Pezeshkian: "Avvieremo negoziato con Usa". Incontro Witkoff Netanyahu oggi a Gerusalemme
Afp Iran: "Ancora in corso colloqui per definire sede negoziati con Usa"
Dopo le indiscrezioni di stampa secondo cui Teheran avrebbe chiesto di spostare alla Turchia all'Oman i colloqui con gli Stati Uniti, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato ai media locali che "sono ancora in corso le consultazioni sulla sede dei negoziati con gli Stati Uniti, che sarà annunciata una volta conclusi". "In linea di principio, data e luogo non sono questioni complesse e non dovrebbero essere un pretesto per giochi sui media. Apprezziamo la
disponibilità di Turchia, Oman e altri paesi a ospitare i colloqui". Oggi il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha avuto colloqui telefonici con gli omologhi di Turchia, Qatar e Oman.
Axios: "Iran vuole colloqui solo con Usa e li vuole in Oman"
L'Iran sta cercando di cambiare il quadro dei colloqui con gli Stati Uniti di venerdì spostandoli da Istanbul all'Oman e rendendoli bilaterali. L'Iran vuole tenerli solo con gli Stati Uniti, anziché con diversi paesi arabi e musulmani che partecipano come osservatori. Lo riporta Axios.
Usa: “Abbattuto drone iraniano che si era avvicinato a portaerei americana”
Gli Stati Uniti hanno fatto sapere di aver abbattuto un drone iraniano che si era avvicinato “aggressivamente” a una portaerei nel Medio Oriente.
Wall Street Journal: "Motovedette iraniane tentano fermare petroliera Usa in Stretto Hormuz"
Motovedette iraniane armate hanno tentato di fermare una petroliera battente bandiera statunitense nello Stretto di Hormuz a pochi giorni dall'annunciata ripresa dei colloqui tra i due Paesi a Istanbul. Lo ha riferito il Wall Street Journal, che parla di una provocazione da parte di Teheran. Secondo la società di sicurezza marittima Vanguard Tech, sei imbarcazioni iraniane dotate di mitragliatrici si sono avvicinate alla nave ordinando di spegnere i motori e prepararsi all'abbordaggio. Il comandante ha invece accelerato e la petroliera è stata successivamente scortata da una nave da guerra statunitense. Funzionari Usa hanno confermato che unità navali iraniane hanno cercato di fermare una nave battente bandiera degli Stati Uniti.
In corso colloquio Netanyahu-Witkoff a Gerusalemme
E' in corso a Gerusalemme l'incontro tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff. Lo riportano i media, secondo cui Netanyahu è affiancato dai capi dei servizi di sicurezza israeliani. Il colloquio arriva giorni prima che Witkoff incontri il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, a Istanbul per colloqui che Teheran spera possano impedire un attacco degli Stati Uniti sul paese. Secondo indiscrezioni stampa, Netanyahu spingerà la Casa Bianca ad assumere una linea dura nei negoziati.
Cnn, Israele vuole stop arricchimento uranio e limiti a missili
Israele chiede agli Stati Uniti che qualsiasi intesa con l'Iran includa lo stop all'arricchimento dell'uranio da parte di Teheran, limiti al programma di missili balistici e la cessazione del sostegno iraniano ai gruppi suoi alleati (i cosiddetti 'proxies') nella regione. Lo hanno indicato due funzionari israeliani alla Cnn nel giorno in cui l'inviato statunitense, Steve Witkoff, incontra in Israele il primo ministro, Benjamin Netanyahu. Ai colloqui partecipano anche il capo del Mossad, David Barnea, e il capo di Stato maggiore israeliano, Eyal Zamir.
L'inviato speciale Usa per il MO Witkoff arrivato in Israele per colloqui su Iran
L'inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff è arrivato in Israele, mentre si prepara ad avviare colloqui con l'Iran. Lo riportano i media locali. Witkoff incontrerà alle 16 ora di Israele, le 15 in Italia, il primo ministro Benjamin Netanyahu, il capo del Mossad David Barnea, il capo di stato maggiore delle Idf Eyal Zamir e il ministro della Difesa Israel Katz.
Witkoff incontra Netanyahu e capi sicurezza alle 16 ora locale
Fonti di stampa israeliane riferiscono che oggi alle 16 (ora locale), l'inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, Steve Witkoff, incontrerà a Gerusalemme il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Il sito Ynet News afferma che all'incontro parteciperanno anche il Capo di Stato Maggiore delle IDF, Eyal Zamir, il direttore del Mossad, Dadi Barnea, e il ministro della Difesa, Israel Katz.
La visita di Witkoff avviene nel contesto dell'attuazione della seconda fase del "piano di pace" per Gaza, mediato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e in un contesto di crescenti tensioni legate a un possibile attacco statunitense all'Iran.
Egitto-Arabia Saudita: ministri esteri a colloquio su Gaza, Sudan e Iran
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdel Aaty ha incontrato a Riad il suo omologo saudita Faisal bin Farhan. Secondo i media egiziani, il colloquio ha riguardato la situazione a Gaza, con attenzione all'implementazione della seconda fase del piano statunitense e alla distribuzione rapida degli aiuti umanitari. Per il Sudan, i ministri hanno convenuto sull'urgenza di una tregua umanitaria e di un processo politico guidato da autorità sudanesi. Sul dossier nucleare iraniano, Abdel Aaty ha ribadito la priorità di percorsi diplomatici e della ripresa del dialogo tra Stati Uniti e Iran, con l'obiettivo di raggiungere un accordo equilibrato e rafforzare la stabilità regionale. I due ministri hanno concordato di intensificare il coordinamento su tutte le crisi regionali, ribadendo il ruolo centrale di Egitto e Arabia Saudita nella promozione della sicurezza e della pace nel Medio Oriente.
Qatar, proseguono gli sforzi diplomatici in vista dei negoziati Iran-Usa
Il Qatar ha affermato che nella regione proseguono "intensamente" gli sforzi diplomatici in vista dei negoziati tra Iran e Stati Uniti, ai quali Teheran ha dichiarato di essere pronta. "Gli sforzi proseguono in modo molto intenso", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Affari esteri del Qatar, Majed Al-Ansari, durante una conferenza stampa a Doha. "Stiamo lavorando in tandem con tutti i nostri vicini e le nazioni amiche con cui collaboriamo attualmente", ha precisato citando Turchia, Egitto, Oman e Arabia Saudita.
Capo polizia, 139 stranieri arrestati durante le proteste
Le autorità iraniane hanno arrestato 139 cittadini stranieri nella parte centrale del Paese durante le proteste cominciate a fine dicembre. "Durante l'esame dei fascicoli relativi ai rivoltosi, à stato stabilito che 139 degli arrestati sono stranieri", ha dichiarato il capo della polizia di Yazd, Ahmad Negahban, citato dall'agenzia di stampa Tasnim. Le nazionalita' delle persone arrestate dalle autorita' non sono state specificate. Secondo Negahban, sono coinvolte "nell'organizzazione, nell'incitamento e nella guida delle rivolte, in alcuni casi in contatto con reti esterne" all'Iran. Le proteste, iniziate il 28 dicembre contro la crisi economica e l'alto costo della vita, si sono successivamente evolute in un movimento piu' ampio contro il regime. Le autorita' iraniane riconoscono la morte di oltre 3mila persone durante le manifestazioni, ma sostengono che la maggior parte delle vittime fossero membri delle forze di sicurezza o passanti uccisi da "terroristi" che agivano per conto degli Stati Uniti e di Israele. L'amministrazione presidenziale ha reso pubblici i nomi di 2.986 persone uccise durante i disordini, aggiungendoli a una lista di 3.117 morti. L'Ong Human Rights Activists News Agency (Hrana), basata negli Stati Uniti, ha confermato la morte di 6.854 persone, per lo piu' manifestanti, mentre altre organizzazioni per i diritti umani hanno riportato cifre molto piu' elevate, di diverse decine di migliaia di vittime.
Pezeshkian: "Pronti a negoziati con Usa se atmosfera senza minacce"
L’Iran è pronto a rispondere all’offerta di negoziati avanzata dal presidente degli Stati Uniti, a condizione che vi sia “un’atmosfera appropriata, libera da minacce e aspettative irragionevoli”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un messaggio pubblicato su X. Alla luce delle richieste di “governi amici della regione”, Pezeshkian ha annunciato di aver incaricato il Segretario di Stato e il ministro degli Affari Esteri di perseguire eventuali colloqui “equi e giusti”, guidati dai principi di “dignità, prudenza e opportunità” e nel pieno rispetto degli interessi nazionali iraniani.
Al vertice di Istanbul anche Kushner e ministri della regione
Secondo un funzionario statunitense, al vertice tra Stati Uniti e Iran a Istanbul dovrebbero partecipare i ministri degli Esteri di Turchia, Qatar, Egitto, Oman, Arabia Saudita e Pakistan (e forse anche degli Emirati Arabi Uniti). Lo rivela il giornalista di Axios Barak Ravid. Anche Jared Kushner, genero e consigliere del presidente Usa Donald Trump, avrebbe intenzione di partecipare all'incontro
L'Iran ha annullato l'esercitazione nello stretto di Hormuz. Lo riporta il Wall Street Journal
Non si sono concretizzati i piani dei Guardiani della Rivoluzione dell'Iran di condurre un'esercitazione militare con fuoco vero domenica e lunedì nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito il Wall Street Journal, citando una fonte informata, secondo la quale l'Iran ha annullato l'esercitazione dopo un monito degli Stati Uniti. Due giorni fa il Comando Centrale Usa, il Centcom, responsabile delle forze in Medio Oriente, in una nota ha avvisato l'Iran che "non tollereremo azioni non sicure" nello Stretto di Hormuz. "Qualsiasi comportamento non sicuro e non professionale nelle vicinanze di forze Usa, dei partner regionali o imbarcazioni commerciali, aumenta il rischio di collisioni, escalation e destabilizzazione", è stato evidenziato nella nota.
Proteste anti-governative, Khamenei: "Sconfitto il complotto di Cia e Mossad"
L'ayatollah Ali Khamenei è tornato ad accusare Stati Uniti e Israele di avere fomentato le proteste delle prime settimane di gennaio in Iran. "La recente sedizione è stata orchestrata dai sionisti e dagli Stati Uniti", si legge in un post della Guida suprema iraniana su X. "Sono stato informato attraverso un canale specifico che la Cia e il Mossad hanno schierato tutte le loro risorse sul campo! Ciononostante, sono stati sconfitti. Il piano della sedizione è stato elaborato e gestito all'estero", ha assicurato.
Del resto secondo Khamenei lo ha ammesso anche il presidente americano Donald Trump quando "si è rivolto esplicitamente a questi rivoltosi e ha detto loro: 'Continuate, continuate. Sto arrivando'".
"La recente sedizione non è stata la prima né sarà l'ultima. Dopotutto, siamo un Paese in conflitto con gli interessi degli aggressori globali. Quanto durerà questa situazione? Finché la nazione iraniana non raggiungerà un punto in cui il nemico non avrà più speranze. E noi raggiungeremo quel punto", ha assicurato Khamenei.
Secondo l'ayatollah, "le forze dell'ordine, i Basij e l'Irgc hanno svolto appieno i loro compiti. Ma è stata la popolazione stessa a spegnere il fuoco della sedizione".
Fonte: www.rainews.it
