La crisi umanitaria a Gaza. Si muore per freddo e fame
Una drammatica crisi umanitaria continua a colpire Gaza, mentre a Miami si tratta anche per una Fase due del Piano Trump
L'inverno di Gaza penetra nelle tende, le impregna: le piogge e il vento le rovesciano, non resta niente a proteggere le migliaia di persone sfollate - sono queste condizioni che hanno causato la morte per ipotermia di un neonato di 29 giorni e fanno temere per tutti i neonati.
Si contano le morti per il freddo e le sue conseguenze - 13 solo nell'ultima settimana - per la fame ci sono 1900 persone che rischiano di non farcela. Secondo i criteri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità dopo la firma del Piano Trump di ottobre nella Striscia non si rileva più lo stato di carestia - ma il rischio è altissimo e soprattutto nella zona di Gaza City, Deir el Balah e Khan Younes la malnutrizione è diffusa e acuta.
L'agenzia del governo israeliano che coordina gli aiuti umanitari per Gaza, il Cogat resping le conclusioni del rapporto come false - da ottobre hanno fatto entrare 500 mila tonnellate di cibo.
Medici Senza Frontiere torna a ripetere: Israele deve aumentare le quantità di aiuti in ingresso, pacchi alimentari e forniture mediche.
Con il niente che resta la comunità cristiana di Gaza, piccolissima, pur con il terrore di violazioni del cessate il fuoco, mette in scena il suo Natale.
Fonte: www.rainews.it
