Schiacciante vittoria, Catherine Connolly è la nuova presidente d'Irlanda
Indipendente di sinistra, pacifista e amata dai giovani. È Catherine Connolly, che si avvia a diventare la prima Presidente donna di Irlanda. La rivale centrista, Heather Humphreys, ha ammesso la sconfitta
L'ufficialità manca ancora ma i dati parziali appaiono inequivocabili. Sostenuta da un'inedita alleanza di tutte le sinistre, dal Sinn Fein ai Verdi, Catherine Connolly sta per essere confermata presidente d'Irlanda. La candidata rivale, la centrista Heather Humphreys, esponente del governo liberal-conservatore al potere, ha già concesso la vittoria alla sessantottenne ex vicepresidente della Camera, che si prepara quindi a una coabitazione che potrebbe causare qualche scintilla. Connolly si è infatti guadagnata il soprannome di 'Corbyn di Galway', in riferimento all'ex leader dei laburisti britannici Jeremy Corbyn, per via delle sue posizioni di sinistra, a volte radicali, e le sue critiche molto dirette a Usa, Ue, Israele e Nato.
Laureata in psicologia, sposata e madre di due figli, rimasta orfana di madre a nove anni insieme ad altri 13 fratelli, Connolly divenne consigliera comunale nel 1999 nella sua Galway per il partito laburista e fu poi eletta sindaco nel 2004. Il Labour le preferì però un altro candidato di punta nella sua circoscrizione alle successive elezioni politiche, che la videro quindi entrare in Parlamento come indipendente.
Pur eletta vicepresidente della Dail Eireann nel 2020, Connolly non era un volto molto conosciuto della politica irlandese e quando, lo scorso luglio, annuncio' la sua corsa alle presidenziali, in molti scrollarono le spalle. A sostenerla erano solo due piccoli partiti: i Socialdemocratici e People Before Profit. A sorpresa, pero', i laburisti misero da parte le vecchie ruggini e la appoggiarono. La svolta arrivo' subito dopo, quando il partito indipendentista Sinn Fein rinuncio' a una corsa in solitaria e mise la sua formidabile macchina propagandistica e organizzativa al servizio di Connolly che, da parte sua, inizio' a definire "una conclusione scontata" la riunificazione con l'Irlanda del Nord, una causa alla quale prima non sembrava tenere granché.
Per quanto il ruolo di presidente in Irlanda sia in larga parte cerimoniale, Connolly, se eletta, potrebbe creare qualche imbarazzo al governo di centrodestra, in virtù delle posizioni molto nette in politica estera. Non proprio una strenua paladina dell'Ucraina, l'ex sindaca di Galway aveva accusato la Nato di essere "guerrafondaia" e aveva paragonato il riarmo della Germania voluto dal cancelliere Friedrich Merz a quello avvenuto negli anni '30 sotto la guida di Adolf Hitler. Quanto al Medio Oriente, Connolly ha definito Hamas "parte del tessuto del popolo palestinese" e non si e' mai del tutto liberata dalla coda polemica seguita al suo viaggio in Siria nel 2018, che la porto' in contatto con diverse figure legate all'allora presidente, Bashar al-Assad.
E' su queste controversie che, negli ultimi giorni prima del voto, Humphreys aveva puntato per cercare di convincere gli indecisi, ostentando un profilo europeista e favorevole alle aziende. Nel dibattito televisivo di mercoledi' scorso aveva pero' prevalso Connolly, apparsa piu' eloquente e a suo agio. Questa capacita' di 'bucare i media' era gia' emersa dalla sua campagna social, che includeva addirittura un video che la ritraeva mentre palleggiava. Humphreys, invece, aveva mostrato scarsa padronanza del gaelico e la sua fede protestante le ha probabilmente alienato molte simpatie.
Il successo di Connolly non va però interpretato come una svolta a sinistra di un Paese che negli ultimi mesi ha visto accese manifestazioni contro l'immigrazione. La presidente in pectore ha cavalcato temi molto sentiti dall'opinione pubblica, come il caro affitti e le lunghe liste d'attesa nella sanità pubblica, ma a favorirne l'exploit hanno contribuito la divisione della maggioranza al governo, i cui partiti hanno presentato due nomi concorrenti (uno dei quali ritiratosi per uno scandalo finanziario), e l'assenza di un candidato di destra che si facesse portavoce della protesta contro la presenza di richiedenti asilo. Questo vuoto si è tradotto in un astensionismo che, secondo l'Irish Times, ha visto alcuni seggi registrare un'affluenza sotto il 40%. E piu' di un elettore su otto avrebbe annullato la scheda.
Fonte: www.rainews.it
