Riapertura lampo della gara per l’A22, le critiche: Un favore al gestore uscente
È una gara da 30 miliardi e il Mit riapre il bando per tre giorni. Critiche dell’UE, accuse di scarsa trasparenza e rischi di nuovi ricorsi
Ansa Secondo il Movimento 5 Stelle, la decisione del Ministero delle Infrastrutture – guidato da Matteo Salvini – di riaprire per poco più di 48 ore la gara per l’assegnazione della concessione dell’autostrada del Brennero rappresenterebbe «l’ennesimo capolavoro da Prima Repubblica».
La gara, che vale circa 30 miliardi di euro di pedaggi, era stata inizialmente pubblicata a gennaio, ma segnata da continui rinvii dovuti ai rilievi della Commissione europea.
Il cuore del problema – e la ragione per cui la gara è rimasta congelata per mesi – è il meccanismo scelto per l’affidamento: la finanza di progetto, che nel Codice degli appalti italiano prevede il contestato diritto di prelazione. Chi presenta la proposta progettuale, infatti, ha diritto a pareggiare l’offerta migliore e aggiudicarsi comunque la concessione
Il 28 novembre, alle 17.22 di un venerdì, il MIT ha riaperto i termini, fissando la scadenza al 3 dicembre a mezzogiorno. Un tempo considerato troppo breve per presentare un’offerta completa, e che secondo i critici renderebbe di fatto impossibile la partecipazione di nuovi concorrenti.
A esultare sono stati soprattutto i presidenti delle Province di Trento e Bolzano, Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher, soci storici dell’attuale concessionario pubblico Autobrennero. Per loro, la scelta del ministero è «condivisibile» ed evita ulteriori ritardi nell’assegnazione.
Le critiche e i rischi di nuovi ricorsi
Ascari e Casadei (M5S) denunciano che la concessione – scaduta nel 2014 – è stata prorogata per undici anni e che il nuovo bando finirà per “incatenare l’A22 ai tribunali” e l’Italia alla vigilanza di Bruxelles: “Dietro questi giochi non c'è nessun interesse pubblico, ma l'evidente volontà di mantenere il controllo politico di un'arteria strategica del Nord, dei suoi pedaggi e dei suoi appalti. A pagare sono i cittadini e le imprese, mentre una cerchia ristretta di amministratori e politici di riferimento tratta l'autostrada come un affare di famiglia, da difendere a ogni costo contro ogni regola".
In effetti Bruxelles è sempre più diffidente verso il modello scelto dal Mit. Nell’ultima lettera di messa in mora – arrivata a inizio ottobre – la Commissione ha ricordato a Roma che questo tipo di procedura “non garantisce adeguatamente trasparenza, parità di trattamento e non discriminazione” e lascia alla stazione appaltante “uno spazio troppo ampio di discrezionalità”.
Il decreto di Moschetti però fa esercizio di prudenza. Nel testo viene richiamato un passaggio significativo del bando: “Il bando non vincola l’amministrazione aggiudicatrice né all’espletamento della gara, né alla diramazione degli inviti, né alla successiva aggiudicazione. L’amministrazione si riserva la facoltà di annullare la gara o modificarne o rinviarne i termini in qualsiasi momento e a suo insindacabile giudizio.” In altre parole: si riparte, ma senza garanzie che la gara arrivi davvero all’aggiudicazione.
Il MIT, che negli ultimi mesi aveva atteso una sentenza della Corte di giustizia su un caso analogo, ha deciso di riavviare la procedura nonostante l’incertezza. Nel decreto firmato dal direttore generale Sergio Moschetti viene però specificato che la gara può essere annullata «in qualsiasi momento», senza obbligo di aggiudicazione.
Fonte: www.rainews.it
