Agenti americani dell'ICE a Milano-Cortina 2026? Il ministro Piantedosi: "Al momento non ci risulta"
Secondo alcune fonti non confermate dal Viminale l’agenzia USA sarebbe coinvolta nella gestione della sicurezza durante l’intero periodo delle Olimpiadi (6–22 febbraio) e delle Paralimpiadi (6–15 marzo 2026)
Foto Archivio LaPresse Non ci sono dichiarazioni dirette del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che confermino l’impiego di agenti dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) statunitense a Milano-Cortina 2026, ma la notizia della loro eventuale presenza ha acceso un acceso dibattito politico, con l’opposizione che chiede chiarimenti al Viminale.
"Non mi risulta" la presenza di agenti dell'Ice alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, "ma anche se fosse le delegazioni straniere scelgono loro all'interno del proprio ordinamento a chi rivolgersi per assicurare la cornice di sicurezza alle delegazioni stesse. Non vedo quale problema ci sia ed è una cosa molto normale. Il coordinamento della sicurezza rimane ovviamente assicurato alle autorità nazionali".
Sollecitato dai giornalisti sull'ipotesi dell'arrivo di agenti ICE, Piantedosi ha aggiunto: "Questo non mi risulta per la verità. Da una prima verifica fatta anche con prefetto e questori non risulta. Questo non vuol dire evocare pericoli o scenari particolari".
Il titolare del Viminale ha quindi richiamato il quadro dei rapporti internazionali: "Gli Stati Uniti sono un Paese alleato, con il quale abbiamo relazioni importanti anche dal punto di vista delle collaborazioni di sicurezza, quindi sapranno loro come far seguire la loro delegazione". In ogni caso, ha concluso, "sono modelli consolidati e coordinati: non è la prima volta che delegazioni importanti vengono in Italia con imponenti cornici di sicurezza, ed è una prassi che facciamo anche noi quando andiamo all'estero. Qui non si tratta di gestire l'immigrazione irregolare, ma di garantire la protezione delle personalità. Il problema non si pone, proprio non si pone".
Secondo un’inchiesta di Il Fatto Quotidiano, agenti dell’ICE – l’agenzia statunitense per l’immigrazione e le dogane, parte del Department of Homeland Security – sarebbero già presenti in pianta stabile nella sede di Roma e potrebbero essere impiegati in supporto alle forze dell’ordine italiane durante i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. L’agenzia sarebbe coinvolta nella gestione della sicurezza durante l’intero periodo delle Olimpiadi (6–22 febbraio) e delle Paralimpiadi (6–15 marzo 2026).
La notizia è stata ripresa da fonti come Dire e ragioneria.it, che sottolineano come l’ICE sia al centro di forti critiche negli Stati Uniti per operazioni considerate aggressive, tra cui raid su civili disarmati, arresti di bambini e deportazioni in centri di detenzione. Proprio su questi episodi (in particolare l’omicidio di un’attivista disarmata e l’arresto di un bambino di 5 anni in Minnesota) si basa la preoccupazione espressa da parte dell’opposizione italiana.
Le reazioni dell’opposizione
Diversi esponenti dell’opposizione hanno chiesto al ministro Piantedosi di precisare la situazione, chiedendo una chiara smentita o una conferma ufficiale. La senatrice del PD Cristina Tajani ha annunciato un’interrogazione urgente al ministro dell’Interno in cui chiede se sia vera la notizia dell’impiego dell’ICE e, in caso affermativo, con quali funzioni e regole di ingaggio.
Tajani ha sottolineato che l’immagine violenta dell’ICE è “quanto di più lontano dallo spirito di inclusione e convivenza tra diversità che le Olimpiadi intendono promuovere”, e che la presenza di un corpo così controverso rischia di danneggiare l’immagine internazionale dei Giochi. Anche la capogruppo di AVS alla Camera, Luana Zanella, ha chiesto a Piantedosi di “smentire” la notizia, parlando di una perdita di sovranità e di incredulità per il fatto che le forze dell’ordine italiane siano considerate insufficienti.
La questione sollevata dall’opposizione riguarda soprattutto la trasparenza e la legittimità di un’eventuale cooperazione con un corpo armato extranazionale, in particolare in un contesto olimpico caratterizzato da grande visibilità internazionale e da valori di inclusione e rispetto dei diritti umani. Se confermata, tale presenza richiederebbe un quadro chiaro di compiti, limiti e modalità di coordinamento con le forze italiane.
Contesto della sicurezza olimpica
Per le Olimpiadi invernali, è stato attivato un piano di sicurezza straordinario che prevede il contributo di polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia locale e forze armate, oltre a forme di cooperazione con alleati internazionali. In questo quadro, la presenza di unità specializzate straniere (come avvenuto in passato in altri eventi internazionali) non è in sé anomala, ma richiede un’accurata regolamentazione e un’adeguata comunicazione pubblica.
La polemica sulle presunte missioni dell’ICE, quindi, va letta anche nel contesto più ampio del dibattito sulla sicurezza ai grandi eventi: da un lato, la necessità di garantire protezione e ordine pubblico, dall’altro, la tutela delle garanzie giuridiche e dei diritti fondamentali, soprattutto in un contesto pacifico e simbolico come quello delle Olimpiadi.
Fonte: www.rainews.it
