Askatasuna: trent’anni di barricate, tra lotte sociali e inchieste giudiziarie
A volte alcuni gruppi trasformano cortei pacifici in guerriglia entrandoci incappucciati. Prima di Torino a fianco dei No-Tav, in difesa di Cospito ma anche l'assalto alla sede del giornale "La Stampa"
E' il 1996, quando Askatasuna occupa il centro sociale di corso Regina Margherita, sgomberato a dicembre, l'anima più attenta al sociale si mescolava con la frangia violenta degli antagonisti di estrema sinistra. I primi scontri risalgono al 1° maggio del 99, centinaia rinviati a giudizio per lesioni e devastazioni. Poi arrivano gli anni dei No Global, quelli di Askatasuna ci sono.
La Val di Susa è il loro ring privilegiato, a fianco del movimento NoTav contro l'alta velocità. Nel 2013, il culmine degli incidenti, con l'assalto al cantiere di Chiomonte, i metodi sono definiti paramilitari per chi indaga su Askatasuna. Molti dei militanti fanno scuola di combattimento all'estero, al fianco dei kurdi anti Isis.
Dal centro sociale non fanno mancare il sostegno all'anarchico Alfredo Cospito, nel 2024 al Salone del Libro di Torino, ancora è caos questa volta, a difesa della Palestina. Askatasuna, ovvero libertà in lingua basca, libertà evidentemente per qualcuno di infiltrarsi nei cortei, come nelle manifestazioni pro Pal. Gli anarchici sono tra chi sfila pacificamente.
Fonte: www.rainews.it
