L'attacco all'Iran, dalla guerra ombra allo scontro aperto, l'escalation. Lo spettro nucleare
Due anni fa la prima rappresaglia diretta tra e Israele, che nel 2018 era riuscito a sfilare un intero archivio nucleare segreto dalla capitale iraniana con alcuni piani atomici
Negli ultimi anni il conflitto tra Israele e Iran si era evoluto, passando da una 'guerra nell'ombra' combattuta tramite proxy, cyberattacchi, blitz e sabotaggi, ad uno scontro aperto iniziato due anni fa con la prima rappresaglia diretta del regime degli ayatollah dal proprio territorio verso lo Stato ebraico.
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Ecco le principali tappe dell'escalation negli ultimi 15 anni.
"La guerra nell'ombra", 2010-2023
Lo scontro si è consumato con operazioni clandestine per rallentare il programma nucleare iraniano e l'influenza regionale di Teheran. Una serie di omicidi mirati ha messo nel mirino scienziati nucleari iraniani mentre sono partiti anche attacchi informatici come il virus Stuxnet per sabotare le centrifughe di Natanz.
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Nel 2018 Israele era riuscito a sfilare un intero archivio nucleare segreto dalla capitale iraniana con alcuni piani atomici. Nel 2020 viene ucciso Mohsen Fakhrizadeh, considerato il padre del programma nucleare iraniano, in un blitz attribuito al Mossad. Tra il 2021 ed il 2023, lo scontro avviene anche per mare con attacchi incrociati a cargo nel Golfo Persico e nel Mar Rosso.
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Inizio dello scontro aperto (2024)
Ad inizio aprile di quell'anno Israele colpisce il consolato iraniano a Damasco, uccidendo alti ufficiali dei Pasdaran, tra i quali il generale Mohammad Reza Zahedi. Il 13-14 aprile parte l'operazione 'Promessa Vera', la prima rappresaglia diretta dell'Iran dal proprio territorio con il lancio di 300 tra droni e missili (tutti intercettati) verso Israele.
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Meno di una settimana dopo lo Stato ebraico risponde con un attacco chirurgico vicino a una base aerea a Isfahan, distruggendo sistemi di difesa radar. A fine luglio Ismail Haniyeh, il leader politico di Hamas, viene ucciso a Teheran durante un raid attribuito a Israele. Il primo ottobre, poi, l'Iran lancia circa 180 missili balistici contro Israele come rappresaglia per la morte dei Haniyeh e del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah. Alla fine dello stesso mese Israele lancia l'operazione "Giorni del Pentimento", colpendo 20 siti militari in Iran, tra fabbriche di missili e difesa aerea.
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Il 13 giugno parte l'operazione 'Ruggito del Leone' con Israele che lancia una massiccia campagna aerea contro siti nucleari e militari in Iran (tra cui Natanz e Isfahan). L'Iran risponde immediatamente con ondate di droni e missili.
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Il 22 giugno gli Usa entrano in campo con 'Midnight Hammer', colpendo tre impianti nucleari iraniani.
All'indomani l'Iran attacca le basi americane in Qatar (Al Udeid) e in Iraq prima che, il 24 giugno, entri in vigore un cessate il fuoco mediato dagli USA dopo 12 giorni di ostilità.
Usa e Israele lanciano massiccio attacco congiunto sull'Iran, missili su tutto il Paese
Il 28 febbraio 2026
Siamo ad oggi. Gli Usa e Israele attaccano l'Iran che risponde con raffiche di missili verso Israele e con raid sulle basi americani in tutta la regione.
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Fonte: www.rainews.it
