Tram deragliato a Milano, l'autista: "Ho visto tutto nero e ho perso il controllo"
Un testimone: "Andava come un missile". La pm acquisisce le immagini delle telecamere a bordo del mezzo. Entrambe le vittime sbalzate fuori, 50 feriti
Due composizioni di fiori bianchi, con rose e calle, accompagnate da un cartoncino con la scritta “Il cordoglio di Atm”, sono state deposte questa mattina in viale Vittorio Veneto a Milano, nel punto in cui ieri è deragliato un tram della linea 9, causando due morti e circa 50 feriti. I rappresentanti dell'azienda del trasporto pubblico milanese hanno lasciato i mazzi accanto all'area ancora transennata. Un fiore è stato appoggiato anche sul grande albero contro cui il convoglio ha urtato dopo aver affrontato la curva: una gerbera bianca lasciata da un cittadino in forma privata.
Intanto, sono ancora due i feriti ricoverati in Rianimazione al Policlinico di Milano; uno invece è in osservazione. Tutti gli altri pazienti sono stati dimessi.
Il tram deragliato, il racconto di un testimone: "Quei tre passi indietro che mi hanno salvato"
La Procura di Milano sta svolgendo accertamenti sul sistema ‘uomo morto’ del tram. Il dispositivo montato sul mezzo deragliato era dotato di questo sistema e di un altro meccanismo detto ‘sorvegliante’ che blocca il mezzo se non rileva alcun movimento attivo da parte del guidatore per trenta secondi. Bisognerà capire se il sistema abbia funzionato o, se no, per quali ragioni. L'esperto conducente del tram deragliato, non lontano dalla pensione, è stato portato al Policlinico dopo l'incidente, in codice verde, dove dovrebbe restare ancora oggi per ulteriori verifiche sulle sue condizioni.
Tram deraglia in centro a Milano: le prime immagini
Acquisite le immagini delle telecamere all'interno del tram
Sono state anche acquisite le immagini delle telecamere di bordo del tram. Le immagini saranno rilevanti per ricostruire con precisione la dinamica dell'incidente e per verificare l'ipotesi del malore del conducente. Si sta lavorando anche per accertare la velocità a cui andava il mezzo Atm prima di uscire dai binari e sbattere violentemente contro un palazzo. La pm di Milano Elisa Calanducci, che coordina le indagini con il procuratore Marcello Viola, è in attesa della relazione della Polizia locale prima di procedere ad atti formali nell'inchiesta per omicidio colposo e lesioni colpose. Nel frattempo sono state disposte le autopsie sulle vittime, Ferdinando Favia, di 59 anni, e Abdoul Karim Touré, di 56 anni. La data non è ancora stata fissata.
L'autista: “Ho visto tutto nero e ho perso il controllo del tram”
In ospedale, dove è stato portato per accertamenti, il conducente del tram deragliato è stato sottoposto anche ai pre-test per alcol e droghe, che hanno dato esito negativo. Il conducente, sentito finora dalla Polizia locale, avrebbe riferito di essersi sentito male prima di perdere il controllo del mezzo. Non è ancora stato interrogato dal magistrato e, allo stato, non risulta iscritto nel registro degli indagati. Un'eventuale iscrizione potrebbe avvenire come atto a garanzia, necessario per consentire lo svolgimento degli accertamenti tecnici e degli approfondimenti investigativi.
“La verità è che sono stato colto da un malore in fase di trazione, mentre andavo. Ho avuto un dolore alla gamba, poi un mancamento... Non ho visto più nulla, era diventato tutto nero e ho perso il controllo. Ho ripreso conoscenza solo quando ho sbattuto contro quel palazzo”: è quanto ha detto a La Repubblica l'autista del tram. Pietro M., 60 anni, è stato intervistato poco prima delle sue dimissioni dal Niguarda e si è detto distrutto per le vittime: “Penso a loro, il mio morale è a terra. Mi dispiace tantissimo per le vittime” dice. “Sono in servizio da trentacinque anni. Sempre sul tram. Ho iniziato nel marzo del 1991, quando sono stato assunto. Questo è stato il mio primo incidente”.
La moglie Cinzia ha aggiunto che “fisicamente ne è uscito quasi illeso, si può dire. Ma ha preso una bella botta. Ha sbattuto la testa sul vetro, ha un occhio nero. Però moralmente è distrutto, perché è successa una cosa che in tutti questi anni di lavoro non si sarebbe mai aspettato potesse succedere”. Anche lei ripete che “ha avuto un malore, come se fosse svenuto, nemmeno lui sa spiegare cosa gli è successo. Ha detto che non se ne è nemmeno reso conto, non ha capito più niente, si è ritrovato contro il muro con la gente che lo chiamava, che gli chiedeva se andava tutto bene, se si era fatto male. Non gli era mai capitato altre volte, mai”.
Le due vittime, entrambe sbalzate all'esterno del tram
A perdere la vita nell'incidente Abdou Karim Tourè, senegalese di 57 anni senza fissa dimora, alto e brizzolato, volto familiare nella zona, e Ferdinando Favia, commerciante 60enne di Vigevano. Viaggiavano entrambi a bordo del tram. I soccorritori hanno tentato a lungo di rianimarli con un massaggio cardiaco.
Favia, nato a Milano e residente ad Abbiategrasso, è stato sbalzato all'esterno del mezzo, era seduto al fondo del mezzo. Sul 9 viaggiava con la compagna, portata in codice rosso all'ospedale Fatebenefratelli.
Tram deragliato a Milano: le immagini del mezzo finito contro il palazzo
Un testimone: “Viaggiava come un missile”
Vicino ai giardini ‘Montanelli’ di Porta Venezia, uno dei parchi più amati dai milanesi, il tram numero 9 deraglia “con la velocità di un missile” racconterà un testimone, e finisce dritto contro la vetrina di un ristorante giapponese.
Fonte: www.rainews.it
