Petrolio e Realpolitik: il piano di Trump per il dopo-Maduro ha il nome di Delcy Rodríguez
Snobbata la Nobel Machado, gli USA puntano sulla "Tigre" vice di Maduro e sull'asse con Chevron. Per il Venezuela è una democrazia a metà
Ecco il testo revisionato secondo le regole della grammatica italiana, con una punteggiatura più fluida e l'uso corretto degli accenti:
Nella transizione a guida americana non sembra esserci posto per María Corina Machado, leader dell’opposizione e figura politica più popolare del Venezuela. "È una donna gentile, ma non gode né di sostegno né di rispetto", ha dichiarato Trump, che forse non perdona alla "pasionaria" del movimento democratico l'avergli soffiato il Nobel per la Pace.
Machado fu candidata alla presidenza nel 2024 ma, dopo l’interdizione da parte del regime, fece un passo indietro in favore di Edmundo González, un diplomatico poco conosciuto prestato alla politica. Quest'ultimo vinse comunque su Nicolás Maduro con quasi il 70% dei voti, un risultato platealmente ignorato dal dittatore. È proprio all'anziano alleato, oggi riparato in Spagna, che María Corina Machado chiede venga affidato il Venezuela post-chavista, in una lettera intitolata "È giunta l’ora della libertà". Da Parigi, le fa eco il presidente Macron.
Tuttavia, più che il ritorno della democrazia, al momento a "The Donald" sembra interessare il petrolio. Per questo motivo, la figura chiave del dopo-Maduro potrebbe essere nient'altro che la sua vice: Delcy Rodríguez, detta "la Tigre", apparsa in TV proprio quando fonti di stampa la davano già in fuga verso la Russia. Rodríguez è anche ministra del Petrolio e presidente dell'azienda statale degli idrocarburi, e vanta contatti diretti con il gigante statunitense Chevron, l'unico gruppo americano a operare nel Paese. Il Segretario di Stato Rubio l’ha già contattata. "Farà quello che le diremo per rendere il Venezuela di nuovo grande", ha affermato Trump.
Per il popolo venezuelano che invoca un vero cambiamento, la permanenza al potere di Rodríguez rappresenterebbe però solo una rivoluzione a metà.
Fonte: www.rainews.it
