Proteste per la Flotilla, indagati a Parma due assessori e due consigliere del PD
La procura di Parma ha notificato l'avviso di fine indagine a 21 persone per il blocco ferroviario del 1° ottobre. Tra i coinvolti anche gli assessori De Vanna e Bonetti e le consigliere Corsaro e Oluboyo, accusati di aver sostenuto la protesta
Tgr Rai Emilia Romagna Manifestarono a sostegno della Global Sumud Flotilla, che portava aiuti umanitari ai civili di Gaza sotto le bombe: ora rischiano una condanna in sede penale.
La dimostrazione si tenne a Parma lo scorso 1° ottobre. La procura cittadina, a firma del procuratore Alfonso D'Avino, ha notificato ora 21 avvisi di fine indagine ad altrettanti attivisti e figure politiche locali. A far scalpore è anche il coinvolgimento dell'amministrazione comunale: tra gli indagati figurano infatti gli assessori Francesco De Vanna (Sicurezza) e Caterina Bonetti (Servizi educativi), insieme alle consigliere comunali Gabriella Corsaro e Victoria Oluboyo, tutti espressioni del Partito Democratico.
Le accuse
I reati contestati a vario titolo sono interruzione di pubblico servizio, blocco ferroviario e blocco stradale. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il corteo pro-Palestina terminò con l'occupazione dei binari presso la stazione ferroviaria di Parma, causando disagi alla circolazione.
In tutta Italia proteste a sostegno della Flotilla
Dalle carte dell'inchiesta emergono gradi di responsabilità differenti tra i manifestanti: quattro attivisti sono accusati dell'invasione materiale della sede ferroviaria. Due persone avrebbero oltrepassato la linea gialla, sedendosi con le gambe a penzoloni sui binari. Una quindicina di indagati, tra cui i due assessori e le consigliere del Pd, sarebbero invece rimasti sul marciapiede della stazione senza scendere fisicamente sui binari.
Il "concorso morale"
Nonostante la loro posizione defilata rispetto ai binari, la Procura contesta agli esponenti politici un ruolo attivo nel determinare il blocco. Secondo l'accusa, la loro presenza costante sul marciapiede avrebbe fornito forza, approvazione e supporto morale alla condotta di chi occupava fisicamente la linea ferroviaria, concorrendo di fatto a determinare la perturbazione del servizio pubblico.
L'atto di chiusura delle indagini prelude ora alla richiesta di rinvio a giudizio, aprendo un caso politico all'interno della giunta parmigiana.
Fonte: www.rainews.it
