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Trump contro il Nyt: "Stiamo distruggendo il regime". Potenti esplosioni avvertite a Teheran
Afp Media: la settimana scorsa la Marina Usa ha colpito una nave iraniana in avvicinamento alla Lincoln
Una nave iraniana la scorsa settimana si è avvicinata troppo alla Uss Abraham Lincoln, una delle due portaerei americane schierate in Medioriente, e una nave della Marina degli Stati Uniti ha aperto il fuoco contro l'imbarcazione, utilizzando un cannone completamente automatizzato montato sul ponte di prua.
Lo riporta la Cbs citando due funzionari statunitensi informati sulla vicenda. Sebbene non sia noto quale unità navale abbia tentato di sparare contro la nave iraniana, i funzionari hanno affermato che i colpi sono andati a vuoto più volte. Un elicottero equipaggiato con missili Hellfire è decollato e ha colpito la nave iraniana con due di questi missili. Non si conoscono le condizioni dell'imbarcazione e del suo equipaggio.
Tass: l'Iran afferma di aver colpito la portaerei Usa Lincoln
La Marina iraniana avrebbe lanciato diversi attacchi missilistici contro la portaerei statunitense Uss Abraham Lincoln, che ha subito gravi danni prima di ritirarsi. Lo riporta, citato dalla Tass, da un portavoce del Comando centrale della Repubblica islamica Khatam al-Anbiya.
"La Uss Abraham Lincoln è stata colpita dalla Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ed è stata resa inoperativa", ha dichiarato il portavoce, secondo quanto riportato dall'emittente pubblica iraniana. L'Irgc ha affermato che la nave statunitense aveva lasciato il Golfo Persico e stava tornando negli Stati Uniti.
Israele: nuova ondata di attacchi "estesi" su Teheran
L'aeronautica israeliana ha lanciato una nuova ondata di attacchi aerei "estesi" su Teheran, come annunciato dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf). L'esercito afferma che gli attacchi sono diretti contro siti infrastrutturali del regime iraniano. Intanto, l'agenzia iraniana Mehr ha riferito che la contraerea è al lavoro sui cieli della capitale.
Idf colpisce ponte sul fiume Litani, "era usato da Hezbollah"
L'Idf afferma di aver colpito il ponte di Zrarieh, sul fiume Litani, che veniva utilizzato da Hezbollah come "punto di attraversamento chiave" per spostarsi dal nord al sud del Libano. Lo riferisce il Times of Israel. Secondo l'esercito, Hezbollah utilizzava il ponte "per spostarsi dal nord al sud del Paese, prepararsi al combattimento contro le truppe israeliane e operare contro i civili dello Stato di Israele, mettendo in pericolo i civili libanesi e causando ingenti danni nelle aree popolate". L'Idf afferma che, per prevenire una "minaccia ai civili israeliani e il continuo danno ai civili libanesi, è stato necessario colpire il ponte". L'esercito afferma inoltre che Hezbollah ha posizionato dei lanciarazzi vicino al ponte e ha recentemente effettuato attacchi missilistici contro Israele dalla zona.
Potenti esplosioni scuotono Teheran
Una serie di potenti esplosioni a brevi intervalli ha scosso Teheran questa mattina, nel 14esimo giorno della guerra lanciata da Stati Uniti e Israele. Queste esplosioni, insolitamente intense, sono avvenute intorno alle 10:00 (7:30), hanno fatto tremare gli edifici nella zona nord e centrale di Teheran, secondo quanto riportano i giornalisti sul posto.
Iran: droni uccidono due persone in Oman
Due persone sono morte in Oman a seguito della caduta di un drone nella provincia di Sohar. Lo ha riferito l'agenzia di stampa omanita ONA. Secondo quanto riportato, due droni sono precipitati nella zona.
Uno dei velivoli è caduto nell'area industriale di Al-Awahi, causando la morte di due cittadini stranieri e il ferimento di diverse altre persone. Il secondo drone è invece precipitato in un'area aperta, senza provocare vittime o feriti. Le autorità non hanno fornito ulteriori dettagli sulle circostanze dell'incidente. L'episodio avviene mentre la tensione regionale resta elevata nel contesto della guerra tra Stati uniti, Israele e Iran.
Pasdaran: repressione "più dura" in caso di proteste
L'intelligence del Corpo delle Guardie della Rivoluzione in Iran (Irgc) ha avvertito che oppositori e manifestanti potrebbero subire "un colpo ancora più duro di quello dell'8 gennaio", riconoscendo di fatto la violenta repressione delle proteste messa in campo due mesi fa e minacciando misure più severe in caso di ritorno delle manifestazioni di piazza.
"Oggi, il nemico, incapace di raggiungere i suoi obiettivi militari sul campo, cerca ancora una volta di seminare il terrore e provocare rivolte", hanno denunciato i Pasdaran in una nota letta dalla Tv di Stato, "coloro che definiamo 'elementi neo-Isis' devono sapere che li attende un colpo ancora più duro di quello dell'8 gennaio".
Le Ong per i diritti umani ritengono l'8 e il 9 gennaio siano stati i giorni di picco della repressione in Iran dove a fine dicembre erano iniziate massicce proteste prima contro il carovita e poi per chiedere la fine della Repubblica islamica.
Attacchi aerei israeliani colpiscono la periferia sud di Beirut
Raid aerei israeliani hanno colpito i sobborghi meridionali di Beirut, dopo che Israele aveva emesso avvisi di evacuazione. Lo riportano i media libanesi. I nuovi raid sono avvenuti dopo un attacco all'alba su un edificio nel centro della capitale del Libano. Mercoledì, un attacco aereo israeliano aveva ucciso sette persone e ferite 18 in una città del Libano orientale, ha dichiarato intanto il ministero della Salute libanese. Nel raid era stata colpita la casa i una famiglia di rifugiati siriani.
A Riad drone abbattuto vicino al quartiere diplomatico
Il ministero della Difesa saudita ha dichiarato che un drone è stato abbattuto mentre tentava di avvicinarsi al quartiere diplomatico di Riad. Poco prima, il portavoce del ministero della Difesa saudita ha dichiarato che la difesa aerea ha abbattuto altri otto droni nelle regioni centrali e orientali del Paese, nonché nel governatorato di al-Kharj e a ovest della capitale. In precedenza, la stessa fonte ha segnalato l'intercettazione e la distruzione di 14 droni nel corso di diverse ondate di tentativi di attacco.
Ministero saudita: intercettati 50 droni in poche ore sul nostro spazio aereo
Il Ministero della Difesa saudita afferma che le difese aeree hanno abbattuto altri 10 droni diretti verso le province orientali e centrali del regno, portando il totale a quasi 50 droni entrati nello spazio aereo saudita nell'arco di poche ore.
Il bombardamento rappresenta un numero superiore al solito di minacce aeree per il regno, che ha visto siti come l'ambasciata americana a Riyadh, infrastrutture petrolifere e una base militare che ospita truppe statunitensi prese di mira mentre la guerra che coinvolge l'Iran si è intensificata.
Trump: Mojtaba Khamenei probabilmente vivo ma ferito
Mojtaba Khamenei, nuova Guida Suprema dell'Iran, è "probabilmente vivo", ma potrebbe essere rimasta ferito durante l'operazione Epic Fury. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un'intervista a Fox News. "Penso che sia ferito, ma penso che sia probabilmente vivo in qualche modo", ha detto Trump. "Li stiamo decimando", ha aggiunto il presidente Usa. "Li stiamo colpendo più duramente di chiunque altro dalla Seconda guerra mondiale".
Sirene nella base aerea turca di Incirlik, usata dalla Nato
Le sirene hanno risuonato nella base aerea di Incirlik, in Turchia, utilizzata dalla Nato. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Anadolu senza fornire però ulteriori dettagli. Secondo i media turchi, le sirene sarebbero stata sentire intorno all'1:25 orario italiano. Un oggetto infuocato è stata visto cadere dal cielo in alcuni video sui social network.
Idf: colpiti 200 obiettivi terroristici in Iran nelle ultime 24 ore
Nelle ultime 24 ore, decine di velivoli dell'Idf, coordinati dall'intelligence israeliana, hanno completato 20 attacchi su larga scala nell'Iran centrale e occidentale. Lo hanno reso le stesse forze armate su Telegram aggiungendo che sono stati colpiti "oltre 200 obiettivi del regime terroristico iraniano, compresi lanciamissili balistici, sistemi di difesa e siti di produzione di armi". "Dall'inizio dell'operazione 'Roaring Lion' - si legge - l'aviazione israeliana ha portato a compimento centinaia di ondate di attacchi contro infrastrutture iraniana per contrastare il lancio di missili verso Israele".
Il post di Trump su Truth: "'canaglie iraniane hanno ucciso per anni, ora ho l'onore di ucciderli io"
Trump contro il Nyt scrive su Truth: "Stiamo distruggendo totalmente il regime"
Nuovi proclami di vittoria sull'Iran dal presidente Donald Trump che smentisce il New Tork Times. Il quotidiano aveva affermato che Teheran sta adattando e migliorando le sue tattiche per contrastare le operazioni di Usa e Israele.
"Stiamo distruggendo completamente il regime terroristico dell'Iran, militarmente, economicamente e in ogni altro modo, eppure, se leggete il fallimentare New York Times, pensereste erroneamente che non stiamo vincendo", ha scritto Trump su Truth. "La marina iraniana è stata spazzata via, la loro aviazione non esiste più, i missili, i droni e tutto il resto sono stati decimati, e i loro leader sono stati cancellati dalla faccia della terra", ha affermato Trump.
"Abbiamo una potenza di fuoco senza pari, munizioni illimitate e tutto il tempo che vogliamo. Guardate cosa succederà oggi a questi pazzi bastardi. Hanno ucciso persone innocenti in tutto il mondo per 47 anni e ora io, come 47° presidente degli Stati Uniti d'America, li sto uccidendo. Che grande onore è farlo!", ha assicurato il leader della Casa Bianca.
Idf: missile balistico su Zarzir, 60 i feriti
Le Forze di Difesa Israeliane stanno indagando sulle circostanze dell'impatto del missile balistico iraniano che ha colpito la città settentrionale araba di Zarzir. Si è ulteriormente aggravato il bilancio sul luogo dell'impatto, dove circa 60 persone sono rimaste ferite, per lo più in modo lieve.
Il gruppo armato Ashab al-Kahf minaccia "tutti gli interessi francesi in Iraq"
Il gruppo armato iracheno Ashab al-Kahf, sostenuto dall'Iran, ha annunciato che prenderà di mira "tutti gli interessi francesi in Iraq e nella regione" in seguito allo schieramento della portaerei francese Charles de Gaulle nel Golfo.
"Annunciamo che, a partire da stasera, tutti gli interessi francesi in Iraq e nella regione saranno sotto attacco", ha dichiarato il gruppo iracheno su Telegram. Nel messaggio ha esortato i residenti a rimanere ad almeno 500 metri di distanza da una base nel Kurdistan iracheno dove sono di stanza truppe francesi.
Il gruppo Ashab al-Kahf non ha però rivendicato direttamente la responsabilità dell'attacco, che ha causato la morte di un soldato francese e diversi feriti a Erbil.
Gli Stati Uniti autorizzano l'acquisto di greggio russo in transito
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha concesso un'autorizzazione temporanea che permetterà ai Paesi di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare. Lo ha annunciato il segretario al Tesoro, Scott Bessent, in un messaggio pubblicato sui social media. Secondo quanto spiegato da Bessent, la misura è stata adottata per ampliare la disponibilità globale di forniture petrolifere e riguarda esclusivamente il greggio russo già in transito. L'autorizzazione è stata definita "circoscritta e di breve durata". Il segretario ha inoltre precisato che la decisione non dovrebbe comportare benefici finanziari significativi per il governo della Russia, sottolineando che la maggior parte delle entrate energetiche del Paese deriva dalle tasse applicate al momento dell'estrazione del petrolio.
Esplosioni e fumo su Dubai, tremano edifici centro
Una serie di esplosioni hanno fatto tremare gli edifici di Dubai e una grande nube di fumo si è levata su una zona centrale del centro finanziario mediorientale. Sono scattate delle sirene nella zona di Sheikh Zayed Road, la principale arteria della città degli Emirati Arabi Uniti.
Queste segnalazioni di un nuovo raid iraniano giungono dopo che ieri un drone è precipitato vicino al distretto finanziario di Dubai. Teheran ha minacciato di colpire istituzioni economiche, spingendo alcune aziende a evacuare il personale.
Gli Emirati Arabi Uniti sono stati ripetutamente bersaglio di attacchi iraniani nel conflitto in corso in tutta la regione. Finora l'aeroporto di Dubai, uno dei più grandi al mondo, è stato ripetutamente preso di mira, così come il suo porto e immobili di lusso, tra cui Palm Jumeirah.
Raid mirato a Beirut: IDF annuncia l'uccisione di un esponente di Hezbollah
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno annunciato poco fa di aver condotto un attacco mirato nell'area di Beirut, colpendo quello che viene definito "un terrorista di Hezbollah". La notizia è stata diffusa tramite i canali ufficiali Telegram del comando militare israeliano. L'operazione si inserisce nel quadro dell'escalation di violenza che sta interessando il cuore della capitale libanese, affiancandosi alle operazioni di terra che proseguono nel sud del Paese. Al momento non sono state rese note l'identità dell'obiettivo né l'entità di eventuali danni collaterali nell'area urbana colpita.
Il primo messaggio di Mojtabà Khamenei: "Guerra permanente a USA e Israele"
Il Qatar condanna i raid in Libano: "Violazione palese del diritto internazionale"
Il Qatar ha espresso una ferma condanna nei confronti degli attacchi condotti dalle forze israeliane nel sud del Libano, definendoli una palese violazione del diritto internazionale umanitario. Attraverso una nota diffusa dal ministero degli Affari Esteri, il governo di Doha ha rivolto un appello alla comunità internazionale affinché si assuma le proprie responsabilità, costringendo Israele a cessare le ostilità e a rispettare le convenzioni internazionali. Ribadendo un sostegno incrollabile alla sovranità e all'integrità territoriale del Libano, il Qatar ha confermato il proprio impegno a favore della stabilità del Paese. L'offensiva, iniziata lunedì scorso, ha già prodotto conseguenze umanitarie devastanti: secondo i dati più recenti, il numero delle vittime ha raggiunto quota 687, includendo 98 minori, mentre circa 750mila persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case a causa dei continui bombardamenti.
Il primo messaggio di Mojtaba Khamenei, la nuova Guida suprema: "Vendicheremo il sangue dei martiri"
Allarme aereo in Bahrein per un attacco dall'Iran
La tensione nel Golfo Persico raggiunge livelli critici con l'attivazione delle sirene d'allarme in tutto il Bahrein. Secondo quanto riferito da Al Jazeera, il Ministero degli Interni di Manama ha confermato che il sistema di difesa aerea è entrato in funzione per far fronte a un attacco iraniano in arrivo verso il territorio nazionale.
Le autorità governative hanno diramato messaggi urgenti alla cittadinanza, esortando i residenti a non cedere al panico e a cercare riparo nelle aree protette. Il Bahrein, che ospita importanti basi navali internazionali, si trova ora in uno stato di massima allerta mentre le forze di sicurezza monitorano la traiettoria della minaccia aerea.
Libano meridionale, nuovi raid israeliani nella notte: almeno sei vittime
Prosegue l'offensiva aerea israeliana nel sud del Libano, dove i bombardamenti effettuati durante la notte hanno causato la morte di almeno sei persone. Secondo quanto riferito dal Ministero della Salute Pubblica libanese tramite l'Agenzia di Stampa Nazionale (NNA), un primo attacco ha colpito la città di Ain Ebel, provocando tre vittime.
Un secondo raid condotto dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF) ha interessato la località di Barish, situata nel distretto di Tiro, dove si registrano altri tre decessi. Il bilancio delle operazioni notturne aggrava ulteriormente la situazione umanitaria nell'area, mentre le autorità locali continuano a monitorare i danni e l'eventuale presenza di feriti tra le macerie degli edifici colpiti.
Appello al Congresso USA: oltre 250 organizzazioni chiedono lo stop ai fondi per il conflitto con l'Iran
Un’ampia coalizione composta da più di 250 organizzazioni statunitensi ha inviato una lettera formale al Congresso degli Stati Uniti per chiedere l'interruzione immediata dei finanziamenti destinati alla guerra contro l'Iran. I firmatari sostengono che l’impiego di ingenti capitali per il Pentagono stia sottraendo risorse vitali a settori domestici critici, definendo il conflitto illegale, impopolare e destinato a un'escalation devastante. Robert Weissman, co-presidente di Public Citizen, ha evidenziato come gli 11,3 miliardi di dollari spesi nei primi sei giorni di ostilità avrebbero potuto, ad esempio, ripristinare i sussidi alimentari per quattro milioni di cittadini americani.
Il documento ha raccolto l'adesione di realtà eterogenee e di rilievo nazionale, tra cui l'American Civil Liberties Union (ACLU), Oxfam America, Greenpeace e il sindacato National Nurses United. Alla richiesta si sono uniti anche movimenti come Jewish Voice for Peace, J Street e l'Union of Concerned Scientists, uniti nel denunciare che il proseguimento dei finanziamenti militari non farà altro che spianare la strada a ulteriori e più pesanti richieste economiche da parte della difesa, a scapito del benessere sociale del Paese.
Iraq, attacco alle forze francesi a Erbil: ucciso un militare, diversi i feriti
Un militare francese ha perso la vita e diversi altri sono rimasti feriti durante un attacco avvenuto nella regione di Erbil, nel nord dell'Iraq. Ad annunciarlo è stato il Presidente Emmanuel Macron, che ha identificato la vittima nel maresciallo Arnaud Frion, appartenente al 7° Battaglione Cacciatori Alpini di Varces. Il capo dell'Eliseo ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia e la solidarietà dell'intera nazione ai soldati colpiti mentre erano impegnati nella missione antiterrorismo.
Nel condannare duramente l'accaduto, Macron ha definito "inaccettabile" l'offensiva contro le truppe francesi, presenti in Iraq dal 2015 per contrastare la minaccia dello Stato Islamico. Il Presidente ha inoltre sottolineato con fermezza che l'attuale contesto bellico in Iran non può in alcun modo giustificare aggressioni contro le forze internazionali dedite alla sicurezza regionale e alla lotta al terrorismo.
Escalation nel Golfo: già 16 navi attaccate dall'inizio del conflitto tra USA e Iran
Dall'inizio delle ostilità che vedono contrapposti Stati Uniti e Israele all'Iran, scoppiate lo scorso 28 febbraio, il Golfo Persico è diventato teatro di una sistematica offensiva contro il commercio marittimo. Secondo un'analisi del New York Times, sono almeno 16 le imbarcazioni, tra petroliere e navi cargo, finite nel mirino degli attacchi in meno di due settimane. Gli episodi più recenti riguardano il rogo di due petroliere irachene avvenuto ieri, a conferma di una strategia bellica sempre più orientata a colpire i nodi nevralgici delle forniture energetiche mondiali. Finora, il governo di Teheran ha rivendicato ufficialmente la paternità di diverse azioni, inasprendo ulteriormente la tensione in una delle rotte commerciali più critiche del pianeta.
Nuovo attacco iraniano verso Israele: allerta missilistica nel nord del Paese
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno comunicato di aver rilevato un nuovo attacco con missili balistici lanciato dall'Iran e diretto verso il territorio israeliano. Il Comando del Fronte Interno ha immediatamente attivato i protocolli di emergenza, avvisando i residenti delle comunità settentrionali dell'imminente pericolo. Secondo quanto riferito dai media locali, le sirene d'allerta sono destinate a suonare in una vasta area che comprende l'Alta e la Bassa Galilea, la Valle di Beit She'an, il Monte Carmelo e le alture del Golan. Le autorità militari hanno invitato la popolazione a seguire rigorosamente le istruzioni di sicurezza, restando pronti a raggiungere i rifugi protetti nei prossimi minuti per far fronte alla minaccia aerea in corso.
Corte Internazionale di Giustizia: anche Paesi Bassi e Islanda contro Israele
Paesi Bassi e Islanda hanno depositato formalmente le loro dichiarazioni di intervento presso la Corte Internazionale di Giustizia (CIG), unendosi alla causa intentata dal Sudafrica che accusa Israele di genocidio a Gaza.
L'intervento dell'Islanda: In un documento di 24 pagine, Reykjavik pone l'accento sullo sfollamento forzato, la distruzione massiccia di abitazioni e l'isolamento dell'enclave palestinese.
La posizione dei Paesi Bassi: La memoria olandese si focalizza sulla fame e sulla sospensione deliberata degli aiuti umanitari come fattori determinanti per la distruzione fisica di un gruppo.
Il CAIR (Consiglio per le Relazioni Americano-Islamiche) ha accolto con favore l'iniziativa, sottolineando come l'adesione di nuove nazioni rafforzi l'obbligo globale di rispettare la Convenzione sul Genocidio. Con questo passaggio, i due Paesi si aggiungono a una lista crescente di sostenitori internazionali, tra cui figurano Spagna, Irlanda, Belgio, Brasile e Turchia.
Crosetto: a Erbil è stato attacco deliberato
"L'attacco alla base italiana a Erbil è stato deliberato? Assolutamente sì. Quella è una base della Nato che è anche americana. Già negli scorsi giorni erano avvenuti degli incidenti o dei tentativi d'attacco. Abbiamo preferito lasciare in quella base il personale che è rimasto ancora in missione perché è più sicuro degli alberghi. Noi abbiamo già fatto rientrare 102 persone in Italia da quella missione. Degli attuali 141 era già in fase di programmazione un rientro che non è facile perché non possiamo mandare un aereo e deve avvenire via terra, dalla Turchia". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervistato al Tg1.
"Il contingente era già stato avvisato della possibilità, dalle 8:30 avevano attuato tutte le condizioni di sicurezza quindi erano entrati nelle aree protette per cui non c'è stato alcun danno al contingente", ha detto ancora Crosetto che ha aggiunto: "Questa guerra dimostra sempre di più che la stabilizzazione di quelle zone è fondamentale".
Fonte: www.rainews.it
