Protesta nel campo profughi saharawi di Tindouf, in Algeria
Contro la proposta di risoluzione degli Stati Uniti che dà priorità per il Sahara occidentale all'autonomia entro i confini del Marocco
Il popolo saharawi ha organizzato una manifestazione di protesta in un campo profughi nella regione algerina di Tindouf, contro la proposta di risoluzione degli Stati Uniti che dà priorità per il Sahara occidentale all'autonomia entro i confini del Marocco.
Secondo quanto riportato nella prima bozza della risoluzione di Washington, che sarà votata oggi 31 ottobre dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in merito alla prosecuzione della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO), il diritto all'autodeterminazione, sancito al momento della sua istituzione nel 1991, verrebbe meno.
Secondo il Fronte Polisario, movimento indipendentista del popolo sahrawi sostenuto dall'Algeria, la bozza di risoluzione distribuita il 22 ottobre dagli Stati Uniti darebbe la priorità all'autonomia all'interno dei confini marocchini, relegando in secondo piano lo svolgimento di un referendum, mentre il movimento indipendentista saharawi considera il futuro voto un aspetto “non negoziabile”.
Nel 2020, l'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riconosciuto la sovranità del Marocco sul Sahara occidentale, che l'ONU non ha convalidato, e sostiene che l'area sia un territorio non autonomo in attesa di decolonizzazione.
I rifugiati sahrawi hanno organizzato queste proteste per quattro giorni consecutivi. Questi campi profughi sono stati istituiti 50 anni fa nel deserto algerino per ospitare coloro che fuggivano dal Sahara occidentale, in coincidenza con la Marcia Verde lanciata dal Marocco nel 1975, dopo il ritiro della Spagna.
Fonte: www.rainews.it
