Cosa sappiamo del più grave disastro ferroviario in Spagna degli ultimi dieci anni
L’incidente nei pressi di Adamuz, nella provincia di Córdoba, ha causato almeno 41 morti e oltre 120 feriti. Il presidente di Renfe esclude l’ipotesi di errore umano mentre proseguono le indagini sulle cause
Un’animazione grafica ricostruisce la sequenza del grave incidente ferroviario avvenuto il 18 gennaio 2026 nei pressi di Adamuz, nella provincia di Córdoba, che ha provocato almeno 41 morti e oltre 120 feriti, secondo l’ultimo bilancio fornito dalle autorità spagnole. Le operazioni di recupero e identificazione delle vittime sono ancora in corso.
Le autorità descrivono l’evento come il più grave incidente ferroviario in Spagna degli ultimi dieci anni e il primo mortale sulla rete ad alta velocità, per il quale sono stati proclamati tre giorni di lutto nazionale.
Dove è avvenuto l’incidente
L’incidente è avvenuto intorno alle 19:45 di domenica, sulla linea ad alta velocità Madrid–Andalusia, in un tratto rettilineo poco fuori dal centro abitato di Adamuz.
Il primo convoglio coinvolto, il treno ad alta velocità Iryo 6189, in servizio tra Málaga e Madrid-Puerta de Atocha, è deragliato poco dopo aver superato la stazione di Córdoba. Gli ultimi tre vagoni sono usciti dai binari, invadendo il binario contiguo.
Su quel binario viaggiava in direzione opposta il convoglio Alvia 2384 di Renfe, diretto da Madrid a Huelva. L’impatto ha provocato il deragliamento anche del secondo treno, con lo spostamento violento dei carri e la lacerazione delle carrozze. Due vagoni dell’Alvia sono precipitati da un terrapieno alto circa quattro metri, complicando le operazioni di soccorso, come riferito da fonti regionali.
Nel punto dell’incidente continuano anche le ricerche con unità cinofile, impiegate dalla Guardia Civil per ispezionare l’interno dei vagoni e l’area circostante. I cani addestrati alla ricerca di persone operano insieme ai soccorritori e ai mezzi pesanti, sia per completare l’identificazione delle vittime sia per raccogliere elementi utili all’indagine, secondo quanto riferito dal ministero dell’Interno.
Cosa ha causato l’incidente?
Le cause del deragliamento restano ufficialmente in fase di accertamento. Il ministro dei Trasporti Óscar Puente ha definito l’incidente “strano”, riferendo che gli esperti ferroviari consultati dal governo sono “estremamente perplessi” sulla dinamica.
Il presidente di Renfe, Álvaro Fernández Heredia, ha dichiarato di aver praticamente escluso l’ipotesi di errore umano o di velocità eccessiva, spiegando che dai registri di bordo risulta che i treni viaggiavano al di sotto dei limiti previsti e che i sistemi di segnalamento impediscono il superamento delle velocità consentite.
Secondo fonti investigative, gli accertamenti si stanno concentrando su un giunto ferroviario danneggiato lungo la tratta: un componente che collega due sezioni di rotaia e che potrebbe aver ceduto, creando un disallineamento capace di innescare il deragliamento del primo convoglio. L’ipotesi infrastrutturale è ora al centro delle verifiche tecniche.
Intanto, il governo spagnolo ha escluso l’ipotesi di un sabotaggio, pur ribadendo che tutte le piste restano aperte. Il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha spiegato che l’inchiesta dovrà stabilire se l’origine dell’incidente sia un problema ai binari o al treno.
Sono previste analisi di laboratorio delle rotaie nel punto del deragliamento e verifiche sugli assi del convoglio Iryo.
L’indagine è affidata alla Comisión de Investigación de Accidentes Ferroviarios (CIAF) e, secondo il ministero dei Trasporti, potrebbe richiedere diverse settimane.
La testimonianza
Tra le testimonianze dei passeggeri sopravvissuti, raccolte nelle ore successive all’incidente, c’è quella di Ana che descrive gli istanti immediatamente precedenti e successivi all’impatto: “Li vedevo morire e non potevo fare nulla”. La donna ha raccontato di essere riuscita a uscire dal vagone con l’aiuto di altri passeggeri, prima dell’arrivo dei soccorsi.
Conseguenze e contesto
L’incidente ha portato alla sospensione dei servizi ferroviari ad alta velocità tra Madrid e le principali città dell’Andalusia, con oltre 130 treni cancellati e l’attivazione di punti di assistenza per i familiari delle vittime nelle stazioni principali.
Nel primo giorno di lutto nazionale, Felipe VI e Letizia hanno visitato il luogo del disastro ad Adamuz. I reali hanno incontrato le squadre di soccorso e le autorità locali per conoscere da vicino le operazioni in corso e rendere omaggio alle vittime, prima di recarsi in uno dei centri di assistenza e all’ospedale di Córdoba, dove restano ricoverati diversi feriti.
Le autorità ribadiscono che il bilancio potrebbe ancora subire variazioni, mentre proseguono le attività di recupero, identificazione e analisi tecnica di uno degli incidenti più gravi nella storia recente della rete ad alta velocità spagnola, dopo il disastro di Santiago de Compostela del 2013.
Fonte: www.rainews.it
