Cina, il rapporto del governo: rallenta la crescita e aumenta il budget per la difesa al 7%
La super potenza economica taglia le stime del Pil 2026 a 4,5-5%, il target più basso da 1991, mentre annuncia che aumenterà il budget per la difesa al 7% decisione che allerta gli esperti globali sulla questione Taiwan
(Foto AP/Mark Schiefelbein) La Cina sta fissando un obiettivo di crescita compreso tra il 4,5 e il 5% nel 2026, il più basso dal 1991, in un contesto interno e internazionale mai così incerto con la guerra che imperversa in Medio Oriente. Lo rivela un rapporto governativo pubblicato oggi e letto all'apertura dell'Assemblea nazionale del popolo cinese dal premier Li Qiang, un grande evento politico annuale noto come “Due Sessioni”. Al conclave politico annuale partecipano anche il presidente Xi Jinping e i vertici del partito e dello Stato.
Nel stesso momento il colosso asiatico ha, inoltre, annunciato che il suo bilancio per la Difesa, il secondo più grande al mondo dietro agli Stati Uniti, aumenterà del 7% nel 2026, un tasso leggermente inferiore a quello dello scorso anno (7,2%) ma in linea con gli anni precedenti. Pechino prevede di spendere 1.9096 miliardi di yuan (276,8 miliardi di dollari) per la difesa, circa tre volte meno del bilancio militare degli Stati Uniti.
La seconda economia mondiale, che da sola rappresenta un terzo della crescita globale, si trova ad affrontare, tra le altre cose, un rallentamento dei consumi e continue tensioni commerciali con gli Stati Uniti alimentate dalle minacce di sovrattasse doganali da parte del maggior rivale di sempre: Donald Trump che con il suo attcco “preventivo” all'Iran ha messo in ginocchio un importante fornitore di petrolio per la Cina.
Xi Jinping dovrebbe ricevere a fine mese a Pechino il presidente degli Stati uniti Donald Trump, nel tentativo di rafforzare la tregua commerciale raggiunta nell'ottobre scorso. Li ha definito quell'intesa un "consenso significativo" che ha "rafforzato la stabilità della cooperazione economica e commerciale".
Durante il suo discorso in Assemblea, il premier Li Qiang ha affermato che la Cina si trova di fronte a rischi geopolitici in costante aumento.
Li ha dichiarato che l'Esercito popolare di liberazione continuerà a rafforzare l'addestramento e la preparazione alla guerra, accelerando lo sviluppo di capacità militari avanzate per difendere la sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo del paese.
Il premier ha inoltre sottolineato che proseguirà la rettifica politica delle forze armate, riferimento alla campagna anticorruzione in corso all'interno dell'apparato militare e dell'industria della difesa, che ha coinvolto anche membri della Commissione militare centrale.
Il 2026 rappresenta una fase cruciale per la modernizzazione dell'Esercito popolare di liberazione, che si avvicina alla scadenza del 2027 fissata dalla leadership cinese per il raggiungimento degli obiettivi di modernizzazione militare.
Nel rapporto al parlamento, Pechino ha anche inasprito il linguaggio nei confronti delle forze ritenute da Pechino favorevoli all'indipendenza di Taiwan, affermando che intende reprimerle con decisione.
Sul dossier Taiwan, Li ha ribadito l'adesione al principio di "Unica Cina" e al consenso del 1992, promettendo di "reprimere con decisione le attività separatiste". La sessione dell'Assemblea nazionale del popolo esaminerà anche la bozza del quindicesimo piano quinquennale per lo sviluppo economico e sociale del paese nel periodo 2026-2030.
Li ha tuttavia ribadito l'impegno di Pechino per uno sviluppo pacifico delle relazioni tra le due sponde dello stretto, sottolineando la volontà di promuovere scambi più profondi e integrazione economica e culturale con Taiwan.
Fonte: www.rainews.it
