Eclissi totale, l’Islanda si prepara all’assalto dei turisti: timori per i fragili Westfjords
Alloggi esauriti da anni nei fiordi occidentali dove l’eclissi del 12 agosto sarà visibile nella sua totalità. Autorità al lavoro su sicurezza, accessi e capacità ricettiva
Sopporteranno l’impatto dell’eclissi totale di Sole? Non è un dilemma astronomico quello che preoccupa l’Islanda, ma la probabile invasione di turisti prevista per il 12 agosto, in particolare nella regione dei Westfjords, dove il fenomeno sarà visibile per la durata massima. Le autorità locali temono un’affluenza superiore alla capacità ricettiva e valutano misure di contenimento.
La polizia dei fiordi occidentali è pronta a disporre chiusure stradali e limitazioni degli accessi qualora il numero di visitatori e veicoli superi le soglie di sicurezza, in particolare nell’area di Látrabjarg, promontorio affacciato sull’oceano tra i punti migliori per osservare l'eclissi.
«I turisti pianificano viaggi per questo evento da due o tre anni, gli alloggi sono esauriti da tempo», spiega Sölvi Guðmundsson, direttore del Westfjords Marketing Office. La pressione sulla ricettività è già evidente: una struttura a Breiðavík riceve ogni giorno 10-15 richieste per la data dell’eclissi.
Le autorità stanno valutando il rafforzamento di infrastrutture, servizi igienici e sistemi di sicurezza, mentre la sanità locale considera il posizionamento di un’ambulanza nell’area più esposta. La polizia prevede inoltre un aumento degli effettivi.
«Siamo pronti a chiudere alcune aree quando saranno raggiunti determinati limiti», afferma il capo della polizia Hlynur Hafberg Snorrason.
Nonostante l’attesa per il fenomeno – che in Islanda non si verificava dal 1954 e non si ripeterà in questo secolo – Guðmundsson ricorda che circa il 70% della popolazione si trova già lungo la fascia di totalità e potrà assistere all’eclissi senza spostarsi.
L’evento del 12 agosto sarà uno dei pochi casi in cui l’intero Paese, o gran parte di esso, rientra nel percorso dell’ombra lunare, condizione relativamente rara alle alte latitudini. Proprio per questo le autorità insistono sulla necessità di evitare spostamenti non necessari verso le aree più esposte e fragili, come i Westfjords.
Fonte: www.rainews.it
