata dalle tensioni regionali. Peskov ha aggiunto: "Non c’è ancora chiarezza sulle tempistiche e sul luogo della riunione trilaterale, non appena emergerà, vi informeremo". Sottolinea poi che, malgrado le circostanze esterne, "non ci sono finora cambiamenti nel ritmo del processo negoziale sull’Ucraina", ribadendo che i colloqui non mostrano segnali di accelerazione o rallentamento.
Il Comitato paralimpico ha vietato una divisa dell'Ucraina con Crimea e Donbas
Il Comitato paralimpico internazionale (Ipc) ha vietato alla squadra ucraina di indossare in occasione dei Giochi paralimpici invernali di Milano Cortina 2026 la divisa da cerimonia con la mappa del paese ritenendo il design "troppo politico": sulla divisa è presente la mappa dell'Ucraina con tutte le regioni amministrate comprese Donbas e Crimea. Valeriy Sushkevych, presidente del Comitato paralimpico ucraino, ha spiegato che la divisa contestata, disegnata dal designer Viktor Anisimov, era destinata per le cerimonie e non alle competizioni e che ora verrà cambiata.
Droni arrivano sulla raffineria di petrolio di Ilya, nel territorio di Krasnodar, Russia
Zelensky, con Iran tempo rallentamento consegna missili. Ma Putin più debole
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dice di temere che l'operazione militare degli Stati Uniti contro l'Iran porterà a un "rallentamento" nella consegna di missili americani acquistati con fondi europei nel quadro del programma Purl, come già avvenuto durante la guerra dei 12 giorni del 2025.
"Oggi non è ancora avvenuto, ma temo che potrebbe ripetersi", spiega, aggiungendo tuttavia che ancora nessuno ha cancellato il prossimo round di negoziati, il 5 o 6 di questo mese, anche se magari non si terrà proprio ad Abu Dhabi. In una intervista al Corriere della Sera, Zelensky tuttavia precisa che attaccare gli obiettivi militari iraniani è "stata una buona decisione".
"Gli iraniani producono un mucchio di armi per la Russia, specie droni e missili, anche se adesso credo non potranno più farlo e forse saranno i russi ad armarli a loro volta". Putin oggi è più debole. Parla, ma non agisce, dimostra che è un alleato debole degli iraniani. Come del resto lo è stato per la Siria di Bashar Assad: alla fine gli ha dato soltanto asilo in Russia. Forse agli iraniani ha ridato alcune delle armi che aveva ricevuto, magari gli stessi droni Shahed che adesso Mosca produce in due fabbriche su licenza di Teheran".
Zelensky, 'non lascerò mai il Donbass e gli ucraini che lo abitano'
"Io non lascerò mai il Donbass e i 200 mila ucraini che lo abitano". Lo ha detto il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky in un'intervista al Corriere della sera, sottolineando che "Putin ha perso la sua offensiva invernale. Ha attaccato le centrali elettriche nel pieno del gelo, voleva dividerci, ha cercato di mettere la popolazione civile contro l'esercito per costringerlo a smettere di combattere. Ma ha fallito". La Russia, specifica Zelensky, sta "perdendo un mucchio di uomini, sino a 35 mila al mese. È un numero gigantesco. Adesso Putin sta per mobilitare 400 mila nuovi soldati, ma il suo esercito ha smesso di crescere, le perdite eguagliano le nuove reclute, sono immobilizzati, prossimi alla crisi. I negoziati seri - sostiene - inizieranno quando il suo esercito inizierà a rimpicciolirsi".
Parlando delle capacità militari degli europei, il leader ucraino ha affermato che "sono più veloci di prima, ma non ancora in grado di sostituire gli Stati Uniti" nel sostegno a Kiev. Sull'Ungheria, Zelensky ha detto che "Orbán verrà battuto alle elezioni e allora potremo riprendere rapporti regolari" con il Paese. In merito alle prossime elezioni, poi, ha affermato di non essere sicuro se candidarsi: "Vedrò cosa vorranno gli ucraini".
Riguardo il processo negoziale, il presidente ha aggiunto che il prossimo trilaterale con gli americani potrebbe essere il 5 o 6 marzo: "Preferirei a Ginevra, o comunque in Europa, perché la guerra è nel nostro continente". L'attacco all'Iran, infine, per Zelensky è stata una "buona decisione", anche perché gli "iraniani producono un mucchio di armi per la Russia". Ma la preoccupazione è che "potremmo trovarci in difficoltà nel reperire missili e armi per la difesa dei nostri cieli", dato che "gli americani e i loro alleati in Medio Oriente potrebbero averne bisogno per difendersi".
L’Unesco: “In Ucraina danni da 4,5 miliardi di dollari a 522 siti culturali”
Stime ufficiali dell’Unesco riportano che in quattro anni di guerra i danni ai beni culturali dell’Ucraina sono stati pari a 4,5 miliardi di dollari. Sono in tutto 522 i siti culturali danneggiati tra edifici storici, monumenti, biblioteche, teatri, edifici religiosi e musei, secondo i dati aggiornati a mercoledì e presentati nel corso del salone dell'archeologia e del turismo culturale, Tourisma, che si è chiuso ieri a Firenze.
Chiara Dezzi Bardeschi, capo dell'antenna Unesco in Ucraina, spiega: “Per rilanciare il settore della cultura nei prossimi dieci anni saranno necessari 12 miliardi di dollari. Questo mostra chiaramente come tutti gli ambiti culturali siano stati particolarmente attaccati e saranno danni che le future generazioni avranno come responsabilità” di riparare.
Volodymyr Zelensky teme le conseguenze della nuova guerra in Medio Oriente sulle forniture di sistemi e munizioni di difesa aerea
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rivolgendosi ai giornalisti in una conferenza stampa su WhatsApp, ha ribadito il suo rifiuto di cedere alla richiesta di Mosca che l'Ucraina si ritiri dal 20% della regione orientale di Donetsk che la Russia non è riuscita a conquistare. Zelensky ha affermato che la posizione dell'Ucraina si sta rafforzando, poiché il paese è sopravvissuto ai mesi critici dell'inverno rigido e ha dimostrato resilienza nonostante gli intensi attacchi russi con droni e missili alle sue infrastrutture energetiche. Le ostilità in Medio Oriente non hanno finora avuto alcun impatto sulle forniture di armi all'Ucraina da parte dei suoi alleati, ha affermato Zelensky: "Ma, naturalmente, comprendiamo che una guerra lunga, se tale sarà, e l'intensità dei combattimenti influenzeranno la quantità di lanciatori e munizioni per la difesa aerea che riceveremo". Ha affermato che la Russia sta preparando una nuova ondata di attacchi alle infrastrutture, alla logistica e alle forniture idriche, aggiungendo che garantire forniture sufficienti di armi di difesa aerea rimane una sfida fondamentale per Kiev. L'Ucraina è pronta a condividere la sua esperienza nella difesa aerea, ma per ora non ha ricevuto richieste dirette in tal senso dalla Gran Bretagna o da altri partner, ha aggiunto.
Fonte: www.rainews.it
