USA: raid letali su tre navi della droga, 11 narcotrafficanti uccisi nel Pacifico e Caraibi
Il US Southern Command annuncia l’operazione con un video sui social: quattro vittime su due imbarcazioni nel Pacifico orientale, tre su una nave nei Caraibi
Ansa/NPK Gli Stati Uniti hanno condotto un'operazione militare coordinata contro tre imbarcazioni sospettate di essere coinvolte nel traffico di droga, causando la morte di 11 persone. L'annuncio è arrivato il 17 febbraio 2026 dal US Southern Command (SOUTHCOM), il comando militare responsabile delle operazioni in America Latina e Caraibi.
Secondo la nota ufficiale diffusa dal Comando Sud degli Stati Uniti, i raid, definiti "lethal kinetic strikes" (colpi cinetici letali), hanno avuto luogo lunedì 16 febbraio (tarda serata ora locale) in acque internazionali. Due imbarcazioni sono state colpite nell'Oceano Pacifico orientale e una nel Mar dei Caraibi.
Il bilancio dettagliato fornito da SOUTHCOM è il seguente: 4 morti sulla prima imbarcazione nel Pacifico orientale, 4 morti sulla seconda imbarcazione nel Pacifico orientale, 3 morti sulla terza imbarcazione nei Caraibi.
In totale, 11 "narcoterroristi" maschi uccisi, come descritto nella terminologia ufficiale del Pentagono. Nessun militare statunitense è rimasto ferito o coinvolto direttamente nei combattimenti.
L'intelligence americana ha confermato che le tre imbarcazioni stavano transitando lungo rotte note del narcotraffico e erano impegnate in operazioni di traffico di stupefacenti. Le operazioni sono state condotte dalla Joint Task Force Southern Spear, sotto la direzione del generale Francis L. Donovan, comandante di SOUTHCOM.
L'annuncio è stato pubblicato su X (ex Twitter) dal profilo ufficiale di SOUTHCOM, accompagnando video dei colpi (come avvenuto in precedenti casi simili), che mostrano esplosioni su imbarcazioni in movimento o ferme.
Questo episodio si inserisce in una campagna intensificata avviata dall'amministrazione Trump a partire da settembre 2025 (o inizio 2026 secondo alcune fonti), denominata Operation Southern Spear. Da allora, il bilancio cumulativo è salito a almeno 42-44 attacchi e oltre 144 morti tra presunti narcotrafficanti, secondo i conteggi del Pentagono e di media indipendenti come The Intercept, New York Times e Al Jazeera. La maggior parte degli attacchi si è concentrata nel Pacifico orientale, con un ritorno recente di operazioni nei Caraibi (questo è uno dei più consistenti in termini di vittime in una singola giornata).
Il Dipartimento della Difesa e l'amministrazione giustificano queste azioni come necessarie per interrompere il flusso di cocaina e altre droghe verso gli Stati Uniti, classificando le organizzazioni coinvolte come "Designated Terrorist Organizations" (organizzazioni terroristiche designate). Critici, tra cui esperti di diritto internazionale e ong, hanno definito gli attacchi esecuzioni extragiudiziali in acque internazionali, lamentando la mancanza di prove pubbliche sul carico di droga e l'assenza di processi o tentativi di arresto.
Le autorità statunitensi non hanno fornito ulteriori dettagli su nazionalità delle vittime, tipo di imbarcazioni o quantità di droga eventualmente intercettata, limitandosi a ribadire che si trattava di obiettivi legati al narcoterrorismo. L'incidente rappresenta uno dei giorni più letali della campagna in corso. Esperti e funzionari delle Nazioni Unite hanno denunciato le uccisioni come extragiudiziali
Fonte: www.rainews.it
