Groenlandia, no di Crosetto a militari italiani: "Mandarne 15? Pare l'inizio di una barzelletta"
Così il ministro della Difesa, durante la presentazione della Politica Artica Italiana a villa Madama. "Il nostro interesse è tenere unito l'Occidente, non frazionare". E avverte: "Dopo l'Ucraina la Russia sposterà nell'Artico risorse militari"
ANSA/MASSIMO PERCOSSI Nessun impegno militare, no all'escalation. Ma la ferma convinzione che la sicurezza e lo sviluppo dell'Artico siano temi centrali per l'Unione Europea e la Nato. E che l'Italia è pronta a svolgere un ruolo di partner affidabile in tal senso. Nel corso dell'evento organizzato a Villa Madama
Contro ogni ipotesi di 'boots on the ground' si è espresso il ministro della Difesa, Guido Crosetto, durante la Conferenza di presentazione della Politica Artica Italiana che si è tenuta oggi a villa Madama.
"Da tempo la Difesa si interessa dell'Artico, con la Marina, l'Aeronautica, l'Esercito. L'esercito, le esercitazioni non sono iniziate adesso. E che non sono sicuramente 15 soldati mandati in Groenlandia. Mi chiedo a fare cosa? Una gita? 15 italiani, 15 francesi, 15 tedeschi: mi sembra l'inizio di una barzelletta. Io sono per allargare, non frazionare in nazioni un mondo già troppo frazionato. Penso sia nostro interesse tenere insieme il mondo occidentale, pensando sempre in ottica Nato, in ottica Onu". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, alla Conferenza di presentazione della Politica Artica Italiana a villa Madama. "Non si muovono i ministeri ma il paese e la nostra forza è nella sinergia tra le amministrazioni. Siamo disponibili a impegnarci come Difesa. In quella zona che é la terra di nessuno occorre che ci sia qualcuno che in qualche modo costruisce delle regole".
“Artico terra di nessuno, costruire regole”
"L'Artico è una terra di nessuno dove è necessario costruire regole che non generino nuove fratture in un mondo che ne ha già troppe". Secondo Crosetto, il quadrante artico è destinato a diventare sempre più centrale per traffici commerciali, energia e materie prime, con un impatto diretto sugli equilibri geopolitici globali. In questo scenario, ha spiegato, è fondamentale una presenza coordinata e responsabile delle democrazie occidentali. "Difesa, ricerca e diplomazia - ha sottolineato - sono il basamento su cui il Paese si presenta nei consessi internazionali", rivendicando per l'Italia un ruolo attivo e responsabile anche in un'area nella quale non ha accesso diretto, ma interessi strategici di lungo periodo.
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“Nuove rotte cambieranno commercio e sicurezza”
"Le nuove rotte artiche cambieranno profondamente il commercio mondiale e la sicurezza globale" ha spiegato Crosetto, sottolineando che il cambiamento climatico potrebbe spostare fino al 40-50% dei traffici oggi concentrati nel Canale di Suez. Uno scenario che, secondo Crosetto, avrà conseguenze rilevanti per il Mediterraneo, per i porti italiani e per l'economia nazionale. Da qui la necessità che l'Italia mantenga un presidio nell'Artico "economico, commerciale, scientifico e anche militare". Il ministro ha infine ribadito che l'aumento delle risorse destinate alla Difesa va letto come "un investimento sul Paese", a beneficio della ricerca, della diplomazia e della capacità di proiezione internazionale dell'Italia in un'area destinata a incidere sul futuro delle prossime generazioni.
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“Dopo l'Ucraina la Russia sposterà nell'Artico risorse militari”
"Il paese che più confina con questo nuovo pezzo di mondo è la Russia e ha la più grande presenza nell'Artico. Probabilmente il giorno che finirà la guerra in Ucraina, gran parte delle risorse militari russe saranno spostate in questo settore" ha sottolineato il ministro.
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Presentato il documento strategico sull’impegno italiano nell’Artico
La strategia dell'Italia
La premier Giorgia Meloni non cita esplicitamente la tensione crescente tra Donald Trump e la Groenlandia, tuttavia nel suo messaggio alla presentazione della strategia italiana per l'Artico lancia l'ennesimo appello alla distensione e alla gestione multilaterale della crisi. "L'Italia - sottolinea la premier - è convinta che l'Artico debba essere sempre di più una priorità dell'Ue e della Nato e che l'Alleanza atlantica debba cogliere l'opportunità di sviluppare nella regione una presenza coordinata e capace di prevenire tensioni e rispondere alle ingerenze di altri attori. Vogliamo preservare l'Artico come area di pace: sosteniamo da sempre il rispetto del diritto internazionale".
Nel corso dell'evento a Villa Madama, anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani insiste sulla centralità strategica del 'Grande Nord' per il sistema Italia, tanto da annunciare una missione imprenditoriale "per essere all'avanguardia dell'export in questo scenario su difesa, energia e spazio".
Geopolitica, sicurezza, difesa ma non solo.
Per il governo l'Artico assume, e non da oggi, un fortissimo valore strategico anche sul fronte della ricerca scientifica e dello sviluppo economico. Nel corposo documento italiano, 52 cartelle frutto della collaborazione tra la Farnesina e i ministeri della Difesa e della Ricerca, si delinea la strategia per il rafforzamento dell'impegno italiano nella regione. Sul fronte economico la strategia sottolinea che l'Italia riconosce "l'importanza dell'inclusione delle popolazioni indigene, promuovendo uno sviluppo rispettoso di un ambiente delicato", consapevole che "l'Artico è una delle aree di maggiore interesse per una concreta applicazione tecnologica dei principi dello sviluppo sostenibile". Per quanto riguarda la ricerca scientifica, la ministra dell'Università Anna Maria Bernini, precisa che la presenza dell'Italia nell'Artico "non è all'anno zero". "La ricerca italiana nella regione è in grande vantaggio, e abbiamo intenzione di continuare ad affermare la nostra capacità innovativa".
Fonte: www.rainews.it
