Italian Investment Council by Remind: un dialogo tra Istituzioni e imprese
Il focus sugli investimenti strategici in Italia. Paolo Crisafi (Remind): "Una piattaforma permanente di dialogo strategico e di collaborazione istituzionale che pone al centro il presente e il futuro economico, sociale e culturale dell’Italia"
Rainews Terza edizione dell’Italian Investment Council 2026. L’incontro, promosso da Remind, l’Associazione delle Buone Pratiche dei Settori Produttivi della Nazione, rappresenta una piattaforma di dialogo in cui istituzioni nazionali, internazionali e locali, insieme a Imprenditori, manager, esperti e professionisti si riuniscono per analizzare le sfide da affrontare e le opportunità da cogliere, con l’obiettivo di promuovere iniziative di crescita e prospettive di sviluppo economico, sostenibile, sociale e culturale per l’Italia.
Ha aperto i lavori il messaggio del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito l’Italian Investment Council “una preziosa piattaforma di confronto tra il pubblico e il privato per analizzare le prospettive di sviluppo della Nazione e individuare le soluzioni più efficaci per attrarre investimenti e sostenere la crescita”. “Fin dal suo insediamento, il Governo si è schierato al fianco delle aziende, degli imprenditori e dei professionisti e ha lavorato per creare le condizioni migliori affinché possano crescere e competere con successo nei mercati internazionali – prosegue il messaggio di Giorgia Meloni - Allo stesso modo, l’Esecutivo si è impegnato per garantire continuità nell’attuazione delle politiche pubbliche, valorizzare il made in Italy, rafforzare le filiere strategiche, sostenere l’innovazione e assicurare quelle condizioni di stabilità e certezza che gli investitori internazionali guardano con grande attenzione. Anche grazie alla solidità e alla credibilità dell’attuale Governo, l’Italia è tornata così ad essere un mercato attrattivo per gli investimenti esteri”. “Allo stesso tempo, siamo consapevoli che gli investimenti non possono essere valutati soltanto per il loro valore economico. Devono tradursi in crescita reale e duratura, maggiore sicurezza, opportunità concrete per territori, lavoro stabile e nuove prospettive per le giovani generazioni (…) Faremo tesoro dei contributi e delle riflessioni che emergeranno dai vostri lavori, perché il nostro obiettivo rimane sempre lo stesso: costruire una Nazione più forte, giusta e autorevole. È un traguardo che possiamo raggiungere solo se lavoriamo insieme, liberando e valorizzando le migliori energie che il Sistema Italia è in grado di offrire”.
L’incontro è proseguito con gli interventi degli ospiti.
Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione Europea: “Creare uno spazio di confronto tra Istituzioni, Imprese, Investitori di esperti è fondamentale. Oggi viviamo in un contesto geopolitico estremamente dinamico e complesso. Le trasformazioni economiche, tecnologiche ed internazionali stanno avvenendo ad una velocità che non ha precedenti. In questo scenario è evidente che anche le politiche devono evolversi ed adattarsi. L'Europa deve essere forte, deve essere un punto di riferimento per i cittadini e per le Imprese. Per questo dobbiamo continuare a portare avanti con determinazione il progetto europeo, migliorando il funzionamento del mercato unico e rafforzando la coesione sociale tra i nostri territori. È esattamente ciò su cui stiamo lavorando. Stiamo rendendo l'Europa più semplice, più flessibile e più capace di sostenere i territori e le loro comunità. Il nostro obiettivo è costruire un’Europa solida al suo interno e allo stesso tempo forte nello scenario internazionale. Competitività e crescita sono oggi priorità assolute ma la competitività europea non nasce solo dalle grandi strategie nasce prima di tutto dalla forza dei territori, dalle imprese e dalle comunità locali. Ed è per questo che la politica di coesione resta uno strumento strategico fondamentale per l'Unione Europea”.
Lorenzo Fontana Presidente della Camera dei Deputati: “In un mondo sempre più interconnesso, la capacità di attrarre capitali esteri risulta essenziale per assicurare la competitività delle aziende, la tutela dei risparmiatori e, più in generale, la crescita dell'intero Paese. Per questo motivo è fondamentale delineare efficaci strategie volte a stimolare gli investimenti e a favorire il dinamismo del tessuto produttivo. nel suo complesso. In questa direzione, la valorizzazione delle eccellenze italiane all'estero riveste un ruolo di cruciale importanza. Il nostro Made i n Italy, espressione di bellezza, eleganza e creatività, costituisce un patrimonio socioculturale riconosciuto e apprezzato a livello mondiale, nonché un autentico pilastro dell'economia nazionale e locale. La costruzione di un sistema finanziario e sociale attrattivo per i mercati si fonda sulla capacità delle Istituzioni di comprendere le istanze degli attori coinvolti e di tradurle in azioni concrete.”
Antonio Tajani vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: “I temi della crescita e dell’internazionalizzazione dei nostri territori sono cruciali per il Governo e al centro della mia azione politica. Viviamo una fase internazionale complessa. Il Governo affronta queste sfide con responsabilità, mettendo sempre al centro cittadini e imprese. Il nostro impegno, dall’Ucraina al Medio Oriente e in tutti i conflitti dimenticati come il Sudan, va nella direzione della pace, del dialogo e della crescita. Oggi l’Italia è un punto di riferimento: abbiamo un’economia solida e un Governo stabile. La stabilità è la base per attrarre investimenti e creare crescita. L’innalzamento della valutazione di Moody’s, che mancava da 23 anni, conferma la credibilità del nostro percorso. Sosteniamo con forza un dialogo costruttivo con Washington sui dazi, al riparo dalla tentazione di escalation. Gli Stati Uniti restano il nostro partner più importante, un mercato imprescindibile. Portiamo in Europa una visione pragmatica e concreta. I risultati si sono visti con i pacchetti clima e auto. Continueremo in questa direzione. Puntiamo al rilancio della competitività e alla riduzione delle dipendenze strategiche. Stiamo sviluppando una politica estera sui minerali critici: sono stato a Washington per il lancio dell’alleanza politica voluta dal Segretario di Stato Rubio e lavoriamo per un ruolo più forte della UE. Siamo al fianco della Commissione anche nell’impegno per la diversificazione dei mercati e la conclusione di nuovi accordi di libero scambio, dopo quelli strategici con MERCOSUR e India”.
Adolfo Urso Ministro delle Imprese e del Made in Italy: “Investire in Italia significa puntare su un sistema Paese solido e ricco di opportunità. Una posizione strategica nel Mediterraneo, che ci rende ponte naturale tra Europa, Africa e Medio Oriente; un’economia fortemente diversificata, con filiere di eccellenza; infrastrutture in rapida modernizzazione e una digitalizzazione in forte accelerazione; un capitale umano di elevata qualità e una straordinaria eredità culturale che rendono l’Italia un luogo attrattivo non solo per investire, ma anche per vivere e lavorare. Il Governo è determinato a rendere l’Italia sempre più attrattiva e in tale ambito desidero richiamare alcuni strumenti concreti volti a facilitare l’arrivo e la realizzazione di progetti imprenditoriali strategici. Penso all’articolo 13 del DL “Asset” che prevede un processo autorizzativo semplificato e la nomina di un commissario straordinario per gli investimenti ritenuti di preminente interesse strategico nazionale. Oppure all’ultima Legge di bilancio: abbiamo introdotto il Nuovo Piano Transizione 5.0, che stanzia 8,4 miliardi di euro per la doppia transizione delle imprese, e abbiamo anche rifinanziato la Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno così da creare un ambiente amministrativo e operativo più competitivo per gli investimenti nel Sud. Accanto agli strumenti di agevolazione, il Governo Meloni è oggi in grado di offrire ciò che per troppo tempo è mancato in Italia: la stabilità. Un elemento essenziale per chi intende avviare un’attività e investire con una prospettiva di medio-lungo periodo”.
Maria Elisabetta Alberti Casellati Ministro per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa: “Sono consapevole che oggi, in uno scenario economico complesso, mutevole e fortemente competitivo, la nostra economia deve affrontare sfide impegnative su questioni centrali come la transizione energetica, la digitalizzazione, il costo del lavoro, la semplificazione burocratica. Come è evidente, la qualità, la creatività, l'adattabilità e la flessibilità sono le caratteristiche che consentiranno. la crescita dell'Italia, assicurandone la competitività e dando prestigio al nostro Paese a livello internazionale”.
Marco Osnato presidente Commissione Finanze della Camera dei Deputati: “Una parola chiave: fare sistema. È un passaggio fondamentale per un Paese che ha straordinarie capacità ma che, per affrontare le sfide globali, deve rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca. Negli ultimi anni l’Italia ha dimostrato una buona tenuta economica e una forte capacità di esportazione in diversi settori di eccellenza. Tuttavia, la sfida dei prossimi anni sarà aumentare il peso dei prodotti ad alto contenuto tecnologico e innovativo, rafforzando la competitività del nostro sistema produttivo. Per farlo servono politiche che sostengano l’innovazione, la digitalizzazione e gli investimenti nelle imprese. In questa direzione vanno alcune misure introdotte negli ultimi anni, come gli incentivi all’occupazione, il credito d’imposta per ricerca e sviluppo, il sostegno agli investimenti produttivi e gli interventi sul fronte energetico, che rappresenta uno dei principali fattori di competitività per le nostre aziende. Allo stesso tempo è necessario proseguire nel percorso di modernizzazione del mercato dei capitali e nel rafforzamento degli strumenti finanziari a supporto delle imprese, favorendo nuovi canali di investimento e una maggiore capacità di crescita del sistema economico”.
Luciano Ciocchetti Copresidente Intergruppo Parlamentare One Health: “Oggi il comparto farmaceutico rappresenta uno dei motori dell’export italiano. È un settore che unisce ricerca, innovazione, produzione e lavoro qualificato, e che dimostra come investire nella conoscenza significhi creare crescita, occupazione di qualità e attrarre capitali. Proprio per questo è fondamentale rafforzare l’ecosistema dell’innovazione mettendo in rete università, centri di ricerca pubblici e privati, imprese e istituzioni. Roma e il Lazio dispongono di un patrimonio straordinario di competenze scientifiche e industriali che può diventare un vero motore di sviluppo. Allo stesso tempo è necessario continuare a lavorare per superare alcuni ostacoli che frenano la competitività, dalle complessità burocratiche ad alcune criticità normative che riguardano il settore farmaceutico e dei dispositivi medici.
Wanda Ferro Sottosegretario dell’Interno: “Oggi più che mai dobbiamo superare l’idea che la sicurezza sia un ambito ristretto agli apparati dello Stato. La sicurezza è una dimensione che riguarda l’intero sistema Paese e rappresenta un fattore essenziale per la stabilità economica, la competitività e la credibilità dell’Italia. In uno scenario internazionale sempre più complesso, le minacce ibride si muovono su più livelli: economico, finanziario, industriale e tecnologico. Spesso non mirano a distruggere, ma a condizionare, erodere la fiducia e influenzare investimenti e catene di approvvigionamento. Per questo la sicurezza non deve essere considerata un costo, ma un vero e proprio investimento strategico. Particolare attenzione va posta alla resilienza delle filiere produttive e delle infrastrutture critiche. Energia, tecnologia, farmaceutica, logistica e sicurezza sono settori nei quali è fondamentale conoscere e monitorare l’intera catena di fornitura, prevenendo vulnerabilità che potrebbero generare effetti a catena sull’economia”.
Renato Loiero Consigliere del Presidente del Consiglio “Gli investimenti rappresentano oggi uno dei principali motori della crescita economica della Nazione. Nel biennio 2024-2025, infatti, la loro dinamica si è rafforzata e continuerà a sostenere l’economia anche nel 2026, grazie a politiche pubbliche mirate, al contributo del PNRR e a un contesto monetario più favorevole. Particolarmente rilevante è il forte effetto moltiplicatore degli investimenti pubblici, soprattutto nelle infrastrutture, in grado di generare crescita del PIL, occupazione e maggiore competitività del sistema produttivo. In questo quadro si inseriscono strumenti come il Fondo Nazionale Strategico e gli incentivi alle imprese, pensati per rafforzare il mercato dei capitali, sostenere le PMI e attrarre nuovi investimenti nazionali e internazionali. Un ruolo centrale continua ad essere svolto dal PNRR, che mobilita risorse per infrastrutture, innovazione, transizione energetica e digitale, con effetti rilevanti su PIL e occupazione. Secondo le stime richiamate nella presentazione, il Piano potrebbe contribuire in modo significativo alla crescita economica e alla creazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro nei prossimi anni. L’Italia si conferma quindi una Nazione attrattiva per gli investimenti, con segnali positivi anche sul fronte degli investimenti esteri e con nuove opportunità nei settori tecnologici, industriali e nella space economy”.
Paolo Grasso Capo di Gabinetto del Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini: “Il tema della rigenerazione urbana è oggi al centro del dibattito sull’innovazione sociale e sullo sviluppo dei territori. Proprio perché se ne parla molto, è importante chiarire cosa sia davvero rigenerazione urbana. Non ogni intervento urbanistico o immobiliare può essere definito tale. In passato la rigenerazione era spesso associata soprattutto alla trasformazione fisica degli spazi. Oggi, invece, la prospettiva è più ampia: riguarda le dimensioni economiche, sociali e organizzative della vita urbana. In altre parole, non si tratta solo di intervenire sugli edifici, ma sulle comunità che li abitano, migliorando la qualità della vita e l’accessibilità degli spazi pubblici e privati. Le istituzioni sono impegnate su questo fronte. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta lavorando, ad esempio, al Piano Casa Italia, uno strumento volto a contrastare il disagio abitativo e a rilanciare le politiche abitative. Nella fase sperimentale sono stati stanziati circa 660 milioni di euro destinati a progetti pilota e a interventi mirati, con l’obiettivo di rafforzare il social housing, contrastare la povertà energetica, intervenire sul patrimonio edilizio più datato e promuovere soluzioni abitative più flessibili e sostenibili. Parallelamente si sta lavorando anche sul piano normativo, con la revisione del Testo Unico dell’edilizia, per semplificare le procedure, chiarire il quadro delle competenze e adeguare la normativa alle esigenze attuali. La rigenerazione urbana è quindi una sfida centrale per il futuro delle nostre città e richiede il contributo di istituzioni, imprese, investitori e comunità locali.”
Vittorio De Pedys Presidente Simest: “I nostri imprenditori, in particolare le piccole e medie imprese, hanno dimostrato nel tempo una straordinaria capacità di adattamento, creatività e resilienza, riuscendo a crescere e a innovare anche in contesti complessi. Per l’Italia l’export non è solo un’opportunità, ma una vera necessità strategica. I dati dimostrano chiaramente che le imprese che operano sui mercati internazionali crescono molto più velocemente rispetto a quelle che restano esclusivamente sul mercato domestico. Nonostante le tensioni commerciali e l’introduzione di dazi da parte degli Stati Uniti, nel 2025 le esportazioni italiane verso quel mercato sono cresciute significativamente. Questo dimostra la forza del Made in Italy e il valore di prodotti spesso difficilmente sostituibili, apprezzati per qualità, innovazione e identità. Allo stesso tempo stiamo assistendo a un cambiamento nella percezione internazionale dell’Italia”.
Ferruccio Ferranti, Presidente di Mediocredito Centrale: “Come Gruppo MCC, ci impegniamo quotidianamente per sostenere la crescita economica e sociale dei territori, dando risposte alle esigenze locali e nazionali di diversi segmenti: le famiglie, le micro, piccole e medie imprese e, con l’ingresso nel Gruppo della nuova Artigiancassa, anche il mondo dell’artigianato. Uno degli strumenti più importanti in questa direzione è il Fondo di Garanzia per le PMI, di cui siamo gestori per conto del MIMIT, che consente di facilitare l’accesso al credito per migliaia di imprese che altrimenti incontrerebbero maggiori difficoltà nel reperire risorse da investire. In questo contesto, dedichiamo una attenzione particolare al Mezzogiorno, che negli ultimi anni sta registrando segnali positivi di crescita economica e dove il sostegno al credito può contribuire a rafforzare ulteriormente il sistema delle imprese e dell’occupazione".
Andrea Dongarrà componente Segreteria tecnico-amministrativa presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per il Programma Straordinario di Riqualificazione e Sicurezza delle Periferie: “Il miglior investimento resta quello sulla persona. I diritti sono fondamentali, ma funzionano solo se accompagnati da responsabilità, partecipazione e cura del bene comune, ovvero i doveri. Un’economia sociale matura non si limita a rispondere ai bisogni, ma costruisce competenze, crea lavoro e rafforza le comunità. Le buone pratiche sono quelle che si vedono, si vivono e durano nel tempo: azioni concrete che trasformano risorse in valore condiviso e rendono lo sviluppo socio-economico qualcosa di reale, quotidiano e capace di guardare al futuro”.
Antonio Maria Rinaldi Economista: “L’Unione Europea nasce con il principio di unità nella diversità e proprio per questo le politiche europee dovrebbero tenere maggiormente conto delle differenze tra i Paesi, delle loro economie e della loro storia. Sul PNRR, che nasce dal programma Next Generation EU per affrontare le conseguenze della pandemia, esiste una questione che raramente entra nel dibattito pubblico: la sostenibilità nel tempo degli investimenti. Il piano finanzia la realizzazione delle opere, ma non prevede risorse per la loro gestione e manutenzione futura. Questo significa che molti territori potrebbero trovarsi con infrastrutture nuove ma senza le risorse necessarie per farle funzionare pienamente”
Serafino Sorrenti capo della segreteria tecnica del Sottosegretario Butti, durante il suo intervento ha fatto sapere che l’Italia guiderà il nuovo consorzio europeo incaricato di realizzare anche il cloud sovrano dell’Unione europea. Sorrenti, che assumerà la vicepresidenza dell’organismo, ha sottolineato come il progetto rientra nell’ambito dell’European Digital Infrastructure Consortium (EDIC), lo strumento promosso dalla Commissione europea per consentire agli Stati membri di sviluppare infrastrutture digitali strategiche su larga scala. L’iniziativa si inserisce nella strategia dell’Unione europea volta a rafforzare l’autonomia strategica nel settore digitale, ridurre la dipendenza da provider extraeuropei e garantire elevati livelli di protezione dei dati e interoperabilità tra i sistemi nazionali. Sul fronte italiano, il percorso si collega alla linea del governo in materia di sovranità tecnologica e consolidamento delle infrastrutture cloud, ambito seguito dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti.
Carlo Corazza Direttore del Parlamento Europeo Ufficio Italia: “Il Parlamento Europeo in Italia partecipa attivamente al confronto tra pubblico e imprese, sostenendo investimenti strategici per una crescita economica di tipo sostenibile a beneficio del futuro del Paese e dell'Europa. In un contesto internazionale sempre più precario, la Ue è il riferimento per assicurare alle nostre imprese un quadro normativo e una pianificazione degli investimenti in grado di permetter loro di rispondere alle sfide nazionali e globali".
Marcello Cattani Consigliere Delegato Remind Industria, Innovazione Ricerca e Presidente Farmindustria: “Il valore nasce oggi dalla conoscenza, dall’innovazione, dal dominio della complessità tecnologica, molto più che dalla meccanizzazione di processi ripetitivi. È in questa sua capacità di innovare che risiede quel potenziale strategico, che va oltre il semplice dato economico. Decisiva è l’interazione del sistema industriale con il mondo scientifico, accademico e della ricerca. Il passaggio dal sapere scientifico all’innovazione industriale richiede un ecosistema che favorisca la collaborazione tra università, centri di ricerca, imprese e investitori”.
Marco Daviddi Consigliere Delegato Remind Immobiliare Allargato e Managing Partner EY-Parthenon in Italia: “Per favorire il confronto di idee in una occasione così speciale come Italian Investment Council by Remind, vediamo 3 grandi temi su cui concentrare gli sforzi. Primo: scalare produttività e competitività tramite tecnologia, IA e capitale umano. La tecnologia (in particolare IA, automazione, data) non è più opzionale ma un fattore di sopravvivenza competitiva. Secondo: crescere all’estero, ma in modo più strategico. L’Italia resta un grande paese esportatore, ma in un mondo volatile e frammentato. Non basta “vendere di più”: serve ridurre il rischio geopolitico e commerciale. C’è un Sud Globale che sta crescendo e cerca una sua dimensione sociale ed economia nel mondo. Terzo: Sbloccare investimenti infrastrutturali ed energetici per ridurre i costi sistemici Energia cara, infrastrutture lente e burocrazia sono un freno diretto alla competitività”.
Gabriele Scicolone Consigliere Delegato Remind e Amministratore Delegato Artelia Italia: “Un tema di particolare attualità e rilievo nel quadro della possibilità del settore privato di contribuire in modo significativo agli investimenti pubblici è quello degli effetti della recente sentenza della corte di giustizia C 810/24 che cancella il diritto di prelazione nelle iniziative private di PPP. Si tratta dello strumento che ha fin qui permesso di proporre alle pubbliche amministrazioni iniziative di investimento strutturate) che utilizzano finanziamenti privati (ad esempio gli studentati per le università di cui oggi si è detto o le stesse case per le forze dell’ordine anche mediante riqualificazione del patrimonio esistente) oggi azzerato dalla decisione citata. Per recuperarlo occorre che questo strumento «tutto italiano» perché non ha riscontro in Europa (per questo commissione e Corte di Giustizia lo osteggiano) venga introdotto nel testo delle nuove direttive di settore in corso di elaborazione a Bruxelles, in modo che diventando patrimonio comune vengano meno tutte le obiezioni fin qui sollevate”.
Giulio Gravina Capo Dipartimento Remind Sicurezza Urbana e Sussidiaria e Cofondatore G. Italpol “Oggi la sicurezza non riguarda soltanto l’azione delle istituzioni, ma è sempre più il risultato di una collaborazione tra pubblico e privato. L’obiettivo non è sostituire lo Stato, ma affiancarlo e rafforzarlo, creando sinergie che possano rendere più efficace la tutela del territorio, delle infrastrutture e delle comunità.
La sicurezza, infatti, genera fiducia e la fiducia genera valore.
Abbiamo l’obiettivo di migliorare il coordinamento, valorizzare le competenze e sviluppare un sistema di sicurezza sempre più integrato. Accanto alla dimensione operativa cresce poi il ruolo della tecnologia, dalla videosorveglianza alla cybersicurezza. Tuttavia la tecnologia, da sola, non basta: deve essere accompagnata da professionalità, formazione e presenza sul territorio”.
Ha chiuso i lavori Paolo Crisafi Cavaliere di Gran Croce Presidente di Remind: “L’Italia Investment Council by Remind è una piattaforma permanente di dialogo strategico e di collaborazione istituzionale che pone al centro il presente e il futuro economico, sociale e culturale dell’Italia. In uno scenario globale segnato da trasformazioni profonde e sfide complesse, riteniamo fondamentale costruire risposte condivise, concrete e orientate alla crescita. Il nostro obiettivo è rendere più stabile il ponte tra Pubblico e Privato, promuovendo un confronto autorevole tra Istituzioni, Imprese, Investitori, Manager ed Esperti, affinché il dialogo si traduca in azioni concrete. Lo sviluppo sostenibile e la competitività della Nazione richiedono infatti una visione sistemica, capace di valorizzare il talento, le eccellenze del Made in Italy e tutte le realtà produttive che rappresentano il motore dinamico della nostra amata Italia. Remind mette a disposizione non solo la forza della propria rete e delle sue filiere, ma anche un patrimonio di competenze, relazioni e professionalità orientate al bene comune. Crediamo che solo attraverso una collaborazione responsabile si possano trasformare visioni e progettualità in risultati tangibili per la crescita dello Stato, il benessere e la sicurezza di cittadini e imprese. Le indicazioni espresse dalle istituzioni rappresentano un riferimento importante per tutti coloro che lavorano per rafforzare il sistema Italia. Sono stimoli che ci invitano a fare sempre meglio, consolidando il dialogo tra pubblico e privato favorendo investimenti capaci di generare sviluppo, innovazione e opportunità. L’Italia Investment Council by Remind rappresenta la risposta concreta a questa sfida: un impegno strutturato per promuovere sviluppo, coesione e un ruolo sempre più centrale dell’Italia nello scenario economico globale”.
Fonte: www.rainews.it
