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OpenAI forma un team per valutare i rischi catastrofici dell’IA

OpenAI alza la guardia contro lo sviluppo incontrollato dell’intelligenza artificiale. La madre di ChatGPT ha infatti annunciato Preparedness, un nuovo team che avrà il compito di «monitorare, valutare e prevedere i rischi catastrofici» che un’IA sempre più evoluta può comportare per l’umanità. Alla guida ci sarà Alexander Madry, ex direttore del Center for Deployable Machine Learning del MIT. Assieme a ingegneri e ricercatori, che possono ancora candidarsi per entrare nel gruppo di controllo sul sito ufficiale dell’azienda, passerà in rassegna tutti i prodotti di OpenAI, cercando di comprendere se stanno prendendo una piega pacifica e in particolar modo benefica per la crescita umana. Già a maggio 2023 il Ceo Sam Altman, assieme al collega di Google Deepmind Demis Hassabis, aveva firmato una dichiarazione in cui suggeriva di trattare l’IA alla pari di pandemie e guerre nucleari.

Preparadness di OpenAI monitorerà e valuterà i rischi dello sviluppo smodato dell'intelligenza artificiale, dalla cybersicurezza al nucleare.
Sam Altman, Ceo di OpenAI, nel settembre 2023 (Getty Images).

Dalla sicurezza globale alla replicazione autonoma, i rischi dell’IA per OpenAI

«Riteniamo che i modelli di intelligenza artificiale, che supereranno le capacità attualmente presenti nei software più avanzati, abbiano il potenziale per apportare benefici all’umanità», ha scritto OpenAI in una nota ufficiale. «Comportano però anche rischi sempre più gravi. Dobbiamo pertanto assicurarci di disporre delle strutture e della comprensione necessarie per la sicurezza». Madry e il suo team dovranno prevedere usi impropri e furti dell’IA, che in mano ad «attori malintenzionati» potrebbero cagionare pericoli per tutti. Cosa intendono però gli esperti di OpenAI quando parlano di rischi catastrofici? La società ha citato diverse categorie, tra cui la capacità di persuasione sull’uomo e successivo inganno e la sicurezza informatica con la relativa possibilità di generare codici maligni. Attenzione anche alle minacce di carattere chimico, biologico, radiologico e nucleare. Infine, bisognerà evitare la replicazione e l’adattamento autonomi.

La missione del team Preparedness di OpenAI è poi quella di delineare le regole per una politica di sviluppo consapevole dei rischi dell’intelligenza artificiale. «La squadra descriverà nel dettaglio il nostro approccio con rigorose valutazioni, creando una vasta gamma di azioni protettive e stabilendo inoltre una struttura di governance per la responsabilità e la supervisione di ogni processo». Al fine di migliorare la risposta del suo team, OpenAI ha lanciato anche la campagna Preparedness Challenge rivolta a tutti i cittadini. Si chiede di immaginare cosa potrebbe fare un malintenzionato dotato di accesso illimitato alla tecnologia IA, tra cui ChatGpt e Dall-E, il software generativo di immagini. Le 10 proposte migliori riceveranno 25 mila dollari ciascuna e la possibilità di lavorare a stretto contatto con gli esperti.

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Dai tracker alla realtà aumentata, le app per gli amanti della natura

Con uno smartphone e una buona connessione a Internet, l’intera natura è a portata di mano. Online ci sono infatti decine di applicazioni per chi ama l’ambiente, dal regno vegetale fino alle specie animali più rare e difficili da identificare. Paradiso per gli appassionati, rappresentano anche un ottimo strumento tramite cui gli scienziati arricchiscono i loro studi professionali. Alcuni avvistamenti casuali infatti possono risultare fondamentali per gli esiti di una ricerca altrimenti lacunosa o imprecisa. Gran parte delle app si possono scaricare gratuitamente dagli store iOS e Android e utilizzare senza limiti, anche se in alcuni casi occorre sottoscrivere un abbonamento o versare una quota una tantum per avere l’accesso completo ai contenuti. Fra intelligenza artificiale e geolocalizzazione, ecco le più interessanti.

Tracciamento degli animali e cosmo in realtà aumentata, le app per chi ama la natura

iNaturalist Seek, l’IA identifica piante e animali con una foto

Fra le applicazioni più interessanti disponibili su PlayStore e Apple Store c’è iNaturalist Seek. Sfruttando l’intelligenza artificiale, permette al software di identificare una specie animale o vegetale grazie soltanto a una fotografia. Oltre a fornire nome e caratteristiche fisiche, presenta anche le notizie più importanti, dal potenziale rischio estinzione alle semplici abitudini quotidiane. È l’ideale per chi ama le passeggiate in campagna ma anche per chi vorrebbe raccogliere funghi o verdure senza grandi esperienze alle spalle. Con l’app infatti si possono distinguere le specie commestibili da quelle velenose, eliminando così ogni rischio. Non richiede una registrazione né tiene traccia della posizione geografica a meno di consenso dell’utente. Molto simili sono LeafSnap e PlantNet, limitate però al solo regno vegetale. Mentre la seconda è gratuita, la prima richiede un abbonamento da 5,49 euro mensili o 26,99 euro all’anno per accedere a tutti i contenuti.

ChirpOMatic ed eBird, le app per riconoscere il canto degli uccelli

Gli smartphone Apple e i device Android offrono anche sugli store un’app per riconoscere il canto degli uccelli. ChirpOMatic, al costo di 5,99 euro in Italia, consente di riconoscere il verso di centinaia di specie e di poterle riascoltare in un secondo momento. Progettata da un team internazionale di scienziati, presenta più versioni per ogni continente, coprendo Europa, Nord America, Caraibi e Australia. Esclusivamente per i dispositivi con sistema operativo iOS è disponibile anche la modalità Bird-safe che consente di riprodurre i canti dei volatili avvicinando il telefono all’orecchio, evitando così di disturbare gli esemplari vicini. È invece gratuita eBird, app in 27 lingue tra cui l’italiano che consente di tenere traccia delle varie specie e trovare gli hotspot più vicini alla propria posizione.

Gratis o a pagamento, per iOS o Android. Sono tante le app online per chi ama la natura, dagli animali alle piante fino alle costellazioni.
Un falco a Central Park, New York (Getty Images).

Animal Tracker, l’archivio che spiega la posizione di tutte le specie

Chi ama la fauna selvatica non può esimersi dall’effettuare il download di Animal Tracker, disponibile gratis per smartphone iOS e Android. Permette infatti di visualizzare in tempo reale la posizione sulla Terra di numerose specie, dai gabbiani tridattili del Devon meridionale fino ai leoni della Namibia. È così possibile studiarne o semplicemente seguirne la migrazione durante il periodo dell’accoppiamento, confrontando i dati di ogni anno per trovare divergenze e potenziali cause. Ogni dato infatti viene catalogato nell’archivio digitale Movebank Research Database, mappatura interattiva online del Max Planck Institute of Animal Behaviour con sede in Svizzera, vicino Zurigo.

Seagrass Spotter, un’app per andare alla scoperta delle alghe marine

Immergersi o fare una semplice nuotata lunghe le rive costiere di tutto il mondo permette di avvistare dei veri e propri prati di alghe. Molto diffusa in Italia la Posidonia oceanica, che si accumula spesso a riva dando vita a piccole colline in spiaggia o sugli scogli. Uniche piante da fiore in grado di vivere in acqua di mare, sono fondamentali per la salute dell’ecosistema marino. Grazie a Seagrass Spotter, disponibile su iOS e Android gratuitamente, è possibile scoprirne i segreti e fornire utili segnalazioni agli scienziati. I dati infatti vengono subito inviati al database del Seagrass Project, che mira a proteggere la specie dal calpestio umano e dall’inquinamento.

SkyView Lite o Star Walk, uno sguardo virtuale alle costellazioni del cosmo

Online sono disponibili poi due applicazioni che aiutano anche i meno esperti a orientarsi fra le stelle del cielo. SkyView e Star Walk, entrambe scaricabili gratuitamente, sfruttando la realtà aumentata disegnano virtualmente le varie costellazioni e ne spiegano la storia. È possibile conoscere anche l’esatta posizione dei vari pianeti, della Luna coperta da un cielo pieno di nubi e di seguire l’orientamento della stella polare. Senza dimenticare i satelliti e la Stazione spaziale internazionale o ISS.

Wwf Forests, un tour nella natura grazie alla realtà aumentata

Chi ha detto che per vedere le meraviglie della natura bisogna uscire di casa? Con Wwf Forests si possono infatti ammirare i grandi boschi e gli alberi di tutto il mondo restando comodamente seduti sul divano di casa. Sfruttando la realtà aumentata, infatti, l’app accompagna l’utente in un tour coinvolgente nelle zone più verdi del pianeta. Tramite un apposito menu è possibile anche approfondire con i fatti salienti di ogni area, dalle minacce per la crisi climatica e la deforestazione fino alle specie animali che la abitano. È però disponibile, seppur gratuitamente, solo per i dispositivi con sistema operativo iOS.

Gratis o a pagamento, per iOS o Android. Sono tante le app online per chi ama la natura, dagli animali alle piante fino alle costellazioni.
Una riserva naturale vicino Poitiers, in Francia (Getty Images).

Apple annuncia l’evento Scary Fast: arrivano i nuovi iMac?

Dopo Wonderlust, in cui erano stati presentati i nuovi iPhone15, è il turno di Scary Fast. Apple ha infatti ufficializzato un nuovo evento in live streaming in cui svelerà, con ogni probabilità, iMac e MacBook. La presentazione si terrà alle ore 17 californiane del 30 ottobre, quando in Italia saranno le 2 nella notte a cavallo con il 31. Traducibile con «spaventosamente veloce», nasconde nel suo nome ispirato alla festa di Halloween le principali novità attese nei computer, ossia un incremento nella rapidità delle prestazioni. Chiari indizi sono giunti, come confermano gli esperti di The Verge, dal logo della Mela morsicata che in un’animazione si trasforma nell’icona del Finder, uno dei simboli più riconoscibili dei Mac. Scary Fast non vedrà la presenza fisica di nessun dipendente o direttivo di Apple, Tim Cook incluso, ma sarà totalmente digitale.

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Dagli iMac al processore M3, le anticipazioni su Scary Fast di Apple

Il primo ad anticipare possibili novità sui computer della casa di Cupertino era stato Mark Gurman, esperto di Bloomberg che in diverse occasioni ha avuto accesso esclusivo ai prodotti Apple. Stando agli ultimi scoop, durante l’evento Scary Fast l’azienda fondata dal compianto Steve Jobs potrebbe svelare le prime immagini di un nuovo iMac da 24 pollici aggiornato, oltre a un modello rinnovato di MacBook Pro. The Verge infatti ha sottolineato che le scorte dei portatili da 14 e 16 pollici si stanno esaurendo, pertanto il tempo sembra propizio per l’annuncio di versioni successive. Una vera particolarità dato che, per tradizione, Apple ha negli anni dedicato il mese di ottobre al lancio di iPad, sfruttando la poca distanza dalla presentazione di iPhone. L’analista Ming-Chi Kuo, tuttavia, è certo che non ne arriveranno altri prima del 2024.

La notte italiana fra 30 e 31 ottobre Apple terrà l'evento Scary Fast. Dovrebbe presentare i nuovi iMac e MacBook Pro e il processore M3.
Una serie di MacBook di Apple (Getty Images)

C’è grande attesa però soprattutto per il potenziale debutto di M3, evoluzione del processore di Apple che anima i MacBook e gli iMac. D’altronde la versione precedente ha raggiunto un anno di vita, dato che ha esordito soltanto alla WorldWide Developers Conference di Cupertino del giugno 2022. Considerando che M1 ha visto la luce nell’aprile 2021, i tempi sembrano maturi per un terzo aggiornamento. Scary Fast, infatti, nel suo nome potrebbe celare un nuovo boost negli hardware della Mela, per garantire prestazioni ancora migliori soprattutto in termini di velocità di esecuzione. Non resta che attendere la diretta, che sarà disponibile sul sito ufficiale e sul canale YouTube di Apple.

Amazon supporta le passkey e rottama le password

Amazon si accoda alle big dell’high tech e supporta le passkey. Gli utenti avranno infatti la possibilità di accedere al proprio account utilizzando il riconoscimento del volto o le impronte digitali (dati biometrici) o il pin numerico utilizzato per sbloccare lo smartphone al posto della password. Una svolta che segue quella di Google. Il colosso di Mountain View infatti ha recentemente reso le passkey opzione predefinita di accesso agli account personali.

Perché le passkey sono più sicure 

Amazon ha iniziato a implementare la funzionalità pochi giorni fa dal sito web e la sta gradualmente diffondendo a tutti gli utenti che accedono tramite l’app ufficiale per iOS. Il supporto della passkey sarà «presto disponbile»  presto anche per Android. La diffusione di questa modalità di accesso è dovuta oltre alla comodità anche alla sua maggior sicurezza: le passkey infatti resistenti al phishing, alle fughe di dati o all’ingegneria sociale.

Tinder Matchmaker, ora amici e familiari possono consigliare i profili

Tinder continua ad aggiornarsi ampliando le possibilità di incontri. L’app di dating più celebre al mondo ha infatti lanciato Matchmaker, una nuova funzione che permetterà anche ad amici e familiari di suggerire potenziali partner. Inviando un link a una stretta cerchia di persone, che non dovranno essere necessariamente iscritte sulla piattaforma, si consentirà loro un libero accesso al proprio account al fine di cercare profili affini alle proprie caratteristiche. «Renderemo gli appuntamenti uno sport di squadra», ha scherzato la società in un comunicato ufficiale. Il debutto è previsto in 15 Paesi, tra cui Regno Unito, Usa, Francia e Germania, ma non l’Italia. Nessuna paura però, in quanto Tinder ha confermato che Matchmaker sarà disponibile a livello globale entro pochi mesi dal rilascio.

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Tinder ha lanciato Matchmaker, funzione che consente ad amici e parenti di consigliare i match dating. In Italia bisogna però aspettare.
L’icona di Tinder su uno smartphone (Getty Images).

Tinder Matchmaker, così amici e parenti diventano Cupido

Secondo un’indagine condotta dalla stessa Tinder, il 75 per cento degli utenti chiede un parere ad amici o parenti per le proprie scelte in amore. La maggior parte di loro ha un’età compresa fra 18 e 25 anni e si avvale di un “consulente esterno” almeno una volta al mese. «Per anni i single hanno cercato un supporto nel trovare il proprio match perfetto», ha spiegato Melissa Hobley, Chief Marketing Officer di Tinder. «Ora lo stiamo rendendo più semplice, aiutando l’utente a vedere la situazione da un altro punto di vista». Con l’intento di coinvolgere una fetta molto ampia di pubblico, Matchmaker non richiederà di essere iscritti alla piattaforma. Un utente infatti potrà inviare un link a 15 contatti, proprietari o meno di un account, in cui vi sarà un invito per entrare sull’app come ospiti per 24 ore.

Tutti gli invitati, promuovendo o scartando un profilo, daranno così vita a una lista che arriverà il giorno seguente in mano all’utente principale. Spetterà a lui, nel pieno rispetto della privacy, l’ultima parola per mettere Like e sperare di ricevere in cambio lo stesso parere positivo. Tinder ha specificato che gli ospiti esterni non potranno in alcun modo contattare nessuno per conto dell’utente che li ha invitati. Inoltre non potranno nemmeno rifiutare potenziali corrispondenze in arrivo dall’esterno. «L’account che gestirà la funzione Matchmaker potrà disattivare o cancellare il link in qualsiasi momento, precludendo così anche l’accesso a tutti», ha precisato Tinder. «Nel menu di impostazioni infatti avrà costante accesso per poter bloccare ogni azione indesiderata».

Non solo Matchmaker, ecco l’abbonamento Select da 500 dollari al mese

A settembre Tinder aveva anche presentato Select, una speciale sottoscrizione riservata a un pubblico molto ristretto. Come riportato da Engadget e Bloomberg, si tratta di un abbonamento esclusivo da 500 dollari al mese oppure 6 mila dollari annui. Consente di accedere a un livello élite della piattaforma con abbinamenti speciali e una nuova funzione di ricerca. Gli iscritti possono inoltre inviare un messaggio anche prima di ottenere un match, sfoggiare un badge personale e ampliare la copertura del proprio profilo. Il piano è però riservato a una piccola fetta di utenti, pari a circa l’1 per cento del totale, scelti per qualità del profilo, livello di interazioni e interessi.

X, Musk prepara il lancio di due abbonamenti premium: con e senza pubblicità

«Due nuovi livelli di abbonamenti X Premium verranno lanciati presto. Uno ha un costo inferiore con tutte le funzionalità, ma nessuna riduzione nella pubblicità, mentre l’altro è più costoso, ma non ha pubblicità». Lo ha annunciato Elon Musk con un tweet sulla piattaforma di cui è proprietario.

A settembre 2023 Musk aveva già paventato l’ipotesi di creare una versione a pagamento della sua piattaforma per bloccare i bot. E proprio a questo scopo il 18 ottobre aveva annunciato il primo piano di abbonamento per X, denominato Not a Bot, per il momento limitato ai nuovi utenti di Nuova Zelanda e Filippine: costo un dollaro circa, per l’utilizzo anche di funzionalità base come la pubblicazione di messaggi. Adesso l’annuncio di due nuovi abbonamenti X Premium, diversi in base alla presenza o meno di pubblicità.

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Novità per WhatsApp: due account diversi sullo stesso dispositivo

Ci sono importanti novità per chi utilizza WhatsApp e ha la necessità di utilizzare in simultanea due account diversi. Il sistema di messaggistica instantanea di proprietà di Mark Zuckerberg è in fase di aggiornamento per dare la possibilità agli utenti di passare da un profilo all’altro utilizzando la stessa app presente su un dispositivo. Questo elemento semplifica, non poco, l’utilizzo per le molte persone che hanno due diversi numeri di telefono e, dunque, due account di WhatsApp.

Mark Zuckerberg mostra come si effettua il passaggio

Sul suo profilo Facebook è stato lo stesso Mark Zuckerberg a mostrare agli utenti come fare per effettuare lo switch da un profilo all’altro. «Passa da un account WhatsApp all’altro: presto potrai avere due account WhatsApp su un telefono all’interno dell’app», queste le parole del patron di Meta messe a corredo di un’immagine che mostra un esempio di passaggio di profilo.

Funzione utile per chi ha due numeri, uno professionale e uno privato

Così come ribadito da Meta, la nuova funzione di WhatsApp è stata pensata soprattutto per chi ha due account, uno professionale ed uno privato, e che fin qui è stato costretto a un doppio telefono o a un passaggio di account sullo stesso dispositivo non sempre agevole. «Questa funzionalità è particolarmente utile per le persone che hanno bisogno di passare da un account all’altro, ad esempio da quello di lavoro a quello personale, che non dovranno più disconnettersi ogni volta, portarsi dietro due telefoni o preoccuparsi di aver inviato un messaggio dall’account sbagliato», dicono da Meta. Quanto alle tempistiche, la stessa società assicura che la nuova funzione dell’app, disponibile al momento solo per chi utilizza Android, «verrà rilasciata nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi».

Microsoft Copilot, addio riunioni: l’IA prende appunti e scrive email

Un assistente digitale in grado di scrivere email, preparare presentazioni Powerpoint e stilare documenti di ogni genere. Persino di partecipare alle riunioni al posto di un impiegato. Copilot, il nuovo software dotato di intelligenza artificiale di Microsoft, si prepara a rivoluzionare il lavoro di ufficio. In arrivo l’1 novembre su tutti i software del servizio 365, tra cui il pacchetto Office e Teams, sarà l’erede di Cortana, mandato in pensione già nel mese di agosto. «Eliminerà il lavoro faticoso», hanno spiegato gli sviluppatori. «Molti incontri in presenza potranno essere convertiti in webinair». Non mancano però le preoccupazioni per il rispetto della privacy e dell’AI Act che regolamenta l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’Unione europea.

Basato su ChatGpt, Microsoft Copilot sarà disponibile dall'1 novembre su Windows 11. Così l'intelligenza artificiale entra nell'ufficio.
Il logo di Microsoft, creatrice di Copilot (Getty Images).

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Microsoft Copilot, da Teams a Word: cosa può fare l’assistente IA

Disponibile per device che supportano Windows 11, l’ultima versione del sistema operativo di Microsoft, il nuovo assistente digitale Copilot vanta una ricca gamma di opzioni. Per quanto riguarda Teams, infatti, è in grado non soltanto di riassumere il contenuto di una lunga conversazione fra più utenti, ma anche di fornire obiezioni e correzioni se in disaccordo su un tema. Sfruttando l’IA, infatti, può analizzare in pochi secondi i pro e i contro di quanto discusso e presentare il suo punto di vista per migliorare la situazione. Per scelta di Microsoft, non può però valutare le prestazioni dei singoli utenti in una call, per esempio scegliendo chi fra tutti è stato il migliore oratore. «Copilot può far risparmiare ai lavoratori tempo e fatica», ha spiegato alla Bbc Derek Snyder, membro dell’azienda di Redmond.

Le opportunità dell’assistente IA di Microsoft non si fermano però al solo Teams. Sfruttando il sistema alla base di ChatGpt, Copilot può riassumere in pochissimi secondi una lunga serie di email e generare inoltre una risposta adeguata all’argomento. Testato sul potenziale lancio di un prodotto, il software ha redatto un testo pieno di entusiasmo e felicità, esprimendo ammirazione per le idee proposte e per il coinvolgimento nel progetto di distribuzione. Prima di inviare l’email è sempre possibile effettuare modifiche personali per rendere il testo quanto più vicino possibile al proprio stile. Copilot può anche analizzare più documenti su Word e creare una presentazione dettagliata su Powerpoint. Il tutto in meno di un minuto. Per le immagini può utilizzare le foto presenti sul software di scrittura o accedere a un database di libero utilizzo. Microsoft ha anticipato che costerà 30 dollari al mese e necessiterà di accesso a Internet.

Gli sviluppatori: «Copilot rispetta la normativa sull’IA»

Come ha sottolineato la Bbc, tuttavia, i test di Copilot hanno fatto emergere alcuni dubbi sul rispetto delle normative sull’intelligenza artificiale. Non c’è alcun segno distintivo per capire se un testo o un file è stato realizzato dai chatbot oppure da un utente umano. Un elemento che lo pone in netto contrasto con l’AI Act europeo e con la legislazione cinese, secondo cui è dovere di ogni azienda rendere chiaro l’impiego di un’IA agli utenti. «L’essere umano ha sempre il pieno controllo», ha risposto Collette Stallbaumer, responsabile del programma Microsoft 365. «Non ti dico se mi sono fatto aiutare da un assistente digitale, ma partecipo sempre al suo utilizzo. Ho in mano il controllo della situazione». Altri critici hanno sollevato preoccupazioni infine anche sulla perdita potenziale di posti di lavoro a vantaggio dei software.

Basato su ChatGpt, Microsoft Copilot sarà disponibile dall'1 novembre su Windows 11. Così l'intelligenza artificiale entra nell'ufficio.
Microsoft Copilot si basa su ChatGpt (Getty Images).

X a pagamento, Elon Musk lancia il piano da un dollaro l’anno

Un dollaro all’anno per pubblicare contenuti online. È il primo piano di abbonamento per X, annunciato dal patron Elon Musk con un post sul suo profilo ufficiale. Denominato Not a Bot, sarà cruciale nella guerra alla disinformazione per «ridurre lo spam, la manipolazione delle notizie e l’attività degli account fake». Il test è per il momento limitato a Nuova Zelanda e Filippine e si rivolge esclusivamente ai nuovi utenti. Prevista una versione free, che consentirà di visualizzare i contenuti in bacheca, guardare video e foto e seguire i profili di altri utenti. «È l’unico modo per combattere i bot senza bloccare gli utenti reali», ha scritto Musk su X. «Non li fermeremo completamente, ma sarà mille volte più difficile condizionare la piattaforma». Stando a quanto riportato da The Verge, i nuovi utenti dovranno anche verificare l’account con un numero di telefono e il rinnovo sarà automatico.

In Nuova Zelanda e Filippine, i nuovi utenti dovranno sottoscrivere l'abbonamento per pubblicare su X. Ma c'è anche una versione free limitata.
L’icona dell’app X su uno smartphone (Getty Images).

Il dettaglio del nuovo piano di abbonamento su X

Come si legge su un comunicato ufficiale, il piano di abbonamento annuale di X sbloccherà per tutti i nuovi utenti una serie di azioni. Chi non pagherà la sottoscrizione, infatti, non potrà mettere un like ai contenuti sulla bacheca oppure commentare una notizia. La versione free non consentirà neanche di citare i follower oppure di condividere i post e nemmeno aggiungerli ai segnalibri. Si tratterà, come hanno spiegato fonti ufficiali, di una versione di «sola lettura», che non impatterà sul feed principale. Chiunque potrà infatti continuare a utilizzare X per seguire i propri beniamini vip oppure le pagine social di quotidiani e riviste. Non è ancora chiaro quanto durerà il test e se il piano di abbonamento verrà poi ampliato ad altre zone del mondo. X non ha nemmeno chiarito la ragione per cui ha scelto Nuova Zelanda e Filippine per la prova. The Verge ha ipotizzato che abbia riscontrato una maggiore attività dei bot nelle due nazioni, ma non è certo.

Il nuovo piano di abbonamento annuale non sostituirà X Premium, precedentemente noto come Twitter Blue, già disponibile in tutto il mondo. A settembre 2023, Elon Musk aveva già paventato l’ipotesi di creare una versione a pagamento della sua piattaforma per bloccare i bot. Durante una conversazione online con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva spiegato che, secondo lui, la richiesta anche di una modica cifra per la sottoscrizione avrebbe spaventato gli hacker e ristretto il numero di profili fake creati per alimentare la disinformazione. Secondo gli analisi Usa, però, anche una tariffa simbolica per pubblicare potrebbe portare molti utenti a cancellare il proprio account sulla piattaforma.

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Chatbot IA, Baidu presenta Ernie: «È ai livelli di Gpt-4»

La Cina potrebbe aver trovato il primo vero rivale di ChatGpt nella corsa all’intelligenza artificiale. La società Baidu ha presentato martedì 17 ottobre, durante il suo tradizionale evento annuale dedicato alle novità, la versione 4.0 di Ernie, il chatbot IA che intende competere agli stelli livelli del software statunitense di OpenAI. «Non è inferiore in nessun aspetto a Gpt-4», ha spiegato con entusiasmo Robin Li, Ceo dell’azienda con sede a Pechino. «Questo è il momento della Cina». Ancora nessuna conferma per quanto riguarda la potenziale data di rilascio ufficiale, anche se la Cnn suggerisce che dapprima possa uscire in esclusiva per una fetta di pubblico selezionata.

Baidu ha presentato in Cina Ernie 4.0, nuova versione del chatbot con intelligenza artificiale. Può rivaleggiare con ChatGpt di OpenAI.
Il Ceo di Baidu Robin Li a Pechino (Getty Images).

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Ernie 4.0, come funziona il chatbot IA di Baidu

Nel corso della sua presentazione al pubblico, Robin Li ha mostrato in tempo reale alcune delle potenzialità più interessanti di Ernie. Il nuovo chatbot di Baidu è in grado di risolvere in pochi secondi complessi quesiti matematici, ma anche di progettare uno spot pubblicitario per le aziende. Può inoltre scrivere ex novo la trama di un romanzo, organizzando l’intreccio fra i personaggi principali e secondari, aggiungendo conflitti oppure relazioni fra di loro. Presentato a marzo 2023 e lanciato nell’agosto successivo nella sua versione di partenza, come ha spiegato il leader di Baidu, Ernie 4.0 «è stato significativamente migliorato sotto diversi aspetti». Vanta una maggiore capacità di memoria rispetto al suo predecessore, è in grado di elaborare una più ampia quantità di dati per le sue risposte e interpreta più velocemente le richieste dell’utente.

Baidu ha presentato in Cina Ernie 4.0, nuova versione del chatbot con intelligenza artificiale. Può rivaleggiare con ChatGpt di OpenAI.
Il pubblico testa Ernie alla presentazione di Baidu (Getty Images).

«Ci siamo sempre lamentati del fatto che l’IA non fosse sufficientemente intelligente», ha scherzato Robin Li. «Oggi capisce perfettamente quello che diciamo, in molti casi anche meglio di amici e colleghi». Il nuovo software di Baidu funziona perfettamente in mandarino, ma offre buoni risultati anche in inglese, seppur in una qualità inferiore rispetto alla lingua più diffusa in Cina. «Abbiamo bisogno di ulteriori prove prima di poter dimostrare la sua validità», ha detto Charlie Dai, vicepresidente della società di ricerca tecnologica Forrester. «Visti gli investimenti, però, sono ottimista sul fatto che la Cina abbia trovato il suo ChatGpt». Ernie Bot è infatti ancora lontano dai numeri di OpenAI. Come sottolineato da un’analisi di Goldman Sachs, dal suo lancio ha totalizzato circa 45 milioni di utenti attivi, meno della metà rispetto ai 100 milioni di Gpt-4.

Dall-E 3, l’ultima creazione di IA generativa di OpenAI

Mentre Baidu si prepara a lanciare la nuova versione del suo chatbot di intelligenza artificiale, OpenAI prosegue il suo dominio incontrastato nel settore. L’azienda di San Francisco ha infatti rilasciato attraverso Bing Chat e Bing.com un nuovo strumento in grado di creare immagini incredibilmente precise, aumentandone tutti i dettagli. Dall-E 3 può produrre una foto realistica, ma anche un disegno o una grafica. L’utente non deve far altro che digitare un comando testuale dell’immagine che desidera creare. L’attesa è di circa due minuti e la resa è molto convincente. L’IA è in grado di dare vita a quattro opzioni a sé stanti, differenti per dettagli oppure per il soggetto della “foto virtuale”.  Per ora è possibile richiedere solo 50 immagini ogni tre ore, ma non si esclude un’espansione con aggiornamenti futuri.

Festa delle Offerte Prime, le migliori occasioni fra gli sconti Amazon

Migliaia di promozioni aspettando il Black Friday. A circa un mese dagli sconti del 24 novembre, Amazon ha infatti dato il via alla Festa delle Offerte Prime, in programma il 10 e l’11 ottobre sul sito ufficiale. Domotica, ma anche telefonia e abbigliamento, passando per gaming, accessori per animali domestici e molto ancora, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche. Per poter usufruire dei prezzi più bassi basta sottoscrivere un abbonamento ad Amazon Prime che, al costo di 49,99 euro annui, permette anche di guardare film e serie tv su Prime Video, leggere ebook gratuitamente con il servizio Reading e ascoltare canzoni e podcast con Prime Music. In caso di prima iscrizione, è possibile anche godere di un mese gratuito tramite cui accedere ugualmente a tutte le offerte. Nessuna penale in caso di rescissione alla fine della prova.

Amazon, gli sconti più vantaggiosi della Festa delle Offerte Prime

Fire stick, Echo Dot e Kindle, gli sconti sui prodotti Amazon

Durante la Festa delle Offerte Prime 2023, che ricorda da vicino i già celebri Prime Day, come da tradizione Amazon presenta anche importanti sconti su domotica e accessori fabbricati dal colosso dell’e-commerce. L’Echo Dot di quinta generazione con orologio e supporto ad Alexa è proposto in un pacchetto con la presa smart Meross a 36 euro invece dei canonici 79,14, vantando uno sconto del 55 per cento. Discorso simile per l’Echo Pop, altoparlante intelligente più piccolo del Dot, proposto a 22 euro invece di 37,63 assieme alla presa intelligente con connettività Wi-Fi. In offerta l’Amazon Echo Show di terza generazione, lo schermo intelligente in HD con cui gestire la domotica della casa anche a distanza. In bundle con la presa smart costa 64,99 euro invece dei tradizionali 79,98, scontato dal 16 per cento.

Il 10 e l'11 ottobre su Amazon c'è la Festa delle Offerte Prime dedicata ai clienti. Migliaia di prodotti scontati fra domotica e telefonia.
Un assortimento dei prodotti di domotica a marchio Amazon (Getty Images).

La Festa delle Offerte Prime permette anche di acquistare a prezzo ribassato le Fire Stick, chiavette con cui rendere smart anche un vecchio televisore. La versione in HD con supporto ad Alexa vanta uno sconto del 44 per cento ed è disponibile al prezzo di 24,99 euro invece di 44,99. Grandi occasioni anche per gli e-reader Kindle. Il Paperwhite con schermo da 6,8 pollici, 16 Gb di memoria interna e tonalità della luce regolabile costa 144,99 euro con sconto del 15 per cento. Bisogna spenderne invece 164,99 per la versione da 32 Gb, scontata del 13 per cento. Da segnalare anche il Kindle Scribe, versione che consente anche di prendere appunti sul device come se si utilizzasse un taccuino. La versione da 64 Gb costa 369 euro invece di 449,99, 40 euro in più di quella da 16 Gb, grazie a un’offerta del 18 per cento.

Abbigliamento uomo e donna, accessori e gioielli, le offerte nella moda

Amazon presenta anche numerosi prodotti nel campo della moda. Camicie, canotte e pantaloni per uomo e donna, ma anche scarpe, intimo, giacche e maglioni sono disponibili con sconti dal 15 al 50 per cento sul prezzo di partenza. Oltre al colosso dell’e-commerce hanno aderito anche numerose aziende esterne, tra cui Levi’s, Geox e Timberland, ma anche Puma, Tommy Hilfiger, Calvin Klein, Clarks e Adidas. Non mancano le opportunità per gli amanti di orologi e gioielli con offerte di Lacoste, Boss, Fossil, Diesel e molti altri. In merito agli accessori, è possibile trovare a prezzo ribassato borse e valigie Samsonite e Kipling, ma anche Pepe Jeans e Travelite. Spazio anche per l’abbigliamento dedicato ai bambini e ai neonati, con proposte in sconto da Chicco e Kabooki solo per citarne alcuni. Vasto l’assortimento di prodotti dedicato alle squadre di Serie A con accessori e magliette ufficiali. È infatti possibile acquistare sciarpe, tazze e peluche, ma anche cappellini e pochette.

Cellulari e computer, le migliori occasioni da non lasciarsi sfuggire

Sugli scudi anche diverse offerte nel ramo della telefonia con device e decine di accessori, tra cui cover, powerbank e bastoni per i selfie. Nella gamma Honor è possibile acquistare il 90 Lite da 8 Gb di Ram e 256 Gb di memoria interna a 219 euro invece di 249. Vanta un display FullView da 6,7 pollici con frequenza di aggiornamento da 90 Hz, batteria da 4500 mAh e Dual Sim. In sconto anche il modello di fascia più alta Honor 90 con display Amoled curvo da 6,7 pollici e tripla fotocamera da 200 megapixel. Il prezzo è di 399 euro invece di 429,90 con il 7 per cento di sconto. Interessante anche l’offerta di Artfone con il suo modello pensato per gli anziani. È dotato di tasti molto grandi, possibilità di alzare ampiamente il volume e icone visibili e chiare. Può memorizzare 100 contatti nella rubrica e, grazie alla batteria da 1400 mAh, vanta una longevità di 5-6 ore in conversazione continua.

Infine, non mancano le offerte di Amazon per i computer e i tablet. HP offre a 249,99 euro con il 24 per cento di sconto il modello Chromebook 15a-na0000sl con 8 Gb di Ram e 128 Gb di memoria interna. Il sistema operativo sviluppato da Google consente rapidità di utilizzo e basso consumo energetico. Vanta un display da 15,6 pollici con risoluzione in alta definizione, processore Intel Celeron N4500 e autonomia da 11 ore per il lavoro in mobilità. In soli 45 minuti si ricarica fino al 50 per cento. Gli amanti del gaming invece possono guardare con attenzione all’MSI Thin GF63, ideale per giocare ai videogame. Vanta un processore Intel i7, scheda grafica Nvidia RTX 4060 e 16 Gb di memoria Ram. Il prezzo è di 1099 euro invece dei classici 1199 con sconto dell’8 per cento. Da segnalare anche il Lenovo Tab M10 di seconda generazione, tablet da 10 pollici con batteria da 5000 mAh che garantisce un utilizzo ininterrotto di 10 ore sul web. Invece di 129 euro basterà spenderne 109 grazie all’offerta del 16 per cento.

X ha rimosso i titoli degli articoli dai post

X non mostra più i titoli degli articoli condivisi sulla piattaforma. Nei post sull’ex Twitter infatti restano solo le immagini e l’indirizzo Url dell’utente che ha pubblicato un contenuto assieme al messaggio correlato. Per accedere al link basterà cliccare sulla fotografia che accompagna il messaggio. Una mossa già annunciata il 22 agosto dallo stesso patron della piattaforma Elon Musk. «È una mia scelta personale», aveva twittato il Ceo di Tesla e SpaceX. «Migliorerà enormemente l’estetica». Pur avendo snellito l’aspetto dei post su X, tuttavia, la nuova interfaccia non è esente da critiche, tra cui una minore immediatezza nell’utilizzo. Senza la presenza del titolo infatti, il contenuto rischia di risultare a prima vista privo di contesto. Di seguito un esempio che mostra chiaramente la nuova interfaccia visibile nel feed di X dal profilo di Lettera43.

Preannunciata ad agosto, la novità presenta soltanto l’immagine e l’indirizzo Url del sito. Elon Musk: «Una mia scelta personale per ragioni estetiche». Non mancano le critiche.
Un esempio della nuova interfaccia dei posti di X (Screenshot).

Non solo i titoli dei post, su X anche novità per Community Notes

La nuova interfaccia grafica dei post non è la sola novità nell’autunno di X. Elon Musk ha infatti presentato aggiornamenti anche per quanto riguarda le Community Notes, lanciate nel gennaio 2023. Disponibili anche in Italia, sono dei lunghi post di oltre 4 mila battute che possono essere scritti e modificati soltanto da un ristretto numero di utenti abilitati. Se tali creator poi le ritengono di pubblico interesse, possono decidere di renderle visibili anche al resto degli iscritti alla piattaforma. Una mossa presentata come collaborazione nella lotta alla disinformazione. Con le ultime novità introdotte martedì 3 ottobre, la visualizzazione delle note è stata sensibilmente velocizzata, consentendo una maggiore copertura e un più efficace controllo. «Le note appariranno più velocemente», si è limitato a postare Musk.

A quasi un anno esatto dall’acquisto di Twitter, annunciato sulla stessa piattaforma la sera del 27 ottobre 2022, Elon Musk ha già rivoluzionato il social network. In prima battuta ha deciso di sbarazzarsi non solo del nome originale, ma anche del celebre uccellino nel logo, per cui non ha mai nascosto la sua repulsione. È nato così X, la sua lettera preferita dell’alfabeto che fa capolino nella società di ricerca spaziale (SpaceX), in alcuni modelli delle Tesla e nella nuova startup di intelligenza artificiale (X.ai). Ha poi riformato il sistema delle spunte blu, consentendo a tutti gli utenti paganti di ottenerla, e licenziato gran parte del personale. Fra le prossime iniziative, ha annunciato la possibilità di richiedere un piccolo abbonamento mensile per poter accedere ai contenuti, «unico modo per contrastare i Bot e la disinformazione».

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TikTok e Meta a pagamento? Spuntano abbonamenti e prezzi

Presto i social network potrebbero diventare a pagamento. TikTok sta testando un piano di abbonamento per eliminare le pubblicità dalla piattaforma. Meta invece starebbe pensando a una versione Ad-free per l’Europa di Instagram e Facebook. X, stando alle parole di Elon Musk, potrebbe invece richiedere una piccola somma mensile per accedere ai contenuti. Sebbene manchino ancora conferme ufficiali da parte delle società, si tratterebbe di una svolta epocale per l’uso delle piattaforme che contano centinaia di milioni di utenti quotidiani.

TikTok, Meta e X: i piani per le pubblicità dei social

TikTok, al via il test di un piano da 4,99 dollari per eliminare le pubblicità

Come hanno riportato in anteprima i media americani TechCrunch e Android Authority, la piattaforma di ByteDance ha avviato una prova in un mercato in lingua inglese, ma al di fuori degli Usa, per sondare la risposta degli utenti. Al momento, la sottoscrizione non porterebbe altri benefit, ma non si escludono nuovi annunci futuri. Il costo è di 4,99 dollari (circa 4,75 euro) al mese e riguarda esclusivamente le inserzioni esterne promosse direttamente dall’app. Non è infatti previsto nessun impatto sulle campagne di marketing degli influencer, che potranno continuare a operare come in precedenza senza limitazioni. Come testimonia uno screenshot virale sui social, l’utente può scegliere se sottoscrivere il piano a pagamento oppure restare con la versione gratuita. Non è ancora chiaro se il test di TikTok si espanderà presto in altre nazioni.

Meta a pagamento in Europa: «Piano da 13 euro mensili per smartphone»

TikTok non è però la sola piattaforma che potrebbe presto ospitare un piano di abbonamento per gli utenti. Reuters e il Wall Street Journal hanno annunciato in anteprima un progetto di Meta per le app di Facebook e Instagram riservato ai Paesi dell’Unione europea con un costo molto più alto rispetto alla piattaforma di ByteDance. Per eliminare le pubblicità bisognerà infatti sborsare 10 euro al mese sul desktop e addirittura 13 per la versione mobile, con un aumento dovuto alle commissioni di Apple e Google. In aggiunta, si parla di ulteriori sei euro per ogni account collegato al principale. «Crediamo nei servizi gratuiti supportati dalle pubblicità», ha spiegato Meta al Wsj. «Stiamo però esplorando opzioni per garantire il rispetto dei requisiti normativi in evoluzione». Non è ancora nota la data ufficiale per il lancio dell’abbonamento, ma secondo Reuters dovrebbe arrivare nell’arco di alcuni mesi.

TikTok sta testando un piano di abbonamento per eliminare le pubblicità. Facebook e Instagram in Europa potrebbero costare 10 euro al mese.
Meta starebbe pensando a piani di abbonamento per Facebook e Instagram (Getty Images).

In attesa di novità ufficiali, resta anche da capire la sua reale attuazione nell’Unione europea. La società di Mark Zuckerberg dovrà fare i conti con il Gdpr, il regolamento per la protezione dei dati in vigore dal 2018. A gennaio 2024 arriverà poi anche il Digital Services Act, che riguarderà le pratiche commerciali delle piattaforme digitali per eliminare contenuti d’odio e difendere i minorenni. Senza dimenticare la multa di 390 milioni di euro ricevuta dal Commissario irlandese per la Privacy per aver costretto gli utenti a ricevere annunci personalizzati per poter continuare ad utilizzare le piattaforme.

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La posizione di Elon Musk: «X a pagamento per tutti»

Diversa invece la posizione di Elon Musk per il suo X. Il 19 settembre, durante una diretta streaming con il presidente israeliano Benjamin Netanyahu, il patron dell’ex Twitter aveva anticipato l’idea di richiedere un piccolo pagamento a tutti gli utenti per accedere ai contenuti. «Sarà una somma mensile per l’uso del sistema», aveva detto il Ceo di SpaceX e Tesla. «È l’unico modo per contrastare i Bot». Secondo Musk, infatti, un micro abbonamento potrebbe frenare la creazione di account fake e la disinformazione sempre più dilagante sulla piattaforma. Nessuna conferma però dalla Ceo di X Linda Yaccarino. «Io e Elon parliamo di tutto», ha spiegato durante una conferenza hi-tech negli States.

iPhone 15 Pro e Pro Max si surriscaldano troppo: cause e rimedi

A meno di una settimana dall’uscita, iPhone 15 Pro e Pro Max devono già affrontare importanti lamentele. Sempre più acquirenti degli smartphone top di Apple stanno infatti riportando eccessivo surriscaldamento del dispositivo, la cui temperatura esterna raggiunge i 47 gradi. «Il telefono è così bollente da non poterlo tenere in mano», ha raccontato un utente al Guardian. «Mi fa male la pelle per il calore», ha aggiunto poi un secondo possessore del melafonino. Per quanto gli esperti stiano cercando una giustificazione comune, al momento non è ancora chiara la ragione del fenomeno. È probabile che dipenda dal backup effettuato da dispositivi più vecchi che ha causato problemi di configurazione e indicizzazione dei dati. C’è poi anche chi punta il dito contro la scocca in titanio, esclusiva dei modelli Pro e Pro Max.

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iPhone 15 Pro e Pro Max, il titanio è cattivo conduttore di calore

Come ha scritto il Wall Street Journal, iPhone 15 Pro e Pro Max si surriscaldano oltre il normale in diverse situazioni. C’è infatti chi nota una temperatura esagerata durante la ricarica cablata del device, chi invece mentre utilizza la fotocamera oppure applicazioni che richiedono un maggiore impiego di memoria Ram. Infine, non mancano coloro che lamentano problemi apparentemente casuali. Ming Chi-Kuo, analista Apple di TF International Securities, è convinto che il surriscaldamento eccessivo di iPhone 15 Pro e Pro Max dipenda dalla scocca in titanio. «I compromessi fatti per alleggerire il peso dello smartphone hanno un impatto negativo sull’efficienza termica», ha scritto in una nota riportata dai media britannici. «La ridotta area di dissipazione del calore e l’uso di un telaio in titanio ne sono la prova».

Aumentano i casi di overheating degli smartphone di Apple. Forse è colpa della scocca in titanio, esclusiva di iPhone 15 Pro e Pro Max.
La pubblicità di iPhone 15 Pro in uno store di Apple (Getty Images).

Kuo ha escluso la possibile influenza del nuovo processore A17. È probabile che Apple risolva al più presto il difetto con alcuni aggiornamenti software che vadano a colmare le falle di progettazione. Bloomberg ha poi riportato il parere di altri esperti, secondo cui il difetto potrebbe essere riconducibile a livello software. Tra coloro che hanno segnalato un surriscaldamento di iPhone 15 Pro e Pro Max, molti hanno da pochi giorni effettuato un backup dei device precedenti. Non si esclude che le alte temperature dipendano da processi di configurazione dello smartphone, che deve indicizzare i contenuti per la ricerca, soprattutto foto e video.

Dal riavvio di sistema alla chiusura delle app, i potenziali rimedi

Non essendoci una comune visione del problema, non è stato possibile fornire una linea guida univoca per quanto riguarda i rimedi. In primis, si consiglia di effettuare un riavvio del sistema, al fine di consentire al software di resettarsi e ripartire al meglio. Si suggerisce anche di disattivare l’aggiornamento in background delle app. Sebbene consenta di accedere rapidamente ai contenuti, sovraccarica la Cpu di iPhone 15 Pro e potrebbe essere ragione di surriscaldamento se attiva per un lungo periodo. Per intervenire, basta andare nelle impostazioni del telefono e cliccare sulla tendina “Generali”. Altre opzioni utili potrebbero essere la luminosità automatica sempre attiva oppure l’uso del device sempre in modalità risparmio energetico.

Aumentano i casi di overheating degli smartphone di Apple. Forse è colpa della scocca in titanio, esclusiva di iPhone 15 Pro e Pro Max.
I modelli di iPhone in un Apple store (Getty Images).

OpenAI aggiorna ChatGpt: potrà parlare e vedere

Arriva un nuovo aggiornamento di OpenAI per il suo prodotto ChatGpt. L’azienda ha fatto sapere che a breve  il chatbot sarà in grado di conversare con gli utenti tramite voce, mimando quella di una vera persona, oltre alla possibilità di analizzare le foto che un utente caricherà sulla piattaforma. Gli aggiornamenti riguarderanno l’app ufficiale per Android e iOS e saranno disponibili per i clienti che pagano per un abbonamento Plus o Enterprise, rivolto alle aziende.

La funzione vocale

«La nuova funzionalità vocale» scrive OpenAi «è alimentata da un nuovo modello, in grado di generare un audio simile a quello umano partendo solo dal testo e da alcuni secondi di campionamento della voce». Il traguardo è stato raggiunto grazie alla collaborazione con «doppiatori professionisti per creare ciascuna delle voci» e con l’utilizzo di «Whisper, il nostro sistema di riconoscimento del linguaggio open source, per trascrivere le vostre parole pronunciate in testo». OpenAI ha inoltre annunciato una collaborazione con Spotify per tradurre in spagnolo e francese i podcast originali in lingua inglese, proprio grazie alla sua IA.

La lettura delle foto

OpenAI, in merito alla lettura delle immagini, ha sottolineato che si potranno caricare foto nella casella di conversazione con ChatGpt per lasciare che questi le analizzi, per fornire indicazioni approfondite. Si potrà, ad esempio, scattare una foto di una serie di ingredienti e lasciare che l’IA crei da questi un piatto, con i passaggi per realizzarlo. In merito agli aggiornamenti, OpenAI ha affermato che le innovazioni potrebbero essere sfruttate, riporta l’Ansa, per attività illecite.

Amazon e Meta sfidano OpenAI nella corsa all’intelligenza artificiale

Sin dal suo debutto sul web, ChatGPT ha avuto un impatto incredibile sul mercato. Il chatbot di OpenAI, azienda co-fondata da Elon Musk, è ormai una realtà consolidata nel campo dell’intelligenza artificiale. Sebbene GPT-4 abbia debuttato a marzo 2023, è in cantiere la versione successiva, come testimonia la registrazione del marchio a luglio. Il suo arrivo non è tuttavia previsto prima del 2025, ma secondo AndroidAuthority potrebbe essere preceduta da una versione intermedia GPT-4.5 in grado di gestire, oltre ai testi e alle immagini, anche video e audio. Il suo linguaggio inoltre sarà talmente preciso da non essere distinguibile da quello di un umano. Non sorprende che i continui progressi abbiano spinto la concorrenza a intervenire. Amazon ha infatti annunciato di voler investire fino a 4 miliardi dollari per finanziare la startup Anthropic, diretta concorrente di OpenAI, mentre Meta è pronta a svelare al mondo Gen AI Personas.

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Amazon e Anthropic sifano l’intelligenza artificiale di ChatGPT 

Fondata a San Francisco da ex dirigenti italoamericani di OpenAI, Dario e Daniela Amodei, Anthropic vanta un importante background nel campo dell’intelligenza artificiale. Il 12 luglio scorso ha lanciato Claude 2, una versione migliorata del chatbot originale sia nei tempi di risposta sia nel quantitativo di informazioni a disposizione. Per il momento è disponibile, in versione Beta, negli Usa e nel Regno Unito, ma ha fornito già interessanti risposte agli esperti. Come ha sottolineato The Verge, rispetto a ChatGPT appare più sicuro e affidabile. Inoltre è in grado di rivedere le proprie affermazioni in completa autonomia, aggiornandosi in continuazione per migliorare efficienza e attendibilità. Risponde anche a richieste più ampie rispetto al suo rivale di OpenAI, dunque più adatto per analizzare documenti legali molto lunghi.

Amazon collaborerà con Anthropic, Meta presenterà Gen AI Personas per rivaleggiare con ChatGPT. I dettagli della corsa ai chatbot online.
Meta e Amazon sono pronte a rivaleggiare con OpenAI (Getty Images)

Il 10 per cento di Anthropic è sotto il controllo di Google, che a inizio 2023 ha investito 100 milioni di dollari nella startup per incentivare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Una partnership che, come ha spiegato Reuters, non risulta a rischio nonostante il nuovo accordo firmato con Amazon che acquisterà una quota di minoranza della società. Sarà solo uno degli ultimi investimenti nell’IA del colosso di Seattle, che all’evento online di presentazione dei nuovi prodotti aveva annunciato una versione più umana di Alexa, l’assistente digitale. Con il comando «Alexa, chattiamo», nei prodotti attesi per ottobre 2023 sarà possibile avviare una conversazione fluida e dinamica e non più fatta di comandi secchi e brevi. Un breve video ha mostrato una donna che chiede i risultati della sua squadra di calcio preferita e, in risposta, ottiene non solo il punteggio ma anche una più dettagliata spiegazione del match.

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Meta Connect 2023, a breve l’annuncio del nuovo Gen AI Personas

Se Amazon si prepara a investire in Anthropic, Meta non resterà a guardare. La società madre di Facebook, Instagram e Whatsapp si prepara a stupire il pubblico con un personale chatbot, che sarà presentato nel corso dell’evento online Meta Connect del 27 e 28 settembre. Mark Zuckerberg infatti mostrerà il suo Gen AI Personas, assistente pensato per attirare l’attenzione soprattutto dei più giovani. Potrà interagire con gli utenti assumendo le sembianze di diversi personaggi, tra cui il celebre robot Bender di Futurama, e utilizzando personalità multiple. Come ha spiegato il Wall Street Journal, obiettivo principe di Meta sarà offrire a influencer e celebrità di tutto il mondo la possibilità di creare un chatbot a propria immagine e somiglianza, che possa interagire in completa autonomia con il pubblico. L’aggiornamento del chatbot sarà accompagnato da novità sul metaverso e l’annuncio di nuove cuffie Quest 3.

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RunPee, l’app che ti dice quando andare in bagno al cinema

Quante volte, durante la visione di un film al cinema, si sente la necessità di andare in bagno ma si soffre pur di non perdere parti importanti della trama? È quanto successo a Dan Gardner, programmatore della Nord Carolina, quando nel 2005 vide King Kong di Peter Jackson, epopea da oltre tre ore. All’uscita della sala, assieme a sua moglie, pensò a un progetto che avrebbe poi aiutato migliaia di persone. Tre anni dopo ha creato infatti RunPee, app che consiglia il momento ideale per staccarsi dalla poltrona e, letteralmente, correre in bagno. Suggerisce, per ogni titolo in programmazione, le scene e i dialoghi futili per la narrazione, oltre a personaggi secondari, digressioni e pause nella narrazione. Un timer infine ricorda allo spettatore quanto tempo gli resta prima di un nuovo colpo di scena. Il creatore: «È nata per gioco, ma sta risolvendo grossi problemi».

Selezionando le scene meno utili alla narrazione, offre consigli per migliaia di film in sala. Come funziona l'app RunPee per il cinema.
RunPee offre consigli per migliaia di film “RunPee, YouTube).

RunPee, come funziona l’app e come evitare gli spoiler

L’applicazione, disponibile soltanto in lingua inglese, è gestita interamente da Gardner e dalla sua famiglia. Vi lavorano infatti, oltre al fondatore e alla moglie Jill Florio, anche Ginger Gardner, sorella di Dan, e seppur saltuariamente sua mamma, che si occupa dei film di animazione per i più piccoli. Ciascuno di loro, armato di taccuino e matita, si reca in una sala cinematografica per osservare con attenzione un lungometraggio e decidere, arbitrariamente, i Peetime perfetti per alzarsi e andare in bagno. Su RunPee pubblicano poi anche un breve riassunto di quanto avviene nel lasso di tempo prescelto, consentendo comunque allo spettatore di non perdere nulla. «All’inizio facevo tutto da solo», ha raccontato Gardner al Guardian. «Stavo al cinema venerdì e sabato per ore e ore. Oggi in tanti vogliono contribuire, ma non è facile».

Descrivendo RunPee, Gardner ha spiegato come avviene la scelta di un PeeTime. «Non puoi semplicemente scegliere le parti “noiose”», ha sottolineato lo sviluppatore dell’app. «Devi evitare ogni spolier, quindi non puoi usare un suggerimento del tipo “Alzati quando quel tizio muore”. Bisogna sempre rispettare l’utente e migliorare la sua visione». Ciascun film presenta due o tre momenti chiave per prendersi una pausa, ma in alcuni frangenti ve ne sono anche di più. È il caso di Oppenheimer, progetto di Christopher Nolan campione di incassi. «Ve ne sono sei in diversi punti della storia», ha specificato Gardner. «Lo spunto sta in alcune battute dei dialoghi o suggerimenti visivi nel paesaggio». A tal proposito, il più difficile in assoluto è stato Inception. «Ho dovuto guardarlo tre volte per scegliere con precisione». L’app RunPee contiene anche recensioni dei film e avvertimenti per nudità, violenza, linguaggio scurrile e crudeltà verso gli animali.

Alcuni spettatori utilizzano l’applicazione anche per lo streaming

Negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia che ha costretto tutti a rimanere in casa, il cinema sta cedendo il passo alle piattaforme streaming. Ci si potrebbe aspettare che, potendo mettere in pausa un film in qualsiasi momento, uno spettatore dimentichi RunPee, ma l’app continua a crescere. «È stato sorprendente scoprire che la gente la utilizza anche per l’online», ha proseguito Gardner. «Alcuni mi hanno detto che ne fanno ricorso se sono in compagnia di amici». L’app tiene conto anche della tendenza, principalmente nei film Marvel, di sfruttare le scene dopo i titoli di coda per anticipare parte di un prodotto successivo o divertire i più appassionati. La funzione «Anything extra» suggerisce all’utente se vale la pena o meno attendere 10 minuti oppure avvinarsi all’uscita per evitare code. «Non ho sconfitto il cancro e non vincerò il Nobel», ha concluso Gardner. «Ho però aumentato il godimento in sala e mi basta».

Selezionando le scene meno utili alla narrazione, offre consigli per migliaia di film in sala. Come funziona l'app RunPee per il cinema.
Alcuni spettatori in sala per un film (Imagoeconomica).

Neuralink di Elon Musk recluta volontari per l’impianto cerebrale

Neuralink, la startup di neurotecnologia di Elon Musk, ha avviato il reclutamento di pazienti per l’impianto cerebrale. Come ha riportato Reuters, la società è alla ricerca di soggetti con quadriplegia dovuta a lesione verticale del midollo spinale o SLA maggiori di 22 anni e con un «caregiver coerente e affidabile» in grado di contribuire alla ricerca. Lo studio PRIME, questo il nome del test, durerà sei anni e si articolerà in tre diverse fasi che culmineranno con l’impianto di un’interfaccia cervello-computer. Già a maggio, dopo aver ottenuto l’approvazione della Food and Drug Administration (Fda) statunitense, Elon Musk aveva annunciato grandi ambizioni per la sua Neuralink. Spera infatti di poter migliorare il trattamento, fra gli altri, di depressione, autismo e schizofrenia. Non è ancora chiaro quanti pazienti saranno coinvolti nella ricerca.

Neuralink, come si articoleranno le fasi dello studio PRIME

La sperimentazione umana dei chip cerebrali di Neuralink avrà tre scopi principali. Dapprima si procederà con un test dell’impianto N1, il sistema che collega il cervello a un computer. In seguito bisognerà studiare anche il robot R1, il macchinario chirurgico responsabile dell’operazione sul paziente. Infine, gli scienziati dovranno approvare il funzionamento della N1 User App, il software che tradurrà i segnali cerebrali in codici per azionare il computer. The Verge ha poi anche anticipato gli step della ricerca. Nei primi 18 mesi dello studio, avranno luogo nove visite specialistiche sui pazienti da parte degli esperti di Neuralink. Solo in seguito, dopo l’operazione, parteciperanno a sessioni di ricerca da due ore a settimana per familiarizzare con gli strumenti a loro disposizione. Seguiranno infine altri 20 incontri nei successivi cinque anni.

La sperimentazione si rivolge a soggetti affetti da Sla o paralizzati. Così Neuralink spera di impiantare un chip nel cervello umano.
Un esempio dell’app di Neuralink per l’impianto cerebrale (Neuralink, X).

Sul sito ufficiale della società è inoltre disponibile un registro dei pazienti, cui possono iscriversi liberamente tutti i cittadini maggiorenni che soffrono di paraplegia, perdita della vista o dell’udito, incapacità di parlare e grave amputazione di un arto. «Potresti trarre vantaggio dalla ricerca e da prodotti commerciali futuri», ha spiegato Neuralink in un comunicato ufficiale. Fra queste, anche lo studio PRIME, acronimo per Precise Robotically Implanted Brain-Computer Interface. «Sarà la prima ricerca nel suo genere a essere condotta su pazienti umani e potrebbe aiutarci a essere più sicuri ed efficaci nell’impianto». Riscontrata l’idoneità di un paziente per lo studio, si procederà con la convocazione negli uffici per iniziare a discutere i processi.

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Il progetto di Elon Musk per un computer cerebrale onnicomprensivo

Sebbene possa rivoluzionare la ricerca nella medicina, lo studio PRIME di Neuralink è ancora ben lontano dai progetti più ambiziosi del suo fondatore Elon Musk. Il miliardario e patron di X, Tesla e SpaceX infatti non ha mai nascosto il suo desiderio di dare vita a un computer cerebrale onnicomprensivo in grado non solo di aiutare un paziente nella riabilitazione, ma di migliorare la vita di tutti i cittadini. Come ha riportato The Verge nel 2020, oltre a trattare le patologie cerebrali Musk è certo di poter rendere possibili telepatia o interazioni fra cervello umano e intelligenza artificiale. Obiettivi però decisamente fuori portata. Gli esperti hanno persino predicato pazienza anche per lo studio PRIME. Anche se dovesse superare tutti i test attuali, per l’autorizzazione a un utilizzo commerciale occorreranno almeno altri 10 anni di ricerca.

Elon Musk rilancia l’idea di X a pagamento: «Bisogna frenare i Bot»

La rivoluzione di Twitter da parte di Elon Musk non sembra ancora finita. Dopo aver cambiato il nome della piattaforma in X e aver imposto una limitazione al numero dei post visualizzabili al giorno, il prossimo passo sembra essere l’inserimento di un abbonamento per l’accesso ai contenuti. Il patron di Tesla e SpaceX ha infatti rilanciato l’idea di rendere il social network a pagamento per contrastare gli account falsi e la disinformazione. «Ci stiamo muovendo verso una piccola somma mensile per l’utilizzo del sistema», ha detto Musk durante una diretta con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in viaggio per New York per l’Assemblea generale dell’Onu. «È l’unico modo per combattere le armate dei Bot». Ancora nessuna conferma da parte della società sugli eventuali tempi di attivazione e costi.

LEGGI ANCHE: Elon Musk parla di X: «Magari falliremo, ma faremo il possibile fino alla fine»

Elon Musk e il pagamento su X già testato con il servizio Premium

«Creare un bot costa pochissimo, una frazione di centesimo», ha proseguito Musk. «Se qualcuno dovrà pagare anche solo pochi dollari o qualcosa del genere, una somma di poco conto insomma, il costo per la realizzazione di un account fake sarà molto alto». L’eccessiva spesa dunque, nei piani dell’imprenditore statunitense, scoraggerebbe automaticamente la proliferazione di profili fraudolenti. Inoltre, ogni nuovo bot avrebbe un costo a parte, anche se messo creato dallo stesso utente, fornendo così un’ulteriore barriera contro la disinformazione. Come ha riportato TechCrunch, tuttavia, Elon Musk non è entrato nel dettaglio, lasciando la questione ancora aperta. La stessa X non ha risposto né comunicato ancora nulla di ufficiale circa l’esistenza di un piano d’azione in corso.

In diretta con il premier israeliano Netanyahu, Elon Musk ha parlato anche di lotta all'antisemitismo: «Non cancelleremo i discorsi di odio».
Il patron di X Elon Musk a Washington (Getty Images).

Dall’acquisto dell’ex Twitter, Elon Musk ha già spinto in diverse occasioni i suoi utenti ad un abbonamento. Ne è un esempio X Premium, precedentemente noto come Twitter Blue, che al costo di otto dollari mensili oppure 84 annuali consente l’accesso a una serie di funzionalità ulteriori come modifiche dei post oppure un numero più elevato di caratteri a disposizione. Stando agli ultimi dati, confermati anche dalla Bbc, al momento il servizio conta circa 827 mila iscritti a fronte di 550 milioni di utenti complessivi. In totale, sulla piattaforma nascono dai 100 ai 200 milioni di post al giorno, ma non è chiaro se comprensivi anche delle pubblicazioni di bot e feed di notizie.

Spazio anche per la lotta all’antisemitismo: «Non cancellerò i commenti di odio»

Durante la sua conversazione con Netanyahu, Elon Musk ha avuto modo di parlare anche di antisemitismo. Un tema non casuale, che giunge a seguito delle recenti polemiche sulla società, accusata di non aver fatto abbastanza per contrastare gli insulti razziali online. «Ovviamente sono contrario a ogni forma di odio», ha spiegato il patron di X durante la conversazione. «La libertà di parola tuttavia significa qualche volta dire ciò che non piace ad altri. Non rimuoveremo i discorsi di odio». Il primo ministro israeliano, come ha ricordato anche la Bbc, ha accettato l’equilibrio tra libera espressione e moderazione dei contenuti, auspicando però verso una ferma condanna. «So che sei impegnato per trovare, nei confini del Primo Emendamento, una modalità per combattere l’antisemitismo», ha sottolineato Netanyahu. «Bisogna fermare qualsiasi odio collettivo».

iOS 17, Apple rilascia l’aggiornamento per iPhone: i modelli compatibili

Apple si appresta a rilasciare iOS 17, ultimo aggiornamento del suo sistema operativo per smartphone. Il download sarà disponibile a partire dalle ore 19 del 18 settembre per tutti gli iPhone XS o superiori. Nulla da fare per gli iPhone 8, che dunque dovranno restare con la versione 16.6.1. Per poter scaricare il nuovo software, bisognerà prima collegare il proprio telefono alla corrente. Consigliato anche eseguire il backup dei propri dati, così da non perdere nulla in caso di malfunzionamento e poter tornare rapidamente alla versione precedente. Tante le novità disponibili, tra cui miglioramenti per il servizio di messaggistica e per la condivisione tramite AirDrop, ora dotata di una funzione esclusiva per i contatti della rubrica.

In arrivo l'aggiornamento iOS 17, disponibile per iPhone XS e superiori. Dalla condivisione dati ai messaggi, le novità del software Apple.
Il nuovo iPhone 15 Pro in uscita il 22 settembre (Getty Images).

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iOS 17, le principali novità dell’aggiornamento di Apple

Dall’app dei Messaggi fino alla condivisione AirDrop, ecco cosa cambia

Numerose novità di iOS 17 rispetto al precedente software riguardano la messaggistica. Con il sistema operativo già installato su iPhone 15 e 15 Pro, in vendita dal 22 settembre, Apple consentirà di scrivere «tutto bene» affiancato dalla propria geolocalizzazione con un semplice clic per confortare di essere giunti a destinazione. Inseriti anche i filtri di ricerca per rintracciare i messaggi in una conversazione lunga. Sarà inoltre possibile trascrivere una nota vocale, in modo da leggerla anche in un secondo momento. Migliorati anche gli adesivi o sticker, che potranno essere creati anche dalle foto nella galleria. Raggiungibili nella tastiera delle emoji, supporteranno l’opzione per inserirli in messaggi, documenti o screenshot. Migliorato anche FaceTime, per cui sarà possibile lasciare videomessaggi oppure audio in segreteria in caso il destinatario non dovesse rispondere alla chiamata.

Novità anche per quanto riguarda lo screen saver durante un periodo di ricarica. Con iOS 17 sarà possibile impostare una modalità Standby che trasformerà iPhone, se posto in orizzontale, in un pratico schermo da comodino utile come sveglia, centro notifiche per i device di domotica e controllare i widget. Spicca inoltre l’aggiornamento per la condivisione in AirDrop, il sistema per trasferire dati da un iPhone all’altro senza dover ricorrere ad app ulteriori. Il sistema iOS 17 conterrà la funzione NameDrop dedicata alla rubrica dei contatti per scambiare numeri di telefono o indirizzi email in un istante avvicinando i due smartphone. Il trasferimento proseguirà anche a distanza, se dotati di una connessione Internet. In arrivo anche ulteriori implementi per l’app Diario. Uno strumento IA di apprendimento automatico aiuterà l’utente suggerendo momenti, musica o foto da salvare in base ai propri gusti. Il tutto con password per secretare i dati.

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Safari, Mappe ed AirPods 2, tutte le altre novità

Accanto a miglioramenti della tastiera, con l’inserimento di un correttore automatico più efficiente e dotato di un vocabolario più fornito, arrivano novità anche per Safari. Con iOS 17 si potranno creare diversi profili sul motore di ricerca, dal lavoro allo studio, capaci di settare una cronologia più organizzata in base alle necessità. Per quanto riguarda le Mappe, sarà possibile scaricarle per poterle esplorare anche offline. Si potranno vedere informazioni come le aperture dei locali e dei centri di interesse e le indicazioni stradali in auto o a piedi. Una nuova modalità d’ascolto per gli AirPods Pro di seconda generazione poi consentirà di impostare l’audio adattivo fra Trasparenza e cancellazione attiva del rumore per regolare ad hoc il controllo dei suoni ambientali in base all’attività corrente.

In arrivo l'aggiornamento iOS 17, disponibile per iPhone XS e superiori. Dalla condivisione dati ai messaggi, le novità del software Apple.
Le novità per AirDrop su iOS 17 (Apple Hub, X)

In arrivo l’opzione di ricerca visiva nelle fotografia. Con iOS 17 sarà possibile identificare piante, animali e monumenti all’interno dei propri scatti o nei video, mettendo in pausa in un particolare fotogramma. Se si tratta dell’immagine di una pietanza culinaria, il software di intelligenza artificiale sarà in grado di fornire anche la ricetta più gustosa da poter preparare o assaggiare in base all’ingrediente principale. Infine, per quanto riguarda la musica arriveranno le immagini animate al posto delle tradizionali cover dei dischi.

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