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L’attacco alla base di Erbil, cosa sappiamo finora e perché è strategica
La base di Erbil non è solo un presidio militare, ma il fulcro della presenza italiana in Medio Oriente
Afp Nella notte tra l'11 e il 12 un attacco missilistico ha preso di mira la base militare di Erbil, nel nord dell'Iraq, dove ha sede il contingente italiano.
Intorno alle ore 23:10 di mercoledì 11 marzo, un missile (o secondo alcune fonti droni suicidi) ha colpito l'area della base nota come Camp Singara. L'esplosione ha causato un incendio che ha coinvolto alcuni automezzi, ma fortunatamente i protocolli di sicurezza hanno funzionato evitando il peggio.
Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha confermato poco dopo: "Un missile ha colpito la nostra base di Erbil. Non ci sono vittime né feriti tra il personale italiano. Stanno tutti bene".
I soldati si sono rifugiati prontamente nei bunker e sono rimasti sotto costante monitoraggio del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI). Anche il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso ferma condanna, sottolineando che, nonostante la gravità dell’evento, il dispositivo di sicurezza ha retto.
Il mirino inquadra l'aereo iraniano: un missile lo centra e lo distrugge. Il video degli attacchi
Cos’è Camp Singara e perché l’Italia è lì
La base di Erbil non è solo un presidio militare, ma il fulcro della presenza italiana in Medio Oriente. Ecco perché è fondamentale: l'Italia è in Iraq nell'ambito della Coalizione Internazionale anti-ISIS. Il compito principale non è il combattimento diretto, ma l'addestramento (Advise & Assist) delle forze di sicurezza curde (i Peshmerga) e irachene. Erbil è la capitale del Kurdistan iracheno, una regione che per anni è stata la prima linea di difesa contro lo Stato Islamico. La stabilità di questa zona impedisce il ritorno di cellule terroristiche che potrebbero minacciare l'Europa.
Situata vicino all'aeroporto internazionale di Erbil, la base è un hub logistico cruciale per tutte le forze NATO e della Coalizione che operano nel quadrante nord dell'Iraq e verso il confine siriano.
Cosa rappresenta questa base oggi
In questo momento storico, la base italiana rappresenta molto più di una missione di addestramento: la presenza italiana è vista con favore sia dal governo centrale di Baghdad che dalle autorità curde di Erbil. Rappresenta l'impegno di Roma per un Iraq unito e stabile.
L'attacco di ieri, inserito nel contesto della guerra tra USA e Iran, dimostra che le basi della Coalizione sono percepite come estensioni del potere occidentale. Colpire Erbil significa tentare di destabilizzare l'unica area dell'Iraq rimasta relativamente sicura negli ultimi anni.
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Il rischio escalation
L'incidente solleva interrogativi sulla permanenza dei nostri contingenti in aree diventate ormai zone di guerra aperta. L'Italia, pur non essendo parte attiva nell'offensiva Epic Fury, si trova a gestire le conseguenze di una regione fuori controllo.
Fonte: www.rainews.it
