Delcy Rodriguez, la "tigre" in prima linea per la successione a Maduro
La Corte Suprema di giustizia venezuelana: "Lei presidente ad interim". Secondo Trump la leader dell'opposizione Maria Corina Machado "non ha il sostegno per guidare il paese"
AFP In seguito alla cattura da parte degli Stati Uniti del presidente venezuelano Nicolas Maduro risulta essere la vicepresidente esecutiva Delcy Rodriguez la prima nella linea di successione e la probabile prossima presidente del Paese sudamericano.
“È arrivata l'ora della libertà'”, ha detto la premio Nobel per la pace e leader dell'opposizione Maria Corina Machado. Ma il suo nome non sembra essere gradito dagli Usa: da Mar-a-Lago, dove Donald Trump ha parlato “di un'operazione straordinaria condotta da cielo, terra e mare”, il presidente Usa ha infatti aggiunto che la leader dell'opposizione non ha il sostegno per guidare il paese. Cosa che invece avrebbe, su carta, Delcy Rodriguez.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio, intervistato dal New York Times, ha detto di voler sospendere il giudizio sulle dichiarazioni della vicepresidente che ha però a sua volta negato l'intenzione di collaborare con Washington in seguito all'arresto di colui che ha definito "l'unico presidente" del Venezuela.
Dopo che il presidente americano Donald Trump aveva affermato che Rodriguez si sarebbe resa disponibile, in un colloquio con Rubio, a collaborare con Washington da presidente ad interim, la vice di Maduro ha infatti tenuto un durissimo discorso alla tv venezuelana in cui ha denunciato con forza l'"attacco brutale" statunitense.
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È stata lei, a poche ore da quello che da Caracas è stato definito senza mezzi termini come un sequestro, a esigere la prova che il presidente fosse vivo: “Questa è un'aggressione contro il nostro Paese, è un'ingiustizia. Il popolo venezuelano ama il suo paese ed è indignato per quello che è stato un rapimento illegale del presidente Maduro e della first lady” per poi assicurare di essere pronti a "difendere il nostro Paese e le nostre risorse energetiche e minerarie, patrimonio del popolo", sapendo come "trovare la strada per la difesa della pace".
"Chiediamo il rilascio immediato del presidente Nicolas Maduro, l'unico presidente del Venezuela, e di sua moglie, Cilia Flores", ha ribadito Rodriguez nel discorso da lei tenuto durante un consiglio di difesa in una riunione convocata per invitare la Corte Suprema di Giustizia a dichiarare costituzionale il decreto con cui, nel settembre scorso, Maduro aveva previsto "poteri speciali" per affrontare un'eventuale minaccia americana.
"Chiediamo al popolo venezuelano di rimanere calmo per affrontare tutto questo insieme, in perfetta unità nazionale, affinché questa fusione di polizia, militare, popolare diventi un unico corpo", ha aggiunto la vicepresidente.
Il suo nome è stato ufficialmente indicato dalla Corte Suprema di giustizia venezuelana in qualità di presidente ad interim del Paese "al fine - come ha dichiarato Presidente della Camera Costituzionale, Tania D'Amelio- di garantire la continuità amministrativa e la difesa integrale della nazione".
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Cinquantasei anni, nata e vissuta a Caracas, Delcy Rodriguez è figlia del combattente guerrigliero di sinistra, Jorge Antonio Rodriguez, che negli anni Settanta ha fondato il partito rivoluzionario Liga Socialista. Laureatasi come avvocato presso l'Universidad Central de Venezuela, nell'ultimo decennio ha scalato rapidamente i ranghi della politica venezuelana, ricoprendo prima la carica di ministra della Comunicazione e dell'Informazione tra il 2013 e il 2014, per poi diventare ministra degli Esteri dal 2014 al 2017.
Nel 2017 ha iniziato a ricoprire la carica di presidente dell'Assemblea Costituente filogovernativa che ha ampliato i poteri di Maduro. La nomina di Rodriguez a vicepresidente è avvenuta a giugno 2018, salutata come una "giovane donna, coraggiosa, esperta, figlia di un martire, rivoluzionaria e collaudata in mille battaglie". Il presidente l'ha anche definita una "tigre" per la sua strenua difesa del proprio governo socialista.
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Ad agosto 2024 le è stato quindi assegnato anche il ruolo di ministra del Petrolio, di importanza primaria per il Paese ricco di oro nero ma oggetto di pesanti sanzioni internazionali, incaricandola di gestire le crescenti restrizioni Usa.
La donna è nota per aver applicato politiche economiche ortodosse nel tentativo di contrastare l'inflazione fuori controllo e per la sua stretta collaborazione col fratello Jorge, leader dell'Assemblea Nazionale legislativa.
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Fonte: www.rainews.it
