Guerra fredda per la Groenlandia: l’ombra di Mosca sulle minacce di Trump
La corsa al dominio dell’Artico è ormai al centro della sfida tra potenze per lo sfruttamento delle risorse e per la sua posizione strategica
La sfida per il dominio dell’Artico non è più solo una questione di confini, ma il fulcro di un nuovo scontro tra potenze globali. Mentre Donald Trump stringe la morsa dei dazi sull'Europa per forzare la cessione della Groenlandia, la Russia di Vladimir Putin osserva con un misto di scherno e preoccupazione, pronta a sfruttare ogni crepa nel fronte transatlantico.
La posizione del Cremlino: "NATO pericolosa"
Da Mosca, la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, è stata tranchant: l'invio di truppe europee sull'isola è una "militarizzazione pericolosa" giustificata dal falso pretesto di una minaccia russa. Il Cremlino ribadisce che la Groenlandia è territorio danese, ma sottolinea come l'aggressività di Trump dimostri che per Washington "il diritto internazionale non è più una priorità". Putin, che da anni investe massicciamente nell'Artico per legarvi il futuro economico della Russia, vede nell'attuale caos un'opportunità: indebolire la coesione della NATO e riaffermare il controllo russo sulle rotte polari.
Una scacchiera globale: Cina e India alla finestra
La corsa alle risorse — metalli rari e idrocarburi resi accessibili dallo scioglimento dei ghiacci — non coinvolge più solo i Paesi artici. Anche giganti come Cina e India hanno iniziato a investire nella regione, spingendo Trump a giustificare le proprie mire annessionistiche come un atto di "sicurezza nazionale" necessario a prevenire un'occupazione sino-russa. "Solo gli Stati Uniti possono scendere in campo con successo contro queste influenze", ha dichiarato il Presidente americano, definendo l'Europa incapace di difendere i propri confini settentrionali.
Fonte: www.rainews.it
