Caracas libera un gruppo numeroso di detenuti, anche stranieri
Il governo venezuelano libera i prigionieri politici come gesto di buona volontà verso la comunità internazionale: tra loro anche cittadini stranieri e si spera per Alberto Trentini, uno degli almeno 28 italiani incarcerati nel paese sudamericano
Quando appare in conferenza stampa il presidente dell'Assemblea del Venezuela, Jorge Rodriguez, parla di favorire e raggiungere la pace, di unità nazionale e coesistenza pacifica, prima di dare l'annuncio che tanti non solo nel paese aspettavano: la decisione di liberare un numero importante di detenuti venezuelani e stranieri.
“Una decisione unilaterale del governo di Caracas” dice il fratello della presidente ad interim, senza fornire dettagli sui nominativi dei detenuti da scarcerare ma precisando che la liberazione ha inizio subito. Il pensiero va immediatamente al cooperante italiano Alberto Trentini, rinchiuso da quasi 420 giorni nel carcere di massima sicurezza El Rodeo, a trenta chilometri da Caracas. Secondo le organizzazioni dei diritti umani, sono oltre 900 i prigionieri politici in Venezuela, più di un terzo stranieri compresi almeno 28 italiani o italo-venezuelani: per molti di loro, come per Trentini, accuse mai formalizzate. Molti gli spagnoli: il governo di Madrid è il primo ad annunciare che alcuni di loro sono già stati liberati in quello che è, nell'intenzione del governo di Caracas, un gesto di buona volontà verso la comunità internazionale, dopo gli stravolgimenti seguiti alla cattura di Nicolas Maduro. E Madrid chiede subito la revoca delle sanzioni per la presidente Rodriguez.
Fonte: www.rainews.it
