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Morto nei raid anche ex presidente Ahmadinejad. Tajani: "Preoccupano gli italiani nel Golfo"
Getty/AFP L’attacco all'Iran lanciato ieri nel giorno della festività ebraica di Shabbat. Israele e Stati Uniti colpiscono più città iraniane, dove si segnalano esplosioni e colonne di fumo. “Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l'Iran” contro quella che definisce “una minaccia esistenziale”, "stiamo aiutando il popolo iraniano a ottenere la libertà”, ha dichiarato Netanyahu, mentre il governo dichiarava lo stato di emergenza in tutto il Paese dove risuonano sirene d'allarme.
A Teheran il quartiere Pasteur dove risiede la Guida suprema Ali Khamenei viene bersagliato da almeno 7 missili, prima i media iraniano assicurano che l''Ayatollah era stato trasferito in un luogo sicuro ed era scampato all'attacco ma poi arriva la conferma delle voci che erano circolate durante l'intera giornata: Khamenei è morto. Avviato l'iter per la sua successione.
L'operazione denominata “Leone ruggente”, in assonanza con quella del giugno scorso chiamata "Leone rampante". Trump che si trova nel suo resort di Mar a Lago alle tre di notte, indossa un cappellino da golf bianco, e conferma l’attacco: dice di voler distruggere missili e industria missilistica iraniana, avverte che ci potranno essere vittime americane, ma soprattutto invita il popolo iraniano alla rivolta.
Teheran ha risposto: "Da Usa e Israele nuova aggressione, risponderemo con forza" e attiva una massiccia rappresaglia missilistica contro le basi americane del Golfo e su siti israeliani.
L'Idf invita la popolazione a raggiungere i rifugi. La Cnn annuncia che gli Stati Uniti non si fermeranno e che stanno pianificando attacchi per diversi giorni.
La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni convoca due riunioni con i vicepremier e il ministro della Difesa Guido Crosetto, poi la nota di Palazzo Chigi: Italia vicina agli iraniani che chiedono rispetto dei propri diritti. Il ministro degli esteri Antonio Tajani: “Non c'è da essere ottimisti su tempi guerra”.
Salito a 148 morti il bilancio dell'esplosione nella scuola di Minab. Idf: non abbiamo colpito noi la scuola
Il bilancio delle vittime dell'esplosione che ha colpito una scuola femminile nella città di Minab, nel sud dell'Iran, durante gli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele è salito a 148, con 95 feriti. Lo riporta la Cnn citando un il procuratore locale.
La Cnn ha geolocalizzato il video dalla scena alla scuola Shajaba Tayyiba, che si trova a circa 60 metri da una base militare iraniana. Sembra che la scuola facesse in precedenza parte della base, ma le immagini satellitari mostrano che i due siti sono separati almeno dal 2016.
I media statali iraniani avevano precedentemente riferito che il numero delle ragazze uccise era di almeno 118.
Interpellato sull'attacco, il portavoce del CENTCOM, Tim Hawkins, ha dichiarato: "Siamo a conoscenza di segnalazioni di danni ai civili derivanti dalle operazioni militari in corso. Prendiamo sul serio queste segnalazioni e le stiamo esaminando. La protezione dei civili è della massima importanza e continueremo a prendere tutte le precauzioni disponibili per ridurre al minimo il rischio di danni involontari".
"L'Idf non è a conoscenza di alcuna operazione israeliana nell'area ieri" dove è stata colpita la scuola femminile a Minab nel sud dell'Iran.
Lo ha detto Nadav Shoshani, il portavoce dell'Idf per la stampa internazionale, rispondendo a una domanda dell'Ansa in un briefing con i giornalisti stranieri. "Anche gli Stati Uniti hanno detto che stanno controllando. Vi terremo aggiornati con ulteriori informazioni", ha aggiunto. Secondo immagini satellitari, la scuola si trova nei pressi di una base della marina delle Guardie Rivoluzionarie dell'Iran.
Araghchi: nuova Guida suprema sarà scelta entro uno-due giorni
"Forse tra un giorno o due assisteremo all'elezione di una Guida Suprema" iraniana. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi all'emittente qatariota Al Jazeera."Al momento - ha aggiunto - non abbiamo intenzione di chiudere lo Stretto di Hormuz e non abbiamo in programma di fare nulla che possa interrompere la navigazione in quella fase".
Pezeshkian per prima volta in pubblico in tv: "Uccisione Khamenei è guerra a Islam, vendetta è dovere"
Il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, ha fatto la sua prima apparizione pubblica con un discorso trasmesso in tv, dopo le speculazioni sulla sua morte nei raid aerei statunitensi e israeliani di ieri che hanno ucciso la Guida Suprema Ali Khamenei e altri dignitari sciiti.
Nel suo discorso, Pezeshkian - ora membro del triumvirato che ha preso le redini del Paese - ha avvertito che le Forze armate iraniane continueranno ad attaccare quelle che ha definito "basi nemiche" e ha esortato i sostenitori della Repubblica islamica a mantenere una presenza visibile negli spazi pubblici.
L'uccisione della Guida suprema, Ali Khamenei, equivale a "una dichiarazione di guerra a tutti i musulmani", aggiungendo che "vendicarne la morte "è un diritto e anche un dovere legittimo". "L'assassinio della più alta autorità politica della Repubblica islamica dell'Iran e di un importante leader dello sciismo mondiale... è percepito come un'aperta dichiarazione di guerra contro i musulmani, e contro gli sciiti, in tutto il mondo", ha avvertito il leader iraniano dell'ala riformista. L'Iran "ritiene suo legittimo dovere e diritto vendicare gli autori e gli ideatori di questo crimine storico".
Pasdaran: "Colpita portaerei Usa Lincoln con 4 missili"
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha rivendicato ufficialmente l'attacco con quattro missili balistici contro la portaerei statunitense USS Abraham Lincoln(CVN-72), attualmente dispiegata nel Golfo Persico o nelle acque adiacenti. Secondo un comunicato diffuso dall'IRGC e ripreso da agenzie iraniane vicine al regime, l'operazione è stata condotta "con successo" come parte della rappresaglia per gli attacchi congiunti Usa-Israele che hanno eliminato la Guida Suprema Ali Khamenei e decimato il vertice militare iraniano. Non sono stati forniti dettagli su tipo di missili utilizzati (possibilmente tra i Fattah-2 ipersonici già menzionati in precedenza), coordinate esatte dell'impatto o esito (danni, vittime, intercettazioni). Fonti militari statunitensi (CENTCOM) non hanno ancora commentato ufficialmente l'attacco, ma la Quinta Flotta (base Bahrain) è in massima allerta con asset navali e aerei in zona.
Parallelamente, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha annunciato che il Consiglio di Leadership Provvisoria(Shura-ye Rahbari-ye Movaqqat) ha ufficialmente iniziato le sue funzioni. Il consiglio - composto da Pezeshkian stesso, dal capo della magistratura Gholam-Hossein Mohseni-Eje'i e dal neo-nominato Ayatollah Ali Reza Arafi - esercita temporaneamente i poteri del Guida Suprema in attesa della decisione dell'Assemblea degli Esperti sul successore di Khamenei.
Pezeshkian ha definito l'organo "un'istituzione costituzionale per garantire continuità e unità nazionale in questo momento critico".
Crosetto: "Sto rientrando in Italia" "contro di me polemiche vergognose"
"Sto rientrando in italia continuando a gestire da ieri la situazione delicata con tutti gli strumenti tecnici necessari per farlo anche all’estero. Rientrerò come ovvio da solo, per evitare l’esposizione a ulteriori pericoli ad altri che viaggiando con me in condizioni attuali possono essere messi a rischio. Lo farò ovviamente con un aereo militare e lascerò qui la mia famiglia (che comprende la scelta), dopo essermi sincerato che per loro, come per gli altri cittadini italiani e stranieri, non ci siano rischi rilevanti se non quelli di nefasta casualità". Lo scrive su X il ministro della Difesa Guido Crosetto. "Continuo a lavorare, per loro come per altri, per trovare una soluzione veloce e sicura a totale supporto dell’unità di crisi della Farnesina - afferma Crosetto -. Rientrerò utilizzando un volo militare ma dopo aver bonificato (un’ora fa) al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo (per mia scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di Stato, in modo tale da togliere anche la possibilità di attaccarmi dicendo che sono tornato usando un volo di Stato".
"Trovo vergognoso e basso questo modo di fare polemica e vorrei rassicurare sul fatto che non prendo lezioni da nessuno per senso dello Stato e delle istituzioni e ancor meno per la quantità dell’impegno e per la dedizione all’istituzione. Sulla qualità diranno altri. Non penso che si possa strumentalizzare una situazione creatasi per eventi, l’attacco a Dubai, che non erano considerati tra le ipotesi di risposta iraniana, nelle tempistiche e nei modi con cui sono avvenuti e si sono concretizzati, proprio perché nell’ultima crisi, più violenta di questa, gli Emirati furono esclusi dalla reazione e l’aeroporto di Dubai rimase aperto. Ciò detto la mia presenza qui ieri e questa notte è stata utile nella gestione della crisi in corso e nei rapporti con eau. Così come lo sono state le interlocuzioni con i miei colleghi europei e mediorientali oggi e quella che avrò con il Pentagono questa sera tardi", afferma Crosetto.
L'Iran e l'addio a Khamenei, i tre possibili successori e il ruolo di Larijani
Insediato il triumvirato per gestire la successione a Khamenei. Tutti i passi previsti dalla Costituzione. Tre i papabili in lizza a successore del Grande ayatollah morto nell'attacco israelo-americano.
E'già fase di transizione, in Iran dove si è ufficialmente aperto il dibattito sulla successione alla Guida Suprema, Ali Khamenei. Il Grande ayatollah, che ha dominato il Paese dagli anni Ottanta a ieri, è stato ucciso negli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele.
I media ufficiali della Repubblica islamica ne hanno ufficializzato la morte alcune ore dopo l'annuncio del presidente americano, Donald Trump. Subito dopo, l'agenzia di stampa statale Irna ha riferito che, durante il periodo di transizione, la guida del Paese è stata affidata a un triumvirato composto dal presidente dell'ala riformista Massoud Pezeshkian, dal capo della magistratura Gholam-Hossein Mohseni-Eje'i e da un giurista del Consiglio dei Guardiani, eletto oggi. Si tratta dell'ayatollah Alireza Arafi, dignitario religioso membro dell'Assemblea degli Esperti e del Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione.
Secondo la Costituzione iraniana l'organismo nato con la Rivoluzione del 1979 -avviato e annunciato da Larijani - guiderà il Paese fino a quando l'Assemblea degli Esperti "eleggerà un leader permanente nel più breve tempo possibile". Una sorta di Corte costituzionale composta da 12 membri…
Migliaia di voli cancellati per lo spazio aereo chiuso sulla Regione - Ita Airways sospende voli per Dubai e Riad fino al 4 marzo
Centinaia di migliaia di viaggiatori sono rimasti bloccati o sono stati dirottati verso altri aeroporti dopo che Israele, Qatar, Siria, Iran, Iraq, Kuwait e Bahrein hanno chiuso il loro spazio aereo. Non c'è stata alcuna attività di volo nemmeno sugli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riportato dal sito web di monitoraggio dei voli FlightRadar24, dopo che il governo locale ha annunciato una “chiusura temporanea e parziale” del proprio spazio aereo. Ciò ha portato alla chiusura dei principali aeroporti hub di Dubai, Abu Dhabi e Doha e alla cancellazione di oltre 1.800 voli delle principali compagnie aeree mediorientali. Le tre principali compagnie aeree che operano in questi aeroporti - Emirates, Qatar Airways ed Etihad - trasportano in genere circa 90.000 passeggeri al giorno attraverso questi hub e un numero ancora maggiore di viaggiatori diretti verso destinazioni in Medio Oriente.
Ita Airways ha deciso di sospendere i voli da e per Tel Aviv fino all'8 marzo (incluso il volo AZ809 del 9 marzo) e di estendere fino al 4 marzo la sospensione dei voli da e per Dubai, alla luce dell'attuale situazione in Medio Oriente.
Lo si legge in un aggiornamento pubblicato sul sito della compagnia aerea in cui si precisa che "i seguenti spazi aerei non saranno utilizzati fino al 7 marzo: Israele, Libano, Giordania, Iraq, Qatar, Kuwait, Bahrain, Dammam e Iran. In aggiunta, lo spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti non sarà utilizzato fino al 4 marzo. Inoltre, per ragioni operative sono sospesi i voli da e per Riyadh dal 2 al 4 marzo".
I passeggeri possono richiedere la riprotezione su un volo alternativo o il rimborso del biglietto.
Lo spazio aereo vuoto sopra l'Iran dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele
Ilna: anche ex presidente Ahmadinejad ucciso nel primo attacco in Iran
Anche l'ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad sarebbe stato ucciso insieme alle sue guardie del corpo durante il primo attacco israeliano di ieri in Iran. Lo riferiscono media israeliani citando media in Iran e nella regione. Le autorità ufficiali e l'ufficio dell'ex leader non hanno ancora confermato la morte di Ahmadinejad, presidente dell'Iran dal 2005 al 2013.
"Il capo del nono e del decimo governo iraniano è stato ucciso in un attacco del regime sionista e degli Stati Uniti nel distretto di Narmak a Teheran", scrive l'agenzia Ilna. In Iran, il presidente è il capo del governo.
Tajani: "Ci preoccupa il numero degli italiani: soprattutto a Dubai e tanti minorenni"
Tajani: "Ci preoccupa il numero degli italiani: soprattutto a Dubai e tanti minorenni"
Fonte: www.rainews.it
