Maggioranza e opposizione divise sul ruolo dell'Italia nella crisi iraniana
La politica italiana è divisa sulla grave escalation in Medio Oriente, interrogativi sulla presenza del ministro Crosetto a Dubai
La politica italiana è divisa sulla grave escalation in Medio Oriente dopo gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran (28 febbraio 2026), che hanno causato la morte della Guida Suprema Ali Khamenei e scatenato rappresaglie iraniane su Israele e Paesi del Golfo.
L’opposizione attacca duramente il governo Meloni per la mancata informazione preventiva sull’operazione. Giuseppe Conte (M5S) ha definito l’episodio emblematico della “perdita di dignità politica” italiana: “Meloni non sapeva nulla, altro che amicizia con Trump; Crosetto è rimasto bloccato a Dubai come un turista qualsiasi”. Elly Schlein (PD) ha criticato il silenzio di Roma sull’“ennesima violazione del diritto internazionale” e l’isolamento del Paese. Il M5S parla di “marginalità internazionale” e ha annunciato interrogazioni, chiedendo in alcuni casi le dimissioni di Crosetto.
Il governo difende la propria posizione: Antonio Tajani ha chiarito che l’Italia è stata avvisata da Israele solo a attacco già in corso (chiamata del ministro Gideon Sa’ar) e ha respinto le polemiche su Crosetto come “strumentali”. Il ministro della Difesa, in viaggio privato familiare a Dubai, è rimasto bloccato per la chiusura dello spazio aereo; ha annunciato il rientro con volo militare a proprie spese per evitare accuse. Crosetto ha ribadito di aver gestito la situazione anche da lì e criticato la strumentalizzazione. La maggioranza minimizza, accusando l’opposizione di approfittare della crisi.
Fonte: www.rainews.it
