New York, la storia del commerciante di vini italiani che ha fermato i dazi
La sua impresa ha rischiato il collasso, invece di arrendersi, ha deciso di intentare la causa che poi è arrivata in Corte Suprema
Victor Schwartz, fondatore di VOS Selections, una piccola azienda familiare di importazione di vini e spiriti con sede a New York, è diventato il protagonista involontario di una delle vicende giudiziarie più discusse del 2026. La sua impresa, che da quarant’anni porta negli Stati Uniti vini artigianali da piccoli produttori di tutto il mondo (tra cui Francia, Italia e altri 16 paesi), ha rischiato il collasso quando il presidente Donald Trump ha imposto, nel 2025, dazi generalizzati e “reciproci” su quasi tutte le importazioni, definiti “Liberation Day tariffs”.
Questi dazi, basati sull’International Emergency Economic Powers Act del 1977, hanno aumentato i costi in modo imprevedibile, riducendo i margini già stretti del settore e costringendo Schwartz a tagliare le scorte del 25%. Invece di arrendersi, ha deciso di fare causa, diventando il principale querelante in un ricorso supportato dal Liberty Justice Center. La causa è arrivata fino alla Corte Suprema, che il 20 febbraio 2026 ha stabilito, con una sentenza 6-3, che Trump ha oltrepassato i suoi poteri: i dazi non potevano essere imposti invocando un’emergenza economica senza l’approvazione del Congresso.
Schwartz ha definito la vittoria “come vincere una medaglia d’oro” e un motivo di orgoglio per essere americano: «Una piccola impresa di New York può sfidare il potere più alto e vincere perché aveva ragione». La decisione ha annullato gran parte dei dazi più controversi, offrendo sollievo a migliaia di importatori, anche se Trump ha annunciato immediati nuovi dazi al 10% su base alternativa. La vicenda evidenzia il conflitto tra protezionismo e libero commercio, con un piccolo imprenditore newyorkese al centro della scena.
Fonte: www.rainews.it
