Francia, primo turno delle amministrative: test chiave, anche a Parigi, per le presidenziali del '27
Chiamati al voto quasi 49 milioni di francesi. Sfide aperte a Marsiglia, Bordeaux e Lione. Alle 12 bassa affluenza, in netta controtendenza
Afp Una tornata elettorale monstre per eleggere circa 35mila sindaci ma anche un test politico chiave, in vista della corsa per l'Eliseo dell'anno prossimo. Oggi milioni di francesi vanno alle urne per il primo turno delle elezioni amministrative (il ballottaggio è previsto per la domenica successiva, 22 marzo). Le sezioni si sono aperte alle 8 e chiuderanno alle 18. Sono chiamati al voto 48,7 milioni di cittadini. Si voterà anche nei territori d'Oltremare, in Nuova Caledonia, Reunion e Mayotte.
Alle 12 bassa affluenza, contrariamente alle attese
Si vota in migliaia di piccoli e medi Comuni ma anche nelle principali città, a cominciare da Parigi, Marsiglia, Bordeaux, Lione, Nizza e Tolosa.
Contrariamente a quanto ci si attendeva, l'affluenza alle 12 è stata molto bassa: meno del 20% degli elettori si sono recati alle urne. Secondo il Ministero dell'Interno, l'affluenza di mezzogiorno è stata del 19,37%, un punto in più rispetto al 2020, che tuttavia fu un appuntamento elettorale contrassegnato negativamente dalla pandemia del Covid, con un tasso di affluenza mai così basso. Il livello di oggi è invece inferiore di 4 punti a quello del 2014, alla stessa ora.
I dati sull'affluenza previsti erano diversi, più alti, anche a causa di una campagna elettorale tesissima, sconvolta dalla guerra in Medio Oriente e dall'omicidio dell'attivista di estrema destra Quentin Deranque a Lione, in cui sarebbe coinvolto anche il collaboratore di un deputato de La France Insoumise.
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La partecipazione elettorale in Francia, inoltre, è tradizionalmente alta per questo tipo di elezioni.
Test per il Rassemblement National, per la volata verso il 2027
Pur essendo elezioni locali, l'esito delle urne darà una prima indicazione delle dinamiche politiche che porteranno alle elezioni presidenziali e legislative del 2027. Da tempo, ormai, tutte le rilevazioni danno in netto vantaggio il Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan Bardella, che puntano a confermarsi nei loro “feudi” al sud e al nord del Paese. Al momento, il RN governa in una sola città con più di 100mila abitanti, Perpignan. Il test di oggi dimostrerà se questa tendenza in crescita può essere ormai considerata un dato consolidato.
Va tenuto conto, tuttavia, di un altro elemento, non marginale: in Francia, i partiti tradizionali (il centrodestra dei Repubblicani e il centrosinistra dei Socialisti) sono ben radicati a livello locale e riescono a mantenere questo margine di potere ultradecennale; allo stesso tempo, le nuove formazioni, da La France Insoumise al Rassemblement National (e in parte anche Renaissance del presidente Macron), hanno buona presa a livello nazionale - avendo indirettamente contribuito a moltiplicare l'offerta politica - ma scarso appeal a livello locale. I risultati di questa tornata elettorale, quindi, potrebbero dover essere letti con una doppia lente, poiché c'è la possibilità che gli elettori vadano a votare tenendo conto della situazione politica locale, mettendo da parte (o posticipando) una scelta fatta guardando ai grandi temi della politica nazionale. Ci sono anche vari sondaggi che indicano che gli elettori si dicono soddisfatti del governo dei propri amministratori, e che quindi auspicano un mantenimento delle maggioranze uscenti.
In ogni caso, nelle grandi città tutto è possibile, data l'alta frammentazione del voto, che permetterà a molti candidati di superare la soglia del 10%, necessaria per accedere al secondo turno.
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Le sfide di Parigi e Marsiglia
A Parigi la partita sembra giocarsi tra l'ex ministra sotto Nicolas Sarkozy Rachida Dati e il socialista Emmanuel Grégoire, in testa ai sondaggi, erede dei 12 anni di governo della sindaca uscente Anne Hidalgo, di cui Grégoire è stato vice. Ma la candidata dell'estrema destra ‘zemmourista’, Sarah Knafo, è data al 13,5% e potrebbe giocare il ruolo di arbitro della partita.
A Marsiglia il sindaco uscente di sinistra, Benoit Payan, potrebbe trovarsi a fronteggiare Franck Allisio, candidato del Rassemblement National, che ha buone chances di strappare ai socialisti la seconda città di Francia (ma, secondo i sondaggi, al primo turno potrebbero arrivare alla pari). Gli altri sfidanti sono la candidata di centro-destra, Martine Vassal, e l’esponente de La France Insoumise, Sébastien Delogu. Partite aperte anche a Tolosa, Bordeaux, Lilla e Lione, dove è molto probabile che il nome del nuovo sindaco si conoscerà domenica prossima.
Occhi puntati anche su Le Havre, dove l’ex premier Edouard Philippe, sindaco uscente, ha annunciato che confermerà la propria candidatura all'Eliseo soltanto se gli elettori della sua città gli confermeranno la fiducia come primo cittadino. Candidato con il suo partito centrista Horizons, Philippe è considerato al momento l'unico “moderato” in grado di arrivare al ballottaggio per l'Eliseo contro il Rn, evitando un'inedita sfida delle ali estreme per la presidenza, tra Le Pen e Jean-Luc Mélenchon.
Fonte: www.rainews.it
