
Era pienamente capace di intendere e di volere al momento dei fatti Dawda Bandeh, il 28enne accusato dell'omicidio del collaboratore domestico Angelito Acob Manansala, trovato senza vita la sera di Pasqua, lo scorso 21 aprile, nel salotto di una villa liberty in via Randaccio, non lontano dall'Arco della Pace, in centro a Milano. A stabilirlo è stata la perizia psichiatrica disposta dal gip Domenico Santoro, nell'ambito delle indagini coordinate dal pm Andrea Zanoncelli.
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