Usa sospendono domande immigrazione da 19 paesi extra-Ue, c'è l'Iran e c'è Haiti
Dopo i fatti di Washington e le parole del tycoon sui somali "spazzatura", l'amministrazione Usa ha dichiarato di aver sospeso tutte le richieste, come la green card e per la cittadinanza, citando preoccupazioni relative alla sicurezza nazionale
L'amministrazione Trump ha dichiarato di aver sospeso tutte le domande di immigrazione, comprese quelle per la green card e la cittadinanza statunitense, presentate da immigrati provenienti da 19 paesi extraeuropei, citando preoccupazioni relative alla sicurezza nazionale e alla sicurezza pubblica. Lo riportano i media Usa.
La sospensione si applica alle persone provenienti da 19 paesi che erano già stati sottoposti a un divieto di viaggio parziale a giugno, imponendo ulteriori restrizioni all'immigrazione. Il memorandum ufficiale che delinea la nuova politica cita l'attacco ai membri della Guardia nazionale statunitense a Washington la scorsa settimana, in cui un uomo afghano , evacuato dal 2021 dal suo Paese (dopo il ritiro delle forze statunitensi e alleate), è stato arrestato come sospettato. Un membro della Guardia nazionale è stato ucciso e un altro è rimasto gravemente ferito nella sparatoria.
Dopo la strage Trump ha intensificato la retorica anti-immigrazione nelle ultime settimane parlando di "Paesi del terzo mondo".
I paesi coinvolti
I paesi presi di mira nel memorandum sono Afghanistan, Birmania, Burundi, Ciad, Cuba, Repubblica del Congo, Guinea Equatoriale, Eritrea, Haiti, Iran, Laos, Libia, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Togo, Turkmenistan, Venezuela e Yemen. La nuova politica sospende le domande in sospeso e impone a tutti gli immigrati provenienti dai paesi elencati di "sottoporsi a un approfondito processo di riesame, che include un potenziale colloquio e, se necessario, un nuovo colloquio, per valutare appieno tutte le minacce alla sicurezza nazionale e alla sicurezza pubblica".
Il memorandum oltre a citare diversi recenti crimini sospettati di essere stati commessi da immigrati, tra cui l'attacco alla Guardia nazionale Usa, considera i paesi dell'elenco "altamente instabili dal punto di vista politico ed economico".
La sospensione, confermata da Matthew Tragesser, portavoce del Servizio di Cittadinanza e Immigrazione degli Stati Uniti, mira a garantire che "coloro che diventano cittadini siano i migliori tra i migliori. La cittadinanza e' un privilegio, non un diritto", ha affermato a diversi media statunitensi. La decisione include i processi di residenza permanente, naturalizzazione e altre procedure migratorie supervisionate dall'agenzia.
Solo ieri la notizia che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha licenziato otto giudici dell'immigrazione a New York City. Gli otto giudici lavoravano tutti al numero 26 di Federal Plaza a Manhattan. Lo riferisce la National Association of Immigration Judges.
L'indirizzo ospita un tribunale che esamina i casi di migranti che tentano di regolarizzare il loro status.
Per mesi, agenti federali mascherati hanno pattugliato quotidianamente i corridoi del Jacob K. Javitz Federal Building. Secondo un report del New York Times, gli ultimi licenziamenti si aggiungono ai circa 90 giudici licenziati nel corso dell'anno in tutto il paese su circa 600. Secondo i gruppi di difesa dei diritti dei migranti, questi licenziamenti mirano a sostituire i giudici uscenti con altri piu' in linea con la politica dell'amministrazione Trump sul fronte immigrazione.
La notizia del provvedimento arriva poco dopo quella che ha visto il presidente americano definire gli immigrati somali che vivono negli Usa "spazzatura" e chiedendo loro di lasciare gli Stati Uniti. Donald Trump si è scagliato soprattutto contro Ilhan Omar, rappresentante democratica al Congresso degli Stati Uniti per il Minnesota, dove vive la più grande comunità somalo-americana. "Non contribuiscono in alcun modo. Non li voglio nel nostro Paese - ha dichiarato Trump - queste sono persone che non fanno altro che lamentarsi".
Omar ha denunciato poi il tycoon per le sue parole. Ex bambina rifugiata in fuga dalla lunga guerra civile somala, Omar e' considerata la prima somalo-americana a far parte del Congresso degli Stati Uniti. "La sua ossessione per me e' inquietante", ha scritto Omar sui social media in risposta.
"Andremo nella direzione sbagliata se continuiamo a portare spazzatura nel nostro Paese. Ilhan Omar e' spazzatura. E' spazzatura. I suoi amici sono spazzatura", ha dichiarato il capo della Casa Bianca. "Queste non sono persone che lavorano. Non sono persone che dicono: 'Andiamo, forza. Rendiamo questo posto fantastico'. Queste sono persone che non fanno altro che lamentarsi. Si lamentano e, da dove vengono, non hanno ottenuto nulla", ha aggiunto.
Fonte: www.rainews.it
