Lituania, Vilnius chiude l'aeroporto per l'ennesimo arrivo di palloni dalla Bielorussia
Ripetute incursioni aeree dal confine mettono in allarme la sicurezza dei voli. Spazio aereo chiuso già a ottobre per altri sconfinamenti
Reuters L'aeroporto internazionale di Vilnius, principale scalo della Lituania, è stato costretto a una chiusura temporanea domenica sera, alle 19 ora locale (18 in Italia), a causa di un'ennesima incursione di palloni aerostatici provenienti dalla Bielorussia. L'annuncio è arrivato direttamente dalla direzione dell'aeroporto, che ha attivato i protocolli di sicurezza per garantire l'integrità dello spazio aereo nazionale. Questo episodio, il secondo in appena pochi giorni, sottolinea la persistente fragilità delle frontiere baltiche, già messe alla prova da mesi di tensioni geopolitiche con Minsk.
I palloni aerostatici, non identificati ma chiaramente in rotta dalla Bielorussia, hanno violato lo spazio aereo lituano, scatenando l'allarme immediato delle autorità. Non è la prima volta che Vilnius si trova a fronteggiare questa minaccia "leggera" ma insidiosa: già lo scorso 31 ottobre, in risposta a violazioni ripetute, la Lituania aveva decretato la chiusura della frontiera con la Bielorussia, misura rimasta in vigore fino a venerdì. Eppure, la riapertura non ha portato pace: nella serata di venerdì stesso, l'aeroporto della capitale aveva sospeso le operazioni per l'arrivo di analoghi intrusi sui cieli della città, causando ritardi e deviazioni per decine di voli.
Lituania. Palloni per il contrabbando di sigarette dalla Bielorussia bloccano l'aeroporto di Vilnius
"Si tratta di una chiara provocazione che mina la sicurezza regionale", ha commentato un portavoce del ministero degli Esteri lituano, richiamando l'attenzione dell'Unione Europea e della NATO. Le autorità di Vilnius stanno ora indagando sull'origine esatta dei palloni, sospettando un legame con attività ibride orchestrate da Minsk, alleata stretta di Mosca. Fortunatamente, la chiusura è durata meno di un'ora, senza impatti significativi sui passeggeri, ma l'episodio ha riacceso i riflettori su una strategia russa-bielorussa che sfrutterebbe oggetti low-tech per testare le difese occidentali.
Estonia, violazioni spazio aereo hanno risvegliato paure mai del tutto sopite nel paese baltico
Questo incidente con i palloni aerostatici non è isolato e riecheggia una serie di eventi simili che, negli ultimi mesi, hanno paralizzato aeroporti europei e non solo a causa di minacce aeree non convenzionali. In particolare, i droni – veri o presunti – stanno diventando un incubo ricorrente per il traffico aereo, con un'esplosione di casi registrata tra il 2024 e il 2025. Secondo un'analisi di Euronews, le interruzioni legate a droni negli aeroporti europei sono quadruplicate da gennaio 2024 a novembre 2025, passando da sporadiche segnalazioni a chiusure prolungate.
In Germania, il provider di navigazione aerea DFS ha contato 192 disturbi nel 2025, contro i 141 del 2024, mentre in Svezia l'agenzia LFV ha documentato almeno cinque halt al traffico. Tra i casi più emblematici, spiccano le chiusure in Danimarca: il 22 settembre 2025, l'aeroporto di Copenaghen – il più trafficato della Scandinavia, con quasi 30 milioni di passeggeri annui – è stato bloccato per ore dopo l'avvistamento di 2-3 droni di grandi dimensioni, causando deviazioni verso Billund, Oslo e persino Monaco di Baviera. Due giorni dopo, il 24 settembre, tocca all'aeroporto di Aalborg, scalo misto civile-militare, fermato per droni nel suo spazio aereo, con impatti anche sulle operazioni delle forze armate danesi. Non è finita: a febbraio 2025, un altro episodio a Copenaghen aveva interrotto il traffico per due ore, con voli ripresi solo a mezzanotte.
Droni nello spazio aereo: stop ai voli all’aeroporto di Eindhoven
Allo stesso modo, il 5 novembre 2025, l'aeroporto di Bruxelles – il più affollato del Belgio – ha chiuso i cieli alle 20 ora locale dopo che tre droni hanno sorvolato il perimetro, scatenando un'indagine urgente sulle normative UAS (Unmanned Aircraft Systems). Le autorità belghe, come quelle scandinave e tedesche, stanno lottando per bilanciare sicurezza e libertà di volo civile, con indagini in corso su possibili legami con attività ostili.
Oltre i confini europei, il fenomeno assume toni più drammatici. Negli Stati Uniti, a dicembre 2024, l'aeroporto Stewart International di New York ha visto le piste chiuse per un'ora a causa di droni misteriosi, spingendo la governatrice Kathy Hochul a invocare aiuti federali e a denunciare: "This has gone too far" ("Si è andati troppo oltre").
La mappa radar dei voli dirottati in Polonia dopo la chiusura dello spazio aereo
Un caso simile si è verificato al Logan International di Boston, dove due individui sono stati arrestati per voli non autorizzati. In Russia, invece, l'attacco ucraino con droni del 10 settembre 2024 ha causato la morte di una donna nella regione di Mosca e la chiusura di aeroporti intorno alla capitale, inclusa l'incendio sulla pista di Zhukovsky. Ancora, ad aprile 2024, l'offensiva iraniana con droni su Israele ha portato alla chiusura dello spazio aereo in Medio Oriente, con decine di cancellazioni e deviazioni.
Questi episodi, dal Nord Europa agli States, dal Medio Oriente alla Russia, evidenziano una vulnerabilità condivisa: tecnologie accessibili come droni o palloni aerostatici possono paralizzare infrastrutture critiche con un basso costo operativo. Esperti di aviazione avvertono che, senza regolamentazioni più stringenti – come quelle chieste da Hochul al Congresso USA – i rischi cresceranno, specialmente in contesti geopolitici tesi come quello baltico. Per Vilnius, l'appello è chiaro: rafforzare le difese aeree e la cooperazione internazionale.
Trump: i Paesi Nato dovrebbero abbattere gli aerei russi che violano lo spazio aereo
Fonte: www.rainews.it
