Centrafrica: Touadéra riconfermato presidente, l'Unione Africana approva
Il presidente uscente riconfermato con oltre il 76% dei voti. Risultati ufficiali proclamati a metà gennaio. Resta forte la presenza delle milizie Wagner, le guardie del corpo del presidente.
Afp Sono ormai definitivi i risultati delle elezioni presidenziali che si sono tenute il 28 dicembre scorso in Repubblica Centrafricana. Quadrupla consultazione elettorale quella del paese africano dove si sono svolte insieme alle presidenziali, anche le elezioni legislative, regionali e municipali.
Il presidente uscente Faustin-Archange Touadéra è stato rieletto con il 76,15. Il suo principale oppositore, Anicet-Georges Dologuélé, si è classificato al secondo posto con il 14,66% dei voti, secondo i risultati provvisori. A votare è stato circa il 52,43% degli aventi diritto e i risultati definitivi saranno proclamati dal Consiglio costituzionale a metà gennaio, dopo l'esame di eventuali ricorsi. Eletto nel 2016 e poi rieletto nel 2020 in un voto macchiato da sospetti di frode, Faustin-Archange Touadéra è stato criticato per aver fatto approvare nel 2023 una nuova costituzione che gli permette di rimanere al potere. Il candidato Dologuélé ha rivendicato la vittoria e denunciato gravi irregolarità nelle elezioni. Il portavoce del presidente Touadéra ha respinto queste accuse sabato, definendole “false” e mettendo in guardia contro il rischio di “disordini”. Henri-Marie Dondra, arrivato terzo con il 3,19% dei voti, prima ancora della proclamazione dei risultati provvisori ufficiali, ha chiesto l' annullamento delle elezioni, denunciando quella che ha definito “l'incapacità” di organizzare le votazioni da parte dell'agenzia nazionale per le elezioni. Una elezione definita ”pacifica" dagli osservatori dell'Unione Africana (UA) . Oggi durante una conferenza stampa, il rappresentante della delegazione dell'UA ha elogiato “un passo avanti verso la democrazia”, ritenendo che queste elezioni, “senza alcun paragone con i processi elettorali del 2016 e del 2020”, abbiano rispettato le procedure legali in vigore. L'opposizione, che in parte ha boicottato le elezioni, ha denunciato una "farsa” e ha accusato le istituzioni, tra cui l'Autorità nazionale elettorale e la Corte costituzionale, di essere nelle mani del potere in carica. “
Durante la sua campagna elettorale Touadéra si era presentato come il “candidato della stabilità” in un Paese ancora indebolito da una serie di guerre civili, colpi di Stato e regimi autoritari dalla sua indipendenza dalla Francia nel 1960. Il Paese ora è in via di stabilizzazione e il governo controlla quasi il 90% del territorio, mentre nel 2021 l'80% era controllato da gruppi armati. Ma la vita dei 5,5 milioni di centrafricani, di cui il 71% vive ancora al di sotto della soglia di povertà, rimane precaria, con una carenza di servizi di base, strade percorribili, disoccupazione endemica, un basso tasso di istruzione e un costo della vita sempre più elevato.
L'instabilità nel paese persiste nella parte orientale, al confine con i due Sudan, e nella parte nord-occidentale. La firma di accordi di pace con tre gruppi armati quest'anno, la presenza dell'ONU, con la missione Minusca, e quella di circa 2.000 paramilitari russi del gruppo Wagner, presenti su richiesta del presidente Touadéra, hanno permesso di garantire la sicurezza delle operazioni di voto. Una coalizione di sei gruppi ribelli si era formata a margine delle ultime elezioni presidenziali per rovesciare il potere ed era stata respinta solo grazie all'intervento di Wagner e dell'esercito ruandese.
Fonte: www.rainews.it
