La guerra dei narcos in Messico
Aldo Civico, docente alla Columbia University, e il filo che ci riporta indietro al periodo di Escobar, alle milizie politicizzate di allora che pian piano si trasformano nelle “truppe” di sostegno e protezione al “Patron”
AFP Il centro America in fibrillazione tra le vicende del Venezuela, la pressione americana e le prossime elezioni in Colombia, Cuba sempre centrale nella geopolitica di quei luoghi. Il petrolio e soprattutto il traffico di sostanze illecite, dalla cocaina al fentanil. I narcotrafficanti ago della bilancia tra guerra e pace e la violenza, oltre al denaro, come arma di ricatto.
La morte di uno dei più importanti trafficanti del Messico, El Mencho, ha scatenato reazioni violente che adesso sembrano essere terminate. Il governatore dello stato messicano di Jalisco, Pablo Lemus, ha tolto oggi il codice rosso che imponeva il coprifuoco e la sospensione delle attività dopo le violenze scatenate dai narcos: "Al termine di una riunione del gabinetto Federale sulla sicurezza abbiamo concordato di revocare il Codice Rosso e di normalizzare le attività in tutto Jalisco", ha annunciato Lemus in un post sui social. "Manterremo il gabinetto sulla sicurezza in sessione permanente per affrontare eventuali incidenti che dovessero verificarsi", ha aggiunto. Parallelamente il governo locale ha annunciato anche la piena ripresa delle operazioni dei due principali aeroporti, quelli di Guadalajara e Puerto Vallarta, e la riapertura degli uffici pubblici, delle banche, delle stazioni di servizio e delle principali attività commerciali.
Come si è arrivati a questo punto, da dove nascono i cartelli. Il filo ci riporta indietro al periodo di Escobar, alle milizie politicizzate di allora che pian piano si trasformano nelle “truppe” di sostegno e protezione al “Patron” poi ai vari gruppi che si formarono prima e dopo la sua morte nel 1993.
Aldo Civico, antropologo e docente di Risoluzione dei Conflitti alla Columbia University a Rainews.it fa un quadro della situazione
"El Mencho", uno dei simboli della frammentazione del narcotraffico
Il conflitto con i narcotrafficanti e le sue fasi
Da dove nasce questo fiorente commercio? Si possono analizzarne le cause come la domanda di droga negli USA (che genera miliardi per i cartelli), povertà diffusa (46% della popolazione nel 2006-2010), o la corruzione istituzionale (tasso di impunità del 90-95%) e la frammentazione dei cartelli dopo l'arresto di leader storici negli anni '80-'90?
Nel 2006 il presidente Felipe Calderón lancia un'offensiva militare contro i cartelli, dispiegando decine di migliaia di truppe. Da allora tante le fasi in cui si è manifestata la lotta al crimine.
Nel periodo 2006-2012 (era Calderón): l'Operazione Michoacán, Strategia "kingpin" per catturare i capi che ha causato frammentazioni e guerre tra cartelli (es. Ciudad Juárez, con picchi di 200-300 omicidi per 100.000 abitanti).
Nel 2012-2018 (Era Peña Nieto): Tentativi di de-escalation, ma eventi come il rapimento di 43 studenti a Iguala (2014) e la fuga di El Chapo Guzmán (2015) hanno reso ancor più visibile il rapporto stretto tra governo e cartelli.
Nel periodo 2018-2024 (Era López Obrador): viene dichiarata la "fine della guerra" e ci sono arresti chiave come El Mayo Zambada del Cartello di Sinaloa nel 2024.
Dal 2024-oggi (Presidenza Sheinbaum): c’è una continuità con le operazioni mirate, come quella contro El Mencho.
Il conflitto ha causato 350.000-400.000 morti dal 2006, inclusi 60.000 scomparsi.
Un prezzo molto alto è stato pagato anche dalla stampa: dal 2000, oltre 150 giornalisti sono stati uccisi in Messico e almeno 28 sono stati segnalati come dispersi o scomparsi. I dati del CPJ indicano che il Messico è il Paese con il più alto numero di giornalisti scomparsi a livello globale, con tassi di impunità superiori al 95%.
Messico in fiamme, lotta a narcotrafficanti dopo l'uccisione di "El Mencho"
I cartelli principali coinvolti
- CJNG (Jalisco Nuova Generazione il capo El Mencho morto nel 2026): fentanil, metanfetamine, estorsioni; uso di droni e tattiche militari Potente ma instabile post-morte leader; espansione internazionale.
- Sinaloa ( i capi El Chapo condannato e El Mayo arrestato nel 2024): cocaina, eroina; alleanze variabili Frammentato, guerre interne.
- Los Zetas Tamaulipas ( il capo Heriberto Lazcano morto nel 2012): rapimenti migranti, splinter in gruppi minori.
- Gulf Tamaulipas con vari leader : cocaina, corruzione In lotta con Zetas.
- La Familia Michoacana/Knights Templar Michoacán ( il capo Servando Gómez arrestato nel 2015): estorsioni e alleanze con CJNG.
Il governo messicano ha perso migliaia di soldati e poliziotti (oltre 4.000 uccisi). I cartelli hanno impiegano circa 185.000 membri influenzando tutte le economie locali.
I ricavi dal Traffico di Droga
I cartelli messicani dominano il mercato delle droghe sintetiche (fentanil, metanfetamine) e della cocaina verso gli USA, che rappresentano la loro principale fonte di reddito. Secondo il Rapporto Mondiale sulle Droghe 2025 dell'ONU, i cartelli messicani generano circa 12,1 miliardi di dollari all'anno dal traffico di cocaina, eroina e metanfetamine.
Questa cifra supera quella dei cartelli colombiani e riflette il controllo messicano sulle rotte di transito e produzione.
Solo dal fentanil, i profitti sono stimati tra 700 milioni e 1 miliardo di dollari annui, grazie ai bassi costi di produzione (fino a 2.700 volte il markup).
I cartelli principali (CJNG e Sinaloa) controllano la produzione in laboratori clandestini in Messico, usando precursori chimici dalla Cina, e distribuiscono via social media e reti negli USA, secondo i dati diffusi dalla Dea americana.
Diversificazione delle Attività Criminali
Per compensare fluttuazioni nel mercato delle droghe (es. calo della domanda di eroina dovuto al fentanil), i cartelli si sono diversificati, generando ricavi aggiuntivi stimati in decine di miliardi:
- Furto e contrabbando di petrolio: I cartelli rubano carburante da Pemex (la compagnia statale messicana) e lo vendono sul mercato nero, causando perdite fiscali per il Messico di decine di miliardi all'anno. Nel 2025, il 16-27% del consumo di carburante messicano era illegale, per un valore fino a 21 miliardi di dollari. Il Cartello di Jalisco Nuova Generation è particolarmente attivo in questo settore.
- Traffico di migranti: controllano rotte migratorie, generando 4-13 miliardi di dollari all'anno. Almeno l'80% dei migranti irregolari paga gli “smugglers” legati ai cartelli.
- Riciclaggio di denaro: “lavano” dai 18 ai 44 miliardi di dollari all'anno attraverso criptovalute, concerti, “timeshare” e reti cinesi. Nel 2025, i sequestri di cripto legati ai cartelli hanno superato i 10 milioni di dollari.
Le stime principali divise per cartelli
-CJNG (Jalisco Nuova Generazione) 5-15 miliardi (droga + diversificazione) Fentanil, metanfetamine, furto petrolio, estorsioni Leader nel fentanil; usa droni e tattiche militari.
-Sinaloa 5-15 miliardi Cocaina, fentanil, metanfetamine Frammentato post-arresti; forte in money laundering.
-Golfo (CDG) 1-5 miliardi Droga, smuggling migranti Forte in Texas; ricavi da bulk cash.
Queste cifre rappresentano il "valore economico" lordo per i cartelli, ma non includono costi operativi (corruzione, armi)
Messico, la violenza potrebbe aumentare
L’attualità e il futuro
La pressione della Casa Bianca si è fatta sentire anche sul piano diplomatico e commerciale. Trump ha più volte avvertito il Messico che, in assenza di risultati concreti, gli Stati Uniti avrebbero potuto intervenire unilateralmente contro i cartelli. Negli ultimi mesi, Washington ha ottenuto l'estradizione di numerosi leader del Cartello di Jalisco, compresi familiari di El Mencho, e ha colpito le finanze del cartello con sanzioni e misure contro istituti accusati di riciclaggio. Solo pochi giorni prima del raid, il Tesoro statunitense aveva preso di mira un resort controllato dal cartello, interrompendo una rilevante fonte di finanziamento. La Casa Bianca ha confermato che l'intelligence Usa ha assistito il governo messicano nel raid, sottolineando che i "narco-terroristi" saranno costretti ad affrontare la giustizia.La morte di El Mencho potrebbe offrire al governo messicano un sollievo temporaneo dalle pressioni di Trump, ma analisti ritengono che non segni la fine della strategia americana. Per Washington, l'operazione rappresenta piuttosto l'inizio di una fase più dura nella lotta ai cartelli, destinata a proseguire con nuove azioni contro leadership, reti finanziarie e traffici transnazionali. In questo contesto, la presidenza di Claudia Sheinbaum appare stretta tra la necessità di ristabilire l'ordine interno e la crescente pressione degli Stati Uniti, con il rischio che la sicurezza e i rapporti bilaterali restino dominati dalla linea inflessibile della Casa Bianca contro il narcotraffico.
Messico, un testimone: “I narcos hanno fatto esplodere tutto sotto i miei occhi”
Fonte: www.rainews.it
