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Dopo Khamenei, un altro Khamenei: ecco Mojtaba
Secondo alcuni media, la nuova Guida Suprema dell'Iran sarà il secondogenito del defunto leader Ali Khamenei, Mojtaba
È il New York Times a riportare la decisione di Khamenei di designare il successore: nella rosa non compare il figlio, Mojtaba. Una ricostruzione smentita dai fatti. Infatti è lui ad essere eletto come nuova Guida Suprema dell’Iran.
Secondogenito di Khamenei, 56 anni, è un politico e religioso con ottime relazioni con le forze di sicurezza, in particolare i Pasdaran. Nato a Mashhad nel settembre 1969, ha prestato servizio nella guerra Iran-Iraq dal 1987 al 1988 e nel 1999 ha continuato gli studi a Qom per diventare chierico.
Era da tempo considerato il figlio più influente di Khamenei e un possibile successore di suo padre come leader supremo. Ma Mojtaba è anche una figura chiacchierata per presunti arricchimenti e proprietà immobiliari anche in Occidente, di cui ha parlato in una recente inchiesta Bloomberg. Ha sostenuto Ahmadinejad nelle controverse elezioni presidenziali del 2005 e del 2009 e secondo i media potrebbe aver svolto un ruolo di primo piano nell'orchestrarne la vittoria elettorale nel 2009. Negli ultimi giorni erano circolate voci che fosse stato ucciso o gravemente ferito, ma l'agenzia di stampa iraniana Mehr ha riferito che Mojtaba è uscito illeso dall'attacco in cui sono morti suo padre, sua moglie e altri familiari.
Un uomo vissuto nell’ombra ma con una fitta rete di relazioni e una rete finanziaria con un impero immobiliare di oltre 100milioni di sterline solo nel Regno Unito. Un patrimonio stellare, mentre il Paese affonda nella crisi economica. I fondi provengono principalmente dalle vendite di petrolio iraniano e transitano su conti di banche straniere e società fantasma. Sua una lussuosissima villa a Londra, acquistata nel 2014 per oltre 33 milioni di sterline. Nel suo portafoglio oltre alle ville anche hotel di lusso. Nulla è intestato direttamente a Mojtaba: il suo nome non compare in alcun documento, sostituito da intermediari fidati e scatole cinesi. Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti lo ha sanzionato nel 2019, ma questo non ha impedito al suo impero di espandersi.
Fonte: www.rainews.it
