Paolo Mendico suicida a 14 anni, gli ispettori: "La scuola doveva fare di più"
Il padre: "Io ormai Paolo non ce l'ho più, ma il suo sacrificio deve essere un esempio"
Se è vero che nei confronti di Paolo Mendico - il 14 enne che si è suicidato il primo giorno di scuola nella sua casa di Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina - non c'era da parte dei compagni vero e proprio bullismo, che presuppone una ripetitività nel tempo, è anche vero che contro il ragazzo ci sono stati comportamenti 'quasi aggressivi' non arginati dal personale scolastico. Quindi per lo studente si doveva e poteva fare di più. E' quanto scrivono gli ispettori inviati dal ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara nella relazione dopo gli accertamenti all'istituto tecnico Pacinotti di Fondi.
Gli ispettori hanno chiesto tre procedimenti disciplinari a carico della dirigente scolastica "per le responsabilità che interessano la funzione dirigenziale", della vicedirigente e della responsabile della succursale dell'istituto per "condotte omissive". Parallelamente all'accertamento del ministero, corrono due inchieste giudiziarie. A quanto apprende l'ANSA per ora non è scattata nessuna sanzione nei confronti del personale scolastico ma il 13 gennaio è il termine ultimo per farla partire. L'Ufficio scolastico regionale precisa che "l'intera vicenda è stata sin dall'inizio seguita con la massima attenzione dal ministro Valditara con la ferma volontà di accertare in maniera inequivocabile la verità". E aggiunge che "gli ispettori incaricati dell'indagine hanno redatto una relazione molto accurata e il conseguente procedimento disciplinare è stato avviato immediatamente; la procedura sta seguendo rigorosamente i tempi previsti dalla legge e sino alla sua conclusione nessun giudizio può essere anticipato".
Per gli ispettori si sarebbe dovuto avviare un protocollo antibullismo in una classe turbolenta e "dai comportamenti non conformi al regolamento d'istituto" invece "si è innescato un meccanismo difensivo" fatto di bugie ed omissioni, "tanto che questo collegio - scrivono tra l'altro nelle 28 pagine della relazione - ritiene più verosimile la descrizione delle dinamiche della classe che si legge nei verbali dei consigli di classe, anziché quella offerta dai docenti durante l'accertamento".
Il presidente dei presidi di Anp, Mario Rusconi, fa presente che in caso di bullismo o anche di aggressività gli strumenti per intervenire a scuola non mancano: "gli insegnanti devono parlarne con il preside e in base ad una serie di indicazioni arrivate dal ministero nell'ultimo anno, si attiva un protocollo di intervento" che mette in campo anche una serie di esperti.
Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Pd, interpellata dall'ANSA, chiede che "sia fatta piena luce su quanto accaduto: se emergeranno errori, omissioni o responsabilità individuali, è giusto che chi ha sbagliato ne risponda, senza scorciatoie né strumentalizzazioni. Verità e giustizia sono un diritto della famiglia e della comunità scolastica". DirigentiScuola chiede all'Ufficio scolastico di "agire con equilibrio" ed è pronto a dare supporto umano e sindacale alla preside dell'istituto.
Fonte: www.rainews.it
