Referendum giustizia, Grosso e Mantovano: le ragioni del No e del Sì
Il professore di diritto costituzionale: “Contrario a giudici dipendenti dalla politica”. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio: “I magistrati che sbagliano non devono essere promossi”
A 11 giorni dal referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo, la puntata di oggi di “Cinque minuti” ospita il confronto tra Enrico Grosso, ordinario di Diritto costituzionale e presidente del Comitato per il No, e Alfredo Mantovano, magistrato in aspettativa e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri.
Per Grosso, “questa riforma essenzialmente si occupa del Consiglio superiore della magistratura, cui la Costituzione affida l’effettività del principio di autonomia e indipendenza della magistratura”.
Per Mantovano, “in virtù dell’appartenenza correntizia è premiata la sciatteria. Avviene che un imputato sia liberato 322 giorni dopo la scadenza del termine, e che quindi si faccia un anno di carcere ingiustamente, e tutto questo non incide sulla progressione di carriera, anzi si è promossi e si avanza. Tutto ciò descrive un sistema che va disarticolato attraverso il meccanismo del sorteggio”.
Fonte: www.rainews.it
