Bbc, Trump chiede 1 miliardo come risarcimento entro venerdì. Starmer difende la tv pubblica
In un video di un anno fa si “fusero” due spezzoni distanti 50 minuti di un comizio del tycoon. Oggi il presidente della Bbc viene ascoltato in Parlamento. Ieri le dimissioni di AD e direttore generale. Trump minaccia azioni legali
Il premier laburista britannico Keir Starmer difende il modello di servizio pubblico di "una Bbc forte" in "un'era segnata dalla disinformazione" a livello globale, pur avendo criticato come "un errore grave" la vicenda del montaggio artefatto di due passaggi separati del discorso di Donald Trump del 2021. Lo ha sottolineato Downing Street, mentre il presidente del cda dell'emittente, Samir Shah, è in audizione in Parlamento. Lo stesso Shah ha intanto diffuso il testo formale dell'annunciata lettera di scuse sul caso Trump, ammettendo di non poter escludere una querela miliardaria da parte del presidente Usa. A stretto giro infatti la notizia attesa è arrivata, confermata nel primo pomeriggio dalla stessa Bbc: il presidente degli Stati Uniti ha inviato una lettera formale minacciando azioni legali per il documentario col discorso “manipolato”. Trump avrebbe chiesto anche un risarcimento di 1 miliardo di dollari.
Tim Davie, direttore generale della Bbc, e Deborah Turness, amministratore delegato di Bbc News, hanno rassegnato ieri le dimissioni in seguito alle polemiche per quel documentario su Trump andato in onda circa un anno fa. Nel video prodotto dal programma d'inchiesta “Panorama” era stato modificato un discorso del presidente degli Stati Uniti del 6 gennaio 2021 per fare sembrare che incitasse i suoi sostenitori ad assaltare Capitol Hill. Nelle rispettive note di dimissioni, Davie e Turness precisano: “Ci sono stati degli errori” ma “le accuse di faziosità sono sbagliate”.
Martedì il quotidiano di area conservatrice Daily Telegraph aveva riferito di un dossier interno alla Bbc, relativo al documentario “Trump: A Second Chance?” trasmesso lo scorso anno e realizzato per la Bbc da una società di produzione indipendente.
Il presidente della Bbc, Samir Shah, ha ammesso dunque che le modifiche al discorso di Trump hanno dato l'impressione che l'allora uscente presidente degli Stati Uniti stesse incitando alla violenza: "Ammettiamo che il modo in cui il discorso era stato montato abbia dato l'impressione di un appello diretto all'azione violenta", ha scritto Shah in una comunicazione alla Commissione Cultura della Camera dei Comuni, "la Bbc desidera scusarsi per quell'errore di giudizio".
I due spezzoni del discorso “fusi” insieme
Il dossier focalizzava l’attenzione sul fatto che due parti diverse del discorso di Trump fossero state montate insieme per fare sembrare che l’allora candidato alla Casa Bianca incitasse esplicitamente all’assedio di Capitol Hill poi avvenuto il giorno stesso, promettendo ai sostenitori che avrebbe marciato con loro verso il Campidoglio per “combattere con tutte le nostre forze”.
Come spiega la stessa Bbc sul suo sito web, nel suo discorso a Washington Dc del 6 gennaio 2021 Trump aveva affermato: “Andremo al Campidoglio e faremo il tifo per i nostri coraggiosi senatori, deputati e deputate”. Ma nel montaggio di Panorama, Trump era mostrato mentre diceva: “Andremo al Campidoglio... e io sarò lì con voi. E combatteremo. Combatteremo con tutte le nostre forze", cioè in inglese "we fight like hell”.
La Bbc sottolinea che “le due sezioni del discorso montate insieme erano distanti più di 50 minuti. Il commento ‘combatteremo con tutte le nostre forze’ è tratto da una sezione in cui Trump discuteva di quanto fossero ‘corrotte’ le elezioni statunitensi. In totale ha usato la parola combattere o combattimento per 20 volte durante il discorso”.
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La richiesta di Trump: 1 miliardo di dollari entro il 14 di venerdì
Donald Trump ha "avvisato" la Bbc che intende fare causa per 1 miliardo di dollari (760 milioni di sterline). Secondo quanto riporta il Daily Mail nella lettera il presidente americano avrebbe fissato una scadenza alle 17:00, le 23 italiane, di venerdì 14 per "conformarsi" alle sue richieste. Nella lettera inviata alla Broadcasting House dal suo team legale si legge: "Il presidente Trump non avrà altra alternativa che far valere i suoi diritti legali ed equi, tutti espressamente riservati e non rinunciabili, anche avviando un'azione legale per un risarcimento danni non inferiore a un miliardo di dollari".
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Trump: “Persone disoneste cercano di mettere a repentaglio le elezioni”
Dopo le dimissioni, è arrivato a stretto giro il commento di Trump sul social Truth: “I vertici della Bbc, incluso Tim Davie, il capo, si sono dimessi/licenziati perché sono stati sorpresi a ‘manipolare’ il mio ottimo (perfetto!) discorso del 6 gennaio”.
Il presidente Usa aggiunge: “Grazie al Telegraph per avere smascherato questi ‘giornalisti’ corrotti. Sono persone molto disoneste che hanno cercato di mettere a repentaglio le elezioni presidenziali. Oltre a tutto il resto, provengono da un Paese straniero, che molti considerano il nostro alleato numero uno. Che cosa terribile per la democrazia!”
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L’articolo del Telegraph che ha scatenato le polemiche
La polemica era esplosa dopo che martedì il Daily Telegraph aveva pubblicato un articolo dal titolo “Esclusivo: la Bbc ha manipolato il discorso di Trump, rivela un rapporto interno”. L’articolo del quotidiano conservatore riferiva che il filmato “alterato” con il discorso di Trump era finito al centro di un dossier di 19 pagine sulle faziosità della Bbc, preparato da un membro del comitato di controllo dell’azienda e circolato tra gli ambienti governativi.
Nel dossier è scritto che il programma ha fatto sì che il presidente degli Stati Uniti “dicesse” cose che in realtà non aveva mai detto”, unendo riprese dell’inizio del suo discorso con un altro spezzone pronunciato quasi un’ora dopo. Sempre secondo “The Telegraph”, sulla base del dossier, alti dirigenti e il presidente della Bbc (Samir Shah, Ndr) “avevano ignorato e respinto una serie di gravi lamentele sollevate dall’organismo di controllo degli standard dell’azienda.
L’articolo del Telegraph promette che il quotidiano avrebbe pubblicato presto altri estratti del promemoria, che accusa la Bbc in lingua araba di parzialità nella sua copertura della guerra a Gaza, oltre che la stessa azienda di “effettiva censura” nella sua copertura del dibattito sui transgender. Il quotidiano conservatore quindi passa all’attacco: “Il documento solleva seri interrogativi sulla cultura aziendale della Bbc, su come questa influisca sull’imparzialità e su come i dirigenti, tra cui Tim Davie, il direttore generale, siano accusati di chiudere un occhio sulle prove di parzialità”.
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Una bomba a orologeria
Sul suo sito web la Bbc pubblica integralmente le lettere inviate ai dipendenti dopo le dimissioni da Davie e Turness, oltre che dallo stesso presidente Shah che però non si è dimesso. Nell’articolo la Bbc ammette che “nelle e-mail inviate al personale, sia Davie sia Turness hanno affermato che sono stati commessi degli errori”.
Ma è la stessa Bbc a spiegare perché le dimissioni siano arrivate proprio ora, a un anno da quando il documentario su Trump è andato in onda. Per l’emittente britannica, Tim Davie ha affrontato molti scandali e crisi durante i suoi cinque anni alla guida della Bbc, tanto che alcuni media lo hanno soprannominato “Teflon Tim”.
È la stessa azienda guidata per cinque anni da Davie a rivelare che la controversia sul documentario “arriva in un momento delicato per la Bbc, con il governo pronto a rivedere lo Statuto Reale dell’azienda, che di fatto le conferisce il diritto di esistere, prima della scadenza dell’attuale mandato nel 2027”. Non a caso nell’email inviata ai dipendenti dopo le dimissioni, Davie le motiva con l’intenzione di “creare le condizioni e lo spazio migliori affinché un nuovo direttore generale possa entrare in carica e dare forma in modo positivo al prossimo Statuto Reale”.
Ex direttrice news Bbc: “I nostri giornalisti sono imparziali”
All'arrivo oggi nella sede centrale della Bbc a Londra, l'ex responsabile delle notizie e dimissionaria Deborah Turness ha difeso i giornalisti dell'emittente britannica dalle accuse di parzialità dopo le critiche suscitate da un documentario sul presidente degli Stati Uniti Donald Trump, modificato in maniera fuorviante. “I nostri giornalisti sono persone che lavorano sodo e si impegnano per garantire l'imparzialità, e io sosterrò il loro lavoro”, ha detto Turness ai giornalisti, “non c'è alcuna parzialità istituzionale. Si commettono errori, ma non c'è alcuna parzialità istituzionale”.
Una Commissione della Camera ha riconosciuto la colpevolezza di Trump nell'incitamento all'insurrezione
Donald Trump non è stato condannato per l'assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021, anche se la sua responsabilità politica è stata riconosciuta dalla Commissione della Camera e molte persone coinvolte negli scontri sono state condannate o graziate da lui.
Nel dettaglio la Commissione della Camera ha riconosciuto all'unanimità la sua responsabilità nell'insurrezione, ritenendolo colpevole di ostruzione al Congresso, cospirazione e incitamento all'insurrezione; tuttavia, non è stato formalmente condannato in un processo penale per questi reati.
Inoltre, nel 2025 Trump ha concesso la grazia a oltre 1.500 persone condannate o incriminate per l'assalto al Congresso, incluso i leader di gruppi estremisti come i Proud Boys e gli Oath Keepers, il che ha sollevato critiche per aver di fatto assolto anche se stesso da responsabilità dirette riguardanti l'evento.
Il presidente della Bbc nega “pregiudizio sistematico” contro Israele
Il presidente della Bbc, Shamir Shah, ha negato che l'emittente pubblica britannica avesse un "pregiudizio sistematico contro Israele" nella sua copertura della crisi in Medio Oriente, come sostenuto invece dal rapporto del consulente Michael Prescott da cui è nato il caso che ha portato alle dimissioni il direttore generale Tim Davie e l'amministratore delegato Deborah Turness.
Shah ha sottolineato, in un'intervista alla giornalista della Bbc Katie Razzall, che la rete è un'organizzazione enorme che fa tanto "eccellente giornalismo imparziale".
"È una mancanza di rispetto nei confronti dei giornalisti della Bbc, nel Paese e nel mondo, definirli a causa di un errore", ha concluso.
Fonte: www.rainews.it
