Trump, guerra finirà presto. Sulla nomina di Mojtaba: "Sono rimasto molto deluso"
"Andiamo avanti più determinati che mai a raggiungere la vittoria finale - ha spiegato il Presidente Usa - che porrà fine a questo pericolo di lunga durata una volta per tutte"
Dopo una giornata di segnali contrastanti su quando potrebbe terminare la guerra contro l'Iran, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha chiarito l'orizzonte del conflitto. Nella sua prima conferenza stampa in persona da quando Usa e Israele hanno attaccato l'Iran, prima ha detto che la guerra "finirà molto presto" e dichiarato che le forze iraniane "hanno perso tutto, non hanno più niente, non hanno più leadership", ma poi, rispondendo alle domande dei giornalisti, Trump è tornato a essere minaccioso, dicendo che l'attacco statunitense "potrebbe diventare ancora più aggressivo" se i leader iraniani cercheranno di interrompere l'approvvigionamento energetico mondiale. In realtà, Teheran ha spiegato che colpirà lungo lo Stretto di Hormuz solo le petroliere americane e israeliane, e lascerà passare le altre. Uno scenario che preoccupa Trump, alle prese con la prima vera crisi energetica del suo mandato e con i prezzi del gasolio che hanno registrato un'impennata anche negli Stati Uniti, facendo infuriare anche la sua base elettorale. "Li colpiremo così duramente che non sarà possibile per loro, né per chiunque li aiuti, recuperare mai quella parte del mondo", ha dichiarato Trump incontrando i giornalisti. In precedenza, il presidente aveva lasciato intendere che la guerra contro l'Iran potrebbe essere vicina alla conclusione. "La guerra è praticamente completata", aveva detto Trump in un'intervista telefonica alla Cbs. "Siamo molto in anticipo rispetto ai programmi" di 4-5 settimane, aveva aggiunto. Questi commenti avevano finito per allentare le paure dei mercati su un conflitto prolungato. Il prezzo del petrolio è sceso e le azioni sono aumentate. Ma dopo la chiusura dei mercati, Trump ha cambiato di nuovo registro. "Abbiamo vinto in molti modi, ma non abbastanza", ha detto a un incontro con i legislatori repubblicani in Florida, prima di partecipare alla conferenza stampa.
"Andiamo avanti più determinati che mai a raggiungere la vittoria finale che porrà fine a questo pericolo di lunga durata una volta per tutte". Poi ai giornalisti, alla domanda se la guerra con l'Iran sarebbe finita questa settimana, Trump ha risposto: "No". Ha detto solo: "Presto, molto presto". Trump ha detto di essere rimasto deluso dalla decisione dell'Iran di nominare Mojtaba Khamenei come successore di suo padre, l'Ayatollah Ali Khamenei, come leader supremo. Khamenei era stato ucciso il primo giorno della guerra, ma Trump non ha risposto direttamente a una domanda sul fatto che il figlio, Mojtaba, potrebbe incontrare la stessa sorte. "Sono rimasto deluso", ha detto a proposito della nomina, "perché pensiamo che porterà gli stessi problemi per il Paese". Il prezzo internazionale di riferimento del petrolio, sotto i 70 dollari a febbraio, intanto era balzato brevemente a quasi 120 dollari domenica notte, per poi calare dopo che i Paesi del G7 hanno dichiarato di valutare un intervento per far scendere i prezzi. E' sceso di nuovo dopo le dichiarazioni di Trump alla Cbs, chiudendo la giornata sotto i 90 dollari. Ma la domanda resta sospesa: quando finirà la guerra? L'andamento del prezzo del petrolio potrebbe avere un peso, anche perché Trump teme che il crollo di popolarità si allarghi. Chi lo conosce bene, come il suo ex consigliere alla sicurezza nazionale e adesso severo critico John Bolton, dice che Trump a un certo punto annuncerà la fine della guerra, anche se la situazione non sarà cambiata, e proclamerà di aver vinto. Ma intanto la risposta dell'Iran non si ferma. I soldati americani morti sono saliti a sette.
Fonte: www.rainews.it
