UE e India firmano l’accordo che cambia gli equilibri globali
Visita di von der Leyen e Costa a New Delhi per firmare un accordo di libero scambio: un’intesa che punta a ridisegnare i rapporti economici e geopolitici tra Europa e Asia
Ansa Il 26 gennaio 1950 entrò in vigore la Costituzione indiana, che concluse la transizione post-coloniale. Oggi la data ha assunto un valore politico ulteriore: la presenza dei vertici europei alla parata della Festa della Repubblica non è solo simbolica ma funzionale a un passaggio diplomatico che Bruxelles ha già definito «la madre di tutti gli accordi».
I negoziati per un accordo di libero scambio tra Unione Europea e India erano stati avviati nel 2007, si erano arenati nel 2013 e sono ripartiti formalmente nel luglio 2022. Domani è attesa la firma politica dell’intesa.
Cosa prevede l’accordo
La maggior parte dei capitoli negoziali è stata chiusa o portata a un livello considerato sufficiente per una dichiarazione politica di conclusione dell’accordo. Questo non significa però un’entrata in vigore immediata: il testo dovrà affrontare un iter di ratifica complesso, che include l’approvazione del Parlamento europeo e, con ogni probabilità, dei parlamenti nazionali degli Stati membri.
Sul piano economico, il quadro è imponente. Secondo le proiezioni del Fondo Monetario Internazionale, l’India è destinata a diventare la terza economia mondiale. L’Unione Europea è già oggi il suo principale partner commerciale: gli scambi bilaterali di merci hanno raggiunto i 135 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2023-24, con un aumento di quasi il 90 per cento nell’ultimo decennio, a cui si aggiungono circa 60 miliardi di euro di scambi nei servizi.
L’intesa apre la strada a un mercato integrato di circa due miliardi di persone, pari a oltre un quarto del PIL mondiale. Non si tratta solo di riduzione dei dazi: per l’Europa significa accesso più competitivo a un’economia in forte crescita, con benefici per settori oggi penalizzati da barriere e costi elevati – come automotive, agroalimentare, vino e macchinari. Per l’India, l’accordo rafforza l’accesso al mercato europeo in comparti chiave come tessile, servizi informatici, farmaceutico e alcune produzioni agricole.
La risposta europea a Cina e Russia
Per l’Unione Europea, l’accordo con l’India è una delle prime applicazioni concrete della strategia di de-risking: ridurre le dipendenze critiche senza arrivare a una rottura totale delle relazioni economiche globali. In questo senso, New Delhi rappresenta un’alternativa credibile alla Cina per la diversificazione delle catene di approvvigionamento e per nuovi investimenti industriali.
Settori europei oggi penalizzati da dazi e barriere – automotive, agroalimentare, vino, macchinari – potranno beneficiare di un accesso più competitivo a un mercato in forte espansione. Allo stesso tempo, l’India rafforza il proprio posizionamento nel mercato europeo in comparti strategici come tessile, servizi informatici, farmaceutico e alcune produzioni agricole.
Ma l’aspetto più rilevante è politico: l’accordo introduce regole più stabili sugli investimenti e consolida un rapporto strutturale che riduce, per entrambe le parti, la dipendenza da partner percepiti come sempre meno affidabili.
Sicurezza, difesa e nuove alleanze
Il libero scambio è solo una parte di un disegno più ampio. All’accordo economico si affianca un Partenariato su Difesa e Sicurezza, che punta a rafforzare la cooperazione industriale militare e a ridurre la storica dipendenza indiana dalla Russia. Le industrie indiane potranno partecipare a progetti europei, segnando un cambio di passo rispetto al passato.
UE e India condividono inoltre un interesse crescente nella sicurezza marittima tra Oceano Indiano e Mediterraneo, aree attraversate da tensioni e da un coordinamento sempre più visibile tra Cina, Russia e Iran. Anche la cooperazione in cybersecurity e difesa digitale assume un peso politico rilevante, in un contesto di aumento degli attacchi informatici e delle operazioni ibride.
Fonte: www.rainews.it
