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Turchia, la terra delle voragini: centinaia di nuovi crateri allarmano agricoltori e scienziati
Nel cuore agricolo della Turchia in pochi anni si sono aperte quasi 700 voragini: siccità prolungata e sfruttamento delle falde all’origine del fenomeno
Nel bacino di Konya, cuore agricolo della Turchia centrale, centinaia di voragini stanno trasformando i campi coltivati in un paesaggio lunare. Le immagini aeree mostrano crateri profondi comparsi in pochi anni tra mais, grano e barbabietola da zucchero, soprattutto nell’area di Karapinar. Secondo gli studiosi, il numero delle voragini censite ha ormai raggiunto quota 660–670, con una decisa accelerazione negli ultimi 25 anni.
Per la scienza le cause vanno ricercate nella siccità prolungata, nel cambiamento climatico e nello sfruttamento eccessivo delle falde. «Il livello delle acque sotterranee scende ogni anno: fino a mezzo metro nei primi anni 2000, ma 4–5 metri l’anno dal 2020», spiega il geologo Fetullah Arik della Konya Technical University. Un calo alimentato anche dall’uso agricolo intensivo e dalla proliferazione di pozzi non autorizzati: circa 120.000 contro 40.000 regolari, secondo le stime ufficiali.
Per chi lavora la terra, l’incertezza è quotidiana. Mustafa Sik, agricoltore di Karapinar, racconta l’impatto: «Una delle voragini si è aperta con un boato spaventoso. Da allora abbiamo smesso di coltivare quell’appezzamento. Siamo molto preoccupati». Indagini geologiche sul suo terreno hanno individuato altre aree a rischio, senza però poter prevedere quando potrebbero cedere.
Il fenomeno non è solo locale. FAO e UNEP segnalano come la riduzione delle risorse idriche e l’over-pumping aumentino i rischi di subsidenza e collassi del suolo in regioni agricole aride e semi-aride, mentre l’IPCC indica il Mediterraneo tra gli hotspot climatici più esposti a siccità crescente. In Turchia, l’agenzia di gestione dei disastri AFAD registra i casi più evidenti, ma restano esclusi molti abbassamenti diffusi del terreno che aggravano i danni a case, stalle e infrastrutture.
Finora non si registrano vittime, ma la natura imprevedibile delle voragini alimenta l’allarme in un’area cruciale per la sicurezza alimentare del Paese. Gli esperti invocano gestione sostenibile dell’acqua, controlli sui pozzi e adattamento climatico per frenare una crisi che, sotto i campi, continua ad allargarsi.
Fonte: www.rainews.it
