Spiragli di accordo a Ginevra ma Teheran minaccia: «Possiamo affondare le portaerei
Segnali costruttivi dai colloqui: attesa una bozza di intesa entro due settimane. Pezeshkian apre alle verifiche sull'atomica, mentre Khamenei e la Marina mostrano i muscoli chiudendo lo Stretto di Hormuz
Da Ginevra trapela un cauto ottimismo, l'atmosfera è stata più costruttiva ha detto il ministro degli esseri iraniano Aragchi a margine dei colloqui. Un funzionario americano dichiara il sito Axios che sono stati fatti progressi e tra due settimane l'Iran tornerà al tavolo con proposte concrete. Stati Uniti e Iran lavoreranno a una bozza di accordo prima di fissare la data per un terzo round di negoziati.
E interviene da Teheran anche il presidente Pezeschian. Non cerchiamo l'arma atomica, dice, siamo aperti a verifiche. Ma nel giorno dei colloqui l'Iran mostra i muscoli.
La guida suprema, la Yadollah Khamenei, dichiara che anche l'esercito più forte può essere sconfitto e che la porta aerea americana nel golfo Persico può essere affondata. Mentre la marina iraniana chiude temporaneamente lo stretto di Hormuz per esercitazioni militari, Tehran dice che intende opporsi a qualsiasi nemico per quelle acque che sono uno degli snodi più importanti del mondo per le rotte del petrolio. La Casa Bianca preferisce sempre soluzioni pacifiche e negoziate, ma non si può esagerare, dice il segretario di Stato Marco Rubio.
Washington va avanti con i negoziati mentre le sue forze armate proseguono nel rafforzamento di mezzi aerei e navali in Medioriente.
Fonte: www.rainews.it
