I Pasdaran iraniani entrano nella lista dei terroristi dell'Unione Europea, l'ok politico dei 27
Ue: dai ministri via libera a designare il Corpo della Guardie della rivoluzione iraniana ( i cosiddetti Pasdaran) come terroristi. Kallas: "La repressione non può restare senza risposta". Teheran: "Errore strategico"
ansa La decisione si aspettava da tempo, soprattutto da parte dell'opposizione e della numerosa diaspora iraniana residente in Europa. Ora a un mese dall'inizio delle proteste anti-governative represse nel sangue, Bruxelles annuncia l'ingresso formale dei Pasdaran nella lista dei terroristi dell'Ue.
"I ministri degli Esteri dell'Ue hanno appena compiuto il passo decisivo di designare la Guardia rivoluzionaria iraniana come organizzazione terroristica". Lo ha annunciato su X l'Alta rappresentante dell'Ue, Kaja Kallas.
"La repressione non può restare senza risposta - ha sottolineato la funzionaria europea -. Ogni regime che uccide migliaia di suoi concittadini sta lavorando per la propria rovina".
Il giro di tavolo nel Consiglio Affari Esteri sul punto Iran è iniziato in tarda mattinata, e a quanto si apprende da fonti diplomatiche, ha visto coinvolti i 27 che hanno espresso il loro assenso alla designazione dei pasdaran come organizzazione terrorista.
Secondo diversi media tra cui Iran Internationale e il Time sarebbero oltre 36mila le vittime dell'ultima rivolta. Un massacro che non è sfuggito nonostante il totale blackout di internet voluto dalla teocrazia al potere e che in buona parte è attribuito proprio alla mano pesante dei pasdaran.
La risposta di teheran non si è fatta attendere: la decisione dell'Ue è "un grave errore strategico" ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.
Chi sono i Pasdaran
Nato ai tempi di Khomeini, padre della Rivoluzione del 1979, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione (IRGC nell'acronimo internazionale), conta circa 250 mila unità, ed è considerato il vero centro di potere nella Repubblica islamica, essendo distribuiti capillarmente in ogni ambito delle istituzioni del Paese. I pasdaran sono affiancati dall'esercito ausiliaro dei basij e oggi è alle dirette dipendenze della Guida Suprema, capo spirituale e politico della Repubblica islamica, il Grande Ayatollah Alì Khamenei.
Proprio a loro si era rivolto recentemente il principe Reza Ciro Pahlavi, dal suo esilio negli Usa, nel tentativo di convincerli a disobbedire alla Guida Suprema e rovesciare il regime oramai inviso a gran parte della popolazione che è scesa in piazza a fine dicembre a causa di un'altissima inflazione e di un crollo del rial senza precedenti.
Teheran, pasdaran disperdono manifestanti con gas lacrimogeni
Le altre sanzioni
Il Consiglio Europeo ha - inoltre - deciso oggi di imporre misure restrittive nei confronti di altre 15 persone e sei entità responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Iran "a seguito della violenta repressione delle proteste pacifiche, che ha comportato l'uso della violenza, la detenzione arbitraria e tattiche intimidatorie da parte delle forze di sicurezza contro i manifestanti".
Nel dettaglio sono state decise misure restrittive nei confronti di Eskandar Momeni, Ministro dell'Interno iraniano e Capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale, e di membri del sistema giudiziario iraniano, tra cui Mohammad Movahedi-Azad, Procuratore Generale, e Iman Afshari, giudice presidente. Inoltre, gli elenchi odierni riguardano diversi comandanti dell'IRGC e alti ufficiali della polizia e delle Forze dell'Ordine (LEF).
Il consiglio europeo spiega che le entità designate "sono state coinvolte in attività di censura, campagne di trolling sui social media, diffusione di disinformazione e cattiva informazione online, o hanno contribuito alla diffusa interruzione dell'accesso a Internet sviluppando strumenti di sorveglianza e repressione".
Un uomo sfida i pasdaran in motocicletta, a Teheran bazar in sciopero contro il governo
Le misure restrittive relative alle violazioni dei diritti umani in Iran si applicano ora a un totale di 247 persone e 50 entità.
Esse consistono nel congelamento dei beni, nel divieto di viaggio verso l'UE e nel divieto di mettere a disposizione fondi o risorse economiche alle persone elencate. È inoltre in vigore un divieto di esportazione in Iran di attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna, comprese le apparecchiature per il monitoraggio delle telecomunicazioni.
Il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani ha accolto con favore le sanzioni individuali approvate e quella relativa ai pasdaran. Il ministro si era trovato poche ore fa a rispondere agli ayatollah che avevano richiamato l'ambasciatrice italiana a Teheran.
Si è poi augurato che si possa trovare un accordo con l'Iran, per il quale si sta lavorando, e ha sottolineato l'importanza che Teheran dia segnali sul fronte dell'energia nucleare, anche con riferimento agli obblighi nei confronti dell'Aiea.
Il ministro ha infine informato che l'Italia ha intanto provveduto a ritirare, in via precauzionale, circa la metà dei dipendenti italiani in Iran.
La giovane senza hijab affronta i pasdaran, sostenuta da una folla urlante
Fonte: www.rainews.it
