Teheran: se attaccati colpiremo basi Usa nella Regione. "Processi rapidi" per manifestanti
Magistratura promette "processi rapidi" per manifestanti arrestati
Centinaia di sospettati arrestati durante le proteste in corso in Iran dal 28 dicembre scorso saranno processati rapidamente. Lo riportano i media internazionali citando il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei. Secondo i resoconti dei media locali, i processi potrebbero avvenire in pubblico. Intanto oggi potrebbe essere giustiziato il manifestante iraniano, Erfan Soltani, 26 anni, arrestato l'8 gennaio durante le proteste antigovernative a Fardis, a ovest di Teheran.
Opposizione: rivolta si è allargata a 207 città
La rivolta in Iran si è estesa a 207 città. A riferirlo è il Consiglio nazionale iraniano per la resistenza (Ncri) in una nota.
Negli ultimi due giorni, si legge, Teheran e varie altre città sono state teatro di scontri tra giovani ribelli, manifestanti e le forze del regime. Nella Capitale, "nel tentativo di contenere la rivolta, il regime ha ordinato l'evacuazione immediata per 10 giorni dei dormitori dell'università di Teheran e ha spostato online gli esami dell'universita' di Urmia".
Lunedi', "le città di Teheran, Isfahan, Ahvaz, Kermanshah, Kerman, Marvdasht, Sanandaj, Izeh e Meshkan sono state teatro di scontri". Nella Capitale "manifestazioni e battaglie sono scoppiate in varie zone, tra cui Bahar Street, Sadeghieh, Nezamabad, Punak, Elahieh e Kargar, dove i manifestanti hanno intonato slogan come 'Morte a Khamenei' mentre affrontavano i mercenari delle Unita' Speciali".
A Isfahan, i giovani "hanno bloccato le strade e appiccato incendi a Malekshahr, Najafabad, Falavarjan e Yazdanshahr. A Meshkan, nella provincia di Fars, i giovani hanno dato fuoco a un furgone appartenente alle forze repressive, mentre sull'isola di Kish hanno incendiato l'ufficio delle imposte".
A Karaj "è stata attaccata la stazione di polizia 43, mentre a Bandar Abbas è stata presa di mira una banca statale. Temendo il diffondersi delle proteste ad Ahvaz, il regime ha bloccato le strade centrali della citta' erigendo muri di cemento nelle zone di Naderi e Abdolhamid Bazaar. Allo stesso modo, a Dezful, le forze di sicurezza e le Basij hanno fortificato i posti di blocco in tutta la città con muri di cemento per paura di disordini popolari", si riferisce ancora.
Think tank Usa, 'le proteste in Iran sembrano attenuarsi'
Un'analisi pubblicata dal Critical Threats Project, con sede negli Stati Uniti, suggerisce che le proteste in Iran sembrano essersi attenuate dopo giorni di disordini a livello nazionale, con solo sette proteste registrate in sei province martedì, un netto calo rispetto a giovedì scorso, quando sono state documentate 156 manifestazioni in 27 delle 31 province dell'Iran. Lo riporta Haaretz.
Il Ctp è gestito dai think tank Institute for the Study of War e American Enterprise Institute, con sede a Washington.
Tv Iran, oggi il funerale di 300 membri delle forze di sicurezza
La televisione di Stato iraniana, ripresa dai media internazionali, ha dichiarato che il funerale di massa oggi a Teheran includerà 300 salme di membri delle forze di sicurezza e civili. Il funerale dovrebbe svolgersi presso l' Università di Teheran sotto stretta sorveglianza.
Pechino: "No a ingerenze esterne"
La Cina si oppone a qualsiasi ingerenza esterna negli affari interni dell'Iran. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri cinese, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che Washington potrebbe intraprendere "azioni molto forti" contro Teheran.
La Cina non tollera l'uso o la minaccia della forza nelle relazioni internazionali, ha affermato Mao Ning, portavoce del ministero degli Esteri cinese, in una conferenza stampa quando gli è stato chiesto della posizione della Cina riguardo i commenti di Trump.
Teheran avverte: "Se attaccati colpiremo le basi Usa nella regione"
L'Iran ha avvertito i paesi vicini che colpirà le basi statunitensi come rappresaglia per eventuali attacchi da parte di Washington. Lo riporta Reuters online citando funzionari iraniani. Teheran, spiega la fonte, ha comunicato ai paesi della regione, dall'Arabia Saudita agli Emirati Arabi Uniti fino alla Turchia, che le basi statunitensi in quei paesi saranno attaccate se gli Stati Uniti prenderanno di mira l'Iran chiedendo a questi paesi di impedire a Washington di attaccare l'Iran.
Media, sospese le comunicazioni dirette tra Iran e Usa
Le comunicazioni dirette tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff sono state sospese, ha dichiarato oggi un alto funzionario a Reuters citata dal Guardian, dopo le minacce del presidente Donald Trump di intervenire nel contesto delle proteste in Iran.
L'alto funzionario ha aggiunto che le minacce statunitensi minano gli sforzi diplomatici e che i potenziali incontri tra i due funzionari per trovare una soluzione diplomatica a una disputa nucleare che dura da decenni sono stati annullati.
Reza Pahlavi esorta l'esercito in Iran ad unirsi alla protesta
Reza Pahlavi, figlio in esilio dell'ultimo Scià iraniano espulso durante la rivoluzione del 1979, ha esortato i membri dell'esercito iraniano a proteggere i cittadini iraniani e a unirsi all'ondata di proteste.
"Voi siete l'esercito nazionale dell'Iran, non l'esercito della Repubblica Islamica. Avete il dovere di proteggere la vita dei vostri compatrioti. Non avete molto tempo. Unitevi a loro il prima possibile", ha dichiarato su X.
Attivisti: in Iran almeno 97 confessioni dei manifestanti estorte con la forza
Secondo l'agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency, dal 28 dicembre, data di inizio delle proteste in Iran, i media statali iraniani hanno trasmesso almeno 97 confessioni di manifestanti, molti dei quali esprimono rimorso per le loro azioni. Vengono mostrati ammanettati, con i volti sfocati.
I video delle confessioni sono accompagnati da una musica di sottofondo drammatica e intervallati da filmati che sembrano mostrare i manifestanti mentre attaccano le forze di sicurezza. Alcuni mostrano armi artigianali che, secondo le autorità, sarebbero state utilizzate negli attacchi. Altri mettono in evidenza i sospetti in filmati di sicurezza sgranati, mentre sembrano appiccare incendi o distruggere proprietà.
Gli attivisti affermano che, sulla base delle testimonianze di ex detenuti, le confessioni spesso seguono torture psicologiche o fisiche e possono avere gravi conseguenze, compresa la pena di morte.
Mosca, "l'Ue sostiene apertamente la ribellione in Iran"
La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ai microfoni di radio Sputnik ha dichiarato che l'Ue sostiene apertamente le azioni antigovernative in Iran, che sono essenzialmente un tentativo di ribellione.
Lo ha dichiarato "Parallelamente al fatto che stanno applicando sanzioni - e queste sono già strette soffocanti - chiedono il rispetto della libertà di associazione e di riunione pacifica", ha dichiarato Zakharova citata dall'agenzia di stampa Tass. "In realtà si tratta di un attacco frontale e palese", ha aggiunto la portavoce degli Esteri concludendo: "è un vero e proprio sostegno aperto alle azioni antigovernative, che costituiscono essenzialmente un tentativo di ribellione".
In Iran celebrati i funerali per oltre 100 agenti di sicurezza uccisi nelle proteste
L'Iran ha celebrato i funerali degli oltre 100 membri delle forze di sicurezza morti durante le proteste che hanno scosso il Paese dal 28 dicembre, proteste che sono state accolte con una brutale repressione, soprattutto giovedì e venerdì scorsi. Le salme di oltre 100 agenti di sicurezza saranno trasportate in processione dall'Università di Teheran al cimitero della capitale, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Mehr.
Iran: il capo della magistratura promette processi "rapidi"
Il capo della magistratura iraniana ha promesso processi "rapidi" per i sospettati arrestati durante le proteste, che le autorità hanno descritto come "rivolte", lo ha riferito la televisione di stato. "Se qualcuno ha dato fuoco a una persona, l'ha decapitata e poi ne ha bruciato il corpo, dobbiamo fare il nostro lavoro in fretta", ha detto Gholamhossein Mohseni Ejei durante una visita a una prigione dove sono detenute le persone arrestate durante le proteste.
Secondo gli attivisti di Hrana i morti in Iran sono oltre 2500
Il numero dei morti nelle proteste in Iran è salito ad almeno 2.571 nelle prime ore di oggi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency. Questa cifra supera di gran lunga il bilancio delle vittime di qualsiasi altra serie di proteste o disordini in Iran negli ultimi decenni e ricorda il caos che ha circondato la rivoluzione islamica del 1979.
La televisione di Stato iraniana ha offerto il primo riconoscimento ufficiale delle vittime, citando un funzionario che ha affermato che il Paese ha avuto “molti martiri”. Il gruppo di attivisti ha precisato che 2.403 dei morti erano manifestanti e 147 erano affiliati al governo. Dodici bambini sono stati uccisi, insieme a nove civili che, secondo il gruppo, non stavano partecipando alle proteste. Più di 18.100 persone sono state arrestate.
NetBlocks: in Iran il blackout di internet dura da oltre 132 ore
Il blackout di internet dura ormai da 132 ore in Iran, secondo il gruppo di monitoraggio della rete NetBlocks. "I dati mostrano che l'Iran rimane offline mentre il Paese si risveglia in un altro giorno di buio digitale - ha scritto su X NetBlocks - con il blackout di Internet ormai giunto alla 132esima ora, le prime notizie indicano migliaia di vittime. La reale portata delle uccisioni è oscurata dall'assenza di connettività".
Attivisti all'AP: Starlink attivo gratuitamente in Iran
Il provider di internet satellitare Starlink sta offrendo un servizio gratuito in Iran. Mehdi Yahyanejad, un attivista con sede a Los Angeles che ha contribuito a far arrivare le unità in Iran, ha riferito all'Associated Press che il servizio gratuito è stato avviato. Anche altri attivisti hanno confermato in messaggi online che il servizio era gratuito.
“Possiamo confermare che l'abbonamento gratuito per i terminali Starlink è pienamente funzionante”, ha reso noto Yahyanejad in un comunicato, “lo abbiamo testato utilizzando un terminale Starlink appena attivato all'interno dell'Iran”. Starlink è l'unico modo per gli iraniani di comunicare con il mondo esterno da quando le autorità hanno bloccato la connessione internet giovedì sera, mentre le proteste a livello nazionale si intensificavano e iniziavano una sanguinosa repressione contro i manifestanti.
Migliaia di morti e di arresti, Ilario Piagnerelli ricorda alcune delle vittime
Vittime della repressione, i volti e le storie
L'Iran all'ONU: "Gli USA smettano di destabilizzarci, sono responsabili per le vittime"
L'Iran chiede all'Onu di esortare gli Stati Uniti e Israele ad abbandonare la loro politica destabilizzante contro Teheran. Lo scrive il rappresentante permanente iraniano presso le Nazioni Unite, Amir-Saeid Iravani.
"La Repubblica islamica dell'Iran invita urgentemente il segretario generale, il Consiglio di sicurezza e, in particolare, i suoi membri responsabili ad adempiere alle proprie responsabilità sancite dalla Carta, condannando inequivocabilmente tutte le forme di incitamento alla violenza, minacce di ricorso alla forza e ingerenza negli affari interni dell'Iran da parte degli Stati Uniti; esorta gli Stati Uniti e il regime israeliano a cessare immediatamente le politiche e le pratiche destabilizzanti e a rispettare pienamente i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale; e mette in guardia gli Stati Uniti da eventuali errori di calcolo nel condurre atti di aggressione militare contro la Repubblica islamica dell'Iran", dice Iravani in una lettera al segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres e al presidente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, Abukar Dahir Osman.
"Gli Stati Uniti e il regime israeliano hanno una responsabilità legale diretta e innegabile per la conseguente perdita di vite civili innocenti, in particolare tra i giovani", ha aggiunto l'inviato iraniano.
Le minacce di Trump all'Iran nel punto della corrispondente da New York
Trump ai manifestanti: "Continuate, l'aiuto è in arrivo"
Teheran all'ONU: "Gli USA cercano un pretesto per attaccarci"
"Le fantasie e la politica degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran sono radicate nel desiderio di un cambio di regime, con sanzioni, minacce, disordini orchestrati e caos che fungono da modus operandi per creare un pretesto per un intervento militare". Lo ha scritto la missione iraniana presso le Nazioni Unite su X.
Gli Usa chiedono agli americani di "lasciare immediatamente l'Iran"
Il Dipartimento di Stato americano ha chiesto ai cittadini americani di lasciare subito l'Iran e "se possibile valutare la possibilità di partire via terra, dirigendosi verso l'Armenia o la Turchia". Il dipartimento ha raccomandato agli americani di "cercare mezzi di comunicazione alternativi" a causa delle "continue interruzioni di internet" e di "avere un piano di partenza che non dipenda dall'assistenza del governo Usa"
Il ministro Tajani: "Se c'è sterminio, qualcuno deve intervenire"
"Se c'è uno sterminio di 20 mila morti, qualcuno deve intervenire. Il problema va affrontato". Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a 'Cartabianca'
Trump: "In Iran l'obiettivo finale è vincere"
In Iran "l'obiettivo finale è vincere". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Cbs Evening News. "Mi piace vincere", ha aggiunto il presidente Usa. Alla domanda su cosa significasse "vincere", Trump ha elencato una serie di operazioni militari ordinate durante i suoi due mandati alla Casa Bianca: dalla recente cattura del leader venezuelano Nicolás Maduro, al raid in Siria del 2019 culminato con la morte del fondatore dell'Isis Abu Bakr al-Baghdadi, all'uccisione nel 2020 di Qassem Soleimani, capo dei pasdaran iraniani.
Trump: "Misure severe se ci saranno impiccagioni"
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che "verranno prese misure molto severe se l'Iran impiccherà i manifestanti". Lo ha dichiarato alla rete CBS
Zelensky: "Il regime iraniano non merita di esistere, serve un cambiamento"
"L'Iran, un regime che è durato così tanti anni e ha ucciso così tante persone non merita di esistere. Sono necessari cambiamenti". Lo afferma su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Anche in Europa sono necessari dei cambiamenti: lo spargimento di sangue iniziato dalla Russia che continua a perpetrarsi deve finire", aggiunge.
Trump: "Fate l'Iran di nuovo grande. Segnate i nomi di chi uccide e commette abusi perché questi pagheranno un prezzo molto alto"
"Fate l'Iran di nuovo grande, era un grande Paese fino a quando sono arrivati questi mostri e l'hanno preso. E' tutto molto fragile". E' quanto ha detto Donald Trump ripetendo, nel suo discorso oggi al Detroit Economic Club, l'appello ai dimostranti iraniani, già rivolto via social, a prendere il controllo delle istituzioni "se possibile" e a segnare i nomi di "chi uccide e commette abusi" perché questi "pagheranno un prezzo molto alto".
Trump: "Non so quanti sono stati uccisi in Iran ma anche uno è troppo"
"Nessuno è stato in grado di fornirmi un numero preciso", su quanti manifestanti sono statiuccisi in Iran. "Ho sentito dire che si tratta di una quantità considerevole. Ma anche uno solo sarebbe già tanto.Probabilmente lo sapremo nei prossimi giorni". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Detroit.
La repressione in Iran, è guerra di cifre sulle vittime (Video)
La repressione in Iran, è guerra di cifre sulle vittime
L'agenzia Axios: " Witkoff ha visto l'erede al trono Pahlavi"
L'inviato americano Steve Witkoff ha incontrato segretamente nel fine settimana il principe ereditario iraniano in esilio, Reza Pahlavi. Lo riporta Axios citando un alto funzionario degli Stati Uniti. Sarebbe il primo incontro di alto livello tra l'opposizione iraniana e l'amministrazione Trump da quando sono iniziate le proteste, oltre due settimane fa. Pahlavi sta cercando di accreditarsi come leader "di transizione" se il regime dovesse cadere. E secondo Axios con un certo successo. Quando sono iniziate le manifestazioni, l'amministrazione Trump non vedeva Pahlavi come un attore politico significativo. Il presidente stesso non aveva voluto appoggiarlo pubblicamente. Ma a Washington ha fatto un certo effetto che il nome di Pahlavi sia stato scandito durante i cortei di protesta. "C'e' stata un'ascesa di Pahlavi", ha spiegato la fonte.
Iran: Cbs, morti potrebbero essere da 12 mila a 20 mila. I dati provengono da fonti iraniane
Le persone morte nel corso delle proteste che scuotono l'Iran da settimane "sono almeno 12 mila e potrebbero arrivare fino a 20 mila". Lo hanno riferito alla Cbs due fonti iraniane sulla base dei dati che le organizzazioni di attivisti stanno compilando a fronte dei resoconti medici
L'intelligence iraniana ha annunciato il sequestro di un ampio carico di kit per internet satellitare Starlink
L'intelligence iraniana ha annunciato il sequestro di un ampio carico di kit per internet satellitare Starlink nelle regioni di confine, sostenendo che fosse destinato a "operazioni di spionaggio e sabotaggio" all'interno del Paese. Secondo quanto riportato da canali Telegram dei media statali, la spedizione sarebbe entrata "illegalmente da un Paese vicino". L'uso di Starlink è illegale in Iran, dove le autorità hanno tentato di disturbare i segnali tramite attività di "jamming", sebbene alcuni iraniani siano comunque riusciti a utilizzare il servizio.Nel materiale sequestrato figurerebbero 100 ricevitori a lunga portata, 50 amplificatori di segnale Bts, 743 modem 5G di diverse marche e 799 telefoni cellulari di nuova generazione. Un video diffuso insieme alla notizia mostra scatole di dispositivi elettronici, alcune delle quali recano il marchio Starlink: si tratterebbe del primo sequestro segnalato di apparecchi Starlink in Iran. Intanto, il gruppo per i diritti digitali Filterban ha reso noto che l'abbonamento a Starlink in Iran sarebbe diventato gratuito, dopo che l'account NasNet, che promuove l'accesso al servizio nel Paese, ha affermato in un post su X che Starlink è ora disponibile gratuitamente a seguito di settimane di trattative con l'azienda e con funzionari statunitensi.
3.000 morti nelle proteste. Lo riferisce al New York Times una fonte del ministero della Sanità di Teheran
Sono circa tremila le persone morte durante le proteste che stanno scuotendo l'Iran e tra costoro vi sono centinaia di membri delle forze di sicurezza. Lo riferisce al New York Times una fonte del ministero della Sanità di Teheran. Continua a non esserci alcun bilancio ufficiale o indipendente delle violenze e le cifre che circolano sui media discordano. La Cbs, ad esempio, cita non meglio specificate fonti interne secondo le quali i morti sarebbero almeno 12 mila.
Ali Larijani, segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano: "Trump e Netanyahu principali assassini del popolo"
"Dichiariamo i nomi dei principali assassini del popolo iraniano: 1) Trump, 2) Netanyahu". Lo ha scritto su X Ali Larijani, segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale (Snsc) iraniano e figura di spicco nel panorama politico della repubblica islamica, oltre che consigliere del leader Ali Khamenei.Larijani ha allegato al suo messaggio il post su Truth del presidente americano, che invita i "patrioti iraniani" a continuare a protestare e prendere il controllo delle istituzioni.
Il premier francese Lecornu: "Caso Kohler e Paris impone prudenza ma siamo al fianco del popolo iraniano'"
Il premier francese Sébastien Lecornu ha giustificato oggi una certa "prudenza" della Francia rispetto alla contestazione in Iran con la situazione "più che fragile e preoccupante" di Cécile Kohler e Jacques Paris, i due connazionali francesi detenuti per oltre tre anni nelle carceridella Repubblica islamica e attualmente agli arresti domiciliaripresso l'ambasciata di Francia a Teheran. La Francia "ha sempre un grande bisogno di protezione dellacomunità francese presente in Iran", ha sottolineato il primoministro davanti all'Assemblea Nazionale, evocando la "questionedella signora Kohler e del signor Paris, che sono attualmente inambasciata, e di cui sapete molto bene che la situazione restapiù che fragile e preoccupante". Per Lecornu, tuttavia, parlaredi "silenzio" di Parigi rispetto a quanto sta accadendo in Iran è "eccessivo".
"La Repubblica francese - ha assicurato il premier dinanzi ai deputati - è al fianco del popolo iraniano".
L'ambasciatore iraniano in Italia: "I numeri sui morti sono esagerati dai nostri nemici, non cerchiamo lo scontro con gli Usa ma siamo preparati"
L'ambasciatore iraniano in Italia, convocato alle 17,30 dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, dice che il numero dei morti e feriti nel Paese in rivolta è esagerato dai nostri nemici. Mohammad Reza Sabouri, inoltre, dichiara che “l’esperienza passata, e in particolare la ‘Guerra dei 12 giorni’, ha dimostrato quali sarebbero le conseguenze di qualsiasi aggressione contro l’Iran. L’Iran non cerca lo scontro, né la guerra nella regione, ma è pronto a tutti gli scenari”, ha affermato l'ambasciatore iraniano in Italia. “Oggi l’Iran è certamente più preparato alla resistenza rispetto al periodo della ‘Guerra dei 12 giorni’, ma allo stesso tempo è pronto anche a veri negoziati” ha aggiunto.
“I contatti tra il ministro degli Esteri della Repubblica islamica dell’Iran, Araghchi, e il signor Witkoff, inviato speciale di Donald Trump, sono in corso da tempo ed erano attivi già prima di queste proteste. Negli ultimi giorni, sia prima sia dopo le manifestazioni, tali contatti sono proseguiti. L’Iran non si è mai sottratto al negoziato, ma ritiene che esso debba essere equo e giusto, basato su interessi e rispetto reciproci” ha detto inoltre l'ambasciatore iraniano in Italia, Mohammad Reza Sabouri. “Tuttavia, sembra che gli Stati Uniti siano orientati a imporre le proprie richieste e non siano realmente alla ricerca di un vero negoziato. A mio avviso, è possibile raggiungere un accordo equo qualora vengano accantonate le pretese irragionevoli” ha aggiunto l'ambasciatore.
“Attualmente diversi Paesi, sia regionali sia extra-regionali, stanno cercando di svolgere un ruolo volto a ridurre le tensioni e a creare una stabilità duratura nella importante regione del Medioriente” ha ricordato l'ambasciatore iraniano in Italia, Mohammad Reza Sabouri rispondendo a una domanda sul possibile ruolo di Roma come mediatore fra Teheran e gli Usa. “Sembra che tutti i Paesi possano, in base alle proprie capacità e potenzialità, contribuire attraverso iniziative eque e imparziali a un’azione volta alla costruzione della pace e della stabilità” ha aggiunto.
Proseguono le convocazioni degli ambasciatori iraniani presso le cancellerie occidentali: anche Tajani lo comunica alla Camera, per l'Italia
Dalla Francia al Portogallo, dal Regno Unito alla Spagna, dalla Germania all'Italia (appena annunciato ora dal ministro degli Esteri Antonio Tajani): si moltiplicano nelle ultime ore le convocazioni degli ambasciatori iraniani presso le cancellerie occidentali, come segno di protesta per la violenta repressione dei manifestanti a Teheran e in decine di altre città del Paese da parte del regime degli Ayatollah.
Il senatore Graham "spiega" il post di Trump: "Non manderemmo truppe ma scateneremmo l'inferno"
Gli Stati Uniti non manderebbero “truppe sul terreno” ma “scatenerebbero l'inferno” sull'Iran con un'ondata massiccia di attacchi: è questo il quadro che traccia il senatore americano Lindsay Graham, commentando l'ultimo post su Truth del presidente americano, Donald Trump. “Niente stivali sul terreno, ma scatenare l'inferno - come ha promesso - sul regime che ha calpestato ogni linea rossa. Un'ondata massiccia di attacchi militari, cibernetici e psicologici è la carne e le ossa di l'aiuto è in arrivo” ha scritto su X. “L'obiettivo? Distruggere l'infrastruttura che permette il massacro e lo sterminio del popolo iraniano, e abbattere i leader responsabili degli omicidi. L'incubo lungo del popolo iraniano finirà presto. Sono così orgoglioso del presidente Trump. Make Iran great again” conclude.
Mosca: "Inaccettabili le minacce degli Usa all'Iran"
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha affermato che “le minacce di Washington di lanciare nuovi attacchi militari contro l'Iran sono categoricamente inaccettabili”. La Russia, aggiunge Zakharova, citata dalla Tass, respinge categoricamente i tentativi sfacciati di “ricattare i partner stranieri dell'Iran aumentando i dazi commerciali”.
Iran, la ritorsione di Trump: "Dazi al 25% per chi commercia con Teheran". Pechino si oppone
Iran, la ritorsione di Trump: "Dazi al 25% per chi commercia con Teheran". Pechino si oppone
Rutte: "Quello che accade in Iran è ripugnante"
“Penso, e spero che siamo tutti d'accordo, che ciò che sta accadendo in Iran sia ripugnante. Ciò che la leadership sta facendo contro la propria popolazione, contro persone che protestano pacificamente per esprimere chiaramente le proprie opinioni” ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenendo al “Global Europe Forum”, organizzato da Renew Europe al Parlamento europeo.
La vedova dello Scià alle Forze di sicurezza: "Unitevi ai manifestanti"
L'ex imperatrice d'Iran e vedova dell'ultimo scià, Farah Diba Pahlavi, ha lanciato un appello alle forze di sicurezza iraniane a unirsi alle proteste contro il regime in corso da due settimane nel Paese. “Ricordatevi che la sopravvivenza di nessun governo, il mantenimento di nessun privilegio, giustifica lo spargimento di sangue dei vostri compatrioti” ha scritto in un comunicato, esortando le forze di sicurezza ad ascoltare le “grida di rabbia e sdegno” dei manifestanti e a “unirsi a loro prima che sia troppo tardi”.
Sanchez: "L'Iran cessi subito la repressione delle proteste pacifiche"
“L'Iran deve cessare subito la repressione delle proteste pacifiche, gli arresti arbitrari e le limitazioni alla libertà di espressione” è il messaggio pubblicato su X col quale il presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, ha condannato la strage di manifestanti da parte del regime di Teheran. “Abbiamo convocato l'ambasciatore iraniano in Spagna per esprimere la nostra condanna della violenza contro manifestanti ed esigere il rispetto dei diritti fondamentali di tutti gli iraniani” ribadisce Sanchez nel messaggio, dopo che il ministro degli Esteri spagnolo aveva annunciato questa mattina in un'intervista radiofonica la convocazione.
Donald Trump: "Continuate, l'aiuto è in arrivo"
“Patrioti iraniani continuate a manifestare. Prendete il controllo delle istituzioni. Salvate i nomi di chi uccide e abusa, pagheranno un prezzo alto. Ho cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani. L'aiuto è in arrivo” afferma Donald Trump su Truth.
Nota di Palazzo Chigi: "Forte preoccupazione, l'Iran rispetti i diritti del popolo"
“Il Governo italiano segue con forte preoccupazione la situazione di questi giorni in Iran e le notizie che stanno giungendo circa i numerosi morti tra i manifestanti. L'Italia chiede alle Autorità iraniane di assicurare il rispetto dei diritti del popolo, incluso quello di espressione e di pacifica assemblea, e l'incolumità di chi manifesta nelle piazze. Insieme ai partner europei e del G7, il Governo italiano continua a lavorare per una soluzione positiva della crisi, rispettosa delle aspirazioni di libertà e parità di diritti del popolo iraniano”: è quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.
L'Iran all'Ue: "Non vogliamo ostilità ma reagiremo alle restrizioni"
“L'Iran non cerca ostilità con l'Unione Europea, ma reagirà a qualsiasi restrizione” ha affermato il Ministero degli Esteri iraniano, protestando contro la decisione del Parlamento europeo che ieri ha vietato l'accesso ai suoi locali a tutti i diplomatici e rappresentanti iraniani, contestando la reazione della Repubblica islamica alle proteste anti governative iniziate il 28 dicembre scorso. In un messaggio su X, il Ministero iraniano ha criticato l'atteggiamento dell'Europarlamento, accusandolo di doppi standard. “Oltre due anni di genocidio a Gaza, che ha causato la morte di 70.000 palestinesi, non hanno indotto il Parlamento europeo a intraprendere alcuna azione concreta contro Israele” ma “solo pochi giorni di violente rivolte in Iran sono sufficienti al Parlamento Europeo per impedire ai nostri diplomatici di entrare nei suoi locali” si legge nella nota.
Iran, le milizie irachene avvertono gli Usa: "Pronti a difendere Teheran"
Le principali milizie sciite filo-iraniane in Iraq hanno alzato il livello di allerta e minacciato ritorsioni in caso di un attacco statunitense contro Teheran, mentre nel Paese proseguono le proteste contro il regime. Il segretario generale di Kataib Hezbollah, Abu Hussein al-Hamidawi, ha avvertito che “la guerra contro l'Iran non sarà una passeggiata” e che gli Stati Uniti “pagheranno un prezzo elevato”, secondo un messaggio diffuso da canali vicini alle milizie. Le dichiarazioni arrivano dopo le minacce del presidente Donald Trump di colpire l'Iran se la repressione delle manifestazioni dovesse intensificarsi. Anche Abu Azrael, comandante della milizia Kataib al-Imam Ali, ha difeso apertamente Teheran, accusando i manifestanti di essere “strumenti dei nemici” e di agire su “agende sioniste”. Le milizie filo-iraniane operano in Iraq all'interno delle Forze di mobilitazione popolare e mantengono stretti legami con l'apparato di sicurezza iraniano.
Preoccupazione per Erfan, 26enne iraniano: "domani sarà impiccato senza che alla famiglia siano state spiegate le accuse"
La famiglia di Erfan Soltani, arrestato lo scorso 8 gennaio mentre manifestava a Fardis in Iran, è stata informata che il 26enne sarà impiccato domani. Lo riporta l'organizzazione Hengaw per i diritti umani, sottolineando che non sono state spiegate alla famiglie le accuse a carico di Soltani. “Non abbiamo mai visto un caso procedere così rapidamente” ha dichiarato alla Bbc Awyar Shekhi, membro dell'organizzazione per i diritti umani. “Il governo sta usando ogni tattica a sua disposizione per reprimere le persone e diffondere la paura” ha aggiunto.
Von der Leyen: "Presto nuove sanzioni all'Iran"
"Il crescente numero di vittime in Iran è terrificante. Condanno inequivocabilmente l'uso eccessivo della forza e le continue restrizioni della libertà. L'Unione Europea ha già inserito l'intero Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nel suo regime di sanzioni per violazione dei diritti umani. In stretta collaborazione con l'Alta rappresentante Kaja Kallas saranno rapidamente proposte ulteriori sanzioni ai responsabili della repressione. Siamo al fianco del popolo iraniano che sta coraggiosamente marciando perla propria libertà". Lo dichiara la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen su X.
Iran International: "I morti sono almeno 12mila"
“Almeno 12mila persone, molte under 30, sono state uccise” nelle proteste in Iran. Lo riporta Iran International, in quello che il media di opposizione basato a Londra definisce “il più grande massacro nella storia contemporanea dell'Iran, avvenuto in gran parte nelle notti dell'8 e 9 gennaio”. La stima del comitato editoriale di Iran International si basa “su un'analisi esclusiva di fonti e dati medici” e la sua diffusione è stata “ritardata fino alla convergenza delle prove”: è stata fatta su un'analisi in più fasi di notizie da più fonti, “tra cui una vicina al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale”.
Dopo le critiche di Merz, la replica di Araghchi: "Cosa ha da dire dei 70mila morti a Gaza?"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha contestato Friedrich Merz dopo che il cancelliere tedesco aveva criticato Teheran per la violenza utilizzata nel reprimere le proteste in Iran, aggiungendo che presto si potrebbe assistere al crollo della Repubblica islamica. "Quando l'Iran sconfigge i terroristi che uccidono civili e agenti di polizia, il cancelliere tedesco si affretta a dichiarare che ‘la violenza è espressione di debolezza’. Cosa ha da dire, allora, il signor Merz del suo incondizionato sostegno all'omicidio di massa di 70mila palestinesi a Gaza?", ha scritto Araghchi in un messaggio su X, aggiungendo che il governo tedesco è “nella posizione peggiore” per parlare della questione dei diritti umani.
Una fonte governativa a Reuters: i morti sarebbero circa duemila
Sarebbero circa duemila le persone uccise nelle proteste in corso in Iran. Lo ha riferito un funzionario iraniano alla Reuters, rilanciata da Sky News, precisando che nel bilancio sono compresi anche membri delle forze di sicurezza e attribuendo le morti all'azione di “terroristi”. Le ultime stime dell'ong statunitense Human Rights Activists News Agency riferivano di almeno 646 vittime, ma il blackout di internet che da giorni colpisce il Paese rende difficile ottenere dati completi e verificare in modo indipendente le informazioni.
Il 17enne Amir, trucidato dalle forze di polizia, diventa il simbolo della protesta
È uno dei simboli della protesta in Iran: un giovane di 17 anni, Amir Ali Haydari, tra le giovani vittime della repressione in Iran. Il cugino, Diako, che vive a Cardiff, ha raccontato alla britannica Sky News che il ragazzo ha partecipato alle proteste giovedì scorso con i suoi compagni di classe a Kermanshah, nell'ovest del Paese, dove è stato trucidato dalle forze di polizia. E dove sarebbero state uccise “centinaia di persone”.
“È stato colpito al cuore, e mentre esalava l'ultimo respiro lo hanno colpito alla testa con il calcio di una pistola, così tante volte che il suo cervello si è sparso a terra” ha detto Diako riferendo le notizie arrivate dai familiari in Iran. “Poi, all'obitorio dove si trovano tutti i corpi, hanno rilasciato un certificato di morte che attesta una caduta da una grande altezza”.
Sky News sottolinea che in un filmato girato a Kermanshah giovedì scorso, si vedono poliziotti in borghese intimidire i manifestanti e sparare contro di loro per le strade. I familiari di Amir affermano che molti amici dell'adolescente sono rimasti coinvolti nelle violenze: “Due sono in coma e hanno ucciso molti dei suoi amici. Proprio come lui. Li hanno fucilati. Molti amici di Amir Ali sono morti” riferisce il cugino, aggiungendo che “quando (la famiglia) ha ritirato il corpo, lo zio di Amir mi ha detto che c'erano circa 500 cadaveri in ospedale. Ha dovuto identificare il corpo tra tutti gli altri”.
Una foto del 17enne Amir Ali Haydari, ucciso a Kermanshah
Media Iran, il governo annuncia un nuovo piano economico
Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale iraniana Fars, citata da Sky News, in una conferenza stampa il governo iraniano ha parlato di un nuovo piano economico. Fars sottolinea che il regime ha affermato che il suo nuovo piano avrebbe aumentato il potere d'acquisto di molti iraniani. Ciò è significativo perché le condizioni economiche sono quelle che hanno inizialmente scatenato le proteste che hanno attanagliato l'Iran il 28 dicembre. Le manifestazioni sono iniziate nei bazar di Teheran e poi si sono estese. In precedenti dichiarazioni e discorsi, il regime e i suoi sostenitori hanno affermato che le proteste sono il risultato di interferenze straniere e hanno fatto scarso accenno alle questioni di fondo, apparentemente fino ad ora.
Araghchi: Internet interrotto perché i terroristi sono guidati dall'estero
L'Iran ha interrotto l'accesso a internet l'8 gennaio perché erano cominciate "operazioni terroristiche" durante le proteste legate inizialmente a rivendicazioni economiche, ha dichiarato il ministro degli Esteri ad Al Jazeera.
"Il governo stava dialogando con i manifestanti. Internet è stato interrotto solo quando ci siamo trovati di fronte a operazioni terroristiche e ci siamo resi conto che gli ordini provenivano dall'estero", ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. I difensori dei diritti umani hanno accusato la Repubblica Islamica di aver interrotto l'accesso a internet per nascondere una repressione che, a loro dire, ha causato centinaia, se non migliaia, di morti.
Madrid convoca l'ambasciatore iraniano e condanna la repressione delle proteste
La Spagna ha convocato l'ambasciatore iraniano a Madrid per esprimere "forte ripudio e condanna" della repressione delle proteste che, secondo i gruppi per i diritti umani, ha causato centinaia di morti. Lo ha affermato il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares a Catalunya Radio. "Il diritto degli uomini e delle donne iraniane a protestare pacificamente, la loro libertà di espressione devono essere rispettati" e "gli arresti arbitrari devono cessare", ha dichiarato Albares.
Ong: "646 morti da inizio proteste"
Sono 646 le persone uccise nel corso delle proteste scoppiate in Iran il 28 dicembre soccorso contro la svalutazione della moneta locale, il rial, e contro il regime. Lo rende noto l'agenzia degli attivisti per i diritti umani (Hrana) nel bollettino aggiornato a ieri, sedicesimo giorno di proteste.
La cifra include 505 manifestanti, tra cui 9 minori, 133 militari e forze dell'ordine, un procuratore e sette cittadini civili che stavano protestando. Inoltre, 579 altre segnalazioni di decessi rimangono in fase di revisione, aggiunge Hrana. L'Ong afferma che ieri ci sono state proteste in 187 città iraniane, nonostante il blocco totale dei sistemi di telecomunicazione. A causa della difficoltà di comunicazione, il numero delle vittime potrebbe essere diverso da quello indicato da Hrana.
Merz: il regime di Teheran è ai suoi ultimi giorni
Alla luce delle proteste di massa in Iran, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ritiene imminente la fine dell’attuale leadership del Paese. "Un regime che riesce a restare al potere solo ricorrendo alla violenza è, di fatto, già finito. Credo che stiamo assistendo agli ultimi giorni, se non alle ultime settimane, di questo regime", ha dichiarato Merz durante una visita ufficiale in India, a Bengaluru.
Già ieri il cancelliere aveva condannato duramente la repressione esercitata dalle forze di sicurezza iraniane contro manifestanti pacifici, definendola "brutale" e "sproporzionata". "Rivolgo un appello alla leadership iraniana: protegga il proprio popolo invece di intimidirlo", ha affermato. Merz ha infine espresso apprezzamento per il coraggio dei manifestanti, sottolineando che stanno rivendicando pacificamente libertà e diritti fondamentali, pienamente legittimi.
Netblocks: in Iran blackout di internet da oltre 108 ore
Il blocco di internet a livello nazionale imposto in Iran nel contesto delle proteste anti governative è in corso da oltre 108 ore. Lo riporta l'osservatorio della rete Netblocks, che ha monitorato la restrizione imposta a internet da quando è entrata in vigore l'8 gennaio.
Ieri, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, aveva ammesso che la rete era bloccata nel Paese, aggiungendo che i servizi internet sarebbero stati ripristinati "in coordinamento con le autorità di sicurezza", mentre varie cancellerie occidentali e l'Unione europea hanno contestato la censura oltre che la repressione delle proteste.
Wsj, Teheran dà la caccia agli utenti Starlink per impedire la diffusione dei video delle proteste
Le autorità iraniane stanno dando la caccia agli utenti di Starlink per impedire che i video delle proteste diventino globali. Lo scrive il Wall Street Journal notando che i video ripresi dalle strade sono uno dei pochi modi per ottenere informazioni sulla portata delle proteste e sulle azioni delle autorità iraniane.
I terminali Starlink sono illegali in Iran e vengono introdotti clandestinamente, spesso su piccole imbarcazioni provenienti da Dubai o attraverso il confine con il Kurdistan iracheno. Una delle opzioni che verranno presentate oggi al presidente americano Trump è quella di inviare altri terminali Starlink in Iran.
Cina: ci opponiamo a dazi illegali, proteggeremo i nostri interessi
La Cina si oppone a "tutte le sanzioni unilaterali illegali". Così in una nota l'ambasciata cinese a Washington dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che avrebbe imposto dazi del 25% a qualsiasi paese che facesse affari con l'Iran.
''La posizione della Cina contro l'imposizione di dazi indiscriminati è coerente e chiara. Le guerre tariffarie commerciali non hanno vincitori e la coercizione e la pressione non possono risolvere i problemi'', prosegue la nota. ''La Cina adotterà tutte le misure necessarie per proteggere i propri legittimi diritti e interessi", ha aggiunto.
Il figlio dello scià: abbiamo un piano per il dopo-ayatollah
Il principe Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo Scià di Persia, afferma di avere già un piano per prendere le redini dell'Iran in caso di caduta del regime degli ayatollah. Lo afferma in una intervista pubblicata oggi dal Corriere della sera, nella quale sostiene che non ci sarà alcun vuoto di potere.
"Abbiamo già un piano, non ci sarà il vuoto. Ci siamo preparati per anni a questo momento", afferma Pahlavi, spiegando che il progetto, denominato Iran Prosperity Project, prevede una prima fase di emergenza per garantire nei primi 180 giorni la continuità dei servizi e della sicurezza.
In Iran torna la possibilità di effettuare telefonate internazionali
È tornata la possibilità di effettuare chiamate internazionali da alcuni telefoni cellulari in Iran, dopo che le autorità di Teheran avevano imposto un blackout delle comunicazioni mentre le proteste dilagavano nel Paese. Lo riferiscono diversi account sui social e media citando un test effettuato dall'Ap.
Antonio Costa: il regime fermi la repressione, l'Ue dalla parte di chi chiede diritti
Il regime iraniano "deve fermare la repressione violenta del proprio popolo". Lo ha scritto su X il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa. "Stiamo con i coraggiosi iraniani che chiedono diritti fondamentali, dignità e liberta'", ha aggiunto Costa.
Media: presentate a Trump diverse opzioni di attacco contro la Repubblica Islamica
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ricevuto un pacchetto di "una vasta gamma di programmi, strumenti militari e operazioni segrete" che potrebbero essere usati contro la Repubblica Islamica, nel pieno caos a seguito delle proteste che vanno avanti ormai da due settimane. Lo svela l'emittente CBS News, citando due funzionari del Dipartimento della Difesa statunitense. Queste opzioni, spiegano le fonti, vanno "ben oltre i bombardamenti aerei convenzionali".
Anche il New York Times fa sapere che dal Pentagono sono state presentate diverse opzioni di attacco, tra cui il programma nucleare iraniano già colpito nella guerra dei dodici giorni tra Tel Aviv e Teheran, e che ha visto l'intervento anche di Washington. Tuttavia, per ora i funzionari sarebbero più propensi a un attacco al sistema informatico iraniano.
Gli USA: "I cittadini americani lascino subito l'Iran"
Il dipartimento di Stato americano e l'ambasciata virtuale di Teheran hanno emesso un avviso urgente ai cittadini statunitensi in Iran, invitandoli a partire immediatamente. La direttiva è stata motivata dall'intensificarsi delle proteste in tutto il Paese, dalle violenze e dal blocco di internet.
L'avviso è stato diffuso lunedì, mentre lo Stato iraniano entrava nella terza settimana di manifestazioni antigovernative. Secondo quanto riportato da gruppi per i diritti umani e organi di stampa, si registrano già centinaia di morti e migliaia di arresti.
Questo appello urgente a lasciare il territorio evidenzia i crescenti rischi in un contesto di gravi disordini civili. Attualmente gli Stati Uniti non dispongono di una propria ambasciata o di un consolato in Iran. L'ambasciata svizzera a Teheran fornisce esclusivamente servizi di emergenza, mentre l'assistenza consolare ordinaria non è disponibile. I cittadini statunitensi detenuti, in particolare quelli con doppia cittadinanza, ricevono raramente assistenza dall'esterno.
Il punto sulla situazione in Iran dal corrispondente Sergio Paini
"Dialogo o guerra", la risposta di Teheran alle minacce USA
Trump: "Dazi Usa al 25% per chiunque abbia rapporti commerciali con Iran. Misura con effetto immediato"
"Con effetto immediato, qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con la Repubblica Islamica dell'Iran pagherà un dazio del 25% su tutte le transazioni commerciali con gli Stati Uniti d'America. Il presente decreto è definitivo e conclusivo. Grazie per l'attenzione!". Lo scrive sul suo profilo Truth il presidente americano, Donald Trump.
Usa e Israele non preparano attacchi contro Iran.Lo afferma l'ambasciatore americano in Israele
Israele e Stati Uniti non stanno pianificando attualmente alcun attacco contro l'Iran: lo ha affermato l'ambasciatore statunitense presso lo Stato ebraico, Mike Huckabee, intervistato da Sky.
"Non credo che in questo momento gli Stati Uniti o Israele stiano pianificando di impegnarsinelle questioni iraniane. Non so cosa potrebbe succedere", ha spiegato: "Al momento non ho sentito nulla che indichi che l'America si stia preparando a un intervento militare".In precedenza il sito di Axios aveva riferito, citando fonti dell'Amministrazione Trump, che l'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff aveva discusso con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi delle proteste in corso a Teheran e di un possibile incontro nei prossimi giorni.
Il personale diplomatico non essenziale dell'ambasciata francese a Teheran ha lasciato il territorio iraniano
Il personale diplomatico non essenziale dell'ambasciata francese a Teheran ha lasciato il territorio iraniano a causa dei disordini in corso nel paese. A riferirlo sono state due fonti citate dall'Afp. I dipendenti hanno lasciato l'Iran in due gruppi, domenica e lunedì, hanno riferito le fonti, senza specificarne il numero esatto.
L'Iran è pronto alla guerra ma anche al dialogo (Video)
L'Iran è pronto alla guerra ma anche al dialogo
Araghchi: " Valutiamo le proposte Usa ma se serve pronti alla guerra"
"Alcune proposte sono state discusse con Washington e sono attualmente allo studio da parte nostra". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un'intervista ad Al Jazeera Arabic. "Le idee e le minacce proposte da Washington contro il nostro Paese sono incompatibili", ha affermato. Araghchi ha detto che l'Iran è pronto a impegnarsi in colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti, "a patto che ciò avvenga senza minacce o diktat". "Non crediamo che Washington sia pronta per negoziati equi e giusti, e quando lo sarà, prenderemo seriamente in considerazione la questione", ha aggiunto. "Se Washington vuole testare l'opzione militare già sperimentata in passato, siamo pronti", ha proseguito, riferendosi ai bombardamenti effettuati su tre siti nucleari in Iran durante l'estate. "Abbiamo una preparazione militare più ampia e più completa rispetto a quella che avevamo durante l'ultima guerra."Siamo preparati a tutte le opzioni e speriamo che Washington scelga l'opzione saggia", ha detto.
La Russia ha condannato quelli che ha definito tentativi da parte di "potenze straniere" di interferire in Iran
La Russia ha condannato quelli che ha definito tentativi da parte di "potenze straniere" di interferire in Iran, dopo che gli Stati Uniti hanno minacciato di intervenire nella repressione mortale dei manifestanti da parte della Repubblica islamica.In una telefonata con la sua controparte iraniana, il segretario del Consiglio di Sicurezza russo Serghei Shoigu "ha condannato fermamente l'ennesimo tentativo da parte di potenze straniere di interferire negli affari interni dell'Iran", hanno riferito i media russi, nella prima reazione di Mosca al perdurare delle proteste e delle violenze nel Paese.
Ali Khamenei, l'uomo che rappresenta il potere assoluto al centro dell’Iran in crisi
Oggi, a 85 anni, Khamenei resta formalmente saldo al vertice dello Stato, ma la sua figura appare sempre più isolata e contestata, sia all’interno di una società giovane e impoverita, sia sul piano internazionale.
Per tutto il giorno i media statali iraniani hanno mostrato scene di grandi manifestazioni pro-governative
Teheran convoca ambasciatori europei, anche l'italiano
"Ambasciatori o incaricati d'affari di Germania, Francia, Italia e Gran Bretagna, di stanza a Teheran, sono stati convocati dalle autorità iraniane, che hanno deplorato il sostegno espresso da questi Paesi ai manifestanti iraniani, secondo una dichiarazione del ministero degli Esteri iraniano trasmessa dalla televisione di Stato. "Confermiamo la convocazione degli ambasciatori europei", ha dichiarato il ministero degli Esteri francese all'Afp.
Il Parlamento europeo vieta l'ingresso ai diplomatici iraniani
Il Parlamento europeo vieta l'accesso ai suoi locali a tutti i diplomatici e rappresentanti iraniani. Lo ha annunciato la presidente Roberta Metsola. "Non si può andare avanti come se nulla fosse accaduto. Mentre il coraggioso popolo iraniano continua a difendere i propri diritti e la propria libertà, oggi ho preso la decisione di vietare l'accesso a tutto il personale diplomatico e a qualsiasi altro rappresentante della Repubblica islamica dell'Iran da tutti i locali dell'Europarlamento", ha scritto su X. "Questa assemblea non contribuirà a legittimare un regime che si è sostenuto attraverso torture, repressione e omicidi", ha aggiunto.
Axios: Araghchi ha contattato Witkoff nel weekend
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si e' messo in contatto nel fine settimana con l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff. Lo riferisce Axios citando due fonti informate. Scopo del contatto, tentare di disinnescare gli Stati Uniti, o almeno guadagnare piu' tempo prima che il presidente Donald Trump ordini qualsiasi azione per indebolire ulteriormente il regime. I due si sarebbero accordati per una riunione nei prossimi giorni. Non e' chiaro se i due si siano sentiti al telefono o si siano scambiate email, ma e' la prova che il canale diretto di comunicazione tra Washington e Teheran e' ancora aperto, nonostante la situazione di stallo nei negoziati sul nucleare e gli scambi di minacce tra i due Paesi, sottolinea Axios. E del resto lo aveva riferito gia' in mattinata il portavoce dei Araghchi, Esmail Baqaei. "Messaggi vengono scambiati ogni volta che e' necessario", ha detto. La comunicazione avviene con la mediazione della Svizzera, ha spiegato.
In un video decine di cadaveri in obitorio alle porte di Teheran
Un video che circola online mostra decine di cadaveri in un obitorio alla periferia di Teheran. Persone che conoscono bene la struttura e il gruppo Human Rights Activists News Agency (Hrana) hanno riferito oggi che le immagini mostrano il Centro di medicina legale di Kahrizak. Nel filmato si vedono persone che camminano accanto a sacchi contenenti cadaveri disposti in una grande sala, nel tentativo di identificarli. Un altro video, ampiamente condiviso dagli attivisti, mostra delle persone riunite attorno a un monitor televisivo nell'obitorio, mentre guardano le immagini dei volti dei cadaveri. All'esterno si sentono persone che piangono di dolore. Le immagini sono compatibili con altre della struttura disponibili online.
Ex capo intelligence israeliano: "Israele due volte vicino a colpire"
Israele è arrivato vicino a colpire l'Iran due volte nelle ultime settimane a causa di errori di calcolo reciproci. Lo riporta il Jerusalem Post citando le rivelazioni dell'ex capo della direzione dell'intelligence militare Tamir Hayman in un'intervista a 103FM. Secondo Hayman, i preparativi per un'azione hanno portato a un "necessario coordinamento" tra Israele e gli Stati Uniti. Secondo Hayman, gli Usa sono gia' mobilitati per un'azione in Iran e che i passi futuri potrebbero andare da operazioni di informazione e influenza ad attacchi informatici, a operazioni speciali o persino a una guerra aperta, a seconda degli sviluppi. Al momento, ha assicurato, non esiste una possibilità di "azione zero".
Media, riserve auree in volo verso Mosca
Dall'inizio della rivolta si sono intensificati voli di aerei privati da Teheran verso la Russia, che offre alla dirigenza iraniana sostegno tecnico-militare e allo stesso tempo prepara l'evacuazione dell'ayatollah Ali Khamenei, dei familiari e assistenti. Lo scrive il 'Moscow Times', secondo cui sono iniziati anche i trasporti di riserve auree a Mosca, come avvenuto con la caduta di Bashar al-Assad in Siria, volando sopra il Caucaso ed evitando gli spazi aerei controllati dalla Nato
Forze di sicurezza sequestrano telecamere a circuito chiuso
Le forze di sicurezza starebbero andando di porta in porta nelle aree residenziali e commerciali per confiscare i filmati dalle telecamere di sicurezza private. Lo riporta il sito dell'opposizione Iran International citando propri contatti a Teheran. Le forze di sicurezza starebbero anche sequestrando antenne paraboliche, un passo che può limitare ulteriormente l'accesso a canali di notizie indipendenti e trasmissioni estere in un momento in cui le autorità hanno rafforzato il controllo sul flusso di informazioni.
Centinaia le vittime in Iran, cecchini sparano anche dai tetti ai manifestati (Video)
Centinaia le vittime in Iran, cecchini sparano anche dai tetti ai manifestanti
Decine di corpi di manifestanti ammassati a Kahrizak, il frame di un video verificato dall'AFP
Questo fermo immagine pubblicato oggi dall'agenzia AFP è tratto da un video apparso per la prima volta online il 10 gennaio 2026. Mostra il cortile del Centro di Diagnostica Forense e Laboratorio della Provincia di Teheran a Kahrizak, con decine di corpi in sacchi per cadaveri disposti per i familiari. I gruppi per i diritti umani affermano di essere stati vittime della brutale repressione delle proteste da parte delle autorità iraniane. Almeno 500 manifestanti sono stati uccisi nel più grande movimento iraniano contro la Repubblica Islamica in oltre tre anni, ha dichiarato un gruppo per i diritti umani l'11 gennaio 2026, mentre crescevano gli allarmi che le autorità stavano commettendo un "massacro" per sedare le manifestazioni. Le proteste, inizialmente scatenate dalla rabbia per l'aumento del costo della vita, sono ora diventate un movimento contro il sistema teocratico in vigore in Iran dalla rivoluzione del 1979 e durano già da due settimane.
Ue: "Cambio regime non rientra in nostre politiche"
Sulla possibilità che gli Stati Uniti intervengano direttamente in Iran, "la nostra risposta e la nostra politica sono sempre state molto chiare. Il cambio di regime non fa parte delle politiche dell'Unione europea". Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa. "Quando si tratta di sostegno alla società civile, il nostro sostegno alla società civile iraniana non è iniziato oggi. E siamo determinati a continuare a utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione nella nostra cassetta degli attrezzi per sostenere le aspirazioni del popolo iraniano a una vita migliore, alla libertà e alla dignità", ha aggiunto. "Sta al popolo iraniano decidere chi lo rappresenta", ha concluso il portavoce.
Migliaia in piazza oggi in una contromanifestazione a sostegno del regime
Migliaia di persone sono scese in piazza a Teheran nella contromanifestazione a sostegno del regime iraniano. Lo ha riferito la tv di Stato, che ha mandato in onda le immagini della piazza.
Media israeliano Ynet: "Teheran ha usato jammer militari per oscurare internet"
Negli ultimi giorni il regime degli ayatollah "ha oltrepassato una nuova linea rossa nel tentativo di reprimere la protesta civile scoppiata in Iran, fino a oggi considerata quasi impossibile. Secondo una serie di resoconti dall'estero, il regime ha attivato per la prima volta dei jammer militari", dispositivi di guerra elettronica progettati per disturbare o bloccare segnali radio, radar e sistemi di comunicazione attraverso l'emissione di interferenze elettromagnetiche. Lo riporta il media israeliano Ynet ricordando il blocco della rete satellitare Starlink. La connessione di emergenza - sottolinea Ynet - è crollata nel giro di poche ore, con oltre l'80% del traffico interessato.
Unicef chiede protezione per bambini e adolescenti da azioni violente
"Siamo estremamente preoccupati per le continue segnalazioni di bambini e adolescenti uccisi e feriti nel contesto dei disordini pubblici in corso in Iran. Il nostro pensiero va alle famiglie delle vittime e dei feriti, e condividiamo il loro dolore''. Lo ha dichiarato il direttore regionale dell'Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa Edouard Beigbeder.
''Le autorità iraniane, coloro che sono coinvolti nelle proteste, le comunità e le famiglie dovrebbero adottare ogni misura necessaria per proteggere i bambini. Le forze di sicurezza devono astenersi dall'uso di forza non necessaria o sproporzionata e i bambini non dovrebbero trovarsi in situazioni che li mettono in pericolo o li privano della loro libertà'', ha sottolineato Beigbeder. ''In conformità con la Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, il diritto alla vita di ogni bambino deve essere rispettato e salvaguardato'', ha concluso.
Polizia Iran manda sms a famiglie, "tenete figli lontani dalle rivolte"
La polizia iraniana sta inviando messaggi di testo ai residenti di Teheran per avvertire i genitori di tenere i figli lontani dai "rivoltosi". Lo scrive Al-Jazeera. "Data la presenza di gruppi terroristici e individui armati in alcuni raduni di ieri sera e i loro piani di causare vittime, e la ferma decisione di non tollerare alcun atteggiamento di pacificazione e di affrontare con decisione i rivoltosi, si consiglia vivamente alle famiglie di prendersi cura dei loro giovani e adolescenti", si legge nei messaggi.
Iran: aperti canali di comunicazione con un emissario americano
Il ministero degli Esteri iraniano afferma che i canali di comunicazione con un emissario americano sono "aperti". Donald Trump nella notte ha detto che l'Iran aveva chiesto di negoziare e che un incontro era in preparazione.
"Questo canale di comunicazione tra il nostro ministro degli Esteri (Abbas Araghchi) e l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti è aperto", ha dichiarato il portavoce del ministero Esmaeil Baghaei in un commento trasmesso dalla televisione di Stato.
L'inviato speciale di Trump è Steve Witkoff, scrive Iran International, visto che Witkoff ha tenuto i canali aperti anche in passato. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha aggiunto che l'Iran ha mantenuto il suo impegno diplomatico: "Abbiamo sempre aderito al principio della diplomazia e della negoziazione, ovviamente una negoziazione bilaterale", ha affermato.
Teheran: siamo pronti alla guerra ma non la stiamo cercando
L'Iran "non cerca la guerra ma è pienamente preparato alla guerra", ed è pronto per negoziati basati sul "rispetto reciproco". Lo afferma il ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araqchi a una conferenza degli ambasciatori stranieri a Teheran trasmessa dalla TV di Stato. "Siamo anche pronti ai negoziati, ma questi negoziati dovrebbero essere equi, con pari diritti e basati sul rispetto reciproco".
Media: gli Usa preparano cyberattacchi contro il regime in Iran
Gli Stati Uniti si stanno preparando possibili attacchi informatici contro l'Iran in risposta alla repressione dei manifestanti antigovernativi da parte di Teheran. Lo scrive il Telegraph citando funzionari statunitensi secondo cui sarebbero in corso operazioni informatiche volte a punire la leadership iraniana per la violenza usata contro chi protesta.
Kallas: l'Ue pronta a nuove sanzioni contro il regime
L'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, si dice pronta a imporre nuove sanzioni contro il regime iraniano. "L'Ue ha già imposto sanzioni di ampia portata contro l'Iran - contro coloro che sono responsabili delle violazioni dei diritti umani, dell'espansione del programma nucleare e del sostegno di Teheran alla guerra della Russia in Ucraina", ha dichiarato Kallas in un'intervista a Die Welt. "E sono pronta a proporre ulteriori sanzioni in risposta alla brutale repressione dei manifestanti".
L'ex premier estone ha aggiunto che in Iran si stanno svolgendo le più grandi manifestazioni degli ultimi anni. "I cittadini lottano per un futuro autodeterminato e rischiano tutto pur di farsi ascoltare. Il regime ha una lunga storia di soffocamento delle proteste e stiamo assistendo a una reazione brutale delle forze di sicurezza", ha aggiunto, sottolineando che la violenza contro manifestanti pacifici è "inaccettabile".
Cina: contrari alle interferenze straniere in Iran
La Cina ha espresso la sua piena "contrarietà alle "interferenze straniere" in Iran, interessato da giorni da proteste di massa anti-regime, sollecitando allo stesso tempo che il Paese asiatico possa ritornare a una fase di "pace".
La portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, dopo che il presidente amenicano Donald Trump ha riferito che i militari Usa stanno valutando "opzioni molto concrete" contro Teheran, ha aggiunto nel briefing quotidiano che Pechino sollecita "tutte le parti coinvolte a fare più sforzi capaci di portare alla pace e alla stabilità in Medio Oriente".
Araghchi: siamo pronti alla guerra e al dialogo
Teheran è "pronta alla guerra e al dialogo". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dopo che il presidente americano Trump ha detto che "i leader iraniani hanno chiamato. Vogliono negoziare, una riunione è in corso di preparazione".
Araghchi ha inoltre affermato che "elementi armati hanno preso parte alle manifestazioni e hanno aperto il fuoco sia contro le forze di sicurezza sia contro i manifestanti". Le proteste il 28 dicembre "sono iniziate con i commercianti e sono state pacifiche", ma secondo lui "dal primo gennaio si sono aggiunti altri elementi e sono iniziate le proteste accompagnate da violenza. Le forze di sicurezza hanno gestito le manifestazioni in modo pacifico".
Netblocks: il blocco internet in Iran dura da oltre 84 ore
Il blocco di internet in Iran, imposto a seguito delle proteste contro il governo, prosegue oramai da oltre 84 ore. Lo stima Netblocks. La connettività con l'esterno si attesta solo all'1% dei livelli normali e la riduzione delle telecomunicazioni continua a influire sulla capacità degli utenti di accedere alle informazioni e di comunicare con i propri cari, aggiunge la rete di monitoraggio di internet. Tra le soluzioni alternative per superare il blocco indicate da Netblocks vi sono: radio a onde corte/HAM; ripetitori cellulari ai confini; terminali Starlink; satelliti Direct-to-Cell.
Teheran: situazione sotto controllo totale, presto tornerà internet
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sostiene che le proteste a livello nazionale "sono diventate violente e sanguinose per fornire una scusa" a Trump per intervenire. Lo scrive Al-Jazeera. Ha dichiarato a un incontro con diplomatici stranieri che la violenza è aumentata nel fine settimana, ma che "la situazione è ora sotto controllo totale".
Araghchi ha affermato che Internet verrà presto ripristinata in Iran, aggiungendo che il governo si sta coordinando con le autorità di sicurezza per compiere progressi in tal senso. La connettività, dice, verrà ripristinata anche per le ambasciate e i ministeri.
Media: camion contro folla pro-Iran a Los Angeles, autista arrestato
Una persona è stata investita dopo che un camion della U-Haul (una azienda di noleggio automezzi, ndr) ha travolto la folla durante una protesta a Los Angeles a sostegno dei manifestanti anti-regime in Iran. L'autista è stato arrestato, hanno riferito le autorità. La notizia appare sui media statunitensi. L'incidente, scrive Fox News è avvenuto intorno alle 15:30 di domenica (ora locale). Centinaia di persone si erano radunate nel quartiere di Westwood per una marcia a sostegno dei manifestanti in Iran, ha riportato l'emittente locale NBC4 Los Angeles.
Trump: "Esercito valuta azioni molto forti"
L'esercito americano sta valutando "opzioni molto forti" per un intervento in Iran, dove nelle ultime ore si è intensificata la repressione violenta contro i manifestanti. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, confermando le indiscrezioni secondo cui al presidente sono state presentate diverse opzioni di piani di intervento. "Esaminiamo la questione molto seriamente - ha affermato -Stiamo valutando alcune opzioni molto concrete. Prenderemo una decisione".
Trump: "L'Iran vuole negoziare, ma potremmo attaccare prima"
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato domenica che i vertici iraniani hanno preso contatto per negoziare, in seguito alle sue minacce di un'operazione militare e mentre la Repubblica Islamica affronta massicce manifestazioni di protesta contro il governo.
"I leader iraniani hanno chiamato sabato", ha riferito Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, aggiungendo che è in corso di preparazione un incontro e che la volontà della controparte è quella di intavolare una trattativa. Tuttavia, il capo dello Stato americano ha avvertito che potrebbe essere necessario agire militarmente prima che tale colloquio abbia luogo.
Una ONG americana: "544 morti accertati"
La ong statunitense Human Rights Activists News Agency (HRANA), nel suo ultimo comunicato ha dichiarato che il bilancio delle vittime in Iran ha raggiunto quota 544. L'organizzazione ha inoltre affermato di aver ricevuto altre 579 segnalazioni di decessi, attualmente in fase di indagine.
Delle vittime confermate finora, 483 erano manifestanti, 47 erano membri dell'esercito o delle forze dell'ordine iraniane. In totale, tra i deceduti si contano anche otto minori. Il numero di persone arrestate dalle autorità dello Stato avrebbe raggiunto le 10.681 unità.
Khamenei: "Trump è un despota, sarà rovesciato come lo scià"
"Quel signore che se ne sta seduto là con arroganza e orgoglio, giudicando tutto il mondo, sappia anche lui che di solito i despoti e gli arroganti della storia, come il Faraone, Nimrod, Reza Khan, Mohammad Reza e altri simili, sono stati rovesciati proprio quando erano all'apice della loro superbia. Anche questo farà la stessa fine e sarà rovesciato". Lo scrive su X la guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei.
Teheran decreta 3 giorni di lutto nazionale per i poliziotti uccisi
Il governo iraniano ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale per i membri delle forze di sicurezza uccisi negli scontri con i manifestanti, definiti "martiri". L’agenzia di stampa semiufficiale Tasnim ha riferito che almeno 111 membri delle forze di sicurezza iraniane sono stati uccisi negli scontri da quando le proteste sono iniziate, scatenate da un forte deprezzamento del rial.
Il punto dalla corrispondente da Istanbul, Anna Mazzone
Iran, la protesta e la repressione
Berlino: “Il regime di Teheran ha perso la sua legittimità”
Il regime iraniano ha "perso la sua legittimità". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, in un video pubblicato su Instagram. "La gente protesta contro questo regime - ha detto - Un regime che blocca internet, che limita il diritto alla comunicazione, ha sostanzialmente perso la sua legittimità. Hanno paura della loro popolazione".
Wadephul, che nel video si vede salire su un aereo, ha infine spiegato che avrebbe discusso dell'Iran con il segretario di Stato americano Marco Rubio a Washington.
Cnn: “Folla all'Istituto forense di Teheran per identificare centinaia di morti”
Video verificati dalla Cnn e provenienti dalla provincia di Teheran mostrano una folla di persone al Kahrizak Forensic Medical Center mentre cercano di identificare i propri cari tra centinaia di cadaveri. Le persone sono radunate davanti a un monitor che mostra le foto dei defunti e secondo le informazioni visualizzate sullo schermo potrebbero esserci fino a 250 corpi.
Un'altra clip dalla struttura forense mostra corpi in sacchi neri allineati su un marciapiede fuori dall'edificio, con persone radunate intorno. Si sentono urla di angoscia e si vedono persone piangere accanto ai corpi. Alcuni corpi vengono adagiati su un'area sterrata vicino all'edificio, mentre le famiglie cercano freneticamente i loro cari.
L'agenzia di stampa statale Tasnim ha diffuso un video con scene dall'istituto di medicina legale. Il video mostra il giornalista dell'agenzia che parla con persone in lutto che raccontano che i loro parenti non erano manifestanti. Un uomo in lutto, racconta in lacrime al giornalista che la sua amata è stata colpita alla testa da un sasso e che la vittime era filo-governativa. Parlando alla telecamera il giornalista afferma che tra le vittime ci sono anche manifestanti che "miravano a scontrarsi" con le forze di sicurezza o "volevano impadronirsi di una base militare o qualcosa del genere e potrebbero aver usato armi". "Ma la maggior parte di queste persone erano persone comuni e le loro famiglie sono famiglie comuni", aggiunge.
In un video decine di morti fuori da un obitorio a sud di Teheran
Un video, la cui posizione è stata verificata oggi dall'Afp, mostra decine di cadaveri ammassati fuori da un obitorio a sud di Teheran, con gruppi per i diritti umani che affermano che sono vittime della repressione delle proteste da parte delle autorità iraniane.
Il filmato, geolocalizzato e proveniente dall'obitorio di Kahrizak, appena a sud della capitale iraniana, mostrava corpi avvolti in sacchi neri a terra all'esterno, con quelli che sembravano essere parenti in lutto alla ricerca dei propri cari.
Il video è apparso per la prima volta online ieri.
L'obitorio è formalmente noto come Centro di Diagnostica Forense e Laboratorio della Provincia di Teheran. I gruppi per i diritti umani hanno già attirato l'attenzione sul filmato di Kahrizak, con l'organizzazione norvegese Iran Human Rights (Ihr) che afferma che "mostra un gran numero di persone uccise durante le proteste nazionali in Iran". Il gruppo Hengaw, anch'esso con sede in Norvegia, ha dichiarato di aver verificato personalmente il filmato che mostra "decine di corpi insanguinati sia all'interno che all'esterno dell'obitorio di Kahrizak", il che dimostra un "crimine esteso e grave".
Gli attivisti hanno accusato le forze di sicurezza di aver usato fuoco vero per reprimere due settimane di proteste, sfruttando la chiusura di Internet, e hanno espresso il timore che centinaia di persone possano essere già state uccise.
Pahlavi a Trump: gli iraniani sanno che non li abbandonderà
"Presidente, lei ha già consolidato la sua eredità di uomo impegnato nella pace e nella lotta contro le forze del male. C'è un motivo per cui la gente in Iran sta rinominando le strade con il suo nome. Sanno che lei è l'esatto opposto di Barack Obama o Joe Biden. Sanno che non li getterà sotto l'autobus come hanno fatto in passato. Ecco perché credono che questa volta siano rafforzati dalla speranza che lei li sostenga". E' l'appello che Mohammad Reza Pahlavi, l'erede della monarchia iraniana, ha rivolto su Fox al presidente americano, Donald Trump.
"Le sue parole di solidarietà con il popolo iraniano e la sua amministrazione hanno avuto un effetto estremamente positivo. Speriamo di poter suggellare definitivamente questa eredita' liberando l'Iran, così che noi e lei possiamo rendere l'Iran di nuovo grande", ha aggiunto.
Nel buio delle comunicazioni, Teheran si prepara a un'altra notte di proteste e repressione
Nel buio delle comunicazioni, Teheran si prepara a un'altra notte di proteste e repressione
Tv Iran: alto funzionario delle forze di sicurezza ucciso dai manifestanti
Un alto funzionario delle forze di sicurezza iraniane è stato ucciso dai manifestanti, secondo quanto riporta la Tv di Stato iraniana citata da Sky News Uk.
Il generale di brigata Javad Keshavarz, responsabile delle forze antidroga nella città orientale di Mashhad, è stato ucciso in "un attacco da parte di rivoltosi armati" intorno alle 21.30 ora locale (18 in Italia).
Fondazione Mohammadi: in Iran sparatorie di massa, almeno 2mila morti
"Dopo oltre 70 ore di blocco quasi totale di Internet, stiamo ricevendo notizie assolutamente terribili di sparatorie di massa contro i manifestanti da parte delle forze governative iraniane che hanno provocato la morte di almeno, sottolineiamo, almeno oltre duemila manifestanti". Lo denuncia su X la fondazione del premio Nobel per la pace Narges Mohammadi. "Le forze di sicurezza iraniane stanno usando la forza letale contro i manifestanti in tutto il Paese. È una repressione su vasta scala. Sono in corso arresti di massa, mentre le famiglie si radunano nei centri pieni di cadaveri alla ricerca dei resti dei loro cari".
L'Iran dichiara 3 giorni lutto per i martiri della resistenza alle proteste
Il governo iraniano ha dichiarato tre giorni di lutto pubblico in onore delle vittime della "battaglia di resistenza nazionale" contro le proteste in corso. lo rende noto l'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è "profondamente commosso" dalla perdita di vite umane e ha invitato gli iraniani a unirsi alla Marcia di resistenza nazionale domani, si legge ancora. Al momento non è chiaro dove si terrà la marcia menzionata. Ma in precedenza i media statali avevano affermato che gli iraniani avrebbero tenuto "raduni a livello nazionale" per denunciare le proteste in corso lunedì.
Guterres 'scioccato' dalle violenze contro i manifestanti
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, è "scioccato" dalle segnalazioni di violenza e uso eccessivo della forza da parte delle autorità iraniane contro i manifestanti in diverse località della Repubblica Islamica dell'Iran, che hanno causato decine di morti e molti altri feriti negli ultimi giorni. Lo rende noto il suo portavoce, Stephane Dujarric.
"Tutti gli iraniani devono poter esprimere le proprie lamentele pacificamente e senza timore. I diritti alla libertà di espressione, associazione e riunione pacifica, sanciti dal diritto internazionale, devono essere pienamente rispettati e tutelati", aggiunge il portavoce.
Il segretario generale "esorta le autorità iraniane a esercitare la massima moderazione e ad astenersi dall'uso non necessario o sproporzionato della forza. Invita inoltre a prendere misure che consentano l'accesso alle informazioni nel Paese, incluso il ripristino delle comunicazioni".
Proteste a Parigi e Londra
Media: domani “contromanifestazioni” per denunciare le proteste
Domani gli iraniani terranno delle contromanifestazioni, ovvero "raduni nazionali" per denunciare le proteste in corso. Lo riporta l'agenzia di stampa Irna. Una delle controproteste avrà luogo in piazza Enqelab, nel centro di Teheran, a partire dalle 14 ora locale, come riporta l'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. L'obiettivo, spiegano i media iraniani, sarebbe quello di "condannare le azioni dei rivoltosi e dei terroristi armati".
Tajani: governo preoccupato per quello che succede in Iran
"Il governo italiano esprime grande preoccupazione per quello che da giorni sta accadendo in Iran. Sostengo le aspirazioni democratiche del popolo iraniano". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani chiedendo "alle Autorità di garantire i diritti umani e le libertà fondamentali di tutti i manifestanti, di rinunciare in ogni caso alla vergogna della pena di morte come misura repressiva".
Da Parigi a Londra, migliaia in piazza a sostegno dei manifestanti
Da Londra a Parigi, da Vienna a Sydney, da Madrid fino a Washington, sono migliaia le persone che sono scese in piazza oggi in diverse città occidentali per esprimere il loro sostegno ai manifestanti iraniani. In piazza sono scesi i due volti dell'opposizione iraniana, ovvero i simpatizzanti del figlio dell'ultimo Scià dell'Iran, Reza Pahlavi, e quello vicini al Consiglio nazionale della resistenza iraniana guidato da Maryam Rajavi. Vietate dalla polizia turca, invece, le manifestazioni di iraniani a Istanbul.
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan aveva denunciato l'ingerenza di Israele nella protesta in Iran.
A Parigi, invece, hanno marciato oltre duemila persone, scese in piazza dopo l'appello dei sostenitori di Reza Pahlavi e scandendo lo slogan "No alla repubblica islamica terrorista". I manifestanti, di tutte le generazioni, tra cui molti giovani, hanno marciato sotto le bandiere dell'ex regime iraniano e di Israele. Lo hanno potuto avvicinarsi all'ambasciata iraniana a Parigi, in seguito a una decisione della prefettura.
Diverse migliaia di persone hanno manifestato nel pomeriggio anche a Londra per sostenere le proteste in corso contro il governo iraniano.
Vari raduni si sono registrati di fronte all'ambasciata iraniana vicino a Hyde Park e a Downing Street. Sabato centinaia di persone avevano già manifestato davanti all'ambasciata e un uomo era riuscito a salire sul balcone dell'edificio per sostituire brevemente la bandiera della Repubblica islamica con una bandiera dell'epoca della monarchia.
Internet bloccato da 72 ore, all'1% del livello abituale
Internet è bloccato in Iran da almeno 72 ore. Lo ha reso noto la ong di monitoraggio della sicurezza informatica Netblocks. "Il blackout di Internet in Iran sta entrando nel suo quarto giorno, con la connettività con il mondo esterno che rimane solo all'1% del suo livello abituale", ha scritto la ong su X.
"Il crollo delle telecomunicazioni continua a influire sulla capacità della popolazione di accedere alle informazioni e di comunicare con i propri cari", si sottolinea.
Teheran: se colpiti attaccheremo obiettivi Usa e Israele
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad-Bagher Ghalibaf, ha avvertito che Israele e gli interessi statunitensi in Medio Oriente sarebbero stati "obiettivi legittimi" se Washington avesse attaccato l'Iran.
"In caso di attacco all'Iran, sia il territorio occupato sia tutti i centri militari, le basi e le navi americane nella regione saranno i nostri obiettivi legittimi", ha affermato Ghalibaf.
Immigrati iraniani manifestano a Vilnius a sostegno delle proteste
Un gruppo di alcune decine di emigrati iraniani e cittadini lituani hanno inscenato oggi, nella centralissima piazza della cattedrale di Vilnius, una manifestazione di sostegno alle proteste in corso in Iran. Lo comunica la televisione di Stato lituana Lrt.
I partecipanti hanno espresso la propria preoccupazione per la spirale di violenza nella quale sta scivolando il Paese e hanno auspicato un veloce cambiamento di regime.
Metsola: “L'Europa deve agire per la libertà dei giovani, basta uccisioni”
''Il desiderio di libertà è insito in tutti noi come esseri umani. La nuova generazione iraniana esige dignità e libertà. Nel 2026, chiedere questo non può essere troppo''.
Lo ha scritto su 'X' la presidente del Parlamento europea Roberta Metsola affermando che ''le uccisioni devono cessare. Gli innocenti e i perseguitati devono essere rilasciati. La repressione deve finire''.
Metsola si è poi rivolta ''a quelle coraggiose ragazze, studenti, uomini e donne in strada: questo è il vostro momento. Sappiate che qualsiasi regime che blocca le comunicazioni è un regime terrorizzato dal proprio popolo. L'Europa deve comprendere il suo dovere e la necessità di agire. L'Iran sarà libero''.
Media: grande folla di manifestanti stasera a Teheran
E' ripresa, come ogni sera da 15 giorni in Iran, la protesta: una grande folla di manifestanti si è radunata nel quartiere Punak di Teheran, scandendo slogan tra cui "Lunga vita allo Scià", come mostrano i video inviati a Iran International.
Wall Street Journal: martedì previsto briefing dei funzionari con Trump su opzioni di intervento
Il presidente americano, Donald Trump, avrà un briefing martedì con i suoi funzionari per essere informato su opzioni specifiche per rispondere alle proteste in Iran. Lo riporta il Wall Street Journal che cita funzionari americani. All'incontro parteciperanno, tra gli altri, il segretario di Stato, Marco Rubio, e il segretario alla Guerra, Pete Hegseth.
Figlio Scià: “Stabiliremo buone relazioni con Israele”
"Vogliamo mettere fine al regime'' iraniano ''per il bene del mondo intero'' e ''vogliamo stabilire buoni rapporti con Israele''. Lo ha dichiarato il figlio maggiore dell'ultimo scià di Persia, Reza Pahlavi, in una intervista a Fox News mentre proseguono le proteste in Iran.
Hrana: 490 manifestanti e 48 agenti uccisi, oltre 10.600 arresti
Sarebbero almeno 538 le persone che hanno perso la vita negli scontri in Iran durante le manifestazioni in oltre cento città del Paese. Lo riferiscono gli attivisti della statunitense Human Rights Activists News Agency, secondo i quali sono state arrestate più di 10.600 persone in Iran. Inoltre, in merito alle vittime, si tratterebbe di almeno 490 manifestanti e 48 agenti della sicurezza iraniana che hanno perso la vita negli scontri. Il governo di Teheran non ha fornito alcun bilancio delle vittime.
Von der Leyen: legittima lotta del popolo iraniano; Ue monitora la crisi
"Mentre la repressione si intensifica e la perdita di vite innocenti continua, stiamo monitorando attentamente la situazione. L'Europa e' al fianco del popolo iraniano nella sua legittima lotta per la liberta'". Lo afferma su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Ap: oltre 10.670 persone arrestate nella repressione delle proteste
Oltre 10.670 persone arrestate nella repressione delle proteste nazionali in Iran, affermano gli attivisti. Oltre 10.670 persone arrestate nella repressione delle proteste nazionali in Iran, affermano gli attivisti.
Funzionari alla CNN: Trump valuta intervento militare
"Il presidente Donald Trump sta valutando una serie di possibili opzioni militari in Iran a seguito delle proteste nel Paese". Lo riferiscono due funzionari statunitensi alla CNN, "dando seguito alle sue recenti minacce di colpire il regime iraniano qualora usasse la forza letale contro i civili. Trump è stato informato nei giorni scorsi su diversi piani di intervento - hanno detto i funzionari alla CNN -, poiché la violenza nel Paese degli ayatollah ha causato decine di morti e arresti. Alcune delle discussioni hanno incluso anche opzioni che non prevedono l'uso diretto della forza militare statunitense, ha affermato uno dei funzionari. Diverse opzioni presentate al presidente si sono concentrate sull'utilizzo dei servizi di sicurezza di Teheran per reprimere le proteste, hanno affermato i funzionari statunitensi. Tuttavia - aggiunge la CNN - all'interno dell'amministrazione si teme che gli attacchi militari possano ritorcersi contro di loro e indebolire le proteste. Le preoccupazioni, hanno affermato i funzionari, sono che gli attacchi potrebbero avere l'effetto indesiderato di mobilitare il popolo iraniano a sostegno del governo, o di indurre l'Iran a reagire con la forza militare". "Il presidente non ha ancora preso una decisione definitiva sull'intervento, hanno affermato i funzionari, ma sta seriamente considerando l'azione, dato che il bilancio delle vittime in Iran continua a salire. Le opzioni che il presidente sta valutando non prevedono l'intervento militare in Iran" ha dichiarato alla CNN un alto funzionario della Casa Bianca.
Ong, il numero delle vittime in Iran sale a 466
Il numero di persone uccise nelle proteste in Iran sale a 466: lo afferma l'agenzia statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana), citata dai media internazionali. Secondo quanto riferito da Hrana, citata dai media internazionali, oltre ai manifestanti ci sarebbero anche 48 membri morti tra le forze di sicurezza e gli arresti sarebbero arrivati a oltre 10.600 persone.
Idf: "Saremo in grado di rispondere con forza"
"Stiamo monitorando attentamente gli sviluppi in corso in Iran", ha dichiarato oggi una fonte ufficiale dell'esercito israeliano, citando diverse "valutazioni" condotte dallo Stato maggiore in merito alle proteste che scuotono il Paese da due settimane. "L'esercito è pronto ad agire sulla difensiva. Saremo in grado di rispondere con la forza se necessario", ha specificato la stessa fonte.
Questa mattina, l'agenzia di stampa Reuters ha citato tre funzionari israeliani che hanno segnalato uno "stato di massima allerta" nel Paese. Prima l'Iran aveva minacciato Israele e le basi statunitensi in Medio Oriente di rappresaglie in caso di un intervento militare statunitense contro la Repubblica islamica.
Media, gas lacrimogeni contro i parenti delle vittime nel cimitero di Teheran
In Iran non si può neanche piangere in pace i propri morti, vittime della repressione del regime contro le manifestazioni di piazza. Secondo informazioni ricevute da Iran International, le forze di sicurezza iraniane hanno sparato gas lacrimogeni e utilizzato pistole ad aria compressa contro le famiglie che partecipavano alle cerimonie funebri nel cimitero Behesht-e Zahra di Teheran per diversi manifestanti uccisi nelle ultime notti.
A quanto risulta da fonti informate, per scoraggiare la gente a unirsi alle proteste, le autorità iraniane chiedono 6mila dollari circa per il rilascio delle salme ai parenti delle vittime degli scontri.
Netanyahu convoca consultazione sicurezza su Iran
Il primo ministro Benjamin Netanyahu convochera' i massimi consiglieri e ministri per una consultazione sulla sicurezza alle 17, come riferito al Times of Israel dagli uffici di due dei partecipanti. Il gabinetto di sicurezza al completo si riunira' martedi'.
Gli incontri si svolgono mentre in Iran si intensificano i disordini interni e dopo che un alto funzionario iraniano ha minacciato di attaccare Israele se gli Stati Uniti attaccassero la Repubblica islamica.
Trump è stato avvertito che l'esercito Usa ha bisogno di più tempo per colpire in Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato avvertito che l'esercito americano ha bisogno di più tempo per prepararsi agli attacchi contro l'Iran. Lo scrive il Telegraph spiegando che al presidente americano sono stati presentati diversi obiettivi da colpire, tra cui le forze di sicurezza responsabili della repressione delle proteste attualmente in corso nella Repubblica islamica.
Farian Sabahi: "Il regime iraniano è indebolito dalle conseguenze della guerra nella Striscia"
Farian Sabahi: "Il regime iraniano è indebolito dalle conseguenze della guerra nella Striscia"
Iran, la 15esima notte di protesta
Iran, la 15esima notte di protesta
Ong: almeno 203 i morti e 3.280 le persone arrestate
È salito ad almeno 203 morti in Iran il bilancio delle vittime dall'inizio delle proteste che stanno scuotendo il Paese, ma si teme che le cifre siano in realtà molto più alte. Lo riferisce la ong Human Rights Activists News Agency (Hrana), con sede negli Usa, gruppo che fa affidamento su attivisti in Iran per verificare le informazioni e in passato ha fornito dati accurati in precedenti tornate di proteste nel Paese. Hrana precisa che, dei 203 morti confermati, 162 sono manifestanti e 41 membri delle forze di sicurezza. Associated Press non è stata in grado di valutare in modo indipendente il bilancio delle vittime dato che internet e le telefonate internazionali sono ora bloccati in Iran.
Sono almeno 3.280 le persone arrestata in Iran in relazione alle proteste contro il governo, che proseguono dal 28 dicembre. Lo riferisce la ong Human Rights Activists News Agency (Hrana), con sede negli Usa, gruppo che fa affidamento su attivisti in Iran per verificare le informazioni e in passato ha fornito dati accurati in precedenti tornate di proteste nel Paese. Nel suo ultimo bilancio, Hrana ha riferito che i morti confermati sono saliti a 203, di cui 162 manifestanti e 41 membri delle forze di sicurezza, ma che si teme che le cifre siano in realtà molto più alte.
Tra le foto simbolo delle proteste del carovita c'è il bacio "pubblico" di Abadan
In Iran è proibito baciarsi in pubblico, ma c'è una foto divenuta virale in queste ore di black out di internet e telefonia: due ragazzi che si baciano in strada durante le proteste ad Abadan città portuale nel sud ovest dell'Iran.
La foto virale, un uomo erge la bandiera dell'Iran circondato dalle fiamme della protesta
Una delle foto simbolo di queste proteste
Pezeshkian: "Nelle proteste terroristi legati a potenze straniere, noi determinati a risolvere i problemi economici"
"Terroristi" legati alle potenze straniere stanno uccidendo persone, bruciando moschee e attaccando proprietà pubbliche in Iran e i nemici dell'Iran stanno cercando di "seminare caos e disordine" nel Paese "ordinando rivolte". Lo ha affermato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un'intervista alla Tv di Stato in cui ha tuttavia anche adottato un tono conciliante, affermando che l'establishment iraniano è pronto ad ascoltare la gente. Lo riporta Sky News.
"Protestare non e' la stessa cosa di fare sommosse", ha detto nell'intervista trasmessa dalla televisione statale Irib. "Il popolo non dovrebbe permettere ai rivoltosi di destabilizzare la societa'. Il popolo dovrebbe avere fiducia nel nostro desiderio di stabilire la giustizia", ha spiegato.
Il governo è determinato a risolvere i problemi economici della popolazione, ha affermato Pezeshkian, esortando i cittadini a prendere le distanze da "rivoltosi e terroristi".
Fiamme e slogan a favore di Pahlavi vicino a Mashad
Fiamme e slogan a favore di Pahlavi vicino a Mashad
Folla in giubilo quando un uomo in un balzo cambia il vessillo all'ambasciata iraniana a Londra - il video
Folla in giubilo quando un uomo in un balzo cambia il vessillo all'ambasciata iraniana a Londra
Papa Leone XIV all'Angelus: "Iran e Siria, si continui nel dialogo. In Ucraina cessino le violenze" - il video
"Il mio pensiero si rivolge a quanto sta accadendo in questi giorni in Medio Oriente, in particolare in Iran e in Siria, dove persistenti tensioni stanno provocando la morte di molte persone. Auspico e prego che si coltivi con pazienza il dialogo e la pace, perseguendo il bene comune dell'intera società". Lo ha detto il Papa all'Angelus.
Papa Leone XIV all'Angelus: "Iran e Siria, si continui nel dialogo. In Ucraina cessino le violenze"
Domani manifestazione a Teheran contro proteste
E' stata organizzata per domani pomeriggio a Teheran una manifestazione contro le proteste in corso da due settimane. Lo ha annunciato il Tehran Times.
"Domani alle 14:00 si terra' una grande manifestazione pubblica in piazza Enghelab a Teheran per condannare gli atti terroristici dei mercenari statunitensi e israeliani", si legge nel quotidiano vicino al regime.
Ong: almeno 192 persone uccise nelle proteste in Iran
"Almeno 192 persone" sono state uccise in due settimane di proteste contro il governo in Iran: lo sostiene l'organizzazione per i diritti umani Iran Human Rights. "Dall'inizio delle proteste, Iran Human Rights ha confermato l'uccisione di almeno 192 manifestanti", ha affermato l'ong con sede in Norvegia, avvertendo che il bilancio potrebbe essere molto più alto poiché un blackout di Internet che dura da giorni ostacola le verifiche.
Khamenei: "Se Trump è così bravo si occupi di Usa"
La Guida suprema ayatollah Alì Khameni è tornato a intimare al presidente americano Donald Trump di occuparsi dei fatti suoi. "Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che se il governo iraniano avesse fatto questo o quello si sarebbe schierato dalla parte dei rivoltosi", ha scritto sul suo account X in francese, e "i rivoltosi hanno riposto in lui le loro speranze". Ma "se è così competente, allora si occupi del suo Paese", ha ammonito.
Scontri tra manifestanti e le forze di sicurezza iraniane
Fonti a Wsj, si valuta raid su siti militari ma non ora
Gli Stati Uniti stanno considerando possibili opzioni per l'Iran, compreso il bombardamento su vasta scala di siti militari, ma un attacco non e' imminente. Lo hanno riferito fonti dell'amministrazione al Wall Street Journal. Dopo che il presidente americano Donald Trump ha minacciato ripetutamente di intervenire in caso di una repressione sanguinosa delle rivolte in Iran, "funzionari dell'amministrazione hanno avuto discussioni preliminari su come compiere un attacco all'Iran, se necessario", scrive il Wsj. "Le discussioni includono quali siti potrebbero essere presi di mira", si spiega, e un'opzione "e' un attacco aereo su larga scala su piu' obiettivi militari iraniani". Ma al momento "non c'e' consenso sulla linea d'azione e nessuna attrezzatura militare o personale e' stato spostato in preparazione di uno sciopero". Secondo le fonti del quotidiano, "si tratta di una normale pianificazione" e "non ci sono segnali di un attacco imminente all'Iran".
Scontri tra manifestanti e le forze di sicurezza iraniane
Netanyahu riunirà martedì gabinetto sicurezza
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu riunira' martedi' il suo gabinetto politico e di sicurezza per discutere degli sviluppi in Iran. Lo riferiscono i media israeliani. Teheran ha minacciato oggi di colpire Israele e i siti militari americani nella regione se il presidente americano Donald Trump dovesse attaccare l'Iran.
Associazione Nessuno tocchi Caino: "Studentessa curda di 24 anni uccisa durante proteste a Teheran"
Robina Aminian, una studentessa curda di 24 anni dell'Università Tecnica Shariati di Teheran, originaria di Nowdesheh nella provincia di Kermanshah, è stata uccisa da colpi di arma da fuoco diretti dalle forze governative iraniane durante le proteste a Teheran. Lo riporta Nessuno tocchi Caino citando informazioni ottenute dall'Organizzazione Hengaw per i Diritti Umani, secondo cui l'incidente è avvenuto giovedì 8 gennaio. Aminian, la cui famiglia risiede a Kermanshah, stava studiando materie legate al design a Teheran al momento della sua morte. Fonti informate hanno riferito a Hengaw che le forze governative iraniane le hanno sparato alla testa da distanza ravvicinata e che è morta per le ferite riportate durante le proteste. I rapporti indicano inoltre che le autorità iraniane hanno inizialmente rifiutato di consegnare il suo corpo alla famiglia. Dopo ripetuti controlli, i parenti sono stati portati nel luogo in cui il suo corpo era trattenuto per l'identificazione. Successivamente, "nonostante le continue pressioni e restrizioni di sicurezza, la famiglia ha potuto ricevere il suo corpo. Tuttavia, le autorità iraniane hanno imposto severe misure di sicurezza e hanno impedito che si svolgessero cerimonie di sepoltura o di lutto a casa dei parenti stretti della famiglia, in un villaggio vicino a Marivan - spiega Nessuno tocchi Caino - Hengaw conferma che Robina Aminian è la ventitreesima persona curda documentata dall'organizzazione come uccisa durante la recente ondata di proteste in Iran".
Polizia Iran, 'alzato livello di scontro, arresti importanti'
Sardar Radan, comandante in capo della polizia nazionale iraniana, ha dichiarato questa mattina che "il livello di scontro con i rivoltosi è aumentato" e ha celebrato quelli che ha definito "arresti importanti" sottolineando che "i principali elementi dei disordini di ieri sera sono stati arrestati". Lo riporta Sky News.
Larijiani, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale: "Magistrati usino pugno di ferro su rivoltosi"
Il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, Ali Larijani, ha invitato la magistratura a usare il pugno di ferro contro i manifestanti che da due settimane protestano contro il regime iraniano. "La magistratura dovrebbe occuparsi con decisione dei responsabili della situazione di insicurezza", ha detto a quanto riporta il Tehran Times.
Media Usa, secondo manifestanti corpi ammucchiati negli ospedali
Alcuni manifestanti contro il regime iraniano avrebbero raccontato alla CNN "di folle enormi e di brutali violenze nelle strade di Teheran". Una donna - riporta la stessa CNN - ha affermato di aver visto "corpi ammucchiati gli uni sugli altri" in un ospedale. Una donna sulla sessantina e un uomo di 70 anni hanno riferito di aver visto persone di tutte le età per le strade della capitale iraniana. Le forze di sicurezza, stando a queste fonti, avrebbero ucciso "molte persone". Le proteste, iniziate il 28 dicembre contro l'inflazione, stanno interessando più di 100 città.
Roghi e slogan di protesta nel nord-est dell’Iran mentre cresce l’ondata di disordini nel Paese
Roghi e slogan di protesta nel nord-est dell’Iran mentre cresce l’ondata di disordini nel Paese
Nyt, presentate a Trump opzioni per attacchi militari
Il presidente americano Donald Trump è stato informato negli ultimi giorni di nuove opzioni per eventuali attacchi militari in Iran. Lo riferisce il New York Times. Secondo le fonti citate dal quotidiano americano, Trump non ha preso una decisione definitiva, ma sta seriamente pensando di autorizzare un attacco in risposta alla repressione delle proteste scatenata dal regime iraniano. Al presidente è stato presentato un ventaglio di possibilità, tra cui attacchi su siti non militari a Teheran: nel mirino ci sarebbero elementi dei servizi di sicurezza che stanno usando la violenza per stroncare le crescenti proteste. Allo stesso tempo, e' stato fatto presente a Trump che eventuali raid potrebbero avere l'effetto opposto di unificare l'Iran. O di innescare una serie di rappresaglie che potrebbero minacciare militari e personale diplomatico degli Stati Uniti nella regione. I comandanti nella regione vorrebbero piu' tempo per consolidare le posizioni militari degli Stati Uniti e preparare le difese per eventuali possibili risposte militari dell'Iran.
Media Usa, conto alla rovescia per il blitz di Trump in Iran
Blitz militari contro i Guardiani della rivoluzione e le forze di sicurezza dell'Iran che stanno massacrando giovani e cittadini scesi in piazza contro il regime: gli Stati Uniti sarebbero pronti a intervenire in Iran a sostegno della protesta popolare contro gli ayatollah. L'intelligence e il Pentagono, scrivono New York Times, Washington Post, Wall Street Journal e altri media statunitensi, hanno prospettato al Presidente Donald Trump varie opzioni di intervento sul campo. In attesa delle decisioni della Casa Bianca sarebbe già in stato di allerta il dispositivo aeronavale americano della Quinta e della Settima Flotta nel Golfo Persico, nel Mar Rosso e nel Mediterraneo orientale, e le basi di Al Udeid nel Qatar e di Camp Arifjan in Kuwait. L'inizio del conto alla rovescia verrebbe confermato anche dallo stato di massima allerta scattato in Israele. Fonti della sicurezza israeliana non hanno fornito dettagli sulle specifiche modalità della pre attivazione militare, ma precisano che è stata disposta dopo una telefonata del segretario di Stato americano Marco Rubio al Premier Benyamin Netanyahu. "L'Iran sta guardando alla libertà come mai prima d'ora. Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare!!!", ha scritto Trump sui social media dopo che, nonostante il black out di Internet e smartphone, l'opposizione iraniana era riuscita a diffondere i video delle proteste in corso a Teheran e in tutte le città e le immagini della feroce repressione e dei massacri dei manifestanti compiuti dai Pasdaran.
Funerali di gruppo per otto militari morti in scontri
Otto militari delle forze speciali hanno perso la vita nei recenti scontri in Iran. Lo ha riferito il Tehran Times. Per "i martiri", come vengono definiti dai media di Stato, si sono tenuti oggi funerali di gruppo a Kermanshah, Ilam e Khoy. Le immagini delle esequie sono state trasmesse sui canali televisivi.
Media, colloquio Netanyahu-Rubio su proteste nel paese
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato al telefono ieri mattina con il segretario di Stato americano Marco Rubio. Lo rende noto il New York Times, citando tre persone a conoscenza dei contenuti del colloquio. Netanyahu e Rubio, scrive, hanno discusso delle proteste in Iran, della situazione in Siria e dell'accordo di pace a Gaza.
Ong, bilancio repressione proteste sale a 116 morti, 2600 arresti
Sale ad almeno 116 morti il bilancio della repressione delle proteste in Iran. A riferirne è la Ong statunitense Human Rights Activists News Agency, precisando che oltre 2600 persone sono state arrestate.
Media di Stato, migliaia in strada contro proteste
Migliaia di persone sono scese in strada in Iran per protestare contro le manifestazioni anti-regime "sostenute dall'estero". Lo riferisce PressTv, televisione di Stato iraniana che trasmette in inglese e francese. Secondo l'emittente, la folla "chiede che i responsabili siano puniti".
Milano, a fuoco le foto di Khamenei: gli iraniani manifestano di fronte al consolato
Milano, a fuoco le foto di Khamenei: gli iraniani manifestano di fronte al consolato
Netblocks: "In Iran prosegue il blackout di internet"
Il blocco di internet in Iran, imposto a seguito delle proteste contro il governo rimane in vigore e dura ormai da oltre 60 ore: lo stima Netblocks. "La misura di censura rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza e al benessere degli iraniani in un momento chiave per il futuro del Paese", scrive il monitor su X, aggiungendo che il blackout "ha ormai superato le 60 ore".
Qalibaf, presidente del parlamento iraniano: "Se attaccati colpiremo duramente Usa e Israele"
Se Stati Uniti e Israele attaccheranno l'Iran, saranno considerati "obbiettivi legittimi" e saranno duramente colpiti. E' la minaccia arrivata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf, durante una seduta del Majlis per discutere delle massicce proteste in corso da 15 giorni in tutto il Paese. "Accusiamo gli Stati Uniti e Israele di aver sostenuto le recenti rivolte, creando disordini in tutto il paese", ha detto a quanto riporta il Tehran Times. "La sicurezza è un elemento chiave per la crescita economica e la stabilità", ha aggiunto, "la nazione iraniana infliggerà un duro colpo a coloro che sono dietro le recenti rivolte e fomentano disordini nel Paese"
Media, Israele in massima allerta su ipotesi attacco Usa
Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran, al quindicesimo giorno di proteste contro il regime. Lo scrive il Times of Israel citando la Reuters. Il presidente americano Uniti Donald Trump ha ripetutamente minacciato di intervenire negli ultimi giorni e ha messo in guardia i governanti iraniani dall'usare la forza contro i dimostranti. Di un'eventuale operazione Usa si sarebbe discusso ieri in una telefonata tra il primo ministro Benjamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio.
Le voci degli iraniani in Italia: "Non è solo una protesta: è una rivoluzione"
Le voci degli iraniani in Italia: "Non è solo una protesta: è una rivoluzione"
Sigarette accese con foto in fiamme di Khamenei, la protesta delle donne iraniane
Donne iraniane residenti all'estero che si accedono sigarette con la foto in fiamme dell'ayatollah Khamenei. E' la nuova protesta che sta facendo velocemente il giro dei social rilanciata da vari media internazionali fra cui il Daily Mail. Il giornale britannico spiega che in Iran fumare per le donne è fortemente disapprovato mentre bruciare la foto del leader del paese è un reato. Un video particolarmente virale è stato girato da una donna iraniana che vive a Toronto. Tutte le autrici della protesta non indossano il velo.
Sigarette accese con foto in fiamme di Khamenei, la protesta delle iraniane
Khamenei, non ci sottometteremo agli stranieri
"La Repubblica islamica non farà marcia indietro di fronte ai vandali. Il popolo iraniano non può tollerare di essere sottomesso agli stranieri". Lo ho scritto ieri sera sui social la Guida Suprema dell'Iran, l'ayatollah Khamenei.
Leader opposizione Rajani, rovesciare dittatura religiosa
"Oggi si conclude la seconda settimana della potente rivolta del popolo iraniano, che mira a rovesciare la dittatura religiosa. Finora, la rivolta si è estesa a 190 città e ha scosso il regime fino alle sue radici. Le Unità di Resistenza, insieme al popolo, hanno ripetutamente liberato parti di diverse città. Questa è un'esperienza pratica per la libertà finale dell'intero Paese. Khamenei ha affermato che non si sarebbe arreso al popolo. Ma la rivolta ha dimostrato che la volontà del popolo e la resistenza sono più forti delle Guardie Rivoluzionarie e di decine di istituzioni militari e di sicurezza del regime. Naturalmente, il nostro popolo ha pagato un prezzo alto, con la perdita di molte giovani vite. Rappresentano le legittime richieste del popolo, che desidera una vita basata sulla dignità umana: una repubblica democratica, con separazione tra religione e Stato e parità di genere. Invitiamo la comunità internazionale ad assumersi una responsabilità che meritiamo da tempo: riconoscere la lotta del popolo iraniano e la lotta dei giovani manifestanti per rovesciare la dittatura religiosa". Lo scrive Maryam Rajavi, la Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.
Il corteo di protesta contro il regime iraniano a Roma
La folla si raduna in piazza Pounak, nuove proteste scoppiano a Teheran
La folla si raduna in piazza Pounak, nuove proteste scoppiano a Teheran
Khamenei: non ci sottometteremo agli stranieri
"La Repubblica islamica non farà marcia indietro di fronte ai vandali. Il popolo iraniano non può tollerare di essere sottomesso agli stranieri". Lo scrive stasera sui social la Guida Suprema dell'Iran, l'ayatollah Khamenei.
Teheran a ferro e fuoco, la protesta contro il governo si allarga a tutto l'Iran
Teheran a ferro e fuoco, la protesta contro il governo si allarga a tutto l'Iran
Leader opposizione Rajani: rovesciare la dittatura religiosa
"Oggi si conclude la seconda settimana della potente rivolta del popolo iraniano, che mira a rovesciare la dittatura religiosa. Finora, la rivolta si è estesa a 190 città e ha scosso il regime fino alle sue radici.
Le Unità di Resistenza, insieme al popolo, hanno ripetutamente liberato parti di diverse città. Questa è un'esperienza pratica per la libertà finale dell'intero Paese. Khamenei ha affermato che non si sarebbe arreso al popolo. Ma la rivolta ha dimostrato che la volontà del popolo e la resistenza sono più forti delle Guardie Rivoluzionarie e di decine di istituzioni militari e di sicurezza del regime. Naturalmente, il nostro popolo ha pagato un prezzo alto, con la perdita di molte giovani vite. Rappresentano le legittime richieste del popolo, che desidera una vita basata sulla dignità umana: una repubblica democratica, con separazione tra religione e Stato e parità di genere. Invitiamo la comunità internazionale ad assumersi una responsabilità che meritiamo da tempo: riconoscere la lotta del popolo iraniano e la lotta dei giovani manifestanti per rovesciare la dittatura religiosa". Lo scrive Maryam Rajavi, la Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.
Proteste in serata a Teheran, fuochi d'artificio e cori per Pahlavi
Nuove proteste sono scoppiate in serata a Teheran: decine di persone si sono radunate in un quartiere del nord della capitale nonostante il blackout di internet e la dura repressione delle autorità, come mostra un video verificato dall'Afp.
Nel filmato, esplodono fuochi d'artificio su Punak Square, mentre i manifestanti battono pentole e intonano cori a sostegno dei sovrani Pahlavi, deposti dopo la rivoluzione islamica del 1979.
Iran arresta un cittadino straniero sospettato di spionaggio per Israele
Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno dichiarato di aver arrestato un cittadino straniero sospettato di spionaggio per Israele, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim e rilanciato da Sky News.
In precedenti occasioni, i media statali iraniani hanno attribuito le attuali proteste in Iran ad "agenti terroristici" provenienti da Stati Uniti e Israele.
Guardiani della Rivoluzione: arrestato straniero sospetta spia israeliana
L'unità d'intelligence dei Guardiani della Rivoluzione iraniani ha annunciato l'arresto di uno straniero sospettato di spionaggio a favore di Israele. Lo riporta l'agenzia semi-ufficiale Tasnim, non rendendo nota la nazionalità del sospettato. Le autorità iraniane accusano Stati Uniti e Israele di alimentare le proteste, iniziate a fine dicembre per l'aumento dell'inflazione e poi trasformatesi in manifestazioni politiche contro il regime degli ayatollah.
Cnn: nonostante il blocco internet, Khamenei continua a postare. Ecco come fa
Nonostante il blackout delle comunicazioni che da oltre 48 ore interessa l'Iran, la Guida suprema Ali Khamenei continua a pubblicare post su X, dove ha definito i manifestanti "un gruppo di persone votate alla distruzione" e ha criticato il presidente statunitense Donald Trump. Solo nella giornata di ieri Khamenei ha scritto dodici post.
Doug Madory, direttore dell'analisi internet presso la piattaforma di intelligence di rete Kentik, ha spiegato alla Cnn come ciò sia possibile. "L'Iran è tecnicamente connesso a internet, anche se nessuno può comunicare da lì. L'hanno semplicemente disattivato, pur restando collegati", ha affermato. Secondo l'esperto, le autorità possono riattivare la connessione per singole persone o linee specifiche e avrebbero probabilmente già individuato utenti da mantenere online. "Osserviamo un piccolo flusso di traffico in uscita dal Paese: è minimo, ma non è zero. Con ogni probabilità riguarda persone di alto profilo che hanno conservato la connettività", ha aggiunto.
Crosetto: onore al coraggio dei cittadini iraniani
"Onore al coraggio ed alla determinazione dei cittadini iraniani". Lo scrive su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Londra: manifestante sostituisce la bandiera iraniana dell'ambasciata con quella dello Shah
Trump: l'Iran guarda alla libertà. Stati Uniti pronti ad aiutare
"L'Iran sta guardando alla liberta', forse come mai prima d'ora. Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare!!! Presidente Donald J. Trump". Lo scrive su Truth il presiente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Proteste: altri 6 agenti delle forze dell'ordine morti in provincia di Fars
Altri sei agenti delle forze dell'ordine iraniane sono morti durante disordini nella provincia di Fars, situata nel sud della repubblica islamica. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim. In precedenza, sempre oggi, le autorità iraniane avevano segnalato la morte di sette membri delle forze di sicurezza nella capitale della provincia di Razavi Khorasan (nordest), Mashhad, e di due agenti di polizia nella città di Qom, capoluogo dell'omonima provincia (nord).
"Il procuratore capo della provincia di Fars ha riferito della morte di sei appartenenti alle forze di sicurezza nelle ultime notti", ha scritto l'agenzia di stampa. Inoltre, almeno 120 agenti delle forze dell'ordine e di altre strutture statali sono rimasti feriti durante i disordini, ha aggiunto.
Alla fine del mese di dicembre, in Iran sono esplose proteste di massa provocate dal grave deterioramento delle condizioni economiche, con un'inflazione che si aggira intorno al 39 per cento annuo e la continua svalutazione della moneta locale, passata da 50mila rial per dollaro sul mercato libero nel maggio 2018 agli oltre 1,4 milioni attuali.
Il presidente iraniano, Masud Pezeshkian, ha assicurato che le autorità stanno adottando misure per adeguare il sistema finanziario e bancario nazionale e ha inoltre ordinato al ministro degli Interni, Eskandar Momeni, di avviare un dialogo con i manifestanti e di ascoltare le loro "legittime richieste". Negli ultimi giorni le proteste e gli scontri con le forze dell'ordine si sono ripetuti, causando diversi morti, secondo quanto riportato dalla stampa.
Londra: manifestanti anti-regime espongono le bandiere iraniane ante rivoluzione khomeinista
Ministro Esteri turco accusa il Mossad, "sfrutta le proteste"
Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha accusato il Mossad - i servizi segreti israeliani - di sfruttare le proteste in corso in Iran per destabilizzare la Repubblica islamica.
In un'intervista alla televisione turca, ripresa dal Jerusalem Post, Fidan ha affrontato i recenti sviluppi in Iran e le crescenti tensioni regionali, criticando ripetutamente Israele per quello che ha descritto come il suo coinvolgimento nei disordini. Ha sostenuto che Israele sta deliberatamente cercando di trarre vantaggio dalle sfide interne dell'Iran, comprese le difficolta' economiche, per indebolire il regime, azioni che, a suo dire, vengono perpetrate apertamente. "Il Mossad non lo nasconde", ha detto Fidan, riferendosi alle proteste. "Stanno invitando il popolo iraniano a ribellarsi al regime attraverso i loro account Internet e Twitter", ha aggiunto.
In 400 manifestano a Roma, “per un Paese libero, democratico e laico”
Circa 400 persone si sono radunate oggi pomeriggio a Largo di Torre Argentina per una manifestazione "a favore di un Iran libero, democratico e laico", afferma all'Adnkronos l'organizzatore del sit-in Shahin Ghods, segretario generale della Associazione Anahita: "Siamo qui a sostegno del popolo iraniano, per essere la loro voce. Vogliamo un Iran libero, con una monarchia costituzionale democratica, per rimediare allo 'sbaglio dei nostri genitori' del 1979", quando la rivoluzione iraniana trasformò il Paese da monarchia a repubblica islamica.
"In Iran - prosegue Ghods - siamo sull'orlo del crollo del regime, che potrebbe arrivare stasera o fra qualche giorno: le notizie ci arrivano grazie alla rete Starlink, dopo che è stato imposto lo shutdown di internet in tutto il Paese. Alcune città sono già nelle mani del popolo, e la gente per le strade urla 'Morte a Khamenei, viva lo Scià'. Perché l'Iran è parte dell'occidente e vogliamo una Nazione che torni ad esserlo".
Media: nuove manifestazioni in serata a Teheran
Nel quattordicesimo giorno di protesta, i manifestanti sono tornati in piazza a Teheran scandendo lo slogan "Iran, Iran". Un cittadino ha inviato stasera un video a Iran International segnalando la grande presenza di manifestanti in piazza Heravi.
Osservatorio Netblocks: “Il blackout di internet in Iran dura da 48 ore”
Il "blackout di internet a livello nazionale rimane saldamente in atto" in Iran, il Paese è ormai "offline da 48 ore". Lo riporta sul proprio sito l'osservatorio globale di internet Netblocks. "Nel frattempo, i leader del regime hanno continuato a pubblicare online la loro versione dei fatti, mentre il loro kill switch mette a tacere le voci di 90 milioni di iraniani", ha affermato Netblocks.
Media: lunedì a Teheran “contro-manifestazione” contro i rivoltosi
Lunedì a Teheran si terrà una 'contro-manifestazione' filo-governativa per "condannare le azioni dei rivoltosi e dei terroristi armati". Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Tasnim in riferimento alle proteste che stanno scuotendo l'Iran in questi giorni spiegando che l'evento inizierà alle 14 ora di Teheran e che saranno presenti "famiglie dei martiri delle rivolte" che "condanneranno i crimini dei terroristi armati e dei sabotatori". Altri raduno sarebbero previsti in tutte le province, scrive ancora Tasnim.
Metsola: “L'Ue sanzioni chi reprime i manifestanti in Iran”
In Iran "chi sfida le strade, i prigionieri politici ancora detenuti hanno bisogno di più che semplici parole: l'Europa può agire. Un primo passo: designare il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica come organizzazione terroristica ed estendere con urgenza le sanzioni dell'Ue a tutti coloro che sostengono il regime attraverso la repressione, la violenza e gli omicidi". Lo scrive su X la presidente dell'Europarlamento, Roberta Metsola.
"Anche se il regime cerca di limitare le comunicazioni, il mondo vede ancora il coraggioso popolo iraniano ribellarsi. Siamo con loro. L'Iran sarà libero", aggiunge.
X cambia emoji della bandiera, tornano Sole e Leone simboli degli Scià
La piattaforma social X, di proprietà di Elon Musk, ha sostituito l'emoji della bandiera iraniana - finora raffigurante il tricolore ufficiale della Repubblica islamica - con la bandiera dell'epoca monarchica, caratterizzata dal simbolo del leone e sole. La modifica è arrivata mentre in Iran proseguono proteste e scioperi, sostenuti dall'estero dal figlio dell'ultimo scià, Reza Pahlavi. Il cambiamento è stato innescato dalla richiesta di un utente rivolta a Nikita Bier, dirigente di X, che ha risposto pubblicamente chiedendo "un po' di tempo" per apportare l'aggiornamento. L'emoji è stata quindi modificata nel giro di poche ore ed è rapidamente diventata virale.
Dopo il cambio, diversi account ufficiali iraniani su X hanno rimosso l'emoji della bandiera e l'hanno sostituita con il solo emblema nazionale - mezzaluna e spada - presente al centro dell'attuale bandiera della Repubblica islamica. Per alcune ore, tuttavia, il simbolo monarchico è apparso accanto ai nomi di vari profili istituzionali, poiché l'aggiornamento ha sostituito retroattivamente anche gli usi precedenti dell'emoji.
La scelta si inserisce nel contesto di un movimento di protesta in cui Reza Pahlavi, dall'esilio, è divenuto una delle principali figure di riferimento, sostenendo manifestazioni e scioperi contro il regime.
Musk, inoltre, ha annunciato l'attivazione del servizio Starlink - temporaneamente gratuito - per contribuire ad aggirare le restrizioni all'accesso a internet imposte dalle autorità iraniane, facilitando le comunicazioni e la condivisione di informazioni da parte dei manifestanti. Il proprietario di X ha anche preso pubblicamente di mira il leader supremo Ali Khamenei, con un messaggio in persiano divenuto rapidamente uno slogan tra i dimostranti e rilanciato dalla diaspora iraniana.
Chi è Reza Ciro Pahlavi? L'erede della monarchia iraniana che vuole un Iran democratico e laico
“Sono pronto a tornare in Iran” ha detto Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979. Ora che dopo un suo iniziale appello a scendere per le strade, buona parte del popolo iraniano ha inneggiato alla monarchia.
Pronto a tornare in Iran per unirsi alle proteste contro il regime che vanno avanti da oramai due settimane. Ad annunciarlo è lui stesso in un post su X in cui parla persiano.
"Avete ispirato l'ammirazione del mondo con il vostro coraggio e la vostra fermezza", ha scritto rivolgendosi ai manifestanti, "la vostra, ancora una volta, gloriosa presenza nelle strade dell'Iran venerdì sera è stata una risposta schiacciante alle minacce del leader traditore e criminale della Repubblica Islamica".
L'ayatollah Alì Khamenei avrà visto le immagini "dal suo nascondiglio e tremato di paura", aggiunge. Ora, servono "una presenza nelle strade più mirata e, allo stesso tempo, bisogna tagliare i canali finanziari" della Repubblica islamica. L'erede al trono ha dunque chiesto ai "lavoratori e gli impiegati dei settori chiave dell'economia, in particolare dei trasporti, del petrolio, del gas e dell'energia, di iniziare uno sciopero a livello nazionale".
"In base alla vostra risposta, annuncerò i prossimi inviti all'azione", aveva annunciato nel primo l'appello. Ora anche se per scendere in strada decine di persone hanno perso la vita, Pahlavi ha invitato i dimostranti "a scendere in piazza anche sabato e domenica 10 e 11 gennaio, a partire dalle 18:00".
Ospedali al collasso per i feriti, migliaia gli arresti e decine le vittime (Video)
Ospedali al collasso per i feriti, migliaia gli arresti e decine le vittime
Domani scuole chiuse a causa delle proteste
Le autorità iraniane hanno comunicato che domani le scuole chiuderanno e le lezioni si svolgeranno a distanza. Lo riporta l'agenzia di stampa statale Tasnim spiegando che il provvedimento riguarda "tutti i livelli di istruzione". Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irib, l'Università di Teheran ha dichiarato che terrà le lezioni online dal 10 al 14 gennaio, ma gli esami si svolgeranno comunque in presenza.
Khamenei ha alzato il livello di allerta: "Più alto che ai tempi della guerra"
La Guida Suprema dell'Iran Ali Khamenei ha posto il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran in uno stato di allerta più elevato rispetto a quello in cui si trovava durante la guerra con Israele a giugno scorso: lo hanno dichiarato al Telegraph alcuni funzionari della Repubblica Islamica mentre il Paese entra nel suo 14° giorno di proteste diffuse. Khamenei, affermano le fonti, "è in stretto contatto più con le Guardie della Rivoluzione (Irgc) che con l'esercito o la polizia, perché ritiene che il rischio di defezioni dell'Irgc sia pressoché inesistente, mentre altri hanno disertato in passato".
Tre agenti uccisi ieri in scontri a Shiraz, un altro agente ucciso in un attacco armato in un commissariato nella provincia di Qazvin e altri due a Qom
Tre agenti di polizia sono rimasti uccisi ieri sera nel corso degli scontri a Shiraz, nel sud dell'Iran: lo scrive l'agenzia iraniana Tasnim, affiliata ai Pasdaran, secondo la quale oggi nel Paese fino ad ora si registra "calma". Altre 14 persone delle forze di sicurezza, inclusi un procuratore e diversi basij - le forze paramilitari della polizia - sarebbero rimaste uccise in varie parti del Paese nei disordini di giovedì, si aggiunge.
Un agente di polizia è rimasto ucciso in un attacco armato a un commissariato nella provincia di Qazvin, nel nord-ovest dell'Iran. Lo riferiscono media locali
Due poliziotti iraniani sono stati uccisi a colpi di coltello nelle proteste in provincia di Qom, nel nord dell'Iran. Lo riporta l'agenzia stampa Fars.
La folla applaude un uomo che si arrampica per disattivare una telecamera di videosorveglianza
Iran, la folla applaude un uomo che si arrampica per disattivare una telecamera di videosorveglianza
Una marea di manifestanti a Teheran: il video simbolo delle proteste contro il carovita in Iran (Video)
Una marea di manifestanti a Teheran: il video simbolo delle proteste contro il carovita in Iran
Netanyahu: "Se l'Iran ci attacca conseguenze terribili"
"Questo potrebbe essere il momento in cui il popolo iraniano si assumerà la responsabilità del proprio destino. Le rivoluzioni si fanno meglio dall'interno. Se l'Iran ci attacca, e ciò potrebbe accadere, ci saranno conseguenze terribili". Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahuin una videointervista all'Economist pubblicata ieri sera e ripresa oggi dalla testata israeliana YNet. Netanyahu ha anche segnalato la sua intenzione di interrompere completamente gli aiuti alla sicurezza che Israele riceve dagli Stati Uniti entro un decennio. "L'ho detto al presidente Trump - ha affermato - apprezziamo molto gli aiuti alla sicurezza che l'America ci ha fornito nel corso degli anni,ma siamo cresciuti, abbiamo sviluppato capacità incredibili e la nostra economia, che raggiungerà sicuramente un trilione di dollari entro un decennio, non è più piccola".
Secondo YNet il premier ha ignorato le domande sull'espansione degli insediamenti, sulla violenza dei coloni e sulle richieste di annessione di "Giudea e Samaria" da parte dei ministri del suo governo. Riguardo alle critiche sul numero di morti e distruzioni a Gaza, Netanyahu ha risposto che Israele non ha bombardato indiscriminatamente come altri Paesi: "Avremmo potuto farlo fin dall'inizio, ma non l'abbiamo fatto. Abbiamo spostato la popolazione e poi abbiamo combattuto Hamas. Il rapporto tra combattenti e civili uccisi qui è inferiore rispetto a Mosul, Falluja e Afghanistan". Ha respinto le accuse di crimini di guerra e ha difeso le azioni dell'IDF definendole "norme morali". Ha respinto l'affermazione secondo cui Israele si starebbe rifiutando di consentire ai giornalisti di entrare a Gaza per nascondere informazioni: "Semplicemente non vogliamo che vengano uccisi, ma è vero che dobbiamo far entrare più giornalisti a Gaza". Ha stimato che la cessazione degli intensi combattimenti a Gaza ridurrebbe l'attenzione dei media internazionali e, a suo dire, disperderebbe "una copertura giornalistica orribile e completamente falsa".
Guardie rivoluzione: "Proteggere rivoluzione '79"
La salvaguardia dei risultati della Rivoluzione islamica del 1979 rappresenta una "linea rossa" da proteggere. Lo dicono le Guardie Rivoluzionarie dell'Iran, il corpo militare direttamente controllato dalla guida suprema del Paese, in una nuova dichiarazione sulla situazione nel Paese secondo quanto riportato dalla TV di Stato iraniana.
Rivolta in Iran, manifestanti abbattono la statua di Soleimani
Rivolta in Iran, manifestanti abbattono la statua di Soleimani
Ambasciatore Teheran a Onu: "Usa responsabili delle violenze"
Il governo degli Stati Uniti è responsabile di aver trasformato le proteste pacifiche in Iran in violente rivolte. Lo dice l'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani in una lettera inviata al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Secondo il diplomatico, citato dall'agenzia iraniana Tasnim, gli Stati Uniti "sono responsabili delle violente rivolte e dei disordini in Iran". Iravani ha condannato "le azioni illegali del governo degli Stati Uniti e il suo coordinamento con il regime sionista per interferire negli affari interni dell'Iran" e denunciato "l'ingerenza degli Stati Uniti attraverso minacce, provocazioni e incitamento alla violenza e ai disordini". "Tali azioni destabilizzanti degli Stati Uniti violano la Carta delle Nazioni Unite", ha aggiunto.
Iran, manifestanti strappano la bandiera della Repubblica islamica a Mashhad
Iran, manifestanti strappano la bandiera della Repubblica islamica a Mashhad
Washington: "deliranti" accuse di ingerenza iraniane
Washington ha definito "deliranti" le accuse di ingerenza iraniane, dopo che il ministro degli Esteri iraniano ha affermato che gli Stati Uniti stavano alimentando il crescente movimento di protesta che scuote la Repubblica Islamica.
"Questa affermazione riflette un tentativo delirante di distogliere l'attenzione dalle considerevoli sfide che il regime iraniano deve affrontare in patria", ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Stato in una nota, rispondendo ai commenti del ministro degli Esteri Abbas Araghchi durante una visita in Libano.
Bbc: in Iran gli ospedali sono sopraffatti dal numero di feriti
Un medico e un assistente sociale di due ospedali in Iran hanno dichiarato alla Bbc che le loro strutture sono "sopraffatte" dai feriti. Un medico ha affermato che un ospedale oculistico di Teheran è entrato in modalità crisi, mentre la Bbc ha ricevuto anche un messaggio da un medico di un altro ospedale che affermava di non avere abbastanza chirurghi per far fronte all'afflusso di pazienti.
Un medico iraniano, che ha contattato la testata britannica ieri sera tramite la rete Internet satellitare Starlink, ha affermato che l'ospedale Farabi, il principale centro oculistico di Teheran, è entrato in modalità crisi e i servizi di emergenza sono sovraccarichi. Si dice anche che i ricoveri e gli interventi chirurgici non urgenti siano stati sospesi e che il personale sia stato chiamato a gestire i casi di emergenza.
Giovedì la Bbc aveva anche ottenuto un messaggio video e audio da un medico in un ospedale nella città sud-occidentale di Shiraz. Il medico aveva affermato che un gran numero di feriti era stato portato in ospedale e che l'ospedale non aveva abbastanza chirurghi per far fronte all'afflusso. Ha affermato che molti dei feriti presentavano ferite da arma da fuoco alla testa e agli occhi.
Trump: “Pronti a colpire il regime se reprime le manifestazioni”
Gli Stati Uniti sostengono il coraggioso popolo dell'Iran". Lo ha scritto su X il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, mentre proseguono le proteste in Iran. In un altro post, in cui si faceva riferimento all'azione compiuta in Venezuela, il dipartimento di Stato Usa ha avvertito: "Non giocate con il presidente Trump. Quando dice che farà qualcosa è serio". Ieri Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià iraniano Mohammad Reza Pahlavi, in un post su X ha lanciato un appello al presidente Usa Donald Trump chiedendogli di intervenire in Iran. "Lei ha dimostrato di essere un uomo di pace e di parola. La prego di essere pronto a intervenire per aiutare il popolo iraniano", ha scritto taggando oltre che Trump anche Rubio e la Casa Bianca.
Fonte: www.rainews.it
