Rincaro carburanti: gasolio a 2,5 euro in autostrada per la crisi in Iran, le accuse di speculazione
Effetti immediati della guerra in Medio Oriente su prezzi alla pompa e trasporti, le associazioni di categoria del trasporto su gomma sono in allarme e accusano i petrolieri
Ansa Gli effetti della guerra in Iran e dell'escalation nel Medio Oriente si scaricano immediatamente sui prezzi dei carburanti in Italia. Secondo i dati diffusi oggi, la benzina in self service ha raggiunto mediamente 1,693 euro al litro, mentre il gasolio si attesta a 1,753 euro. Ma è sulle autostrade che si registrano i picchi più drammatici: il Codacons denuncia che il diesel tocca i 2,5 euro al litro in modalità servito in diversi impianti, con valori che superano questa soglia psicologica su tratti come l'A4 Milano-Brescia o altre arterie principali.
Le associazioni di categoria del trasporto su gomma sono in allarme. Conftrasporto sottolinea che "il nostro settore paga il conto prima di tutti", con rincari che colpiscono duramente l'autotrasporto, principale vettore dell'80% delle merci in Italia. Cna Fita calcola un aggravio medio di 2.400 euro annui per ciascun tir, che potrebbe balzare a oltre 13.000 euro se il conflitto si prolunga. Assotir segnala aumenti del gasolio variabili dai 10 centesimi in Lombardia ai 24 in Sicilia, con problemi di approvvigionamento in regioni come Campania e Lombardia.
Le accuse di speculazione sono pesanti. Adoc, Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc) e soprattutto Assoutenti parlano apertamente di "speculazioni" da parte dei petrolieri, evidenziando che l'Italia dispone di riserve stoccate tra le più alte d'Europa, sufficienti a tamponare le oscillazioni.
Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, annuncia un esposto all'Antitrust per verificare anomalie nei listini: "Un andamento del tutto anomalo per velocità ed entità dei rincari", considerando che il petrolio è stato acquistato mesi fa a prezzi inferiori e che non esiste una relazione diretta tra Brent e prezzi alla pompa. A sostegno, cita il confronto con il 2012, quando il Brent era a 112 dollari e la benzina costava 1,83 euro al litro, valore simile all'attuale nonostante tagli alle accise introdotti a gennaio.
Il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, rassicura sulla tenuta delle scorte: "Siamo nella condizione di essere abbastanza sicuri quantitativamente, con lo stoccaggio più alto d'Europa e fonti diversificate". Tuttavia, il governo ha già reagito: il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha convocato per venerdì 6 marzo due riunioni della Commissione di allerta rapida sui prezzi, presieduta da "Mister Prezzi" Benedetto Mineo, per monitorare mercati energetici e possibili impatti sull'inflazione.
Le richieste al governo si fanno pressanti. Cna Fita invoca un credito d'imposta straordinario, finanziato con l'extragettito Iva, e denuncia rincari su scorte già acquistate e raffinate mesi addietro. Conftrasporto chiede la sospensione immediata dell'Ets per il trasporto e misure straordinarie di sostegno al sistema logistico, citando interventi già adottati da paesi come la Spagna.
Il Crc propone invece una riduzione immediata dell'Iva sui carburanti per mitigare l'impatto. In un contesto di mercati in fibrillazione – con il Brent intorno agli 82 dollari al barile dopo recenti impennate e il gas schizzato del 30-40% – il rischio è che i rincari si propaghino rapidamente ai prezzi al dettaglio, colpendo famiglie e imprese in un momento già delicato per l'economia italiana.
Il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, rassicura sulla tenuta delle scorte: "Siamo nella condizione di essere abbastanza sicuri quantitativamente, con lo stoccaggio più alto d'Europa e fonti diversificate".
Ministro Urso convoca Commissione di allerta rapida il 6 marzo
Già da lunedì, si legge, su indicazione del ministro Adolfo Urso, era stato potenziato il monitoraggio del Garante dei prezzi lungo tutta la filiera dei carburanti, con particolare riferimento ai listini consigliati dalle compagnie, ai margini di distribuzione e ai prezzi alla pompa: i primi esiti sono stati trasmessi, ieri, alla Guardia di Finanza. Il Garante ha inoltre chiesto alle principali compagnie petrolifere chiarimenti sulle recenti variazioni dei prezzi, in particolare sul rapido adeguamento al rialzo dei listini di benzina e gasolio. Elementi che saranno approfonditi, appunto, nel corso delle due riunioni della Commissione di allerta rapida in programma.
A fronte dell'escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e della chiusura dello Stretto di Hormuz che stanno generando forti turbolenze sui mercati internazionali dell'energia e dei carburanti, il Garante per la sorveglianza dei prezzi presso il Mimit, su indicazione del ministro Adolfo Urso, ha convocato per venerdì 6 marzo due riunioni della Commissione di allerta rapida. La prima, riporta un comunicato, si terrà alle ore 9.30 e sarà dedicata all'andamento dei mercati energetici, con particolare riferimento ai prodotti petroliferi e ai carburanti. La seconda, a seguire alle ore 11.30, sarà invece focalizzata sulle possibili ricadute sull'inflazione, con specifico riguardo al carrello della spesa e al settore agroalimentare.
Le richieste al governo si fanno pressanti. Cna Fita invoca un credito d'imposta straordinario, finanziato con l'extragettito Iva, e denuncia rincari su scorte già acquistate e raffinate mesi addietro. Conftrasporto chiede la sospensione immediata dell'Ets per il trasporto e misure straordinarie di sostegno al sistema logistico, citando interventi già adottati da paesi come la Spagna.
Il Crc propone invece una riduzione immediata dell'Iva sui carburanti per mitigare l'impatto. In un contesto di mercati in fibrillazione – con il Brent intorno agli 82 dollari al barile dopo recenti impennate e il gas schizzato del 30-40% – il rischio è che i rincari si propaghino rapidamente ai prezzi al dettaglio, colpendo famiglie e imprese in un momento già delicato per l'economia italiana.
Fonte: www.rainews.it
