L’America per Trump: più bella, più ricca, più forte e più rispettata
Il Presidente batte ogni record di durata e sfida la Corte Suprema sui dazi. Attacca i Democratici e in aula è caos: le deputate Omar e Tlaib abbandonano il Congresso dopo lo scontro diretto. Iran: "Non avrà mai il nucleare"
Getty Il discorso sullo Stato dell’Unione del 2026 è destinato a restare negli annali come il più lungo e polarizzante della storia americana. In oltre un’ora e 40 minuti di monologo (battendo il record di Bill Clinton), Donald Trump ha delineato una visione del mondo radicale, trasformando l’aula del Congresso in un campo di battaglia tra proclami di "nuova età dell'oro" e attacchi frontali alle istituzioni e all'opposizione.
Un discorso fluviale, interrotto da ovazioni scroscianti e boicottaggi senza precedenti, ha segnato il punto più alto della presidenza Trump nel 2026. Il Presidente ha parlato a una nazione divisa, utilizzando ogni minuto a sua disposizione per ribadire che la sua agenda non accetterà compromessi, né dai tribunali né dal Congresso.
Politica estera: l'ultimatum all'Iran e il petrolio venezuelano
Il passaggio più critico ha riguardato la sicurezza globale. Trump ha lanciato un ultimatum definitivo a Teheran: “Non permetterò mai all'Iran di avere l'arma nucleare”. Citando rapporti di intelligence, ha affermato che i missili iraniani sono ormai in grado di colpire il suolo americano ed europea, giustificando così la sua strategia di "massima pressione". Al contempo, ha rivendicato un successo energetico clamoroso: il nuovo asse con il Venezuela, che ha già garantito l'invio di 80 milioni di barili di petrolio verso gli USA, mossa chiave per mantenere bassi i prezzi del carburante.
Economia e dazi: la sfida alla Corte Suprema
Sul fronte interno, Trump ha aperto un conflitto istituzionale raramente visto prima. Rivolgendosi direttamente ai giudici della Corte Suprema presenti in aula, ha definito “infelice” la sentenza che ha bocciato i suoi dazi doganali. La sua risposta è stata una sfida aperta: nuove tariffe più complesse che non richiederanno il voto del Congresso. La visione economica del Presidente è radicale: l'obiettivo dichiarato è far sì che le tariffe pagate dai Paesi stranieri arrivino a sostituire interamente l'imposta sul reddito dei cittadini americani.
Rapporto con i Democratici: un'aula che si svuota
Il clima in aula è stato elettrico. Mentre il Presidente attaccava i Democratici per lo shutdown del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale — accusandoli di favorire "terroristi e assassini" — l'opposizione ha risposto con proteste visibili. Le deputate Ilhan Omar e Rashida Tlaib hanno abbandonato la sala dopo scontri verbali diretti con il Presidente, seguite da numerosi colleghi. Trump non ha risparmiato stoccate personali, come quando ha interrotto un applauso sulla legge contro l'insider trading per chiedere beffardamente se la sua rivale storica, Nancy Pelosi, si fosse alzata in piedi.
Sicurezza, sanità e il "terzo mandato"
Il discorso ha toccato vette di forte emotività con la consegna della Purple Heart ad Andrew Wolfe, soldato ferito da un attentatore afghano a Washington, e il ricordo dell'attivista Charlie Kirk. Ma è stata l'ironia di Trump a scuotere i costituzionalisti: presentando il portale farmaceutico "Trump Rx", ha scherzato dicendo che questo dovrebbe essere considerato il suo terzo mandato, continuando a contestare la regolarità delle elezioni del 2020.
Infine, un tocco di gossip istituzionale ha chiuso il cerchio: l'elogio alla First Lady Melania, definita una "star del cinema" dopo il mega-accordo da 40 milioni di dollari con Amazon per il suo film documentario, un tema che ha sollevato non poche critiche sul potenziale conflitto d'interessi tra la Casa Bianca e i giganti del tech.
Fonte: www.rainews.it
