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Sánchez a Trump: "Così iniziano i disastri dell'umanità. E' roulette russa con milioni di vite"
In un discorso alla nazione, la dura replica del premier spagnolo alla minaccia del presidente Usa di "interrompere ogni rapporto" con Madrid, dopo il rifiuto di concedere l'uso delle basi militari in Andalusia
“Non saremo complici di qualcosa che è dannoso per il mondo, né contrario ai nostri valori e interessi, semplicemente per evitare ritorsioni da parte di qualcuno. Dobbiamo imparare dalla storia e non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone”. Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, dopo aver rifiutato l'uso delle basi militari statunitensi per gli attacchi all'Iran e nonostante la dura reazione di Donald Trump, ha tenuto il punto in un duro discorso televisivo alla nazione.
"Non vogliamo avere nulla a che fare con la Spagna, si è comportata in modo terribile", aveva detto Trump ieri durante un incontro davanti alla stampa con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, aggiungendo di aver chiesto al segretario al Tesoro Scott Bessent di "interrompere ogni rapporto" commerciale e non con la Spagna.
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"La posizione del governo spagnolo può essere riassunta in tre parole: 'No alla guerra'", ha scandito oggi Sanchez, aggiungendo che la posizione non è ingenua ma coerente. “Dobbiamo difendere ora gli stessi valori che difendiamo quando parliamo dell'Ucraina, di Gaza, del Venezuela o della Groenlandia. Perché la questione non è se siamo o meno a favore degli ayatollah. Nessuno lo è. Certamente non il popolo spagnolo e, ovviamente, nemmeno il governo spagnolo. La questione è piuttosto se siamo o meno dalla parte del diritto internazionale e, quindi, della pace”, ha spiegato, sottolineando poi gli effetti negativi della guerra in Iraq, dall'aumento del terrorismo jihadista all'impennata dei prezzi dell'energia, per sostenere che le conseguenze di questo attacco all'Iran sono altrettanto nebulose e che non porteranno a un ordine internazionale più giusto.
"I governi - ha proseguito - esistono per migliorare la vita delle persone, per fornire soluzioni ai problemi, non per peggiorare la vita delle persone. Ed è assolutamente inaccettabile che quei leader incapaci di adempiere a tale missione utilizzino il fumo della guerra per nascondere il proprio fallimento. E, per inciso, per riempire le tasche di pochi, i soliti. Gli unici che vincono quando il mondo smette di costruire ospedali per costruire missili. Collaboreremo, come abbiamo sempre fatto, con tutti i paesi della regione che sostengono la pace e il rispetto del diritto internazionale, che sono due facce della stessa medaglia, sostenendoli con risorse diplomatiche e con qualsiasi risorsa materiale possa essere necessaria. Lavoreremo con i nostri alleati europei per una risposta coordinata che possa essere definitivamente efficace".
Le reazioni
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha contattato Sánchez, per esprimere la "solidarietà europea della Francia in risposta alle recenti minacce di coercizione economica lanciate ieri contro la Spagna", hanno riferito fonti dell'Eliseo. Il premier inglese Keir Starmer, in un'iniziativa pubblica con la comunità pachistana, ha risposto indirettamente a Trump, senza mai nominarlo né citare Sánchez: "Il Regno Unito non è coinvolto negli attacchi contro l'Iran dopo aver appreso la lezione della guerra in Iraq", ha detto, "abbiamo già perso troppe vite, tra cui le donne e i bambini a Gaza". "Sono determinato a far sì che oggi si imparino e si seguano le lezioni del passato". Il riferimento è al vertice delle Azzorre del 2003 che sancì l'adesione di Tony Blair, José María Aznar e José Barroso alla guerra di George W. Bush contro l'Iraq di Saddam Hussein, a dispetto del veto dell'Onu, dell'opposizione della maggioranza dell'Ue e delle proteste di massa in molti paesi occidentali.
Fonte: www.rainews.it
