Trump fa rimuovere la bandiera arcobaleno di Stonewall, protesta la comunità LGBTQ+
Era il vessillo dei diritti civili delle minoranze, davanti al bar dove nel 1969 scoppiò la rivolta gay contro i soprusi delle autorità. Il sindaco di New York si unisce alla protesta
AFP Più che una una bandiera, era un simbolo di valore storico - fotografata dai turisti e amata dai residenti.
Ora l'amministrazione Trump ha rimosso il grande drappo arcobaleno dallo Stonewall National Monument di New York, scatenando un'ondata di sdegno tra gli attivisti e le istituzioni locali, che leggono il gesto come un tentativo simbolico di cancellare la storia del movimento LGBTQ+.
Il vessillo, emblema dei diritti civili, è stato silenziosamente ammainato nei giorni scorsi dal pennone all'interno di Christopher Park, nel cuore del Greenwich Village, un'area gestita dal National Park Service. Il sito commemora i moti del 1969, scaturiti da un'irruzione della polizia nello Stonewall Inn - un bar frequentato soprattutto da gay, che fino a quel momento non avevano reagito alle angherie delle autorità. Si tratta dell'evento considerato la scintilla del moderno attivismo per i diritti delle minoranze sessuali negli Stati Uniti e in tutto il mondo.
Secondo il National Park Service, la rimozione non sarebbe un atto politico ma una misura dettata da una direttiva federale del 21 gennaio 2026. Il memorandum limita l'esposizione di bandiere sulle proprietà federali alla sola bandiera degli Stati Uniti, a quella del ministero dell'Interno e al vessillo POW/MIA dedicato ai prigionieri di guerra e ai dispersi.
La spiegazione tecnica non convince i leader democratici della città. Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, insediatosi a gennaio, ha definito l'operazione un "atto di cancellazione", sottolineando come la città sia la culla del movimento LGBTQ+ e che nessun provvedimento governativo potrà metterne a tacere la storia.
L'episodio è l'ultimo di una serie di frizioni ideologiche tra la Casa Bianca e le comunità per i diritti civili.
Già nel 2025, subito dopo il ritorno di Donald Trump alla presidenza, il governo aveva rimosso ogni riferimento alle persone transgender dal sito web del monumento di Stonewall, sostituendo l'acronimo LGBTQ+ con il più limitato LGB, in conformità con un ordine esecutivo che riconosce esclusivamente due generi biologici.
Nonostante la rimozione, la bandiera arcobaleno continua a sventolare su alcuni pali di proprietà comunale ai margini del parco e sulle recinzioni circostanti. Gli attivisti LGBTQ+, guidati da figure storiche come Ann Northrop, hanno organizzato manifestazioni spontanee nell'area e promettono una risposta decisa.
Molti rappresentanti istituzionali hanno annunciato l'intenzione di sfidare le direttive di Washington: per la giornata di giovedì è stato programmato un evento pubblico per issare nuovamente il vessillo sul pennone del monumento, in un atto di disobbedienza civile: in linea con lo spirito di ribellione che animò Stonewall, cinquantasette anni fa.
Fonte: www.rainews.it
