Scontri di piazza a Tirana, assedio ai palazzi del potere
Violente proteste nella capitale albanese contro il governo di Edi Rama, accusato di corruzione. La folla ha lanciato fuochi d'artificio contro la sede del premier
Tirana è stata scossa venerdì sera da una violenta ondata di proteste che ha trasformato il centro della capitale in un campo di battaglia.
I sostenitori dell'opposizione di centrodestra, guidati dal leader del Partito Democratico Sali Berisha, hanno assediato i palazzi del potere chiedendo le dimissioni del premier socialista Edi Rama. Gruppi di manifestanti hanno lanciato bombe molotov, sassi e fuochi d'artificio contro la sede del governo e del Parlamento, provocando piccoli incendi sulle facciate degli edifici.
La polizia è intervenuta massicciamente con idranti e gas lacrimogeni per disperdere la folla. La tensione è rimasta altissima soprattutto nei pressi della moschea principale, dove nuvole di gas hanno costretto i fedeli impegnati nei riti del Ramadan ad abbandonare l'edificio. Mentre Berisha dal palco arringava la folla definendo il premier un "cadavere politico", la ministra dell'Interno Albana Koçiu condannava duramente l'uso di minorenni nelle prime linee degli scontri, parlando di “atti criminali” che mettono a rischio la vita dei cittadini.
La rabbia della piazza è alimentata da gravissime accuse di corruzione che stanno scuotendo le fondamenta del governo.
Il fulcro dello scandalo è Belinda Balluku, vice premier e ministra delle Infrastrutture, considerata il braccio destro di Rama. La Procura speciale (SPAK) accusa Balluku di aver manipolato gli appalti pubblici per la costruzione di strade e grandi opere, favorendo aziende amiche attraverso bandi truccati. Sebbene un tribunale l'abbia già sospesa dall'incarico, il governo viene accusato di fare scudo con l'immunità parlamentare per impedirne l'arresto, un atto che l'opposizione interpreta come la prova definitiva di uno Stato corrotto.
Questo clima di scontro frontale giunge in un momento delicato per le ambizioni europee dell'Albania.
Se da un lato il premier Rama accusa la magistratura di accanimento e "sovrapposizione di poteri", dall'altro l'Unione Europea ha ribadito che il percorso di adesione per il 2030 resta vincolato alla capacità del Paese di colpire la corruzione ai vertici dello Stato.
La serata si è conclusa con la minaccia di Berisha di nuove mobilitazioni, promettendo che la pressione della piazza non diminuirà finché il governo non rassegnerà le dimissioni.
Fonte: www.rainews.it
