La bandiera arcobaleno di Stonewall torna a sventolare, Trump aveva cercato di rimuoverla
Le proteste della comunità Lgbtqia+ hanno contribuito a far issare di nuovo il vessillo dei diritti civili delle minoranze, davanti al bar dove nel 1969 scoppiò la rivolta gay contro i soprusi delle autorità. Anche il sindaco Mamdani aveva protestato
AFP Più che una una bandiera, un simbolo di valore storico, fotografata dai turisti e amata dai residenti: il vessillo arcobaleno del Pride è tornato a sventolare a Christopher Street, la piazza del Stonewall Inn, il celebre pub del Village dove si può dire che sia nato il movimento gay, poi divenuto Lgbtqia+. Era stato ammainato per ordine dell'amministrazione Trump, ora è tornato a sventolare.
La bandiera era stata rimossa in base a nuove linee guida dell'amministrazione, secondo cui nei siti gestiti dal National Park Service possono sventolare solo bandiere degli Stati Uniti o bandiere autorizzate dal Congresso. Nel 2016, sotto la presidenza di Barack Obama, la zona intorno allo Stonewall Inn, incluso il Christopher Park, sono diventati un monumento nazionale gestito dal Park Service, il primo dedicato alla comunità Lgbtqia+ degli Usa.
Una folla è esplosa in applausi quando la bandiera arcobaleno è stata issata di nuovo sul pennone accanto a quella a stelle e strisce. Stonewall è un luogo simbolo per il movimento gay: nella piazzetta c'è il bar che divenne l'emblema delle lotte dalla fine degli anni Sessanta contro l'esclusione sociale e la violenza delle forze dell'ordine contro gli omosessuali, che erano soliti riunirsi in quel locale e che venivano sistematicamente sottoposti a “raid punitivi”.
A Stonewall nel 1969 nacque il movimento Lgbtqia+
L'amministrazione Trump aveva ordinato la rimozione del grande drappo arcobaleno dallo Stonewall National Monument di New York, scatenando un'ondata di sdegno tra gli attivisti e le istituzioni locali, che avevano letto il gesto come un tentativo simbolico di cancellare la storia del movimento Lgbtqia+.
Il vessillo, emblema dei diritti civili, è stato silenziosamente ammainato nei giorni scorsi dal pennone all'interno di Christopher Park, cuore del Greenwich Village, un'area gestita dal National Park Service. Il sito commemora i moti del 1969, scaturiti da un'irruzione della polizia nello Stonewall Inn - un bar frequentato soprattutto da gay, che fino a quel momento non avevano reagito alle angherie delle autorità. Si tratta dell'evento considerato la scintilla del moderno attivismo per i diritti delle minoranze sessuali negli Stati Uniti e in tutto il mondo.
La versione del National Park Service: non è un atto politico, nelle proprietà federali può sventolare solo la bandiera a stelle e strisce
Secondo il National Park Service, la rimozione non sarebbe un atto politico ma una misura dettata da una direttiva federale del 21 gennaio 2026. Il memorandum limita l'esposizione di bandiere sulle proprietà federali alla sola bandiera degli Stati Uniti, a quella del Ministero dell'Interno e al vessillo POW/MIA dedicato ai prigionieri di guerra e ai dispersi. La spiegazione tecnica però non ha convinto i leader democratici della città: il sindaco di New York, Zohran Mamdani, insediatosi a gennaio, ha definito l'operazione un “atto di cancellazione”, sottolineando come la città sia la culla del movimento Lgbtqia+ e che nessun provvedimento governativo potrà metterne a tacere la storia.
L'episodio è l'ultimo di una serie di frizioni ideologiche tra la Casa Bianca e le comunità per i diritti civili. Già nel 2025, subito dopo il ritorno di Trump alla presidenza, il governo aveva rimosso ogni riferimento alle persone transgender dal sito web del monumento di Stonewall, sostituendo l'acronimo Lgbtqia+ con il più limitato LGB, in conformità con un ordine esecutivo che riconosce esclusivamente due generi biologici.
Nonostante la breve rimozione, la bandiera arcobaleno ha continuato a sventolare su alcuni pali di proprietà comunale ai margini del parco e sulle recinzioni circostanti. Gli attivisti Lgbtqia+, guidati da figure storiche come Ann Northrop, hanno organizzato manifestazioni spontanee nell'area, promettendo una risposta decisa.
Molti rappresentanti istituzionali hanno annunciato l'intenzione di sfidare le direttive di Washington: ieri era stato programmato un evento pubblico per issare nuovamente il vessillo sul pennone del monumento, in un atto di disobbedienza civile, in linea con lo spirito di ribellione che animò Stonewall, cinquantasette anni fa.
Fonte: www.rainews.it
