Il punto sull'incontro Trump-Netanyahu a Mar-a-Lago
Il sesto faccia-a-faccia tra il presidente Usa e il premier israeliano per confrontarsi sulla situazione in Medioriente
Il sesto faccia-a-faccia tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, il quinto sul suolo americano: all'ordine del giorno, il futuro del Medioriente, la fase 2 della tregua a Gaza, la situazione in Libano, il programma missilistico e nucleare iraniano.
Vertice che consolida l'asse già molto forte tra i due leader che condividono la strategia di fondo: l'Iran va considerato il fattore di maggiore instabilità del Medioriente, la guerra ad Hamas.
Ma non mancano frizioni: lo stesso trump nei giorni scorsi ha rivelato che è stato l'amico Bibi Netanyahu a chiedergli l'incontro. Per il premier israeliano non si può passare alla fase 2 della tregua a Gaza prima del disarmo di Hamas. trump, al contrario, vuole dare il via libera subito, già a gennaio, all'istituzione di un Consiglio di Pace, di un governo tecnico palestinese.
Braccio di ferro anche sull'inserimento di soldati turchi nella forza di stabilizzazione internazionale voluto dal presidente americano, ricevendo finora un veto da Israele che considera la Turchia protettrice dei peggiori nemici dello Stato ebraico come Hamas. La Casa Bianca frena anche il premier israeliano che vorrebbe avere via libera a possibili nuovi raid contro Teheran.
Netanyahu però confida molto nel rapporto con trump anche per motivi elettorali. Secondo i media sarebbe pronto a scegliere la data delle elezioni in Israele subito dopo i colloqui di mar-a-Lago.
Fonte: www.rainews.it
